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Lun 17 Nov 2008 05:41:51 PST


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Date   : Monday, Nov 17 2008, 2:41pm
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Reason   : propaganda partitica

--- Story 5715 ---
Title   : Organizziamoci per cacciare il governo Berlusconi!
Subtitle   : 
Topic   : Diritti e Libert&agrave
Region   : Abruzzo
Type      : Notizie
Language   : Italiano (it)
Author   : (n)PCI
Organisation   : 
Email   : 
Phone   : 
Address   : 
Related Link   : 
Time Posted   : Friday, Nov 14 2008, 7:54pm
--- Summary ---
<p><br>*Operai avanzati ed elementi avanzati delle altre classi delle masse<br>popolari, unitevi nel nuovo Partito comunista italiano!*<br><br>* *<br><br>*Cacciamo il governo Berlusconi!*</p>
--- Content ---
<p>&nbsp;</p>
<p style="margin-left: 72pt;">&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: bold;">(nuovo)Partito comunista italiano</span><small><br> &nbsp; &nbsp;Commissione Provvisoria del Comitato Centrale<br> <br> &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Sito: http://lavoce-npci.samizdat.net<br> &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; e.mail: lavocenpci40 a yahoo.com<br> <br> &nbsp; &nbsp; Delegazione<br> <br> &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; BP3&nbsp; 4, rue L&eacute;nine&nbsp;&nbsp; 93451 L'&Icirc;le St Denis (Francia)<br> &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; e.mail: delegazionecpnpci a yahoo.it</small> <br> <br> <strong><span style="font-style: italic;">Manifesto Programma</span> del (nuovo)Partito comunista italiano</strong> <a href="http://lavoce-npci.samizdat.net/article.php3?id_article=803#scarica">Il testo in formato PDF</a><br> <span style="font-weight: bold; font-style: italic;">La Voce</span> n. 30<br> novembre 2008 - anno X<br> <a href="http://lavoce-npci.samizdat.net/rubrique.php3?id_rubrique=89">LEGGI e DIFFONDI</a><br> <a href="http://lavoce-npci.samizdat.net/article.php3?id_article=890#VO30PdfOo">Il testo della rivista in PDF e Open Office</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="line-height: normal;"><span>Comunicato del 14 novembre 2008</span></p>
<p style="line-height: normal;"><span>&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: center; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 14pt;">Operai avanzati ed elementi avanzati delle altre classi delle masse popolari, unitevi nel nuovo Partito comunista italiano!</span></strong></p>
<p style="text-align: center; line-height: normal;"><strong><span>&nbsp;</span></strong></p>
<p style="text-align: center; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 14pt;">Cacciamo il governo Berlusconi!</span></strong></p>
<p style="text-align: left; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 14pt;">&nbsp;</span></strong></p>
<p style="text-align: left; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 14pt;">&nbsp;</span></strong></p>
<p style="line-height: normal;"><strong><span>&nbsp;</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; text-align: justify;"><strong><span>La banda Berlusconi se ne deve andare! Il piano di &ldquo;rinascita democratica&rdquo; di Licio Gelli guidava la banda Berlusconi e ha gi&agrave; dato la prova di s&eacute;! Non lasciamo che la banda Berlusconi abbia il tempo di attuare la linea della provocazione criminale dettata da Kossiga l&rsquo;assassino!</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; text-align: justify;"><strong><span>&nbsp;</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; text-align: justify;"><strong><span>Un governo di Blocco Popolare formato e sostenuto dalle organizzazioni operaie e dalle organizzazioni popolari sparse nel territorio deve prendere in mano il paese!</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; text-align: justify;"><strong><span>&nbsp;</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; text-align: justify;"><strong><span>Il nuovo governo deve anzitutto riorganizzare la produzione di beni e servizi e la loro distribuzione alle aziende e alle famiglie! Deve nazionalizzare senza indennizzo le banche e le societ&agrave; finanziarie di ogni genere! Deve espropriare tutti i ricchi e le loro associazioni! Deve salvaguardare i risparmi e le propriet&agrave; delle masse popolari!</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; text-align: justify;"><strong><span>&nbsp;</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; text-align: justify;"><strong><span>Nessuna azienda deve essere chiusa! Nessun lavoratore deve essere licenziato!</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; text-align: justify;"><strong><span>Ad ogni azienda il nuovo governo deve assegnare il compito di produrre quei beni e servizi utili alla popolazione! Il nuovo governo deve organizzare la distribuzione dei beni e dei servizi a ogni azienda e a ogni famiglia secondo il bisogno e il lavoro svolto! </span></strong></p>
<p style="line-height: normal; text-align: justify;"><strong><span>&nbsp;</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; text-align: justify;"><strong><span>Gli operai organizzati e le masse popolari organizzate (sindacati, comitati di resistenza, ecc.) devono riorganizzare, con l&rsquo;appoggio e l&rsquo;aiuto del nuovo governo, tutti gli aspetti della vita sociale (scuole, servizi, sanit&agrave;, cultura, ecc. ecc.) e le relazioni sociali in conformit&agrave; alla nuova situazione!</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; text-align: justify;"><strong><span>&nbsp;</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; text-align: justify;"><strong><span>Il nuovo governo deve stabilire relazioni di collaborazione con tutti i governi degli altri paesi disposti a collaborare e a far fronte con misure e mezzi straordinari alla paralisi economica e alla crisi del capitalismo!