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Lun 6 Ott 2008 16:44:51 PDT


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Date   : Tuesday, Oct 7 2008, 1:44am
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Reason   : aggiunto link dossier

Link: http://abruzzo.indymedia.org/article/5514
--- Story 5514 ---
Title   : Continua la battaglia contro il Centro Oli
Subtitle   : Il Centro Oli EN'Imbroglio!
Topic   : Ecosistemi
Region   : Chieti
Type      : Feature
Language   : Italiano (it)
Author   : indy_abruzzo_collective
Organisation   : 
Email   : imc-arbuzzo a lists.indymedia.org
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Time Posted   : Wednesday, Sep 24 2008, 12:44pm
--- Summary ---
<!-- Feature Image change class to "left" to align image left-->
--- Content ---
<div class="feature-image-left"><img class='feature' src='http://abruzzo.indymedia.org/attachments/sites/site_1/nocentrooli.jpg' alt='featured image'>
</div>
<p>Il Governo, ignorando completamente la gravissima emergenza ambientale della <a href="http://abruzzo.indymedia.org/article/5485">discarica più grande e pericolosa d'Europa</a> (quella di Bussi), in un documento <a href="http://abruzzo.indymedia.org/attachments/sep2008/sviluppopetrolio.pdf"><img src="http://abruzzo.indymedia.org/graphics/pdficon.gif"></a> ha stabilito che Abruzzo e Basilicata debbono essere considerate <strong>regioni dedicate all'energia fossile</strong>, dando il via libera di fatto alla costruzione di raffinerie, pozzi e oleodotti per il 35% del territorio abruzzese coperto da permessi estrattivi.</p>

<p>Mentre in Basilicata, a 15 anni dall'insediamento dell'ENI per l'estrazione del petrolio appaiono a tutte e tutti gli <a href="http://abruzzo.indymedia.org/article/5504">effetti devastanti di quell'impianto</a> che "<a href="http://abruzzo.indymedia.org/article/5498"><i>non porta ricchezza</i></a>" e non risolve il problema del lavoro, il <a href="http://abruzzo.indymedia.org/article/5482">presidente del consiglio comunale</a> di Ortona <a href="http://abruzzo.indymedia.org/article/5513"><strong>Remo di Martino</strong></a>, il signor <a href="http://abruzzo.indymedia.org/article/5440"><i>"ti sparo in bocca"</i></a>, <a href="http://abruzzo.indymedia.org/article/5501">esulta alla notizia del blocco</a> del ricorso al T.A.R. del <a href="http://icolibri.blogspot.com/2007/12/comunicato-stampa-11-dicembre-2007.html">WWF</a>, che chiedeva la sospensione dell'iter per la costruzione del <a href="http://abruzzo.indymedia.org/article/5297">Centro Oli ad Ortona</a>, ricorso giudicato dal T.A.R. "<i>sbagliato e inammissibile</i>".</p>

<p>Nelle poche righe della sentenza, il T.A.R. afferma testualmente che <a href="http://abruzzo.indymedia.org/article/5523">l'interesse energetico è di pari valore (se non superiore) alla salute pubblica</a>. Che quest'ultima fosse da sempre ostaggio degli interessi economici e politici è una verità senza tempo, ma averlo affermato in una sentenza è un ulteriore conferma del ruolo servile dei tribunali di stato.</p>

<p>L'ENI festeggia, e il vero fine della <a href="http://abruzzo.indymedia.org/article/5505">classe politica che ha votato</a> per la costruzione del Centro Oli, è <a href="http://abruzzo.indymedia.org/article/5512">svelato ancora una volta</a>.<br />
Il defenestrato Del Turco e i sindacati confederali al gran completo [CIGL CISL UIL] fin dall'inizio <a href="http://abruzzo.indymedia.org/article/5514?author_name=CNT&comment_limit=0&condense_comments=false#comment6778">si sono schierati</a> al fianco di Confindustria ed ENI, sperando di convincere gli abruzzesi dell'enorme opportunità offerta da questa infrastruttura in termini di posti di lavoro e ricchezza economica, oltre ad offrire parole <a href="http://abruzzo.indymedia.org/article/5522"><strong>senza base scientifica</strong></a> per rassicurare sulla salute di tutti.<br />
Ciechi e sordi <a href="http://abruzzo.indymedia.org/article/5480">alle richieste dei cittadini</a>, gli <a href="https://docs.indymedia.org/view/Local/Dossier#Protagonisti_e_conflitti_di_inte">interessi</a> di chi, <a href="http://abruzzo.indymedia.org/article/5447">come loro</a>, continua strenuamente a difendere l'insediamento petrolifero</a>, sono così convenienti da non scoraggiarli <a href="http://abruzzo.indymedia.org/article/5520">nell'arte giornaliera del nascondere</a> i pericoli agli abruzzesi.</p>

