[Emilia-romagna] [Indymedia Italia 2.0]

lorcon the_mad_umanoid a inventati.org
Mer 7 Maggio 2008 09:57:35 PDT


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Hash: SHA1

inoltro da process
- -----------------------
> 
> Oggetto:
> [Indymedia Italia 2.0]
> Da:
> "ombra" <ombra a riseup.net>
> Data:
> Wed, 7 May 2008 18:40:38 +0200 (CEST)
> A:
> imc-torino a lists.indymedia.org
> 
> A:
> imc-torino a lists.indymedia.org
> CC:
> imc-liguria a lists.indymedia.org, imc-calabria a lists.indymedia.org,
> imc-milano a lists.indymedia.org, imc-napoli a lists.indymedia.org,
> imc-roma a lists.indymedia.org, emilia-romagna a lists.indymedia.org
> 
> 
> Questo è il documentone consensuato sulla lista italy process per la
> ri-nascita di Indymedia Italia.
> Entro qualche giorno lo tradurremo e lo manderemo alle liste internazionali.
> 
> Ciao a Tutti/e
> maska
> 
> --
> 
> [Indymedia Italia 2.0]
> 
> Nel dicembre 2006 indymedia italia ha deciso di sospendere la
> pubblicazione sulle sue pagine, nell'intenzione di marcare una radicale
> discontinuità nel percorso politico che la comunità stava seguendo. La
> necessità di far divenire questo strumento più automatico e meno diretto
> da gruppi costituiti fornendo la possibilità di partecipare direttamente
> alla segnalazione di notizie fuori policy ci ha spinto a cercare nuove
> modalita di creazione dell'informazione attraverso la valorizzazione degli
> apporto esterni alle liste rendendo possibile e dando gli strumenti agli
> stessi utenti per creare feature oltre che alla pubblicazione nel N.W. La
> decentralizzazione trova nei nodi un primo passaggio utile alla miglior
> razionalizzazione del sistema ma con l'intento di far divenire ciascun
> utente parte attiva e/o propositiva assurgendo al valore che il singolo ha
> nel contribuire alla creazione dell'informazione, Non a caso molti post
> del N.W., da alcuni nodi locali, vengono riconosciuti come propositivi per
> feature a tema. Tutto ciò non vuole porsi in antitesi al valore del lavoro
> collettivo od alla necessita di modalita di confronto e dialogo in liste
> ma semplicemente far divenire indymedia un media alla portata di tutti a
> prescindere salvo che per elementi contrari alla policy. Un'altro
> questione importante risiede nel voler, seguendo strade e linee diverse,
> cercare le migliori soluzioni adattative alla realta dell'autoproduzione
> dell'informazione mettendo a confronto i risultati ed i lavori svolti dai
> vari nodi ma non con una volonta uniformatrice ma semplicemente come un
> continuo progetto propositivo autoinnovante. Per questo anche se
> essenziale una comunità ampia si vorrebbe ridurre le prerogative a
> prescindere dei gruppi in lista nei singoli nodi per puntare a tutte le
> creazioni che effettivamente trovano una valida collocazione nel media.
> 
> La crisi che il network italiano attraversava e che ha portato a questa
> decisione è stata determinata dai seguenti fattori:
> 
> * il non funzionamento del metodo del consenso utilizzato nelle liste;
> * il dissolvimento di indymedia italia come comunita';
> * il crollo del livello di partecipazione e della consapevolezza dello
> strumento;
> * la conseguente burocratizzazione di alcuni ambiti decisionali ad esempio
> italy list e italy editorial editorial;
> * la parziale arretratezza dello strumento nel panorama del cosiddetto
> "web 2.0"
> 
> Sta di fatto che, nonostante l'incontro torinese fosse stato molto
> partecipato (e la decisione della chiusura altrettanto sofferta) il
> congelameto del sito è stato attuato con notevole ritardo a causa delle
> perplessità sorte in italy list, strumento decisionale di indymedia
> italia. Il protarsi della discussione non sempre costruttiva non ha fatto
> altro che sottolineare il cattivo utilizzo del metodo del consenso (spesso
> ne più ne meno che un modo per esercitare il diritto di veto) e la
> mancanza di fiducia tra i diversi appartenenti al network.
> 
> Per una trattazione più approfondita delle cause e delle motivazioni che
> hanno portato al congelamento del sito si faccia rifermimento al report
> del Meeting X.
