[Italy-editorial] Fwd: [fori-sociali] Rassegna stampa 12.4.02
carl0z
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Fri, 12 Apr 2002 20:56:59 -0400
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Subject: [fori-sociali] Rassegna stampa 12.4.02
Date: Fri, 12 Apr 2002 17:03:49 +0200
From: "carlo" <ramku@libero.it>
To: <Undisclosed-Recipient:;@investici.org>
IL SECOLO XIX
Le motivazioni del Riesame contro la scarcerazione dei teatranti austrizci
"G8: in piazza fu colpevole anche chi non frenò i violenti"
«La piazza - dicono i giudici - ha gravi responsabilità: se i "black bloc"
hanno messo a ferro e fuoco Genova, la colpa è anche di chi ha
partecipato in modo pacifico perché non è stato capace di fermarli». La
polizia? «Impreparata»
Genova. «La piazza è stata connivente, ha gravi responsabilità: se i "black
bloc" hanno messo a ferro e fuoco Genova nei giorni del G8 e poi sono
riusciti a farla franca, la colpa è anche di chi ha partecipato a quelle
manifestazioni in modo pacifico perché non è stato capace di fermarli».
La sentenza del tribunale del Riesame che doveva esprimersi sulla
legittimità dell'arresto di un gruppo di teatranti austriaci che erano stati
fermati con l'accusa di appartenere ai black bloc, non solo chiarisce che
quell'arresto «era sacrosanto», ma si spinge anche oltre.
Secondo il tribunale del riesame, per i fatti del G8 sono anche colpevoli
i manifestanti pacifisti, che non sono stati capace di evitare i disordini.
E poi la polizia che ha dimostrato di essere impreparata.
' Diversi i passaggi "caldi" del provvedimento firmato dai giudici genovesi.
"...... Di connivenza, in senso giuridico, potrebbe parlarsi per i tanti
che, scesi in piazza per manifestare pacificamente, hanno manteriuto un
atteggiamento meramente passivo di fronte ai gruppi di devastatori, nemmeno
troppo numerosi, che hanno agito indisturbati davanti ai loro occhi, pur
avendo la possibilità di tentare di bloccarli.......
«È una sentenza - affermano alcuni avvocati del Genoa legal forum - che
lascia senza parole: così si processa la piazza, così si criminalizza
chiunque - vuole manifestare».
La piazza è stata connivente, la piazza ha gravi responsabilità: se i "black
bloc" sono riusciti a tornare alle proprie occupazioni dopo il G8, senza
pagare per gli atti di vandalismo che hanno commesso, la colpa è anche di
chi ha partecipato a quelle manifestazioni. Insomma: la colpa è anche di
decine di migliala di manifestanti pacifici.
La sentenza del tribunale del riesame che doveva esprimersi sulla
legittimità dell'arresto di un gruppo di teatranti austriaci accusati di
appartenere ai black bloc, ha l'effetto di una deflagrazione. E come una
lama che afionda nella coscienza di chi nei giorni del G8 ha sfilato per
dire no ai Grandi. Una lama che ferisce tutti e non risparmia nessuno.
Neppure le forze dell'ordine. Per i teatranti austriaci si parla di concorso
morale. E si sancisce che è stato giusto arrestarli e sbagliato scarcerarli.
Anche se non sussistono più i motivi di tenerli chiusi in carcere.
Ma sono altri i passaggi destinati a suscitare le polemiche. Secondo il
tribunale del riesame, per i fatti del G8 è colpevole la gente,
i manifestanti che non sono stati capace di evitare i disordini.
Non solo. Secondo il tribunale colpevole è anche la polizia, che ha
dimostrato di essere impreparata. Come dimostra il fatto che
non è stata capace di affrontare un fenomeno nuovo come quello dei black
bloc.
La sentenza emessa ieri dal tribunale del Riesame, presieduto da Marina
Orsini, giudici Massimo Cusatti e Cristina Dagnino, parla
chiaro. Si legge a pagina 27: ......Di connivenza, in senso giuridico,
potrebbe parlarsi per i tanti che, scesi in piazza per manifestare
pacificamente, hanno mantenuto un attegiamento meramente passivo di fronte
ai gruppi di devastatori, nemmeno troppo numerosi, che
hanno agito indisturbati davanti ai loro occhi, pur avendo la possibilità -
ma non anche il dovere giuridico - di tentare di bloccarti.......
