[Emilia-romagna] [Contattaci] richiesta di featuring
scheggia a canaglie.net
scheggia a canaglie.net
Ven 1 Feb 2008 01:40:56 PST
coordinamento Rompere il Silenzio ha inviato un messaggio usando il modulo
di contatto http://emiliaromagna.indymedia.org/contact.
Rompere il silenzio!
CORTEO NAZIONALE
Sabato 9 febbraio
Bologna
Contro una sicurezza fatta di morti sul lavoro,
di violenza poliziesca,
di guerra contro popolazioni inermi,
di deportazioni di immigrati e propaganda razzista,
di repressione spietata del dissenso e del "diverso".
Un’occasione importante per riportare
la “questione sicurezza” nei suoi termini reali.
Una possibilità di riaffermare con forza
la volontà di difendere gli spazi in cui agire e il dissenso
messi pesantemente in discussione
dalla repressione delle istituzioni.
CORTEO NAZIONALE SABATO 9 FEBBRAIO
CONCENTRAMENTO ORE 14.30 SOTTO LE DUE TORRI
A Bologna 5 compagni da oltre tre mesi sono in carcere, in uno stato di
detenzione aggravato dall’elevato indice di vigilanza (EIV) e dalla
censura sulla corrispondenza, per aver cercato di opporsi a un TSO in una
piazza del centro; altri due stanno scontando pene da 10 mesi, non ancora
definitive, per una scritta sui muri del centro fatta in solidarietà con
gli altri arrestati.
E questi sono solo gli ultimi di un lungo elenco di episodi che nei mesi
recenti hanno segnato la fitta “cronaca repressiva” bolognese.
La città è satura di divieti e il centro storico è ormai massicciamente
presidiato da polizia e vigili urbani. Vengono sgomberate case e spazi
sociali, demoliti con le ruspe gli accampamenti e le baracche dei nomadi,
criminalizzate tutte le forme di dissenso politico e sociale.
Tutto ciò in nome della “sicurezza” e della lotta al degrado,
ritornelli che da tempo riempiono le prime pagine dei giornali con
l’effetto, e lo scopo, di aumentare artificialmente il senso di
insicurezza dei cittadini e di stendere sui reali problemi della gente una
cappa di silenzio assordante fatta di cinismo, di indifferenza e di
rassegnazione.
Bologna sembra tornata ad essere un laboratorio nel quale, proprio
attraverso un sindaco “di sinistra”, sperimentare tecniche di controllo
sempre più raffinate e dispiegate. Il sindaco di Bologna è l’ideatore
del “pacchetto sicurezza” fatto proprio dall’assemblea dei sindaci e
tramite il ministero degli interni Amato presentato in parlamento e quindi
adottato a livello nazionale.
D’altra parte, lungi dall’essere una problematica prettamente locale,
la “questione sicurezza” è ormai diventato un cavallo di battaglia di
tutti i politici di professione a livello nazionale, un tema su cui destra
e sinistra fanno a gara nel proporre le soluzioni più liberticide
possibili. In tutta Italia, giorno per giorno, cresce l’intolleranza nei
confronti delle categorie più “deboli”. Proprio un sistema fondato
sull’assoggettamento autoritario sancisce chi è da tutelare e chi da
perseguitare esponendo gli esclusi alla violenza vigliacca: dagli attacchi
ai campi rom e in generale alle comunità immigrate, alla violenza sulle
donne, dall’uso sempre più sfacciato delle istituzioni totali, delle
carceri e delle strutture psichiatriche, alle quotidiane scorribande dei
neofascisti.
Questa, progressiva, ed evidente devastazione dei rapporti sociali non
avviene casualmente e al contrario, secondo noi sta a testimoniare come sia
in atto un lucido processo di ristrutturazione che, con passi da gigante,
cerca di trasformare radicalmente le regole di questo stato
“democratico”. E più che una restaurazione rivolta al passato crediamo
rappresenti piuttosto la necessaria condizione per il mantenimento di un
sistema politico, economico e sociale ormai basato strategicamente sulla
guerra. Infatti, mentre gli eserciti di tutte le potenze occidentali
(compreso il nostro) sono impegnati in ogni angolo del globo a massacrare
le popolazioni più povere per “esportare la democrazia”, la riduzione
di ogni spazio in cui agire il dissenso e il controllo di ogni tipo di
opposizione diventa una priorità imprescindibile a tutti i livelli, da
quello internazionale a quello iper-locale: aumento della militarizzazione,
tassi di carcerazione in costante crescita, internamento e deportazione
degli immigrati, persecuzione sfacciata di ogni lotta sociale, dagli
scioperi alle occupazioni di case, dalle proteste contro la devastazione
ambientale alla opposizione alla guerra stessa. E ovviamente tra i più
colpiti ci sono coloro che si dichiarano apertamente nemici dello stato e
del suo ordine sociale.