</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; text-align: justify;"><strong><span>&nbsp;</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; text-align: justify;"><strong><span>La societ&agrave; in mano ai capitalisti &egrave; destinata alla paralisi, al caos, alla guerra, alla repressione, alla criminalit&agrave; e al terrore. Gli operai e le masse popolari devono eliminare l&rsquo;ordinamento sociale capitalista. Devono stroncare senza esitazione il boicottaggio, il sabotaggio, i complotti e ogni manovra con cui i capitalisti, i loro alleati e succubi cercheranno di impedire la riorganizzazione della societ&agrave;. Devono raccogliere, organizzare e dirigere l&rsquo;attivit&agrave; di ogni persona onestamente disposta a collaborare a instaurare e far funzionare le nuove relazioni economiche e sociali!</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; text-align: justify;"><strong><span>&nbsp;</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; text-align: justify;"><strong><span>&Egrave; una cosa del tutto possibile! I padroni non possono fare a meno degli operai, ma gli operai organizzati e le masse popolari organizzate possono ben fare a meno dei padroni! Tutti gli operai e tutte le masse popolari hanno tutto da guadagnarci a fare a meno dei padroni!</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; text-align: justify;"><strong><span>&nbsp;</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; text-align: justify;"><strong><span>Possiamo sconfiggere i mandatari del governo Berlusconi: il Vaticano, gli imperialisti USA, i gruppi sionisti, la Confindustria e le altre organizzazioni della borghesia italiana, le Organizzazioni Criminali. La crisi del capitalismo li indebolisce!</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; text-align: justify;"><strong><span>&nbsp;</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; text-align: justify;"><strong><span>Le grandi aziende non devono pi&ugrave; essere dei padroni! Le grandi aziende devono essere dei lavoratori e del loro nuovo Stato!</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; text-align: justify;"><strong><span>Alle piccole aziende bisogna affidare commesse perch&eacute; producano quanto necessario e consegnare loro tutti i rifornimenti di cui hanno bisogno!</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; text-align: justify;"><strong><span>Le aziende non devono pi&ugrave; produrre profitti! Devono produrre beni e servizi per chi lavora! Tutta la societ&agrave; deve essere riorganizzata in conformit&agrave; con questa nuova base!</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; text-align: justify;"><strong><span>&nbsp;</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; text-align: justify;"><strong><span>Nel nuovo contesto la classe operaia organizzata con il suo Partito comunista promuover&agrave; <span>&nbsp;</span>la lotta per fare dell&rsquo;Italia un nuovo paese socialista, l&rsquo;unica via d&rsquo;uscita definitiva dal marasma attuale!</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">&nbsp;</span></p>
<p style="line-height: normal; text-align: justify;"><strong><span>L&rsquo;onda anomala del movimento studentesco e le giuste lotte dei lavoratori dell&rsquo;Alitalia contro Berlusconi il reazionario e Colaninno lo speculatore indicano alle masse popolari la strada da seguire per uscire dal marasma economico, politico, sociale, intellettuale, morale e ambientale in cui la borghesia imperialista ci ha gettato e in cui ogni giorno pi&ugrave; ci affonda!</span></strong></p>
<p><span style="line-height: 150%;">&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">La crisi finanziaria in corso si aggrava. Nonostante gli interventi di molti governi dei paesi imperialisti per salvare con soldi pubblici banchieri, speculatori, grandi affaristi e accoliti al seguito, i titoli in borsa continuano a scendere. La speculazione sui manufatti e sulle materie prime energetiche (petrolio, gas, ecc.), alimentari e altre continua, causa ribassi e rialzi al di fuori anche di ogni logica produttiva capitalista, sconvolge i rifornimenti, riduce il potere d&rsquo;acquisto dei salari e delle pensioni, aumenta le difficolt&agrave; della vita quotidiana. La ricaduta della crisi finanziaria sull&rsquo;economia reale si presenta in tutta la sua portata: calo dei consumi, calo della produzione, peggioramento dei prodotti, specie di quelli alimentari, delocalizzazione, cassa integrazione, licenziamenti, chiusura di aziende, taglio dei servizi pubblici, inquinamento e saccheggio del pianeta.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">In verit&agrave; il disastro finanziario e produttivo a cui stiamo andando incontro non &egrave; un fulmine a ciel sereno. Si tratta dell&rsquo;impennata di un processo in corso da oltre 30 anni. &Egrave; l&rsquo;aggravamento e l&rsquo;accelerazione della seconda crisi generale del sistema capitalista iniziata a met&agrave; degli anni &rsquo;70. Da quasi 30 anni l&rsquo;economia capitalista sta in piedi solo grazie al crescere della speculazione, passa da una bolla speculativa a una pi&ugrave; grossa. I capitalisti e gli speculatori hanno fatto fino ad oggi affari d&rsquo;oro con le bolle speculative. Lo scoppio della bolla speculativa dei mutui fondiari USA ha causato uno sconquasso che &egrave; la conseguenza e il peggioramento della crisi generale, ha prodotto la fase acuta e finale della crisi generale.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">In questa crisi non ci sono vie di mezzo: o approfittiamo della crisi e mettiamo definitivamente fine al capitalismo o subiamo la crisi con tutte le sue conseguenze di miseria, di guerre, di barbarie e di distruzioni!