<p>Una battaglia persa [<i>se la sentenza di un tribunale può essere considerata una vittoria</i>] per il movimento no-oil, ma purtroppo per l'ENI ancora un cavillo tiene in scacco la costruzione del Centro Oli.<br />
L'ENI è attualmente proprietaria di 10 ettari di terreno in contrada Feudo, ma al centro del sito scelto per la raffineria 2 ettari sono ancora in mano di contadini che ne <strong>hanno rifiutato la vendita</strong>. <a href="http://abruzzo.indymedia.org/article/5517">Soggetti a continue <strong>intimidazioni e minacce</strong></a>, con delle <strong>macchine dell'ENI costantemente parcheggiate sotto le loro case con fare mafioso</strong>, questi contadini resistono, e tengono in scacco i petrolieri.</p>

<p>Il 4 ottobre, con un <a href="http://abruzzo.indymedia.org/article/5545">telegramma</a> inviato ai proprietari dei due appezzamenti di terra, l'ENI scrive: <i>"«Se entro martedì 7 non firmate l’atto di vendita, oltre a restituirci il doppio della caparra, ci pagherete anche i danni per la mancata realizzazione del 
Centro Oli». Firmato: Eni"</i>. Una minaccia per nulla velata del gigante del petrolio contro i due contadini e contro tutto il movimento contro il Centro Oli.</p>

<br />
<strong>Aggiornamenti</strong>:<br />
* <img src="http://abruzzo.indymedia.org/graphics/texticon.gif"> 30 settembre - <i>L'Aquila</i>: <strong>bloccate</strong> le autorizzazioni per il Centro Oli fino al 2010<br />
<br />
<strong>Mobilitazioni / Iniziative:</strong><br />
* <img src="http://abruzzo.indymedia.org/graphics/texticon.gif"> 9 ottobre - <i>L'Aquila</i>: <a href="http://abruzzo.indymedia.org/article/5548">Iniziativa pubblica allo spazio libero 51</a><br />
* <img src="http://abruzzo.indymedia.org/graphics/texticon.gif"> 4 ottobre - <i>Pescara</i>: <a href="http://abruzzo.indymedia.org/article/5539">Sit-In contro il Centro Oli</a><br />
* <img src="http://abruzzo.indymedia.org/graphics/texticon.gif"> 27 settembre - <i>Pescara</i>: <a href="http://abruzzo.indymedia.org/article/5527">Sit-In contro il Centro Oli</a><br />
* <img src="http://abruzzo.indymedia.org/graphics/texticon.gif"> 17 marzo - <i>Pescara</i>: <a href="http://abruzzo.indymedia.org/article/4552">manifestazione per l'emergenza ambiente</a><br />
* <img src="/graphics/videoicon.gif"> 4 marzo - <i>L'Aquila</i>: <a href="http://abruzzo.indymedia.org/article/5547">"la spedizione dei mille" assedia la regione</a><br />
<br />
<strong>Approfondimenti:</strong><br />
* <a href="http://abruzzo.indymedia.org/attachments/sites/site_1/centro_oli.pdf"><img src="http://abruzzo.indymedia.org/graphics/pdficon.gif"></a> <strong>/</strong> <a href="http://abruzzo.indymedia.org/dossiercentrooli"><img src="http://abruzzo.indymedia.org/graphics/texticon.gif"></a> Dossier (((i))) Abruzzo: scarica - stampa - diffondi<br />
* <img src="http://abruzzo.indymedia.org/graphics/texticon.gif"> <a href="http://abruzzo.indymedia.org/article/5530">Sulla raccolta fondi del comitato natura verde</a><br />
* <img src="http://abruzzo.indymedia.org/graphics/texticon.gif"> <a href="http://abruzzo.indymedia.org/article/5297">Il Centro Oli EN'Imbroglio!</a><br />
* <img src="/graphics/videoicon.gif"> <a href="http://abruzzo.indymedia.org/article/5508">Vino Olio e Catrame</a><br />
* <img src="/graphics/videoicon.gif"> <a href="http://abruzzo.indymedia.org/article/5362">Il ritorno di Attila</a><br />
* <img src="/graphics/videoicon.gif"> <a href="http://abruzzo.indymedia.org/article/5272">Barcolata a SanVito</a><br />
* <img src="/graphics/videoicon.gif"> <a href="http://abruzzo.indymedia.org/article/5459">Piattaforme petrolifere in Abruzzo</a><br />
* <img src="/graphics/videoicon.gif"> <a href="/article/5404">Report dal forum sull'impatto ambientale</a><br />
* <img src="http://abruzzo.indymedia.org/graphics/texticon.gif"> <a href="http://abruzzo.indymedia.org/article/5451">L'ENI non capisce un tubo</a><br />
* <img src="http://abruzzo.indymedia.org/graphics/pdficon.gif"> <a href="http://abruzzo.indymedia.org/article/5438">Danni alla salute umana dell'idrogeno solforato</a><br />
<br />
--- Story Comments ---

--- Comment 6768 ---
Title   : prime mosse
Author   : emergenza ambiente
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Time Posted   : Thursday, Sep 25 2008, 10:27am
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WWF e Legambiente promuoveranno appello al Consiglio di Stato contro la sentenza del TAR Abruzzo sul Centro Oli di Ortona, in quanto, in considerazione del riflesso che gli atti impugnati hanno sull’ambiente e sulla salute pubblica, non appare assolutamente condivisibile la volontà di escludere la legittimazione delle Associazioni Ambientaliste in un caso di questo tipo. Non riconoscere la legittimazione a ricorrere di WWF e
Legambiente contro un’opera che avrà un evidentissimo impatto ambientale e sanitario vorrebbe dire privarle della funzione sociale riconosciuta loro dalla legge.
WWF e Legambiente confidano che nel giudizio di appello vengano valutati i profili di illegittimità sollevati e venga fatta definitivamente chiarezza sull’intera vicenda.