> 
> Sta di fatto che, nonostante l'incontro torinese fosse stato molto
> partecipato (e la decisione della chiusura altrettanto sofferta) il
> congelameto del sito è stato attuato con notevole ritardo a causa delle
> perplessità sorte in italy list, strumento decisionale di indymedia
> italia. Il protarsi della discussione non sempre costruttiva non ha fatto
> altro che sottolineare il cattivo utilizzo del metodo del consenso (spesso
> ne più ne meno che un modo per esercitare il diritto di veto) e la
> mancanza di fiducia tra i diversi appartenenti al network.
> 
> Mentre il nuovo process nazionale stentava a decollare, gli attivisti e le
> attiviste della vecchia indymedia italia hanno cominciato a riaggregarsi
> intorno a comunità più ristrette, geograficamente determinate, dando
> l'avvio a percorsi separati che hanno portato all'attuale strutturazione
> dei diversi imc italiani.
> 
> La chiusura di Indymedia Italia
> 
> Dall'Independent media center Italia alla rete degli Imc italiani.
> 
> Il processo che ha portato la sospensione del progetto Indymedia Italia e
> la sua riconfigurazione in termini differenti, nasce da alcune
> considerazioni che nell'ultimo anno sono state condotte dalla rete degli
> attivisti che si sono impegnati nella ridefinizione del progetto.
> Schematicamente eccole elencate.
> 
> La dissoluzione della comunità
> 
> Indymedia Italia ha puntato costantemente alla costruzione ed al
> mantenimento di una comunità nazionale in grado di consentire una
> pluralità di linguaggi e l'incontro di differenti esperienze di resistenza
> e pratica politica in Italia, oltre che alla narrazione collettiva a
> partecipata della realtà. Negli ultimi anni la comunità era una semplice
> scatola vuota, una definizione di una realtà che non esisteva più. Una
> sola comunità unificante e totalizzante ed un solo spazio entro cui far
> rientrare ogni differenza, tutelandola in quanto tale e in quanto
> minoranza attraverso la pratica di un metodo del consenso, non risultava
> essere più sufficiente e soddisfacente. Una lista generale (italy-list) ed
> una ed una editoriale (italy-editorial) non riuscivano più ad essere i
> contenitori delle energie e delle spinte che derivavano dalle singole
> comunità territoriali, e divenivano strumenti conservativi dello status
> quo e tendenti al blocco di ogni innovazione tecnica, metodologica e
> politica. D'altro canto l'emergere progressivo di singole comunità in aree
> territoriali definite (regioni, grandi città, ecc) si contrapponeva al
> ?nazionale? in chiave oppositiva: il conflitto in quanto tale, non veniva
> percepito più come spinta al cambiamento e possibile prassi in grado di
> rinnovare il progetto, ma come contrapposizione tendente all'annientamento
> dell'?altro?, giocato spesso a livello di sottocomunità. La maggiore
> facilità di incontro e di elaborazione che permetteva la vicinanza
> geografica, era un fattore determinante nella formazione di ?sentire
> comuni? geograficamente determinati e non condivisibili a livello
> nazionale.
> 
> La chiusura del sito di Indymedia Italia non è stata, in questo senso,
> altro che la presa d'atto di tale situazione e la necessità di ritrovare
> le forme e le modalità per rilanciare il progetto.
> 
> La rete italiana di indymedia nasce dalla riflessione sopra questo
> concetto. Un progetto come un centro di media indipendenti, necessita di
> una comunità in grado di essere da stimolo e luogo di riflessione ed
> azione. I gruppi locali in grado di vedersi con maggiore frequenza e di
> discutere su temi e questioni locali e non con più facilità, possono
> assolvere a questa mancanza. Nelle singole comunità di indymedia dove si è
> costruito un nodo territoriale, pur nella conservazione della pluralità di
> vedute e sensibilità, si riescono a condurre discussioni ed elaborazioni
> maggiormente coinvolgenti e produttive. Il maggior coinvolgimento non vuol
> dire necessariamene minor differenza di vedute o minor conflitto, ma che
> differenze e coflitti vengono utilizzati come spunti di crescita e non
> come problemi o empasse.
> 
> Il ritorno della comunità
> 
> Il fatto che oggi esistano in Italia una decina di comunità che fanno
> parte di uno stesso progetto con modi e tempi diversi, non significa che
> non esista oggi una volontà di cooperare e costruire un progetto nazionale
> che guardi oltre le singole specificità. La nuova configurazione del
> network, nata un po' per caso e un po' a seguito di rielaborazioni locali,
> porta alla considerazione di un modo diverso d intendere Indymedia: non
> una comunità singola ma una pluralità di comunità, non la ricerca di
> cooperazione all'interno di un solo progetto ma una cooperazione tra
> progetti simili che individuano una unicità d'intenti, nella reciproca
> autonomia.
