[Cmi-toscana] causa effetto..

caparossa caparossa a autistici.org
Mar 13 Nov 2007 00:37:42 PST


Alle 20:59 di lunedì 12 novembre 2007, killerina ha scritto:
> Il Monday 12 November 2007 15:49:29 cartman a inventati.org ha scritto:
> > siamo veramente messi male.
> > Se la mia mail è parsa un comunicato me ne scuso ma c'era scritto
> > che voleva essere spunto di riflessione se a qualcuno non interessa
> > è un altro paio di maniche.
>
> a me invece interessa, ma interessa analizzare il tutto, ponendo
> particolare (non unico) accento su come i media hanno gestito la
> cosa.
>
> > Bene a saperlo.
> > se come dici questa cosa non interessa è un'altra cosa.....certo
> > che non interessi che un ragazzo di 27 anni è stato ammazzato da
> > uno sbirro e che ieri si è vissuto uno sorta di rivolta stile
> > Banlieu... siamo messi benino!!!
>
> no, a me, che sono estranea per scelta agli ambienti calcistici,
> interessa capire. Capire come sia possibile, ad esempio, che
> tifoserie opposte anche politicamente (almeno questa e' la notizia
> girata ieri, correggetemi se sbaglio) si siano trovate tutto d'un
> tratto unite contro il nemico comune. Perche' a me questa logica non
> mi convince granche', altrimenti qualcuno mi spieghi perche' non si
> scende in piazza con forza nuova quando manifestano contro israele
> e/o la globalizzazione (=nemico comune). Davvero vorrei capire, non
> e' una provocazione.

il mondo ultrà ha tratti comuni, un minimo comun denominatore che 
è "l'essere ultra" e l'essere oggetto privilegiato di repressione.
tutti gli ultrà, a prescindere dal colore politico (sempre che ci sia, 
cosa che non sempre è), hanno tutti provato una cosa:

la repressione, più o meno violenta, della polizia.

e nella maggior parte dei casi è stata l'unica forma in cui hanno visto 
agire verso di loro lo "stato" (cosa che non è tipica solo del mondo 
ultrà, ovviamente. consideriamo, però, che spesso chi sta nelle curve, 
soprattutto nelle grandi città, non arriva dagli strati sociali 
più "elevati", e sono spesso persone che quello che si vivono in curva 
poi se lo vivono pure nel quartiere).

questo è quanto unisce gli ultrà, e li fa agire più o meno di comun 
accordo, quando succede.

per il resto spesso e volentieri sono divisi su tutto, anche se hanno la 
stessa fede politica.

> > > A me una discussione come questa non interessa e non penso che
> > > sia questa la sede. Se c'e' un post nel newswire sono
> > > dispostissimo a valutare insieme se farci una feature; che
> > > peraltro, in quanto tale, si presume abbia dei link, e che questi
> > > siano per lo piu' post del nw. S'ha a fare cosi'?
> > >
> > > Non entro nel merito della riflessione anche se il non
> > > condividere praticamente nessuna delle valutazioni espresse mi
> > > stimolerebbe a farlo ;-)
>
> Neanche io condivido alcuni passaggi del testo di cartman.
> Specificatamente questo:
>
> Questa la causa. l'effetto è stato prima il non ascoltare la voce dei
>   tifosi in maniera arrogante, da chi sa di avere un potere da
> esercitare ed è conscio dell'impunibilità dei suoi atti, poi la
> rabbia e la violenza che in quelle forme l'avevamo lasciata negli
> anni '70.
>
> la voce di quali tifosi? perche' a me sinceramente della voce degli
> ultra' fasci m'importa una beata sega. E non mi risulta (ma ripeto
> che parlo da estranea all'ambiente) che la tifoseria laziale vanti
> gruppi di tifosi "compagni". E da quel poco che si sa del tifoso
> ucciso, mi pare fosse abbastanza vicino agli ambienti tradizionali
> della tifoseria laziale. Ma magari non ho capito una ceppa. (Gli
> amici si sono radunati ai parioli, la prima caserma assaltata e'
> stata quella di prati, il tipo suonava al piper e altri locali iper
> fighetti della roma bene etc etc).

la voce dei tifosi è un movimento di comunicazione fatto di radio, 
internet e contatti tra "vertici", che già in passato a portato a 
azioni comuni.
più un agire comune a prescindere dall'organizzazione, tipico di chi 
agisce in ambiti simili anche se distinti.

nel caso di ieri c'è da distinguere tra quello che è successo sui campi 
e fuori dai campi nel pomeriggio, e quanto è successo a roma.

nel primo caso gli ultrà hanno provato, e in alcuni casi sono riusciti a 
fermare le partite.

a roma non lo so, onestamente, cosa è successo. ma sicuramente qualcosa 
di diverso.