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">La crisi finanziaria in corso comporta da una parte che la propriet&agrave; di titoli e azioni, la ricchezza in mano a speculatori, affaristi e capitalisti in genere si sposta da alcune mani ad altre, viene concentrata in un numero pi&ugrave; ristretto di ricchi. Dall&rsquo;altra parte si allarga la gi&agrave; immensa schiera di disoccupati, di lavoratori che non riescono ad arrivare a fine mese, di pensionati a cui non basta la pensione, di famiglie che non hanno mezzi per mandare i figli a scuola e per curarsi, di emarginati e di disperati. Inevitabilmente con la crisi crescono anche i gesti di disperazione e la criminalit&agrave; spicciola, le violenze gratuite e senza senso, le mille attivit&agrave; criminali per arrangiarsi, le premesse e i corollari connessi. Ad essi i governi borghesi, che non possono eliminare la sorgente che li moltiplica, oppongono pi&ugrave; repressione, pi&ugrave; polizie, pi&ugrave; arbitri, pi&ugrave; controlli e pi&ugrave; galere, di cui proprio i ricchi a loro volta approfittano per fare ancora meglio i loro porci comodi e affari. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">Centinaia di grandi aziende riducono la produzione, delocalizzano pi&ugrave; velocemente e pi&ugrave; massicciamente di quanto gi&agrave; stavano facendo, licenziano centinaia di migliaia di lavoratori. Innumerevoli aziende pi&ugrave; piccole (in particolare l&rsquo;indotto delle grandi) chiudono i battenti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;"><span>&nbsp;</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">La crisi finanziaria &egrave; una conseguenza inevitabile della speculazione. Si sapeva che sarebbe arrivata, ma nessun borghese si &egrave; dato veramente da fare per mettere fine alla speculazione, perch&eacute; la borghesia non poteva e non pu&ograve; pi&ugrave; vivere senza speculazione. Anche le aziende produttive sono implicate in larga misura nella speculazione. La pi&ugrave; grande azienda industriale del mondo, la General Electric, ha ammesso che un terzo dei suoi utili vengono dall&rsquo;attivit&agrave; finanziaria. Banche, societ&agrave; finanziarie, aziende produttive hanno i portafogli gonfi di titoli spazzatura. Con la crisi questi titoli non vanno pi&ugrave;, ma per disfarsene ognuno deve rifilarli a qualcun altro. I capitalisti non possono annullare i titoli spazzatura. Chi pi&ugrave; chi meno, quasi tutti i capitalisti, i ricchi, il clero, le chiese, il Vaticano, tutte le istituzioni borghesi perderebbero la loro fortuna. Una simile misura sconvolgerebbe egualmente tutta l&rsquo;economia capitalista. Bisogna eliminare il capitalismo. Bisogna togliere ai capitalisti le aziende e il denaro, nazionalizzare le banche e chiudere le borse, riorganizzare senza di loro la produzione, la distribuzione e la circolazione dei beni e dei servizi. Solo cos&igrave; &egrave; possibile salvare le aziende, i posti di lavoro, i risparmi delle masse popolari, i beni e i servizi delle masse popolari. Per uscire dalla crisi bisogna creare un nuovo sistema di relazioni economiche e sociali.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">Ora alcuni dei politici o dei notabili di regime propongono di regolamentare la speculazione, di &ldquo;moralizzarla&rdquo;, di controllarla. Ma &egrave; come pretendere che un avvoltoio faccia il passerotto o che uno stupratore faccia educazione sessuale. Sono imbrogli o illusioni. Su proposte di questo tipo infatti i capitalisti non troveranno mai un accordo: ognuno vuole le mani libere per s&eacute;, per speculare e sfruttare.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">A causa dell&rsquo;indebolimento subito dal movimento comunista nella seconda met&agrave; del secolo scorso, i borghesi e il clero si sono liberati dei lacci e laccioli che esso era riuscito ad imporre loro con la prima ondata della rivoluzione proletaria: le industrie e le aziende pubbliche, il sistema di sicurezza sociale, i servizi pubblici, i diritti democratici dei lavoratori e delle masse popolari, ecc. I borghesi e il clero cercano di tenersi ben stretta la libert&agrave; conquistata. Ognuno di loro opporr&agrave; mille ostacoli alla regolamentazione e alla moralizzazione dei suoi intrallazzi, in particolare quelli che con lo scoppio della bolla speculativa ci hanno guadagnato e quelli che contano di rifarsi o addirittura di arricchirsi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">La borghesia imperialista, i suoi governi, i notabili e il clero concordano tutti a proposito dei sussidi alle banche e ai banchieri. Gli aiuti degli Stati alle banche vogliono infatti dire pi&ugrave; speculazione, nuovi affari, nuove manovre. Cio&egrave; vogliono dire rilancio su scala maggiore dell&rsquo;attivit&agrave; criminale che ci ha portato in questa situazione. I capitalisti, i grandi prelati e gli altri ricchi litigano solo sulla spartizione del bottino. L&rsquo;opposizione di alcuni agli alti compensi erogati agli speculatori &egrave; un&rsquo;opposizione di facciata. Se passano i sussidi, i pi&ugrave; scaltri speculatori, quelli che hanno fatto fare affari d&rsquo;oro al loro mandanti, avranno le spalle ben coperte. La prova &egrave; che solo gli speculatori perdenti sono additati a vista. E in fondo il problema non sono gli alti compensi per gli speculatori, gli stipendi d&rsquo;oro, ma la distruzione delle relazioni economiche e della vita della massa della popolazione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">I sussidi alle banche non faranno ripartire l&rsquo;economia reale se le banche e le aziende restano in mano ai capitalisti. Anche i capitalisti e i loro uomini politici lo sanno bene. Sono gli aiuti e i sussidi per chi non ha pi&ugrave; un lavoro, una casa, soldi per la propria famiglia, per curarsi, per studiare, per i pensionati e per i poveri in genere che farebbero aumentare i consumi e quindi farebbero riprendere l&rsquo;economia reale capitalista, senza bisogno di guerre. Ma questi rimedi contrastano con gli interessi dei capitalisti, del clero e in generale dei ricchi. Loro vogliono far fruttare i loro soldi, aumentare i profitti. Infatti tutto il corso dell&rsquo;economia capitalista degli ultimi 30 anni ha comportato in ogni paese la riduzione dei salari sul prodotto interno lordo. Ai lavoratori per vivere non bastano pi&ugrave; i salari, hanno dovuto indebitarsi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">Il sistema capitalista &egrave; una contraddizione insolubile. Ha bisogno di aumentare i consumi a tutti i costi, a costo di inquinare e saccheggiare il pianeta. Ma d&rsquo;altra parte deve ridurre il potere d&rsquo;acquisto della massa della popolazione. In realt&agrave; sarebbe ragionevole aumentare i consumi di chi non ha nulla e ridurre i consumi, gli sprechi, lo sfarzo e il lusso di chi naviga nell&rsquo;oro, dei ricchi, dei padroni, del Vaticano, degli alti prelati e degli sfruttatori. Cosa che potrebbe conciliarsi anche con la salvaguardia del pianeta e la bonifica dell&rsquo;ambiente. Ma &egrave; quello che i capitalisti, il clero e gli altri ricchi non faranno mai, perch&eacute; &egrave; incompatibile con il loro sistema di relazioni sociali, quindi anche con la loro mentalit&agrave;. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">Fino a ieri ogni padrone, ogni capitalista e con loro i dirigenti dei sindacati di regime si sgolavano a proporre la &ldquo;collaborazione&rdquo; tra gli operai e i padroni: &ldquo;siamo tutti una grande famiglia&rdquo;, dicevano; &ldquo;gli interessi dell&rsquo;azienda sono gli interessi di chiunque ci lavora&rdquo;; per le pensioni, i lavoratori dovevano confidare i loro risparmi ai fondi pensione. Ma le balle hanno le gambe corte!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">Per capirci, consideriamo l&rsquo;industria automobilistica.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">In queste settimane &egrave; venuta a galla, in modo eclatante, spinta dallo scoppio della bolla speculativa, la crisi delle imprese automobilistiche. I padroni delle pi&ugrave; grandi fabbriche di auto del mondo vogliono lasciare a casa decine di migliaia di operai, mandando in rovina intere famiglie, che poi non hanno i soldi per pagare le rate dei mutui e devono ridurre tutti i consumi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">Se di auto se ne sono vendute troppe e nessuno oggi le compra, vuol dire che gli operai ne dovevano fare meno o dovevano farle male, cos&igrave; duravano meno. Altro ch&eacute; collaborazione! Se nessuno compra le auto perch&eacute; i salari sono bassi, gli operai invece di &ldquo;collaborare&rdquo;, dovevano lottare di pi&ugrave; per salari pi&ugrave; alti, cos&igrave; oggi avrebbero i soldi per comprare le auto (che tra l&rsquo;altro hanno costruito con le loro mani). Altro ch&eacute; collaborazione! Se la crisi delle aziende di automobili &egrave; invece principalmente legata (molto pi&ugrave; probabile) agli intrallazzi degli speculatori per cui i capitalisti, per non lasciar crollare il valore delle azioni delle loro aziende, devono licenziare gli operai, allora gli operai farebbero bene a gettare a mare i padroni zavorrati con gli speculatori, che sono entrambi la causa dei problemi loro e di tutte le masse popolari. Altro ch&eacute; collaborazione!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">Il sistema capitalista &egrave; decisamente un sistema che non funziona, da qualsiasi parte lo si osservi &egrave; una contraddizione irresolubile! </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">Sempre per stare nel campo delle automobili, in questi giorni possiamo ben vedere che la produzione di un bene e la vita di coloro che lo producono, non hanno nulla a che fare n&eacute; con gli interessi di coloro che lo usano n&eacute; con quelli di chi lo produce, ma sono invece condizionate dal capitale finanziario e, oggi pi&ugrave; di ieri, dal capitale speculativo. Le azioni della Wolksvagen sono salite alle stelle in tre giorni. L&rsquo;azienda &egrave; tale a quale a prima, non ha aggiunto macchinari, non ha aperto nuove officine, non ha assunto nuovi operai. Eppure il prezzo delle sue azioni in tre giorni si &egrave; alzato del 343%! La societ&agrave; imperialista &egrave; giunta a un punto tale che i dati reali di un&rsquo;azienda (vendite, stime di crescita, qualit&agrave; del prodotto, ecc.) non contano praticamente nulla. Quello che contano sono le operazioni speculative. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">Cos&rsquo;ha a che fare tutto questo con gli operai che ogni giorno versano il loro sudore e sempre pi&ugrave; spesso il loro sangue sui macchinari per un salario da fame, che non basta loro nemmeno per pagarsi nell&rsquo;arco di un&rsquo;intera vita un appartamento in un quartiere popolare? Forse che gli operai della Wolksvagen possono ora dormire sonni pi&ugrave; tranquilli dopo questa impennata? No di certo! &Egrave; invece molto pi&ugrave; probabile che al prossimo crollo di borsa dei titoli dell&rsquo;azienda o comunque degli affari dei proprietari, gli operai si ritroveranno in cassa integrazione o licenziati, come sta avvenendo in quasi tutto il resto del mondo. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">Questa &egrave; la situazione attuale. Questo &egrave; quello che la borghesia cerca di farci ingoiare.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">La borghesia cerca di mostrare la situazione attuale da due punti di vista differenti ma complementari. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">Da un punto di vista la crisi sarebbe nella &ldquo;natura delle cose&rdquo;, inevitabile e inarrestabile come lo sono gli uragani e i terremoti. Da un altro punto di vista la soluzione della crisi esiste, ma essa non potrebbe essere in altre mani che in quelle della borghesia, cio&egrave; della stessa classe che, dirigendo la societ&agrave;, ci ha portato alla crisi. Ovvero: la societ&agrave; capitalista, fatta anche di crisi, sarebbe la sola possibile, tanto quanto la classe che la dirige sarebbe l&rsquo;unica classe a poterla dirigere.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">Sono due punti di vista entrambi fatalisti, propinati alle masse popolari. Se passano, fanno dormire sonni tranquilli agli sfruttatori e agli speculatori che si sono ingrassati sulle spalle di milioni di proletari; lasciano alcune speranze agli sfruttatori e agli speculatori, a cui in questa occasione &egrave; andata male, di riuscire ad avere la meglio alla prossima occasione nella gara a chi strutta di pi&ugrave;.