> 
> Nasce in questo modo Indymedia 2.0, che trova nel connubio tra esigenze
> collettive locali e progettualità comune la sua forza e la sua novità. Una
> comunità, in questo senso, vissuta non come limite ma come opportunità.
> 
> Un nodo della rete
> 
> Ogni rete ha dei nodi ed ogni nodo non è altro che un singolo tassello con
> eguale dignità degli altri. Indmedia Italia si configura in questo senso
> come un nodo della rete italiana di Indymedia, nel quale far confluire
> necessità ed energie tese alla copertura e alla elaborazione collettiva
> diversa da quela locale. Un nodo ?primus inter pares? nel quale
> convogliare, nel rispetto dell'autonomia dei singoli progetti, il flusso
> di informazione che ogni singolo Imc territoriale produce. Un nodo della
> rete che permetta di raccogliere il caos comunicativo prodotto da 10
> indymedia e di renderlo fruibile.
> 
> [Il Web 2.0]
> 
> Comunicazione 2.0, tra produzione e fruibilità
> 
> Partiamo da una considerazione: oggi, nel web cooperativo e sociale il
> problema non è più il dove pubblicare il proprio contenuto. Migliaia di
> servizi e possibilità di tipo differente permettono a chiunque di
> pubblicare, uploadare, editare informazioni online. Il fatto che per la
> maggior parte si tratti di luoghi commerciali che traggono profitto
> proprio dai contenuti caricati da migliaia di intelligenze che nulla hanno
> in cambio, non scoraggia nessuno. Oggi le esigenze sul web non sono più
> dunque solo riguardanti i luoghi dove pubblicare un contenuto, ma
> soprattutto concernono le possibilità di fruizione dei contenuti stessi.
> Tanta informazione equivale a nessuna. In questo senso Indymedia 2.0 si
> configura come progetto tendente alla ricerca di modalità di comunicazione
> libera, attraverso queste caratteristiche:
> 
> * L'anonimato e l'assenzadi log, perchè se esistono migliaia di
> possibilità di pubblicazione, è vero che praticamente nessuna tutela la
> privacy e il diritto a non diffondere le generalità di chi condivide il
> contenuto
> 
> * La libertà di pubblicazione dietro una policy comune, e la tutela che
> qualsiasi contenuto pubblicato non verrà cancelato o censurato, ma
> semplicemente (se non in policy) nascosto. La maggior parte dei social
> media preferisce invece procedere all'eliminazione dei dati, se ritenuti
> scomodi per qualcuno o qualcosa.
> 
> * La possibilità di gestire e personalizzare il flusso informativo secondo
> le proprie esigenze e necessità, in modo da facilitare l'accesso ai
> contenuti e limitare il caos derivante dalla troppa informazione (che puo'
> anche semplicemente essere un minor tempo di visualizzazione delle notizie
> che scompaiono troppo in fretta).
> 
> La nascita dei nodi
> 
> A partire dai primi mesi del 2007 sono quindi nati dei process locali, da
> parte di gruppi di attivisti che componevano Indymedia Italia. Questo
> processo di ridefinizione locale delle modalità di lavoro e di
> collaborazione, ha portato alla nascita di nodi del network di indymedia,
> geograficamente e territorialmente definiti. Sono nati nel 2007 Indymedia
> Toscana, Indymedia Napoli, Indymedia Piemonte, Indymedia Emilia Romagna,
> Indymedia Lombardia, Indymedia Roma, Indymedia Liguria, Indymedia
> Calabria. Sta completando le fasi del process internazionale Indymedia
> Abruzzo.
> 
> La nascita dei nodi territoriali di Indymedia ha progressivamente
> ridefinito l'ottica e l'approccio con il mezzo indymedia, che è sato
> ricostruito su base locale, all'interno dei conflitti e delle
> contraddizioni locali. Nel meeting a Roma, lo scorso novembre si sono
> quindi gettate le basi per una nuova struttura delle indymedia italiane.
> 
> Il disgregarsi di Indymedia Italia in tante indymedia autonome tra di loro
> sotto diversi aspetti è naturalmente continuo oggetto di critiche e
> riflessioni: è indubbio che viene meno un canale di input/output di
> informazione massicciamente usato e una folta comunità formatasi durante
> gloriosi 7 anni costellati da numerosi tentativi di chiusura da terzi. E'
> altresi importante però capire i vantaggi del frazionamento: collettivi
> meno numerosi per costruire i contenuti, vivibili nella vita reale e non
> solo attraverso le liste, maggiori possibilità di legare con il
> territorio, siti che possono essere modificati nelle loro funzionalità in
> maniera più aperta e reattiva, newswire più localizzati con meno frequenza
> di aggiornamento ma anche meno "rumore".