> Quale violenza avevamo lasciato agli anni '70? Io cercherei di
> evitare parallelismi un po' azzardati (qualcuno c'ha gia' infilato il
> g8 di mezzo, che a una settimana dal corteo di genova, mi fa
> abbastanza schifo. Anche perche', onestamente politicamente ci vedo
> molto poco in comune, per non dire nulla.)

mi permetto di consigliale la lettura de "I furiosi" di Nanni 
Balestrini, prima di dire che è azzardato un parallelismo tra curve e 
anni '70.
come ricordava qualcuno ieri non ricordo su che giornale, alla fine 
degli anni '70 la curva del toro partecipò all'occupazione di 
Mirafiori. Ma molte fuorono le curve, almeno fino alla fine degli 
anni '80, che erano non solo di sinistra, ma proprio di movimento 
(fossa dei griffoni di genova, il vecchio cucs e i fedayn della roma, 
le brigate rosso nere del milan, gli ultrà dell'ancona, quelli di 
livorno e pisa, e tanti altri).

dire che quello che è successo domenica non c'entra col calcio è una 
cazzata bella e buona: lo sbirro era in giro per autogril proprio 
per "prevenire" scontri tra tifosi.

non ragionare, politicamente, di sta gente che se ne va in giro col 
cannone a sparare ad altezza d'uomo alla gente (per quanto tifosi o 
ultrà), è da pazzi.

poi non sono d'accordo sul fatto che quel tipo di violenza poliziesca 
l'avevamo lasciata negli anni '70: se leggi questo:

http://isole.ecn.org/lucarossi/625/625/

che purtroppo arriva solo fino alla fine degli anni '80, scopri che quel 
tipo di violenza poliziesca si è sviluppata fino ai giorni nostri in 
maniera indegna di una democrazia (e quindi degna dell'italia, che non 
è una democrazia).

i morti ai posti di blocco sono ormai coronaca da pagina 28.
l'impuntità degli sbirri è legge.

> Perche' non puntare l'attenzione, ad esempio, sul fatto che quand'e'
> stato di Raciti erano tutti a caccia dell'assassino. Adesso e' stato
> un "tragico errore" di default. Di default un* qualunque e' un
> assassino, un poliziotto mai. Quand'e' stato di Raciti, sospese le
> partite. Ieri no. Non tutte quanto meno. E sarà un caso che il 
> delirio e' successo nelle città in cui non si giocava? Forse no.

questo è fondamentale anche secondo me:

ieri fin che ho retto a vedere i tg sono rimasto veramente sconvolto dal 
mondo al contrario descritto:

- il povero poliziotto che ha sbagliato, ed ha ammazzato una persona;
- i pazzi criminali terroristi da fermare a tutti i costi, che hanno 
  rotto cose

però questo meccanismo, mi spiace dirlo, è lo stesso che è scattato con 
Carlo Giuliani, il violento con l'estintore in mano, e il povero 
poliziotto del sud che si difendeva, Placanica.
ed è ancora oggi opinione comune, tra quei pochi che sanno o si 
ricordano cos'è successo a genova nel 2001.

per quello che è successo negli stadi, ho già detto sopra.

> Perche' non puntare l'attenzione sulla palese incapacita' (o se
> vogliamo sulla mancanza di volonta' di base) di istituzioni, società
> e quant'altro di affrontare la questione? Perche' non fanno altro che
> emettere leggi palliativi che lo sanno anche loro che non serviranno
> a nulla se non per qualche tempo. E allora, a chi giova tutto questo?

per fare quanto dici bisogna conoscere ed indagare il "fenomeno" ultrà, 
che tra l'altro è diverso tra città e città.
io sono stato per anni, durante l'adolescenza, ultrà di periferia 
(vagolando tra serie B e serie C), che era cosa diversa essere ultra di 
serie A (ho frequentato marginalmente la curva dell'Atalanta, negli 
stessi anni), che era cosa ancora diversa dall'essere ultrà di una 
grossa tifoseria.
faccio un esempio:
già noi sfigati di serie B avevamo ogni domenica un tot di biglietti a 
gratis, che poi rivendevamo, un centinaio circa. rivenduti a 5000 lire. 
due volte il mese, che fa circa un milione al mese, che non è 
pochissimo. senza contare gadgets vari e la tessera per essere parte 
del gruppo.
moltiplicate questo meccanismo per la curva del milan o dell'inter, 
20.000 persone e i biglietti a 10.000 lire (allora), e si inizia a 
farsi un'idea dei soldi che giravano (oggi non lo so) intorno alle 
curve.
senza contare che allora i capi della curva del milan gestivano pure i 
milan point ufficiali (o almeno così si raccontava).

i miei racconti possono finire, per esperienza diretta, a 20anni fa.
oggi sicuramente è cambiato tanto, soprattutto nella geografia politica 
delle curve (molte storiche curve di sinitra sono diventate di destra, 
ed estrema, come quella della roma). ma anche nel rapporto con le 
società e con le istituzioni.

> Poniamo delle domande invece di pretendere di dare delle risposte?

se ci interessa capire bisogna fare domande e cercare risposte.
una volta si chiamava "inchiesta", non so oggi... :)

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"E se mi prendono?"
"Ti hanno gia' preso, coglione.
E se ti liberi?"
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