Dante Caserta – Presidente WWF Abruzzo
Angelo Di Matteo – Presidente Legambiente Abruzzo

--- Comment 6769 ---
Title   : ironia della sorte
Author   : iron
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Time Posted   : Thursday, Sep 25 2008, 10:45am
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triste ironia della sorte.
la sentenza del tar avviene a giusto un anno dalla manifestazione ad Ortona contro il centro oli.

http://abruzzo.indymedia.org/article/5519

--- Comment 6777 ---
Title   : Ortona ad un passo dal sospendere la Costituzione Italiana
Author   : Alessio Di Florio
Organisation   : Peacelink
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Related Link   : http://www.peacelink.it/ecologia/a/26072.html
Time Posted   : Friday, Sep 26 2008, 10:52am
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Il sindaco Fratino e la sua maggioranza, tra i pochi ancora a sostenere le ragioni del devastante progetto dell'ENI, ha recentemente espresso la volontà di denunciare i cittadini che si sono pronunciati contro la sua volontà. 

 Art. 1 della Costituzione Italiana:
"La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti previsti dalla Costituzione"

Art. 21 della Costituzione Italiana:
"Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione."

Art. 1 della Costituzione, riveduta e corretta per gli amministratori di Ortona:
"La sovranità appartiene al sindaco e alla sua giunta, che la esercitano con arbitrio assoluto"

Art. 21 della Costituzione, riveduta e corretta per gli amministratori di Ortona:
"Il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero appartiene al sindaco e alla sua giunta. Ai sudditi può essere concesso, in maniera straordinaria, purché non sia in contrasto con quanto espresso dagli illuminati amministratori"

ENINon resta che l'ironia, facile ma a denti stretti, di fronte a quanto accade ad Ortona. Il centro abruzzese, così come più volte citato anche su PeaceLink, è il teatro di uno scontro che ormai da diversi mesi contrappone la giunta comunale, spalleggiata dal governatore Del Turco, dall'ENI, dai sindacati e pochi altri, alla cittadinanza, a diverse amministrazioni locali, agli ambientalisti, agli agricoltori, agli scienziati. Nodo del contendere è il devastante progetto di costruire un centro di raffinazione del petrolio, estratto ad Ortona dall'ENI.

Nonostante sia ampiamente dimostrato il disastro, ambientale ed economico, che il Centro Oli comporterà gli amministratori ortonesi stanno tentando, in tutti i modi, di perseguire il loro progetto.

Nelle ultime settimane abbiamo assistito però al paradosso. Alcune settimane fa, sotto gli attacchi di Fratino e dei suoi assessori, era finito un manifesto affisso dal comitato civico 'Natura Verde'. Il manifesto denunciava quel che è ormai di dominio pubblico: il Centro Oli avvelenerà l'aria. Fuoco e fiamme contro i devastatori dell'immagine della città, contro coloro che vogliono far scappare i turisti e distruggere lo sviluppo della città.

Il 30 aprile scorso si è arrivati a sfiorare il paradosso più demenziale. Il consiglio comunale si è riunito per chiedere il ritiro della delibera regionale che blocca la costruzione del Centro Oli e, udite, udite, stabilire di rivalersi legalmente sui comitati civici, la cui azione di protesta sta bloccando la costruzione del Centro Oli.
Come scrivevamo poc'anzi la presenza in aula, civile e pacifica, di moltissimi cittadini ha suggerito ai consiglieri di evitare la clamorosa presa di posizione, con la quale per la prima volta nella storia della Repubblica Italiana un'amministrazione avrebbe denunciato i propri cittadini. Con l'accusa di aver esercitato le prerogative a loro concesse dalla Costituzione Italiana. Ma forse da Fratino no ...