> 
> La nuova struttura
> 
> La nuova struttura del network italiano di Indymedia si è quindi
> costituita secondo diverse funzioni di cui si sentiva la necessità:
> 
> # Aggregazione : La connessione di contenuti dagli imc italiani e da
> progetti affini e la facilitazione della fruizione del flusso
> comunicativo. Una facilitazione non redazionale ma che prende il via
> dall'esigenza di rinnovare l'esperienza anche alla luce delle modifiche
> del web. Oggi il problema non è solo dare la possibilità di pubblicare, ma
> anche fornire delle possibilità di ordinare il flusso di informazioni e di
> creare una rete di informazioni indipendente.
> 
> # Eventi : Indymedia Italia come nodo del network internazionale, al pari
> dei vari imc italiani, ma con funzioni e particolarità specifiche, dettate
> dalla sua specificità. Italy come Primus inter pares che puo' svolgere
> ruoli particolari che un imc territoriale non puo' fare. In particolare
> discussioni e elaborasioni su
> 
> * Questioni nazionali ritenute importanti (mobilitazioni e manifestazioni
> nazionali)
> * Situazioni di particolare rilevanza
> 
> # Connessioni internazionali per ritornare a riallacciare i rapporti con
> il network ritornando a sviluppare una progetualità che si snodi anche
> attraverso le relazione internazionale
> 
> Si è quindi deciso di far uscire dal coma indotto Indymedia Italia
> rendendolo punto di aggregazione dei contenuti prodotti dagli indymedia di
> lingua italiana e non solo, sia a livello di newswire sia a livello di
> feature.
> 
> L'evoluzione del web, la trasformazione del concetto di open publishing in
> user generated content, la prolificazione di blog e piattaforme, sempre
> più gestibili, di informazioni comportano una maniera diversa di ripensare
> Indymedia, che in questo momento si propone di essere punto di
> aggregazione di diversi media antagonisti.
> 
> Funzionamento dell'aggregatore
> 
> # La parte tecnica : Descrizione della parte tecnica sviluppata con il
> software MIR in lavorazione qui
> 
>     * Indy Italia ha deciso di utilizzare Mir come puro aggregatore di
> contenuti in una logica di assoluto rispetto delle autonomie dei nodi.
> L'aggregatore non può scavalcare in alcun modo le decisioni assunte
> dal nodo locale e non possiede alcuna "redazione".
> 
> Strumenti di lavoro
> 
> # Colonna centrale :
> 
>     * Una feature "in evidenza", spazialmente in alto nella pagina, sopra
> a tutto. I contenuti presenti possono essere semplici cappelli di
> diverse feature locali oppure feature elaborate collettivamente in una
> lista apposita, attraverso una discussione non solo locale ma
> nazionale. Questo tipo di contenuti viene eleborato nella lista
> Italy-content, attraverso la scrittura collettiva.
> 
>     * Subito sotto una divisione in 3 colonne dove aggregare le features
> provenienti dagli imc di lingua italiana, essendo presenti anche i
> contenuti di Indymedia Svizzera e le traduzioni (non sempre complete)
> di Indymedia.org. Questo spazio sarà suddiviso in base all'argomento
> della feature:
> 
>     o Locale - Ovvero le features che i nodi locali ritengono legate al
> proprio territorio e quindi geograficamente definite.
> 
>     o Nazionale - Ovvero i contributi e le features di carattere nazionale
> prodotte dagli imc italiofoni.
> 
>     o Internazionale - Ovvero le features che riguardano argomenti
> internazionali prodotte dai nodi italiani, da indymedia.org e da
> indymedia svizzera.
> 
> La nuova struttura di Indymedia Italia vuole conservare la ricchezza della
> scrittura collettiva che verrebbe effettuata in una lista apposita:
> Italy-content. In una sua prima sperimentazione la lista nasce come spazio
> collaborativo tra imc locali. Si è pensato di sperimentare questa
> differente modalità di costruzione dei contenuti, memori del fatto che uno
> dei problemi di Indymedia Italia è stata la Lista Editorial e la sua
> degenerazione. Tale lista aveva infatti perso le sua caratteristiche di
> collaborazione nelle differenze e seguendo logiche che avevano poco a che
> fare con il consenso. Si vuole dunque puntare a recuperarne gli aspetti
> collaborativi e positivi, sperimentando la produzione di contenuti su
> iniziativa dei nodi territoriali, lasciando tuttavia aperta a tutti
> l'iscrizione e la partecipazione a tale lista.