E ancora, nella pagina seguente si legge:...... è stato anche il mancato
isolamento dei "Black bloc" da parte della piazza, ed anzi il loro
riassorbimento nelle file dei manifestanmti pacifici - poco importa se per
paura, ignavia od altre ragioni -, a consentire alla massima
parte dei più facinorosi di tornarsene indisturbati alle loro occupazioni al
termine del vertice del G8, unitamente all'inesperienza ed
alle oggettive carenze delle forze dell'ordine nell'affrontare questo
fenomeno criminoso fino a quel momento inusitato per il nostro
Paese, almeno in forme così virulente».
«Una sentenza - afferma uno dei legali del Genoa social forum - che
lascia senza parola: così si processa la piazza, così si criminalizza
chiunque va a manifestare».
Nelle aspettative dei più, il provvedimento doveva "semplicemente"
chiarire se l'ordinanza di custodia cautelare che aveva portato a tenere in
carcere 23 teatranti di strada austriaci era stata corretta oppure no.
A luglio, questo provvedimento aveva fatto scomodare ambasciatori e
politici (austriaci), aveva suscitato feroci polemiche. E aveva
anche provocato le proteste del premio Nobel Dario Fo: «Li conosco - aveva
detto - sono attori veri».
In quei giorni, nelle ore successive afioro arresto, aveva fatto notizia
il famoso "reggisene nero" sequestrato sul camper e indicato in
una delle ordinanze come un segno di appartenenza ai black bloc. Insieme al
reggisene erano state sequestrate mappe di Genova, numeri di telefono di
awocati, foto di auto devastate, e poi magliette e altri indumenti, neri
pure quelli, e ancora intrisi di sudore.
Ieri il tribunale ha censurato «chi rafforzi in qualsiasi modo l'altrui
proposito criminoso: incitandolo a delinquere, manifestandogli piena
adesione owero, come in questo caso, indossandone i segni distintivi, quella
tenuta nera che unanimamente è stata riconosciuta anche solo da quanti hanno
seguito le vicende del G8 sui mass media come simbolo dei "Black Bloc" gli
autori degli episodi più violenti».
«Più nel dettaglio, in mancanza di riscontri circa il diretto
coinvolgimento degli indagati nella diretta consumazione di quei delitti, il
collegio ritiene che il quadro gravemente indiziario attenga al piano, non
meno rilevante, del concorso morale».
Claudio Caviglia
Le REAZIONI
«II tribunale esprime l'opinione della gente»
Genova. «Credo che il tribunale abbia registrato un'opinione comune a molta
gente. Quando si organizzano manifestazioni popolari e c'è la volontà che
non accada nulla, be' non accade nulla. L'ultima di Roma, quella
sull'articolo 18, lo dimostra».
Aurelio Di Rella, presidente dell'ordine degli awocati, commenta così i
"passaggi" più caldi del provvedimento emesso ieri dal tribunale del riesame
di Genova che doveva pronunciarsi sulla legittimità dell'arresto di un
gruppo di teatranti austriaci, accusati di essere black bloc.
«Chi organizza manifestazioni - aggiunge l'awocato Di Rella - e vuole
isolare i facinorosi lo può fare. In occasione dell'ultima grande
manifestazione di piazza che si è svolta a Roma e per la quale si è parlato
di milioni di partecipanti, tutto è filato liscio come l'olio. Come mai non
è accaduto nulla? Come mai si sapeva già, il giorno prima che non sarebbe
accaduto nulla, e non e accaduto nulla per davvero?».
Ma si può fare un processo alla piazza? «È difficile, perché la piazza non
esiste ma è sempre formata dai singoli». Ne è convinto Corrado Pagano,
presidente della camera penale. «Certamente - spiega l'awocato Pagano -
esiste una giurisprudenza che supporta questa sentenza. Ma i punti da
chiarire sono diversi. La prima è che i partecipanti, che pure si trovano ad
assistere a episodi di violenza, non hanno l'obbligo di intervenire. Poi
bisogna verificare se l'atteggiamento tenuto dalla gente ha favorito o meno
questi episodi di violenza. Non solo. Occorre poi verificare se il singolo
si è reso conto o meno di quanto stava accadendo. Insomma: se era cosciente
che un suo atteggiamento diverso avrebbe potuto cambiare lr cose». Meno
tecnica, e più politica, la risposta di Andrea Sandra, uno degli avvocati
del Genoa legai forum impegnati nel G8: «È una sentenza incredibile che
condanna chiunque manifèsta».