--- Comment 6778 ---
Title   : La posizione di Cigl Cisl e Uil sul Centro Oli
Author   : CNT
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Time Posted   : Friday, Sep 26 2008, 11:57am
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tratto da un articolo su peacelink:

[...]Grazie ai sindacati confederali, CGIL, CISL e UIL, pronti a schierarsi sin dall'inizio con la Confindustria, Del Turco e l'ENI. Il posto che spetta a chi deve tutelare gli interessi popolari e civili. Abbiamo tutti ancora davanti agli occhi gli appelli e le lettere aperte che la tri-murti ha spedito in questi anni. Sembravano scritte dall'ENI. Posti di lavoro, nessun rischio alla salute, immense ricchezze in arrivo. Qualcuno porti i loro dirigenti in visita in Basilicata, lì dove sorge un centro analogo a quello che sorgerà in Abruzzo. L'apoteosi della vicenda è arrivata quest'estate quando l'ENI ha minacciato, in caso di mancata costruzione del 'Centro Oli', di chiudere qualsiasi insediamento e abbandonare la regione. Il giorno dopo i prodi sindacati, presi dal sacro fuoco della difesa del popolo dagli interessi del capitale, si sono stracciati le vesti e strappati i capelli pubblicamente. Se l'ENI ci abbandona è la fine, se il Centro non si costruisce cosa faremo, una litania pietosa e patetica. Chiusi nei loro interessi, autoreferenziali, totalmente sordi ad ogni richiesta della società civile e dei cittadini, incapaci di qualsivoglia lettura della realtà. Così come in situazioni simili(ricordiamo la manifestazione di Roma a favore del Dal Molin organizzata dalla CISL o lo sciopero di Melfi, quando la stessa CISL organizzò una manifestazione di pensionati, spacciandoli per operai FIAT) ancora una volta i sindacati sono stati protagonisti di una vicenda sconcertante, pronti solo a difendere i loro piccoli feudi. La pallida presenza dell'ENI in Abruzzo(qualcuno se n'è mai accorto?) e le poche decine di posti di lavoro(che stentatamente dovrebbero raggiungere le 30 unità) rappresentano per le burocrazie sindacali l'occasione per esercitare il loro potere autoreferenziale e tronfio di se stesso.[...]

--- Comment 6779 ---
Title   : il comune di pescara vuole comprare le terre
Author   : da pdn
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Time Posted   : Friday, Sep 26 2008, 1:48pm
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http://abruzzo.indymedia.org/article/5524

--- Comment 6782 ---
Title   : Comune o sportello informativo?
Author   : abruzzo no-triv
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Time Posted   : Friday, Sep 26 2008, 2:37pm
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In questi giorni di concitazione, probabilmente il bandolo della matassa sarà sfuggito anche all'allegra brigata del Comune di Ortona.
Ma insomma, il NOSTRO (?) Sindaco sembra relegato a mera funzione di addetto stampa Eni, senza alcuna voce in capitolo, si premura di far sapere ai cittadini cosa codesta società ha in programma di realizzare sul nostro territorio senza preoccuparsi minimamente se questo possa essere gradito a quei cittadini che lo hanno eletto...
A noi tutto ciò sembra assurdo!
Il Sindaco che spiega quali sono i progetti Eni, con un'unità di intenti che rendono manifesta quanto sia stretto il rapporto che lega il Nostro alla suddetta società...
Tutto ciò a scapito della libertà decisionale di cui avrebbero bisogno Ortona e i cittadini di tutto il comprensorio.
Il nostro Sindaco invece, quando parla di Ortona nella stragrande maggioranza dei casi si riferisce al porto e a quei pochi elementi di sua conoscenza, dimenticando che Ortona ha quasi 24000 abitanti...TUTTI CON GLI STESSI DIRITTI! O NO?
Capitolo sindacati...beh un sindacato che manifesta contro la gente per stare al fianco dei padroni...non servono commenti...fate da soli...
Capitolo Confindustria.... che dire... il suo operato dimostra la debolezza della nostra regione, laddove un'organo importante come Confindustria si batte per aiutare il suo Presidente, presente con le sue aziende tra coloro che il Centro Petroli dovrebbero costruirlo...
Una Regione già in crisi ha bisogno di una politica seria che non preveda di affossare quelli che probabilmente sono gli unici settori solidi della nostra economia: Turismo e produzione Vitivinicola.
Ad maiora!

--- Comment 6785 ---
Title   : ...
Author   : taglia orecchi
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Time Posted   : Sunday, Sep 28 2008, 12:15am
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ma il porto + grande a che serve (secondo voi) ?

--- Comment 6786 ---
Title   : Eroi del nostro tempo
Author   : MRD
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Time Posted   : Monday, Sep 29 2008, 9:09pm
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Dei dodici ettari di terra che l'ENI vorrebbe acquistare in contrada Feudo, gliene mancano due, proprio al centro. Due eroici contadini hanno infatti deciso di non vendergliele. Sono stati sottoposti a dure pressioni da parte dell'ENI, ma non hanno ceduto. Non scrivo qui i loro nomi per non causargli altri guai. Ecco pero' la lettera che gli ho mandato qualche giorno fa, tramite alcuni amici di Ortona. Se nei commenti volete lasciare loro un rigo di affetto, faro' in modo che giunga loro la nostra voce, cosi' da farli sentire meno soli e soprattutto riconoscenti per il loro gesto.

----------
Caro signor XXX

vorrei ringraziarla, dal profondo del cuore e credo con me tutto l'Abruzzo sano e che vuol bene alla nostra terra, per avere resistito alle pressioni dell'ENI e per avere negato la vendita delle sue terre ai petrolieri.