> 
>     * Subito sotto, un luogo dove aggregare i feed da altri siti affini.
> Sono stati individuati per ora i seguenti possibili siti affini per
> policy e progettualità:
> 
>     o supportolegale
>     o ngvision
>     o copydown
>     o cavallette
>     o ecn/antifa
> 
> # Newswire Aggregazione dei feed dai nodi italiani di indymedia. Con le
> seguenti caratteristiche:
> 
>     o Newswire quadripartito: divisione del newswire in 4 tipologie di
> contenuti, trasversali a tutti i nodi: News | Opinioni | Reposting da
> altri media | Comunicati. Stiamo implementando altre possibilità di
> visualizzazione.
> 
>     o Inserimento dei post in 6 macroaree tematiche, che tengono conto
> delle specificità delle categorie dei nodi
> 
>      + diritti e lotte sociali (casa, lavoro, antiproibizionismo,
> antifascismo, antipsichiatria, gender ...)
>      + ambienti, animalismi ed ecologie
>      + sistemi e processi repressivi (carcere, processi, poteri ..)
>      + saperi (studenti, hacking)
>      + processi globali (migrazioni, guerre e conflitti, mafie)
>      + culture, arti e media
> 
> A loro volta, in una pagina a parte, si costruirà un'albero di
> corrispondenze delle categorie degli imc nazionali che renda conto della
> complessità, specificando le reciproche scelte.
> 
> # Liste di coordinamento
> 
>     * Italy-list - Gestionale - Discussione di carattere generale
> (apertura nuovi imc, finanze, merchandising, problemi politici)
> 
>     * Italy-content - Luogo di produzione edi contenuti e collaborazione
> tra imc - Ad iscrizione libera, con archivi pubblici
> 
>     * Italy-tech - luogo di coordinamento tecnico per aggregatore e cms
> usati dai vari siti, nonchè per la gestione del server.
> 
>     * Italy-legal - questioni legali
> 
> La policy e le linee guida di aggregazione
> 
> Le linee guida di aggregazione
> 
> 1 - Il riconoscimento della necessità di un ambito collaborativo che
> superi le pur importanti specificità dei nodi territoriali offrendo un
> luogo ulteriore di sintesi di quanto viene prodotto dai nodi stessi.
> 
> 2 - La necessità di tutelare il diritto alla privacy e all'anonimato nei
> confronti di chi scrive, legge e visita indymedia
> 
> 3 - La necessità di tutelare i contenuti prodotti, qualsiasi essi siano,
> attraverso lo strumento dell'hiding (nascondimento). Da ciò ne consegue il
> rifiuto della cancellazione di contenuti e dell'intervento sui post
> prodotti da parte degli amministratori del sito (che non siano dati
> sensibili, di cui sopra).
> 
> 4 - La pratica tendente alla formazione di reti di attivisti che agiscono
> in quanto singoli, il più possibile liberi da legami identitari e il
> rifiuto della creazione di collettivi chiusi o essi stessi identitari
> 
> 5 - La riaffermazione di Indymedia come "metodo", da cui ne consegue il
> fatto che è plausibile che di indymedie ne esistano più di una su di un
> territorio (come ad esempio l'italia) e che il valore aggiunto a queste
> esperienze è quello che le porta a collaborare e intessere reciproche
> contaminazioni.
> 
> 6 - La necessità di riaffermare i rispettivi ambiti di autonomia e
> sperimentazione, che nella vecchia italy si erano persi per via della
> burocratizzazione dell'esperienza
> 
> 7 - La presenza di una policy conosciuta e condivisa da chi partecipa ad
> Indymedia Italia.
> 
> 
> 
> 
> ------------------------------------------------------------------------
> 
> Oggetto:
> confirm 9e0d6457ccf8ad839af84429281ea763c8b1932a
> Da:
> emilia-romagna-request a lists.indymedia.org
> 
> 
> Se rispondi a questo messaggio lasciando intatto l'oggetto, Mailman
> scarterà il messaggio sospeso.  Fai questo se il messaggio era spam.
> Se rispondi a questo messaggio inserendo un campo Approved: contenente
> la password di lista, allora sarà approvato l'inoltro alla lista del
> messaggio sospeso. La riga Approved: può anche apparire sulla prima
> riga del testo della tua risposta.

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