C.Cav.
LA REPUBBLICA - IL LAVORO
I giudici accusano chi non bloccò i devastatori di luglio Sorprendenti
valutazioni del Tribunale del Riesame sugli incidenti durante il vertice G8
"Tutti complici dei black bloc"
MARCO PREVE
LE DECINE DI MIGLIAIA DI PERSONE - uomini, donne, anziani, adolescenti,
mamme con passeggino, religiosi, sindacalisti - che manifestarono
pacificamente durante i giorni del G8, ma che non si impegnarono nella
cattura dei Black Bloc, furono conniventi, complici con i devastatori. E' il
pensiero dei giudici del Tribunale del riesame di Genova che, chiamati a
pronunciarsi sul controverso caso dell'arresto dei teatranti austriaci,
oltrechè ritenerli responsabili di concorso morale con le tute nere - in
linea con il recente parere della Corte di Cassazione che aveva annullato le
scarcerazioni decise invece da un'altra sezione del riesame dell'agosto
scorso -, hanno anche espresso alcune durissime valutazioni sul ruolo della
"piazza" in occasione del summit di luglio. Considerazioni che susciteranno
sicuramente forti reazioni, e tra le prime, ieri sera, quelle dei legali del
Genoa Social Forum. Valutazioni, quelle del riesame che, come vedremo,
censurano anche l'operato delle forze dell'ordine.
Massimo Cusatti, il giudice estensore della sentenza, ovvero il magistrato
che l'ha materialmente scritta anche per conto delle colleghe Marina Orsini
e Cristina Dagnino, oltrechè affrontare il ruolo avuto dai componenti del
gruppo teatrale austriaco "Volktheaterkarawane", si spinge più in là,
analizzando i comportamenti della massa. E così spiega: «Di connivenza, in
senso giuridico, potrebbe parlarsi per i tanti che, scesi in piazza per
manifestare pacificamente, hanno mantenuto un atteggiamento meramente
passivo di fronte ai gruppi di devastatori, nemmeno troppo numerosi, che
hanno agito indisturbati davanti ai loro occhi, pur avendo la possibilità -
ma non anche il dovere giuridico (altrimenti sarebbe stato contestato alla
massa il reato di omissione, ndr) - di tentare di bloccarli».
I giudici del riesame quindi, contrariamente a quanto sostenuto da polizia,
carabinieri, e in parte anche dai loro colleghi magistrati della procura,
ritengono quantitativamente irrilevante il fenomeno Black Bloc, al punto che
gli altri manifestanti avrebbero forse potuto bloccarli a mani nude.
Sulle migliaia di manifestanti contrari alla globalizzazione, quella imposta
dai G8, sulla presunta "inerzia" della "piazza", si concentrano le
pesantissime accuse del Tribunale del riesame di Genova. Eccole: «...è stato
anche il mancato isolamento dei Black Bloc da parte della piazza, ed anzi il
loro riassorbimento nelle file dei manifestanti pacifici - poco importa se
per paura, ignavia od altre ragioni - a consentire alla massima parte dei
più facinorosi di tornarsene indisturbati alle proprie occupazioni al
termine del vertice G8, unitamente all'inesperienza ed alle oggettive
carenze manifestate nell'affrontare questo fenomeno criminoso».
Dall'ordinanza dei giudici traspare quindi il convincimento che i
manifestanti dovessero in quei giorni trasformarsi in sceriffi
acchiappateppisti, magari in pistoleri come il metronotte che venerdì 20
luglio si affacciò alla finestra di casa in via Montesuello ed esplose un
colpo di revolver in aria per impedire ai devastatori di bruciare la sua
auto di servizio. Cittadinivigilantes, sembra essere l'auspicio, forse un
po' inquietante, dei giudici.