So che e' stato ed e' tuttora difficile, ma continui a resistere. Io non posso che dirle, dal profondo del cuore, grazie. E' lei il vero eroe di questa storia, piu' di me, piu' dei politici, piu' di chi parla e non agisce.

A differenza dei suoi confinanti, un giorno lei potra' riguardarsi indietro ed essere inorgoglito delle sue scelte perche' ha mantenuto la sua dignita', perche' ha avuto coraggio, e perche' e' stato un Uomo per davvero e non una pecora che segue i greggi.

Se dovesse avere bisogno di qualsiasi cosa, la prego di non esitare a chiamare i rappresentanti del Comitato Natura Verde. Io vivo in America, ma appena vengo in Italia le prometto che la vengo a ringraziare di persona.

Di nuovo, grazie. Lei e' un esempio per me, per gli abruzzesi e per le generazioni piu' giovani. Tenga forte e non abbia paura.

Maria Rita

per le donazioni: Bonifico bancario intestato a: Comitato Natura Verde
Conto: 064 - 330 - 0080876
Coordinate bancarie: IT73 B060 5077 890C C064 0080 876

per evitare invece le spese bancarie:
a Ortona, Fabrizia: 329/1574549
a Lanciano, Diana: 335/5392058

--- Comment 6787 ---
Title   : Sulla raccolta fondi del Comitato Natura Verde
Author   : comitato natura verde
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Time Posted   : Tuesday, Sep 30 2008, 2:17pm
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http://abruzzo.indymedia.org/article/5530

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Title   : Dicembre 2009
Author   : maria rita dorsogna
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Time Posted   : Thursday, Oct 2 2008, 10:53am
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La giunta regionale ha imposto un nuovo blocco alle estrazioni petrolifere in Abruzzo. La legge regionale del 4 Marzo 2008 e' stata prorogata fino al Dicembre del 2009. Naturalmente sono lontana, e le informazioni le ho prese appena adesso da Prima da Noi. Dopo tanti giorni di batticuore, e tante notizie cattive - l'ENI proprietaria delle terre, il TAR che dice no, la gente che si stanca - e' come se mi avessero ripompato l'ossigeno nelle vene.

Questa e' una bella notizia, e ci da tempo, fiato, vigore, orgoglio. Grazie a tutti coloro che si impegnati, dalle cose piu' semplici, come parlare ai propri vicini di casa o guardarsi il filmato del ritorno di Attila, o andare in spiaggia ad attaccare i manifesti, o parlare con i propri studenti, fino ai politici che, dritte e storte, si sono impegnati per far passare questa legge, passando per i vescovi, e i sindaci della costa teatina e pescarese. Per oggi vogliamo ringraziare tutti e vogliamo celebrare. Soprattutto questa e' una vittoria nostra, della gente, dei blogganti, dei comitati spontanei, degli abruzzesi e di chi all'Abruzzo vuole bene. Lo credo davvero. Senza il nostro operato le 14 ciminiere dell'ENI gia' sarebbero state li, a sputare veleni, ne sono davvero convinta.

La legge e' stata votata da tutto il consiglio regionale ad esculsione di Benigno D'Orazio di
Forza Italia. Dovro' indagare chi e' costui.

Per ora, grazie a tutti, davvero e di cuore.

Pero' c'e' ancora molto da fare e dobbiamo procedere in questa storia, senza stancarci. Non dobbiamo pensare che sia finita qui. Arrivera' anche il dicembre del 2009, ci saranno nuove giunte, ci saranno nuovi presidenti di regione. Si spera che Fratino e Di Martino si saranno sotterrati dalla vergogna, o piu' semplicemente se ne saranno andati in Iraq o nelle loro ville in Sardegna, ma non lo sappiamo con chi dovremmo confrontarci nel 2010. Dell'ENI non c'e' da fidarsi e dobbiamo spingere ancora per far si che ci siano leggi PERMANENTI. Dobbiamo far pressione al governo centrale che le piattaforme nell'Adriatico devono stare TUTTE ad almeno 12 miglia marine dalla costa (circa 22 kilomteri)
e non solo quelle del Veneto. Continuiamo a lottare rinvigoriti, ma non pensiamo che sia finita qui.

Soprattutto, vorrei che questa storia rendesse tutti consapevoli che noi popolo contiamo qualche cosa e che se da solo ciascun individuo e' quasi una pedina irrilevante, da collettivita', da popolo unito, dandoci da fare tutti, allora ce la facciamo. Sono loro, corporazioni, politici, signorotti e don Rodrighi ortonesi che devono temere noi. E questo vale per il petrolio ma anche per le mille altre problematiche d'Abruzzo e d'Italia. Celebriamo, festeggiamo, ma non adagiamoci ancora che c'e' ancora molta strada da percorrere.

Sabato tutti a Pescara, in piazza Salotto dalle 7 alle 8 di sera, per il sitin settimanale contro il petrolio in Abruzzo. Grazie a tutti - sono felice.

