[Cmi-toscana] Mission statement v.1b

deprisa deprisa a inventati.org
Ven 2 Feb 2007 15:24:45 PST


pepsy ha scritto:
> At 17:04 +0100 29-01-2007, case wrote:
> 
>> Inoltre pensavo se espandere il concetto (!) di "senza voce",
>> voglio dire, "senza voce" rimanda alla mente sottoproletari e disperati
>> della terra... non so, invece come da altro mail, qui
>> di voce ce n'abbiamo.
>> Senza voce s'intende chi non ha organi di stampa o potenti
>> mezzi per di comunicazione o la cui voce appunto non ha
>> modo di farsi sentire, ecc. ecc. ecc.
> 
> Si, mi e' rimasto il "senza voce" anche dopo le osservazioni di caparossa.
> Per me se si trova un altro termine non ci sono problemi, basta che ci
> chiariamo su quello che *noi* intendiamo con le parole.
> 
> Per capirci, per me i "senza voce" si potrebbe anche chiamrali "senza
> media" ovvero i singoli e gruppi che non hanno accesso alla vasta platea
> dell'informazione in quanto completamente invisibili sui media mainstream.

provo a spiegarmi meglio. Il mio problema non e' come vogliamo chiamare 
chi non accede ai mezzi di informazione (ufficiali e non)

io vorrei discutere, non tanto per inserire un altro punto all'interno 
del mission statement (e scusate se colgo sempre l'occasione sbagliata),
sul fatto che indymedia, per me, dovrebbe essere uno strumento e uno 
spazio dove fare e
disfare informazione, dove oltre a pubblicare notizie/riflessioni/fatti
ci sia anche lo stimolo del dubbio. Intendo dire che non mi piace l'idea
che indy diventi una bibbia dell'informazione dove si trova la "verità" 
e neanche doverla difendere dalle accuse di non affidabilità.
Piuttosto io la vedo come uno strumento di interazione dove la ragione 
più che assimilare, considera e valuta, insomma è attiva.

Attivo non solo chi scrive ma anche chi recepisce.

Detto questo per me il mission statement va bene cosi'.



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