<span>&nbsp; </span>Una guerra tra ricchi. Non lasciano invece alcuna speranza e prospettiva agli sfruttati se non quella di riuscire a battere altri sfruttati e disperati a gomitate per avere la meglio nella lotta per &hellip; essere sfruttati a condizioni pi&ugrave; sfavorevoli delle attuali, anzich&eacute; fare la fame o crepare. Una guerra tra poveri.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">&Egrave; un ben misero, triste e inaccettabile destino quello che la borghesia imperialista prospetta a noi proletari!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">Possiamo accettarlo? Possiamo rassegnarci ad esso? No!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">Abbiamo alternative? S&igrave;! Il socialismo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">Per la borghesia i lavoratori sono carne da sfruttare per valorizzare il capitale ed esuberi da rottamare quando non servono a valorizzare il capitale. Per noi comunisti invece ogni azienda &egrave; una ricchezza di uomini, organizzazione, conoscenza, macchinari, ecc. Ad ogni azienda corrisponde un indotto che &egrave; anch&rsquo;esso una ricchezza. Nessuna azienda deve essere chiusa! Quando una produzione non &egrave; pi&ugrave; necessaria, si converte la produzione su altro di necessario o si riduce il tempo di lavoro senza che si riduca il livello di vita (perch&eacute; la produzione di quanto necessario continua), anzi migliorando la qualit&agrave; della vita.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">Il socialismo &egrave; in fondo una cosa molto semplice. Realizzarlo &egrave; reso difficile, molto difficile dalla borghesia, per la quale il socialismo significa la scomparsa dei privilegi, del lusso e dello sfarzo per pochi pagato con il sangue di molti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">Quindi la strada per instaurare il socialismo &egrave; tortuosa e piena di insidie. &Egrave; una strada lunga, come la guerra popolare rivoluzionaria che bisogna combattere per raggiungere la meta.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">Ma lungo il percorso si possono e si devono combattere tante battaglie necessarie a vincere la guerra. Alcune di queste battaglie vanno combattute fin dall&rsquo;inizio, qui, ora: sotto il regime capitalista. Combattere queste battaglie vuol dire forgiare i combattenti di tutta la guerra. Combattere queste battaglie vuol dire imparare a combattere nel corso di tutta la guerra. Combattere queste battaglie vuol dire accumulare forze rivoluzionarie.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">Quali sono le battaglie che possiamo fin da ora combattere e come possiamo vincerle?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">Il capitalismo &egrave; un ordinamento sociale, cio&egrave; un sistema in cui ogni cosa &egrave; connessa con le altre e scorre secondo sue proprie leggi. Questo significa che anche in questo ordinamento si possono realizzare degli scostamenti dalle leggi del sistema. Questi scostamenti per i capitalisti, per il clero e per gli altri ricchi sono un&rsquo;imposizione, una violazione della loro libert&agrave; e dei loro diritti. Per i proletari sono la liberazione dal bisogno e dalla schiavit&ugrave;, sono la possibilit&agrave; di partecipare in modo pi&ugrave; ampio alle attivit&agrave; specificamente umane.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">Bisogna combattere contro il peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro, contro il taglio dei salari, delle pensioni e dei servizi. Bisogna combattere per ottenere di pi&ugrave; dalla borghesia. La lotta per difendere quanto abbiamo strappato alla borghesia in passato quando il movimento comunista era forte e la lotta per strappare altre conquiste, sono lotte necessarie per raccogliere risorse e forgiare le forze che spazzeranno via per sempre la borghesia dal suo trono, per la rinascita del movimento comunista e per instaurare il socialismo. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">&ldquo;Non pagheremo noi la crisi del capitalismo!&rdquo; &egrave; la giusta parola d&rsquo;ordine che gi&agrave; viaggia nelle dimostrazioni di piazza di questi giorni. Bisogna fare di ogni lotta singola e immediata una scuola di comunismo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">Le crescenti mobilitazioni degli ultimi mesi mostrano che tra le masse popolari l&rsquo;insofferenza &egrave; alta e la volont&agrave; di lottare pure. Le manifestazioni come quella del 17 ottobre organizzata dai sindacati autonomi, quella del 26 ottobre organizzata dal PD e dai sindacati di regime, quella degli studenti e dei professori del 28 ottobre, come le grandi mobilitazioni degli studenti, dei ricercatori e degli insegnanti in questi giorni, anche se per aspetti diversi dimostrano tutte che esiste un fermento crescente tra le masse popolari. &Egrave; un fermento che noi comunisti dobbiamo promuovere, sostenere e allargare e da cui dobbiamo raccogliere forze rivoluzionarie. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">La grande e giusta battaglia dei lavoratori dell&rsquo;Alitalia contro le torbide manovre della banda Berlusconi e le speculazioni della banda Colaninno (che con Alitalia vuole fare il bis della speculazione Telecom combinata ai tempi del governo D&rsquo;Alema) sta piegando l&rsquo;arroganza dei padroni e del loro governo. Se condotta con fermezza fino alla vittoria dar&agrave; nuova forza a tutti i lavoratori. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">I propositi di lotta annunciati dalla FIOM hanno costretto a scendere sul sentiero di guerra perfino Epifani, l&rsquo;uomo del regime che voleva costringere i lavoratori a consegnare il TFR agli speculatori dei fondi pensione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">I sindacati alternativi sono combattivi, ma non hanno un progetto strategico: non sanno dove andare a parare e sono spaventati dalla mobilitazione crescente. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">La sinistra borghese non ha le idee chiare su cosa farsene di questa mobilitazione. Non ha proposte politiche alternative al governo Berlusconi e tanto meno alternative alla nuova destra borghese di Veltroni e soci. La sinistra borghese dopo il suo crollo alle elezioni di aprile 2008, non pu&ograve; nemmeno svolgere il ruolo di sponda politica delle lotte dei lavoratori e delle masse popolari. Per fortuna, non pu&ograve; quindi neanche smorzare la mobilitazione popolare con proposte di commissioni e con chiacchiere parlamentari, come fece nel 2001 il PRC dopo il massacro del G8 a Genova.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">La nuova destra borghese del PD ha un progetto per la mobilitazione delle masse: usarle come massa di manovra, approfittare della crisi in corso e dei suoi effetti per dimostrare ai capitalisti, a Confindustria, al Vaticano e agli imperialisti USA e ai gruppi sionisti di essere pi&ugrave; capace della banda Berlusconi di tenere a bada le masse, specialmente gli operai e i lavoratori che si trovano e si troveranno colpiti in modo particolare dalla crisi. Ma ha paura di mobilitare le masse popolari per cacciare subito la banda Berlusconi. Ha paura che le masse popolari si rendano conto della propria forza e poi la usino anche contro Veltroni e soci.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">La vecchia destra borghese e il suo governo di fascisti, mafiosi, criminali capeggiati da Berlusconi, ha sempre pi&ugrave; difficolt&agrave; a tenere a bada le masse popolari. Dopo il fallimento del &ldquo;Patto con gli italiani&rdquo; stipulato con Confindustria (presidente Antonio D&rsquo;Amato), CISL e UIL durante il secondo governo Berlusconi, ora deve rassicurare i suoi mandatari (il Vaticano, le Organizzazioni Criminali e la borghesia imperialista in Italia, gli imperialisti USA e i gruppi sionisti all&rsquo;estero) di essere in grado di garantire l&rsquo;ordine in fabbrica e nelle piazze: senza quest&rsquo;ordine gli affari vanno male. A questo sono legate le pressioni fatte sulla CGIL (che vuol dire soprattutto FIOM) affinch&eacute; firmi gli accordi su cui governo Berlusconi, Confindustria (presidente Marcegaglia), CISL, UIL e UGL sono gi&agrave; d&rsquo;accordo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">La destra della CGIL &egrave; in difficolt&agrave; perch&eacute; la sinistra della CGIL e i sindacati alternativi spingono per il sostegno e la promozione della mobilitazione e delle lotte contro gli accordi alle spalle dei lavoratori, contro gli effetti della crisi, contro il governo e contro la collusione con la nuova destra borghese.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">Nessuna di queste forze politiche ha una risposta chiara e risolutiva dei problemi delle masse popolari che, con l&rsquo;accelerazione della crisi, vanno moltiplicandosi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">La mobilitazione delle masse popolari aumenter&agrave;. Noi comunisti dobbiamo promuoverla, sostenerla, favorirne l&rsquo;orientamento verso l&rsquo;instaurazione di un nuovo governo di Blocco Popolare, formato dagli operai e dalle masse popolari organizzate, raccogliere al suo interno le forze rivoluzionarie, organizzarle e formarle. Dobbiamo lottare per la formazione di un governo capace di guidare le masse popolari a far fronte alla crisi del capitalismo, un governo di Blocco Popolare.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">Per quanto la nuova destra borghese speri di convogliare periodicamente le masse popolari in mobilitazioni controllate, in valvole di sfogo, in bagni di folla per il suo leader Veltroni, essa non potr&agrave; evitare che questa mobilitazione chieda sempre pi&ugrave; insistentemente il conto, che pretenda i risultati concreti che la forza delle masse popolari potrebbe portare se fosse diretta a questo fine. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">La destra borghese non pu&ograve; nemmeno evitare che parallelamente e fuori dal suo controllo si sviluppi una mobilitazione spontanea e alternativa. Tanto meno pu&ograve; impedire che il movimento comunista approfitti anche della mobilitazione &ldquo;controllata&rdquo; per fare propaganda del socialismo come unica via per uscire dal marasma attuale e che raccolga forze e risorse per la lotta per fare dell&rsquo;Italia un nuovo paese socialista e contribuire cos&igrave; alla seconda ondata della rivoluzione proletaria che avanza in tutto il mondo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">La mobilitazione delle masse popolari contro il procedere della crisi aumenter&agrave; nonostante le minacce fasciste di Berlusconi e dei suoi soci. Gli studenti feriti a Milano, quelli dell&rsquo;universit&agrave; di Napoli aggrediti il 28 ottobre, quelli aggrediti dai fascisti in piazza Navona hanno certamente contribuito, contrariamente ai propositi dei picchiatori fascisti mandati da Berlusconi, ad alimentare ed incoraggiare ulteriormente le manifestazioni e le occupazioni in corso.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">Ora che la seconda crisi generale del sistema capitalista sta subendo una forte accelerazione dopo lo scoppio della bolla speculativa dei mutui fondiari USA e ora che la sinistra borghese ha perso gran parte della sua influenza sulle masse popolari e sui lavoratori, lo scontro di classe si alza di livello, diventa pi&ugrave; acuto.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">In questo contesto anche lo scontro tra gruppi imperialisti fa un salto di qualit&agrave;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">I gruppi della borghesia di destra spingono per una repressione pi&ugrave; dura, decisa, aperta della mobilitazione delle masse e soprattutto per bruciare il terreno attorno ai comunisti. Ma anche al suo interno la destra borghese &egrave; divisa e sconvolta dalla lotta tra gruppi ognuno dei quali vuole trarre vantaggio dalla crisi e lotta per imporre il proprio interesse come quello principale, quello di cui tutta la nazione deve occuparsi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">I gruppi della borghesia di sinistra vorrebbero procedere mantenendo una parvenza democratica, assicurandosi il massimo consenso possibile da parte dei sinceri democratici e delle masse popolari, al peggio calcando un po&rsquo; di pi&ugrave; la mano.