[Cmi-toscana] proposta ftr ultras
caparossa
caparossa a autistici.org
Mar 20 Nov 2007 00:10:00 PST
Alle 00:20 di martedì 20 novembre 2007, pepsy ha scritto:
> Il resto potrebbe andare bene ma, visto che su questa ftr ci stiamo
> (una volta tanto...) discutendo mi sembra che sia necessario
> integrare il testo con quanto espresso da case, ma non solo da lui
> visto che alcune delle cose che scrive le condivido.
>
> Per esempio ci metterei qualcosa di piu' a proposito della sindrome
> securitaria che aleggia pesantemente nel paese e non solo per gli
> ultra e ci aggiungerei almeno un rigo di critica a proposito
> dell'attitudine machista di certi atteggiamenti. Giusto per dire le
> prime due cose che mi vengono in mente.
personalmente sono d'accordo su queste cose.
> Questo soprattutto perche' io non sono di quelli che pensano che i
> nemici dei miei nemici sono miei amici. In qualsiasi caso.
Senza polemica, ma questa è una lettura superficiale e pure un po'
aristocratica (e anche un po' offensiva nei confronti di chi sta
portato avanti in un certo modo la discussione qui :).
Proprio ieri ho iniziato a leggere questo:
http://www.shake.it/lunasottocasa.htm
Allegato c'è un cd con una conferenza_chiacchierata di Primo Moroni, in
cui racconta la storia delle aggregazioni di strada giovanili milanesi
dagli anni '50 agli anni '80, usando come cartina di tornasole il
modificarsi della geografia urbana della città.
Mi permetto di consigliarvelo, anche se non ve ne frega una cippa di
Milano, proprio per il metodo (!) che usa nel leggere la città e le sue
trasformazioni.
Ad un certo punto parla delle aggregazioni giovanili degli anni '50,
cartine alla mano, e racconta, spiega, come quelle più articolate e
sperimentali e "avanti" fossero quelle nate all'interno di un tessuto
sociale variegato (quelle del centro storico, nel caso di Milano di
allora), mentre quelle più arretrate erano quelle delle nuove periferie
dormitorio. Queste ultime furono quelle che produssero la cultura più
marginale e deviata di tutto il fenomeno, e la più violenta.
Andare a leggere il fenomeno ultra non è parteggiare per il nemico del
nemico, ma il tentativo di capire come e perché un fenomeno che fino a
20anni fa era "nostro" ora sia diventato "loro".
Domenica sul manifesto è stato intervistato quella merda di Guido
Zappavigna:
http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/18-Novembre-2007/art9.html
e ad un certo punto si legge:
D: In curva comanda la destra?
R: La curva, lo stadio è uno spaccato della società. Una volta nelle
borgate il cosiddetto fascista non entrava. Oggi nella società è di
moda la destra.
Moda a parte, vorrei far notare il "una volta nelle borgate il
cosiddetto fascista non entrava".
Oggi è quasi il contrario.
Questo, a mio avviso, si deve andare a leggere.
Partire dalla curva può aiutarci, proprio perché oggi la curva è uno dei
luoghi più "immediati" con cui si possono leggere gli "umori estremi"
delle nostre periferie, nel male ma anche nel bene.
Andare a capire cosa è cambiato nella nostra socialità quotidiana e dove
si forma il propio posizionarsi nella società e i miti che ci portiamo
dietro e perché e bla bla bla.
--
"E se mi prendono?"
"Ti hanno gia' preso, coglione.
E se ti liberi?"
http://www.crimethinc.com
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