[Emilia-romagna] [ftr] oleodotti nato

novus novus a riseup.net
Mer 12 Mar 2008 09:29:56 PDT


Bravo humanoide!
Come titolo mi viene: "Un incidente militare minaccia il nostro ecosistema"
Nella ftr ho sistemato la ripetizione di una particella pronominale (un 
semplice "si") nel primo paragrafo e ho aggiunto un link con info sulla 
rete POL. Nulla di che, ho copia/incollato tutto qua sotto...
Per l'immagine c'è questa che è siNpatica sui militari e il petrolio: 
http://www.safecom.org.au/images/want-oil.jpg

So che drupal è bastardo, ma cerchiamo di fare attenzione con la 
formattazione nei testi delle features: non è fondamentale, però molto 
spesso qualche spazio o riga bianca sminchia l'articolo!!!

novus
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Il 9 marzo 2008 alle 7 del mattino <a 
href="http://presidiopermanente.noblogs.org/post/2008/03/11/disastro-ambientale-a-causa-dell-oleodotto">diversi 
ettolitri di kerosene vengono riversati nel territorio vicentino</a> da 
una falla che si è prodotta nell'oleodotto che porta il kerosene da La 
Spezia fino ad Aviano.

L'allarme viene dato 11 ore dopo, quando l'onda di carburante, 
riversatasi nei fiumi Bacchiglione e Astichello, ha già attraversato 
Vicenza e sta raggiungendo Padova. Altro kerosene fuoriuscito ha 
contaminato la zona di ricarico della falda acquifera che rifornisce 
Vicenza. Il pompaggio del kerosene nell'oleodotto viene interrotto in 
ritardo. I media nazionali tacciono vergognosamente della vicenda, o nel 
miglior caso ci dedicano poche righe.
L'oleodotto fa parte della rete <a 
href="http://www.dedalonews.it/it/index.php/02/2007/nessun-segreto-sulloleodotto-vicenza-aviano">POL</a>, costruita negli anni '60 dalla NATO 
per rifornire di carburanti le diverse basi militari. E' ramificata 
nell'intera Europa e in Italia si divide in diversi tronconi, 
attraversano 6 regioni, 17 province e 136 comuni. Una troncone <a 
href="http://emiliaromagna.indymedia.org/node/1565">attraversa l'Emilia 
Romagna</a> dove si trova lo snodo di Collecchio (Parma), da qua procede 
sia per il Veneto e il Trentino (dove va ad alimentare la basi di 
Aviano, Villafranca, Istrana e Rivolto) che per Cervia (sede del 5° 
storno). Un grosso deposito di carburante per l'oleodotto si trova in 
Val Mulinello, in Liguria. Il tratto italiano dell'oleodotto ha una 
capacità di 1 milione e 600 mila litri al giorno (raggiunti nel 1999 
durante la guerra in Kosovo).
Il tratto Emiliano dell'oleodotto passa in un territorio fortemente 
agricolo e vicino alla foce del Po'. Un'eventuale falla produrrebbe un 
danno ambientale enorme, con l'inquinamento del Canale 
Emiliano-Romagnolo (che rifornisce d'acqua tutta la Romagna), 
l'inquinamento delle falde acquifere e lo sterminio della fauna.

Questo fatto ricorda che la lotta alle basi militari è una lotta che 
coinvolge tutt* quant*. Non è la salvaguardia dei propri interessi 
contro gli interessi generali come sostengono molti politicanti 
favorevoli a grandi opere e guerre. Lottare contro queste basi di morte 
significa lottare contro gli eserciti e le guerre degli stati, lottare 
per la salvaguardia dei territori interessati dalla presenza delle basi 
e tutto ciò che ad esse concerne. Le basi non portano progresso 
economico come vogliono fare credere i potenti, portano pericoli 
ambientali e non solo, e anche se portassero progresso economico si 
fanno inevitabilmente portatrici di morte per coloro che subiscono la 
violenza degli eserciti.
In Italia sono presenti 113 basi militari tra USA, NATO e forze militari 
italiane e sei di questi basi sono presenti in Emilia Romagna: una base 
e un deposito dell'aeronautica militare statunitense e della NATO a 
Parma e a Monte San Damiano (Piacenza), due stazioni di 
telecomunicazione NATO a Bologna e sul Monte Cimone, un altro a Rimini, 
dove è presente anche il gruppo logistico statunitense per l'attivazione 
dell'armamento nucleare.
Nel frattempo <a 
href="http://presidiopermanente.noblogs.org/post/2008/03/11/p.d.-pestaggi-democratici">alle 
contestazioni a Veltroni</a> da parte dei No Dal Molin la polizia 
risponde con le botte.
E' necessario ora più che mai ribadire il proprio no alle basi militari 
a livello internazionale.

<a 
href="http://www.nodalmolin.it/comunicati/comunicati_136.html">comunicato 
della rete No-Dal Molin sulla contestazione a Veltroni</a>
<a 
href="http://www.nodalmolin.it/comunicati/comunicati_134.html">comunicato 
sul disastro ambientale</a>
<a href="http://www.kelebekler.com/occ/busa.htm">l'elenco delle basi 
militari sul territorio italiano</a>




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