Per le donazioni: Bonifico bancario intestato a: Comitato Natura Verde
Conto: 064 - 330 - 0080876
Coordinate bancarie: IT73 B060 5077 890C C064 0080 876

per evitare invece le spese bancarie:
a Ortona, Fabrizia: 329/1574549
a Lanciano, Diana: 335/5392058
a San Vito: Assunta 329/9763038

--- Comment 6791 ---
Title   : Ancora un anno di stop!
Author   : NOTRIV
Organisation   : abruzzo no-triv
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Time Posted   : Thursday, Oct 2 2008, 5:18pm
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Ancora un anno di stop!
Ancora difficoltà per i signori del petrolio in Abruzzo. Oltre all'ostilità delle popolazioni locali in data odierna è stata approvata la modifica della L.R. 10/03/2008 n. 2 che blocca fino al 31 dicembre 2009 gli atti autorizzativi delle industrie insalubri di 1° classe in materia di ricerca e lavorazione di idrocarburi derivanti da petrolio.

AVANTI TUTTA!
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Time Posted   : Thursday, Oct 2 2008, 5:18pm
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Title   : Il petrolchimico a Genova
Author   : maria rita dorsogna
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Time Posted   : Friday, Oct 3 2008, 11:12am
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Oggi pomeriggio, su Rai tre, dalle 4 alle 5pm il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo rispondera' a delle domande relative alla petrolizzazione dell'Abruzzo che le saranno poste dal senatore Giovanni Legnini, abruzzese anche lui. Spero che qualcuno possa registrarlo e metterlo su youtube cosi potranno vederlo anche quelli che come me vivono lontano.

Intanto, qualche tempo fa mi ha contattato un comitato cittadino di Busalla, in provincia di Genova, affinche' andassi da loro a parlargli dell'idrogeno solforato. La loro raffineria si chiama Iplom e ne abbiamo gia parlato su questo blog. E' la stessa che gli ha inquinato i fiumi e che qualche settimana fa e' incendiata. La raffineria gli ha causato puzze, rumori, crollo del mercato immobiliare, falde acquifere inquinate, malattie. Tutte cose che gia' sappiamo, ma che qui tocchiamo con mano, perche' come a Viggiano, come a Falconara, sono cose gia' successe e non dette in astratto da una che abita dall'altra parte del mondo.

Ecco com'e' ridotta la qualita' di vita a Busalla, nelle parole di Monica Colombara, del Comitato Salute Pubblica e come riportato da un giornale locale il Valle Scrivia del luglio 2008 a pagina 2:

"Sul piatto - dicevo - metterei una qualità della vita fortemente compromessa da un’industria insalubre le cui lavorazioni comportano la presenza di sostanze cancerogene e/o tossiche e/o altamente infiammabili (greggio, virgin nafta, idrogeno, idrogeno solforato, additivi, chemicals, catalizzatori, ecc.), il tutto in mezzo ad un centro abitato. Miasmi quasi quotidiani e rumori insanabili, perché la stretta prossimità con le case rende strutturalmente inefficaci le barriere acustiche davanti a parti di impianto attive giorno e notte. Metterei le centinaia di autocisterne che transitano per le vie congestionate del paese (di queste non si parla mai, sembra che il traffico di mezzi pesanti riguardi solo la Val Seminella…). Metterei i dati rilevati nei pozzi di emungimento che rivelano lo stato delle acque di falda sotto lo stabilimento: la presenza di idrocarburi è talvolta cento volte superiore al limite consentito (!). Metterei l’impatto visivo devastante, che condiziona l’attrazione turistica e quindi commerciale di un posto che alloggia l’orribile manufatto. Metterei il deprezzamento delle case di proprietà (un impianto a rischio è un fattore peggiorativo, che pesa di un buon 20% sul loro valore immobiliare): pensiamo sempre alla ricchezza che entra (poca e non diffusa), mai a quella possibile o a quella che ci viene sottratta. "

Verso la fine degli anni '80 e inizio degli anni '90, decisero che la raffineria di Busalla avesse bisogno di un centro di desolforazione. Nel 1990 l'allora sindaco Claudio Ferralasco interpello' un professore dell'unversita' di Genova, il professor Umberto Bianchi, dell'istituto di Chimica Industriale. Il professor Bianchi presento' un report dove si scongiurava la realizzazione dell'impianto di desolforazione, tanto piu' che si parlava di diffusione di H2S su un "intorno comunque vasto" del territorio della citta' e che cio' "pare allo scrivente ... del tutto inaccettabile". Il suo report e' facile da capire e piu' o meno dice le stesse cose che vado predicando da tempo. Lo si puo' trovare qui.

Il sindaco della citta' segui' i consigli di Bianchi e nel 1993 il piano regolatore comunale stabili' che, data la gia' disastrosa condizione ambientale della citta' di Busalla, il petrolchimico non potesse ampliarsi piu'. Niente desolforizzazione dunque. Ecco qui uno stralcio del documento del comune:

“Le industrie petrolchimiche che si trovano in questa zona [zona D, industriale artigianale o assimilata, in Sarissola], data la vicinanza ai centri abitati e le caratteristiche di impatto ambientale, legato al tipo di produzione occupano UNA LOCALIZZAZIONE IMPROPRIA peraltro non consentita dalla normativa del Piano Regolatore Generale."