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">Ci sono tutte le premesse per operazioni terroristiche da parte del governo Berlusconi, come suggerito dal vecchio stratega della criminalit&agrave;, Kossiga: &ldquo;giustificherebbero&rdquo; la borghesia di destra nell&rsquo;uso della mano pesante e metterebbero l&rsquo;anima in pace alla borghesia di sinistra. Non bisogna farsi incastrare in questa trappola, non bisogna permettere che la banda di assassini, fascisti, mafiosi, sfruttatori, papi e cardinali che ci governa si erga a difensore degli &ldquo;interessi nazionali&rdquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">Non bisogna farsi spaventare dalla situazione in corso dall&rsquo;acuirsi delle contraddizioni della lotta di classe.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">Gli studenti che stanno lottando con tenacia e coraggio hanno adottato il motto &ldquo;io non ho paura!&rdquo;: un termine adatto a contrastare il tentativo terroristico della borghesia di seminare il panico e scoraggiare le lotte delle masse popolari. Noi comunisti siamo con loro! Bando al panico! Avanti nella lotta! Altro ch&eacute; movimento apolitico, come lo vorrebbe dipingere una parte della sinistra borghese, nella speranza di tenerlo sotto controllo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">La borghesia spera che di fronte alle difficolt&agrave; crescenti e al marasma (in cui essa stessa ci infogna) del suo ordinamento sociale, le masse si rifugino sotto l&rsquo;ala del pi&ugrave; forte, cerchino la protezione di un governo reazionario e autoritario che trascini il paese fuori dalla melma, a qualsiasi costo. Ma questa strada la borghesia italiana l&rsquo;ha gi&agrave; tentata con il fascismo e le &egrave; andata male, ha rischiato che l&rsquo;Italia si trasformasse in un nuovo paese socialista. Le sue titubanze attuali sono frutto del bilancio che ha tirato da quell&rsquo;esperienza.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">In questa situazione bisogna promuovere con forza e accelerare la rinascita del movimento comunista cosciente e organizzato e soprattutto consolidare e rafforzare il nuovo Partito comunista italiano che &egrave; il promotore e il risultato principale della rinascita del movimento comunista nel nostro paese. Questo &egrave; il ruolo che devono svolgere gli elementi pi&ugrave; avanzati, i comunisti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">Bisogna conquistare al comunismo gli operai avanzati e gli elementi avanzati delle altre classi delle masse popolari. Bisogna promuovere l&rsquo;organizzazione di massa a ogni livello, rafforzando ideologicamente e politicamente la sinistra dei sindacati di regime e i sindacati alternativi e promuovendo il coordinamento della loro azione (rinnovamento del movimento sindacale), rafforzando e moltiplicando i comitati di resistenza, moltiplicando i comitati popolari di controllo che irrompono nel teatrino della politica borghese, coordinando gli organismi culturali, sportivi, ricreativi, rafforzando gli organismi di lotta contro la repressione. L&rsquo;attuale debolezza del movimento comunista incoraggia la borghesia ad approfittarne prima che il movimento comunista si rafforzi, a &ldquo;soffocare il bambino fin che &egrave; nella culla&rdquo;. La persecuzione contro i comunisti e in particolare contro il (nuovo)Partito comunista italiano ne sono la conferma.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">Le masse popolari e in particolare i lavoratori non possono pi&ugrave; continuare a vivere come prima e i segnali dell&rsquo;insofferenza si fanno sentire pi&ugrave; frequenti, pi&ugrave; estesi e pi&ugrave; intensi. La crisi politica, conseguenza della crisi economica, si manifesta anche nella difficolt&agrave; dei regimi e dei governi borghesi a far fronte alla crescente protesta di strati sempre pi&ugrave; larghi delle masse popolari. &Egrave; una difficolt&agrave; a farvi fronte pacificamente, senza ricorrere, come sempre pi&ugrave; spesso accade, all&rsquo;uso della forza e della violenza. Tutto questo esige la rinascita del movimento comunista e crea condizioni favorevoli alla rinascita. Occorre che ogni individuo che comprende questo, si lanci con forza e fiducia nell&rsquo;attivit&agrave;. La quantit&agrave; fa qualit&agrave;. Ogni individuo e gruppo che lavora nella direzione giusta, porta il suo contributo a un processo che travolger&agrave; l&rsquo;attuale regime e costruir&agrave; il nuovo mondo: il socialismo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">Stiamo andando verso una situazione drammatica, ma foriera di grandi sviluppi. Bisogna saperli cogliere. Dobbiamo imparare a coglierli. Non abbiamo ricette gi&agrave; pronte nei dettagli per ogni situazione, ma abbiamo una linea generale giusta, elaborata dall&rsquo;esperienza della prima ondata della rivoluzione proletaria e confermata dalla nostra stessa esperienza attuale. Da questo deriva la nostra sicurezza nel lanciare la battaglia e la nostra certezza che quello che non sappiamo fare lo impareremo facendo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">Ogni individuo non ancora completamente abbrutito dall&rsquo;influenza della borghesia e del clero, dalla dipendenza materiale, intellettuale e morale, non ancora rassegnato a lasciarsi cadere lungo la china rovinosa in cui la borghesia e il clero ci spingono, pu&ograve; e deve unire le sue forze a quelle agli altri proletari nel movimento comunista, pu&ograve; e deve contribuire all&rsquo;allargamento dell&rsquo;organizzazione di massa, pu&ograve; unirsi a noi nel (n)PCI.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">Le masse popolari, i lavoratori e gli operai, se non sono organizzati, sono nelle mani dei padroni, che hanno mezzi, conoscenza e risorse per organizzare la vita dei proletari in funzione degli interessi del capitale, dei padroni, dei ricchi. Senza organizzazione, senza un Partito all&rsquo;altezza del suo ruolo, i proletari sono nelle mani degli avvoltoi come Bush, Berlusconi, Ratzinger e dei loro simili.