IL MANIFESTO
Le destre «comprano» i poliziotti
Ps in festa tra siluri e veleni. E il governo stanzia aumenti di stipendio
ALESSANDRO MANTOVANI
Un governo che ha programmato lo scontro sociale non può permettersi di
entrare in conflitto con le forze dell'ordine. E così ieri, a pochi giorni
dallo sciopero generale e alla vigilia della Festa della polizia, il
consiglio dei ministri ha stanziato 1200 milioni di euro (circa 2300
miliardi di lire) per il riordino delle carriere del comparto sicurezza. E'
lo sganciamento dal pubblico impiego, da sempre rivendicato dai sindacati di
ps. L'anno prossimo poliziotti, carabinieri, finanzieri e militari avranno
aumenti veri, non solo le briciole della finanziaria 2002. «E' un primo
successo della nostra mobilitazione, ma se va bene lo vedremo tra un anno»,
ha commentato Claudio Giardullo, segretario del Silp-Cgil. Festa tra le
polemiche. Il Siulp (a maggioranza Cisl) e il Sap (legato ad An) sono i
sindacati più forti e sembrano pronti a firmare qualsiasi cosa. Ma nel
variegato panorama (24 sigle) ci sono anche organizzazioni di destra che
gridano al tradimento. Oggi l'Usp diserterà la festa dei 150 anni della
polizia, Rinnovamento sindacale (Ugl) manifesterà all'esterno: nemmeno con i
soldi li hanno calmati. A fare gli occhi dolci al governo sono rimasti il
Lisipo e il Consap, che dopo il G8 di Genova hanno assunto la difesa
d'ufficio dei peggiori picchiatori (il Consap ha persino eletto in
segreteria Vincenzo Canterini, capo del reparto mobile di Roma e indiziato
numero uno per il massacro della Diaz). E' invece confermato il boicottaggio
dell'associazione funzionari di Giovanni Aliquò, contrario all'omaggio ai
prefetti imposto dal Viminale. L'Anfp mette in guardia chi pensa di mettere
un prefetto di carriera al posto del capo della polizia, una delle soluzioni
possibili per la successione a Gianni De Gennaro.
Oggi a Roma, tra piazza del Popolo e la terrazza del Pincio, ci saranno il
presidente Ciampi e il ministro Scajola, suonerà la banda e si esibiranno
cani, reparti a cavallo e campioni delle Fiamme oro; nel week-end le
celebrazioni proseguiranno in tutta Italia. Ma la polizia ha ben poco da
festeggiare: le ferite del G8 sono ancora aperte, si respira malcontento e
sbandamento. In questo clima il Siulp denuncia casi allarmanti di mobbing,
militarizzazione e pugno di ferro disciplinare, dopo aver puntato il dito
contro le operazioni-spettacolo di Scajola (caccia grossa agli immigrati,
guerra alla prostituzione, rastrellamenti di piccoli pusher).
La denuncia del Siulp. A Velletri (Roma) c'è perfino un'inchiesta della
procura sul caso di una poliziotta con quattordici anni di servizio, finita
sulla lista nera degli agenti che si ammalano troppo. La perseguitano, le
negano gli attestati di servizio, la fanno controllare da colleghi in divisa
(e una volta perfino i Cc) invece che da medici fiscali. «Succedono anche
cose più gravi, ma magari le vittime tacciono - spiega Gigi Notari, leader
della sinistra Siulp - E il mobbing in polizia riguarda tutti: se il tutore
dell'ordine è privato dei suoi diritti, che percezione può avere dei diritti
altrui? Il risultato è Genova». E' in atto un processo inverso a quello
avviato vent'anni fa: una sorta di ri-militarizzazione. «E' un problema
culturale - dice ancora Notari - Tornano i vecchi schemi militari: si
aspettano quattro anni per il trasferimento, funzionari reclutati dalle
forze armate fanno il bello e il cattivo tempo, si preferiscono le
`marcette' a una formazione seria. Ma l'aspetto più grave è il conformismo,
lo spirito di obbedienza. Il senso critico è considerato un fastidio, non
una risorsa. Si cercano tifosi, sostenitori. E invece la polizia è di tutti,
no global compresi, come la scuola e la sanità. Dobbiamo tutelare i diritti
e la democrazia, non certo metterci al servizio di una parte».
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