[Emilia-romagna] [Fwd: [ml-parma] Ultimissime dal Cpt di torino- leggere e far circolare]

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Mer 28 Maggio 2008 01:54:27 PDT


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Subject: [ml-parma] Ultimissime dal Cpt di torino- leggere e far circolare
From:    "Matteo" <somacher a frame-tech.it>
Date:    Wed, May 28, 2008 9:24 am
To:      ml-parma a autprol.org
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27/05/2008 ore 21.00



Ore 14

Sappiamo che alcuni detenuti in sciopero della fame si sono sentiti male
questa mattina e che la Croce Rossa si è rifiutata di visitarli "finché dura
la protesta": un ricatto indegno, evidentemente.

Ora pare che la situazione si sia sbloccata.

In ogni caso è una ottima cosa fare circolare questo numero:

011-5588778

è il centralino del Cpt. In tanti hanno telefonato questa mattina per
ricordare ai medici i loro doveri di medici e per ricordare alla polizia di
guardia che le notizie circolano e che il loro comportamento è sotto gli
occhi di tutta l'Italia.

Fate circolare questa mail, la pressione che è stata esercitata questa
mattina è servita ed è importante continuare.

I reclusi si aspettano molto dalla nostra solidarietà.



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Martedì, ore 10




Nel Cpt di corso Brunelleschi la nottata è stata tranquilla. I
migranti in lotta sono molto contenti che fuori si ricominci a parlare
di "chiudere i Cpt": hanno visto i telegiornali e abbiamo raccontato
loro i titoli dei quotidiani di stamattina.
Lo sciopero della fame prosegue, anche se non compatto come ieri:
qualcuno ha fatto colazione. La Croce rossa, da brava organizzazione
umanitaria quale è, ha posto ai reclusi l'aut-aut: o smettete tutti di
lottare, oppure non vi consegniamo i pacchi che parenti e amici vi
stanno lasciando al portone.
Sempre la Croce rossa ha annunciato che comincerà a ripulire le
sezioni dai resti della rivolta (materassi, letti, ecc.). In una delle
sezioni, però, i reclusi stanno decidendo in questi minuti se farli
entrare o meno a pulire.

Stasera c'è un presidio lì davanti, dalle nove in poi. Dentro lo
sanno, e ci stanno aspettando. E a voi che leggete, vi sembra il caso
di non partecipare?



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Ecco un riassunto di quel che è successo in questi ultimi tre giorni dentro
al Cpt di Torino, scritto incollando i brani delle telefonate che abbiamo
ricevuto da dentro.
Vi ricordiamo che martedì sera, dalle 21, ci sarà un presidio lì davanti per
sostenere un po' i reclusi in sciopero della fame.

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Nella notte tra venerdì 23 e sabato 24 maggio 2008, Hassan muore nel C.P.T.
di Torino. Il detenuto aveva la polmonite e nonostante le richieste d'aiuto
da parte dei suoi compagni, la Croce rossa non è intervenuta. Dalle
testimonianze raccolte è emerso che la Croce rossa utilizza psicofarmaci per
"curare" sintomatologie come il mal di testa. Anche in questo caso aveva
somministrato ad Hassan psicofarmaci. Chi era nel suo stesso container,
quando si è accorto che Hassan ansimava, ha chiesto aiuto ma il medico della
Croce rossa ha risposto che non aveva tempo, che lo avrebbe visitato il suo
collega l'indomani. Troppo tardi. Hassan è morto.

Inizia così lo sciopero della fame da parte dei detenuti nel C.P.T. di
Torino.

Sono stanchi di subire un sistema che li tratta come fossero degli oggetti.
Sono esseri umani e protestano per la loro dignità.

Si apprende inoltre, da testimonianze dirette, che un altro detenuto ha
tentato la fuga ed è stato ripreso dalla polizia. Il trattamento è stato il
solito: calci e botte. Ora ha il mento rotto, la schiena piena di lividi,
entrambi i polsi rotti e non riesce a camminare. Pochi mesi prima aveva
subito un intervento, quindi le sue condizioni di salute erano già
cagionevoli. Portato in ospedale, le guardie dicono ai medici che è caduto
da solo tentando di scappare. Poi viene riportato al C.P.T.

La notte tra il 25 maggio e il 26 maggio, i detenuti buttano fuori dai
container i materassi, le coperte, le reti, tutto ciò che si trova
all'interno delle loro celle. Per i giornalisti televisivi gli immigrati
sono ospiti del centro, ma noi sappiamo che dietro la parola ospite si cela
il perbenismo mediatico, che offusca le menti e culla il potere.

I detenuti continuano a rifiutare il cibo: sanno che all'interno delle
vivande vengono somministrati psicofarmaci. Passano tutta la notte svegli
urlando la loro rabbia. Qualcuno tenta un atto estremo snervato dalla
condizione in cui si trova, tentando di impiccarsi. Ma i suoi compagni lo
soccorrono evitando che il gesto abbia delle conseguenze.

Nella giornata del 26 maggio, il lunedì, lo sciopero della fame continua, il
C.P.T. è divenuto il fulcro dell'interesse pubblico e politico. Giornalisti
e politici sfilano il loro interesse. I detenuti rifiutano il pranzo.
Intanto la polizia ha bloccato la consegna dei pacchi che arrivano dai
familiari o dagli amici dei detenuti.

Dopo il dileguarsi degli obiettivi fotografici dei giornalisti e dei
politici, le guardie del C.P.T utilizzano la linea dura. Prelevano i
detenuti due per volta per interrogarli. Gli immigrati hanno paura di
ripercussioni, hanno paura di essere picchiati e le loro paure sono fondate.
Hanno paura di essere deportati in Libia dove vengono trattenuti per un
periodo imprecisato in carcere, dove vengono picchiati, da testimonianze
dirette apprendiamo che in una delle tante deportazioni in Libia, alcuni
tunisini sono stati uccisi a colpi di arma da fuoco dai poliziotti libici,
mentre scendevano dall'aereo: loro la "sicurezza" degli italiani la pagano
con la propria pelle.

Durante gli interrogatori uno dei detenuti si è denudato e ha minacciato di
tagliarsi il ventre, ma i suoi compagni lo hanno trattenuto. Un altro sviene
a causa della fame, i compagni chiedono l'aiuto della Croce rossa per
l'assistenza medica, ma i medici si rifiutano di entrare a soccorrerlo. Poi
chiedono che il detenuto sia avvicinato al cancello, i suoi compagni lo
portano fuori e la Croce rossa lo soccorre.

A sera, i detenuti rifiutano al cena e continuano lo sciopero chiedono la
libertà e il rispetto della vita umana.

A domani





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