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">Con il Partito comunista all&rsquo;altezza del suo ruolo possiamo combattere con successo le battaglie di oggi e di domani, possiamo resistere agli attacchi della borghesia e trasformarli in nuove fonti di sviluppo della mobilitazione rivoluzionaria e del Partito stesso.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">Organizzati e uniti siamo una forza che si moltiplica irresistibilmente. Ad ogni colpo subito, grazie alla giusta strategia della guerra popolare rivoluzionaria di lunga durata che ci guida, accumuliamo nuove forze per la rivoluzione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">L&rsquo;unit&agrave; nel Partito comunista &egrave; una forza che difende i proletari dalla crisi e combatte e vince la classe che ne &egrave; la causa.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">Con il Partito comunista la classe operaia pu&ograve; dirigere il resto delle masse popolari a prendere il destino nelle proprie mani, spazzare via dalla storia le canaglie che hanno sguazzato per secoli nel sangue degli sfruttati e costruire una societ&agrave; che funziona per gli interessi di tutti i proletari.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">Il (n)PCI ha fatto il bilancio dell&rsquo;esperienza del movimento comunista. Ha compreso i motivi della sconfitta subita nella seconda met&agrave; del secolo scorso e ha identificato i modi per porvi rimedio. Possiamo rimontare la china. Il sentiero non &egrave; pi&ugrave; sdrucciolevole come quello che percorsero i nostri nonni e i nostri padri. Le masse popolari hanno bisogno, oggi come allora, di una soluzione ai crescenti problemi che la direzione borghese della societ&agrave; fa gravare sulle loro spalle. La borghesia imperialista, oggi come allora, non ha soluzioni pacifiche alla crisi del suo ordinamento. Ad ogni tentativo di tenersi a galla sprofonda sempre pi&ugrave;, come nelle sabbie mobili, ma trascina con se le masse popolari di tutto il mondo. L&rsquo;esperienza della prima ondata della rivoluzione proletaria &egrave; una ricchezza per il movimento comunista attuale che il vecchio movimento comunista ci ha lasciato in eredit&agrave;: possiamo e dobbiamo usarla! Le premesse per l&rsquo;instaurazione del socialismo nei paesi imperialisti ci sono tutte.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">Dobbiamo aver fiducia nei fatti e nella coscienza della classe operaia, che sapr&agrave; prendere in mano la situazione come ha gi&agrave; dimostrato in passato. Noi come comunisti dobbiamo fare la nostra parte fino in fondo, svolgere il nostro ruolo senza titubanze.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">Il Partito ha lanciato una campagna di propaganda del socialismo e lancer&agrave; una campagna di organizzazione nella quale impegner&agrave; i suoi organi Centrali e i suoi Comitati di Partito.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 150%;">&nbsp;</span></p>
<p style="line-height: normal; text-align: justify;"><strong><span>La situazione &egrave; favorevole, grande &egrave; la confusione. Solo il Nuovo Potere della classe operaia porr&agrave; fine al marasma attuale!</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; text-align: justify;"><span>&nbsp;</span></p>
<p style="line-height: normal; text-align: justify;"><strong><span>Compagni, operai, proletari, donne e giovani: unitevi nel (nuovo)Partito comunista italiano!</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; text-align: justify;"><strong><span>&nbsp;</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; text-align: justify;"><strong><span>Partecipate e fate partecipare i vostri compagni di lavoro alla campagna di propaganda del socialismo, allo studio e al dibattito sul <em>Manifesto Programma</em> del (n)PCI!</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; text-align: justify;"><strong><span>&nbsp;</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; text-align: justify;"><strong><span>Partecipate alla campagna di organizzazione del Partito costituendo in ogni azienda, in ogni zona e in ogni organizzazione di massa un Comitato di Partito!</span></strong></p>
<p><br></p>
<hr>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li><a href="http://lavoce-npci.samizdat.net/rubrique.php3?id_rubrique=86"> <br> </a> <a href="http://lavoce-npci.samizdat.net/article.php3?id_article=841">Rompiamo la rete di controllo delle polizie dei padroni</a><br> 
<hr>
Impediamo alle polizie di localizzarci e di conoscere le nostre identit&agrave; quando navighiamo in internet<br> 
<hr>
Per fare questo usiamo<br> &nbsp;&nbsp; <a href="http://lavoce.samizdat.net/IMG/zip/Istruzioni_Tor.zip"><span style="font-weight: bold;">Click qua per&nbsp; scaricare le istruzioni per usare TOR</span></a> <a href="http://lavoce-npci.samizdat.net/rubrique.php3?id_rubrique=86"><br> </a></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
--- Story Comments ---

--- Comment 7006 ---
Title   : Buuuuuuu
Author   : (A)rdito
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Time Posted   : Sunday, Nov 16 2008, 3:36pm
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<p>Ma perch&egrave; invece di organizzarci per cacciare il cavaliere non ci autorganizziamo per crearci un futuro differente magari senza politicanti? Magari senza partiti?</p>

--- Comment 7007 ---
Title   : infatti...
Author   : arditA
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Time Posted   : Monday, Nov 17 2008, 2:25pm
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<p>infatti invece di limitarci a cacciare berlusca impegnamoci per abbattere le nostre barriere mentali!</p>
<p>Cacciamo&nbsp; Stato, poltronari di partito ed eserciti!!!</p>
<p><strong>Per la rivoluzione sociale!!</strong></p>

----------- End of story 5715 Content-----------







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