"Sono consentiti esclusivamente interventi volti al miglioramento tecnologico che abbiano come risultato la riduzione del carico inquinante con particolare riferimento alle immissioni atmosferiche. NON SONO ALTRESÌ CONSENTITE OPERE DI AMPLIAMENTO SIA DELLA PRODUZIONE CHE DEGLI IMPIANTI DI DEPOSITO”.

Storia finita? No, perche' l'Iplom veramente lo voleva questo desolforatore e allora cosa fa? In barba alle decisioni comunali, invece di spiegare ai cittadini cosa avrebbe rappresentato per loro il desolforatore, iniziano ad usare nomi ingannevoli, puliti e romantici, non si parla di desolforatore, quanto invece di "Progetto qualita'". Proprio come noi, non una "raffineria", ma un delicato centro oli di dodici ettari di terra.

I cittadini proposero dei referendum per chiedere alla gente che ne pensasse, raccolsero le firme, tutto a norma di legge, ma il sindaco, non piu' il prudente Ferralasco, quanto invece il piu' leggero Valerio Pastorino, glieli boccio'. Dunque, popolo o non popolo, risoluzioni comunali o no, nel 1997 Busalla si ritrovo' il suo bel centro di desolforazione, che nel corso degli anni gli ha dato incendi, fumi ed ha peggiorato le loro vite.

Ma non sono ancora contenti alla Iplom, ora lo vogliono RADDOPPIARE il desolforatore di Busalla. Non gli importa niente che gli hanno inquinato i fiumi e dato malattie, no. Dal loro sito la Iplom dice che sono attivi sul territorio e fanno manifestazioni "Noi e voi" cioe' gli organizzano i tornei di calcetto e un po di muraglie attorno agli stabilimenti per evitare rilasci accidentali di robaccia nei fiumi. Vi pare una roba seria? Ma se il fiume Scrivia e' tutto inquinato? Mi sa che la muraglia cosi bene non gli ha funzionato. Per quanto riguarda il torneo di calcetto.. la ci bastava l'oratorio dei salesiani, non vi pare?

Cosa dire? La vittoria piccola piccola dell'altro giorno per noi Abruzzesi, con il rinnovo della moratoria, non deve ASSOLUTAMENTE portarci ad adagiarci. A Busalla hanno aspettato sette anni i petrolieri per farla: dobbiamo vigiliare su un lunghissimo arco di tempo. La partita non e' affatto finita e occorre contiuare a lottare, uniti e numerosi. E poi, NON DOBBIAMO CREDERE MAI ALLE BALLE dei petrolieri. A loro non interessa niente del popolo. Agli abruzzesi non servono i tornei di calcetto, serve invece l'aria e l'acqua pulita e magari qualche politico intelliegente che sappia programmare per il nostro sviluppo turistico, investendo e migliorando la qualita' dell'ambiente, dell'offerta e della pubblicita'.

A Monica, come agli abitanti di tutte le citta' petrolizzate d'Italia non posso che chiedere scusa, da Italiana e prometterle di fare del mio meglio per venire a visitare Busalla. Grazie per avermi fornito il materiale. Il sito del comitato di Busalla e' qui.

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Title   : Centro oli, adesso Fratino si preoccupa dei disoccupati
Author   : da primadanoi
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Time Posted   : Friday, Oct 3 2008, 11:25am
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Il sindaco di Ortona, Nicola Fratino, adesso è veramente preoccupato e denuncia rischi per la possibile perdita di posti di lavoro. Scontri interni all'Ugl sul progetto.
Dopo l'approvazione, in consiglio regionale, del provvedimento che blocca fino a tutto il 2009 le autorizzazioni per le industrie che svolgano attività di ricerca, estrazione, coltivazione e lavorazione di idrocarburi - centro oli di ortona compreso – il primo cittadino pensa alle ricadute occupazionali e lancia l'allarme.
«I correttivi apportati - dice - hanno il solo merito di avere sbloccato il tessuto produttivo della regione Abruzzo che, di fatto, risultava paralizzato da una legge regionale che aveva il solo scopo di bloccare il centro oli di Ortona».
«Non desidero entrare nel merito di quella che ormai possiamo definire la querelle del centro oli. Del resto, secondo la sentenza del Tar il Comune non ha alcuna competenza in materia. Sento, invece, il dovere di difendere i livelli occupazionali della città. Il piano di ristrutturazione annunciato dall'Eni prevede la perdita del distretto di Ortona. Ed a tal proposito richiamo l'attenzione di tutti gli organi politici ed istituzionali sul grave rischio disoccupazione che sta correndo questo territorio».
Intanto è polemica all'interno dell'Ugl, sigla che ha espresso il suo assenso alla costruzione del centro oli.
Luciano Pantoni, segretario regionale del settore trasporto aereo si dissocia dalla sua sigla e afferma: «la presenza e l'attività di un simile impianto a così alto impatto ambientale in una zona ad alta vocazione agricola non può essere assolutamente essere sponsorizzata adducendo tesi sconfessate da studi scientifici incontestabili».
Inoltre proprio oggi il capogruppo di Rifondazione Comunista in consiglio provinciale a Pescara, Sandro Di Minco, porta una delibera per impegnare il presidente e la Giunta a «sostenere in tutte le sedi istituzionali, ed eventualmente anche in quelle giudiziarie, l'assoluta contrarietà della Provincia di Pescara alla costruzione del centro oli».