Dovrebbe essere allora evidente a chiunque non si lasci abbindolare
completamente dalla propaganda di regime che l’insicurezza reale delle
persone deriva in realtà da ben altri problemi.
Il quotidiano stillicidio di morti bianche e di incidenti sul lavoro
provoca un numero di morti, invalidi e feriti di gran lunga superiore a
quello delle vittime della criminalità. Così come l’impoverimento che
colpisce la stragrande maggioranza della popolazione non dipende da furti e
rapine ma da salari sempre più scollegati dal costo della vita in costante
aumento.
L’insicurezza reale è data dall’aumento costante dei lavori precari,
malpagati e senza tutele, dai continui licenziamenti (motivati per lo più
dallo spostamento delle attività all’estero, dove è possibile sfruttare
ancora più brutalmente la manodopera con guadagni ancora maggiori per i
padroni); dagli affitti ormai insostenibili; da uno stato sociale che non
ha più nulla da offrire, anzi: si muore d’ospedale e ci si intossica
soffocati dai rifiuti.
Su queste tematiche abbiamo deciso di convocare a Bologna una
manifestazione nazionale per il 9 febbraio. Un’occasione importante per
riportare con il giusto peso la “questione sicurezza” nei suoi termini
reali, per denunciare pubblicamente il terrorismo di politici e giornalisti
che in tutta Italia si adoperano per scongiurare il rischio che ci si
unisca nella lotta contro i potenti, unica via d’uscita concreta dalla
miseria incalzante. Un’occasione per riaffermare con forza la volontà di
difendere gli spazi in cui agire il dissenso messi pesantemente in
discussione da queste strategie repressive.
Un'occasione, insomma, per rompere il silenzio.
La manifestazione attraverserà le strade di Bologna ribadendo e
articolando il discorso fatto sinora con l’intento di portare queste
riflessioni all’orecchio degli abitanti di questa città e di coinvolgere
chiunque condivida questo tipo di necessità.
Coordinamento “Rompere il silenzio”
-----------------------------------------
FATTI DI PIAZZA VERDI. NUOVI ARRESTI.
Dopo che il 13 ottobre ’07 erano state arrestate 5 persone per essersi
opposte alla polizia tentando di impedire una deportazione psichiatrica
(TSO) in piazza Verdi, e il giorno seguente ne venivano arrestate altre 5
per aver espresso solidarietà con delle scritte sui muri, all’alba di
giovedì 31 gennaio ’08 altre 4 persone vengono arrestate sempre in
relazione ai fatti di piazza Verdi, per i quali erano state tirate fuori
dal cilindro delle accuse pesantissime quali ad esempio il reato di
rapina, poiché, durante il brutale arresto, lo smarrimento da parte
della
polizia di un paio di manette e una ricetrasmittente era stato accollato
ai
ragazzi. Agli ultimi 4 arrestati sono stati imputate le medesime accuse,
“aggravate” dall’essere alcuni fra gli organizzatori di iniziative
di
solidarietà ai propri compagni. Due di essi sono ai domiciliari, uno in
custodia cautelare e un altro si trovava già in carcere per le scritte
di
cui sopra, punite con 10 mesi di carcere.
Con questi ultimi arresti viene allora esplicitato: anche la sola
solidarietà è ormai un vero e proprio crimine!
Tanto che sul mandato di cattura l’aver espresso solidarietà viene
esplicitamente menzionato come “rafforzativo” della condotta
criminosa.
Per intenderci, sotto accusa non è il “come” la solidarietà viene
espressa ma il solo averla espressa.
Questa criminalizzazione della solidarietà e del dissenso sono parte di
una strategia che mira ad isolare e depotenziare le situazioni di lotta:
dalle condanne per la rivolta di Genova, a quelle di 7 anni per
resistenza
inflitte a Firenze per una manifestazione contro la guerra nei Balcani,
passando per le aggravanti di terrorismo per gli ultras, al costante
utilizzo dei reati associativi, agli sgomberi di occupazioni di case e
spazi sociali…
Mentre il bombardamento mediatico attraverso un susseguirsi di emergenze
sempre nuove crea un clima d’insicurezza volto a giustificare
l’introduzione di provvedimenti speciali permanenti, che sono in
realtà
esigenze di chi ci comanda.
Dall’emergenza terrorismo a quella ultras, dall’aviaria
all’immigrazione, dai rom al delirio securitario: sono solo alcuni
esempi
delle apocalittiche minacce di cui sistematicamente ci dimentichiamo
quando
ne subentra una nuova, anch’essa funzionale a spostare l’attenzione
dai
problemi reali.
Di fronte a tutto ciò non possiamo rimanere in silenzio.
Per questo saremo in piazza a ribadire tutto questo
PRESIDIO sabato 2 febbraio, 15.30 sotto le Due Torri
PRESIDIO mercoledì 6 febbraio, 15.30 sotto le Due Torri
CORTEO sabato 9 febbraio. Concentramento sotto le Due Torri alle 14.00
Maggiori informazioni sulla lista
Emilia-romagna