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Title   : L'abruzzo è di tutti noi
Author   : Maria Rita Dorsogna
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Time Posted   : Monday, Oct 6 2008, 8:28pm
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Come apparso negli scorsi giorni su prima da noi, l'ENI e' passata a tattiche da KGB, lettere di minaccia, contadini spaventati, intimidazioni e paure. Come nel terzo mondo, e ad un passo da metodi di criminalita' organizzata, hanno mandato lettere ufficiali ai contadini indicando loro che se non firmano l'atto di compravendita dei terreni entro domani 7 ottobre 2008, dovranno, i contadini, restituirgli il doppio della caparra ed assumersi, i contadini, tutte le spese legate alla mancata realizzazione del centro petrolifero. Mi chiedo se tutto cio' sia legale e in sincerita' non credo.

Stasera il Comitato Natura Verde si riunisce presso l'hotel Verna, in contrada Savini (Ortona) alle 8 di sera. L'incontro e' aperto a tutti e credo che si saranno molte personalita' politiche alle quali e' chiesto un impegno concreto, non solo finanziario, ma anche di responsabilita' istituzionale. Se l'ENI vuole portarci in causa, dovra' portare in causa la regione Abruzzo e non due contadini che hanno gia' fatto la loro parte e che continuo a ringraziare.

Io non ci saro', ecco pero' cosa ho mandato a dire loro:

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Caro poltico,

e' passato ormai un anno dal giorno in cui ho saputo del progetto del centro oli ed altrettanto dal momento in cui mi sono attivata per dare il mio contributo contro la petrolizzazione dell'Abruzzo.

I miei genitori mi hanno sempre insegnato che ciascuno deve contribure al bene comune usando i mezzi che ha a sua disposizione. Io faccio lo scienziato, ed il mio contributo e' stato di ricercare, leggere, chiedere a chi fosse piu' esperto di me e poi con la piu' assoluta onesta intellettuale, di divulgare cio' che sapevo nel modo piu' semplice e comprensibile, a chiunque volesse ascoltare e chiedere.

Per me e' stato un anno difficile, sacrificando tempo libero e non solo quello. Sono venuta in Italia tre volte e mi accingo a venirci la quarta, nel giro di un anno. Ho fatto e faro' tutte queste cose con immenso amore, anche se sono una emigrata e anche
se, tutto sommato, me ne sono dovuta andare dall'Abruzzo perche' non c'erano opportunita' lavorative per me.

Come me, moltissime altre persone hanno portato il loro contributo, di tempo, di sacrifici, di denaro e da ancora piu tempo di me, cercando di diffondere informazioni e di attivarsi in prima linea. Parlo dei membri dell'eroico CNV e di tutte le altre associazioni locali sorte in difesa del territorio.

Ora e' giunto il vostro momento. E' arrivato il tempo che anche chi sta al potere, locale e regionale, si carichi di responsabilita' vere, anche se sono difficili e scomode e anche se si ha paura delle conseguenze. L'Abruzzo e' di tutti, e ora tocca a voi agire. Le partite con i petrolieri non sono facili, e ci vuole l'impegno vero da parte di ciascuno di noi.

Non possiamo fare finta di niente, occorre che TUTTI, cittadini e istituzioni, facciano la loro parte. Non ci si puo' aspettare che due eroici contadini si prendano sulle spalle l'onere di salvare l'Abruzzo. Quell'onere e' di TUTTI gli abruzzesi, lontani e vicini, scienziati e politici, giovani e meno giovani, credenti o atei. TUTTI
indistintamente.

Ci porteranno in causa come collettivita'? Bene, ci andremo. Non c'e' altra scelta. Le generazioni prima di noi sono andate al fronte, molti hanno dato la vita per difendere i nostri territori, e noi abbiamo il DOVERE verso di quanti sono venuti prima di noi di lottare e di resistere con le stessa tenacia ma nei modi piu' consoni al 2008. Allo stesso tempo abbiamo il DOVERE di offrire ai nostri figli un ambiente sano, un Abruzzo sano dove possano crescere bene, fisicamente e moralmente. Abbiamo il dovere di prendere quanto ci e' stato dato e offirlo alle generazioni future migliorato, piu' bello, piu' sano.

La politica non gode di una buona reputazione in Italia di questi tempi. Abbiate coraggio, c'e' solo da guadagnarci, sotto tutti i fronti, con i cittadini, con le proprie famiglie e soprattutto con la propria coscienza nella certezza di non avere avuto paura. Nella certezza di essere stati Uomini per davvero. Nella certezza
di avere fatto la cosa giusta. La vita e' piu' bella cosi'.

MR




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