[imc-abruzzo] Edit Feature 5297 Performed by vinc3nt
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Mer 24 Set 2008 03:40:05 PDT
Oscailt 3.0 Automatic Notification
Date : Wednesday, Sep 24 2008, 12:40pm
Action : Edit Feature 5297 Performed by vinc3nt
Reason : <not specified>
Link: http://abruzzo.indymedia.org/article/5297
--- Story 5297 ---
Title : Il Centro Oli EN'Imbroglio!
Subtitle :
Topic : Ecosistemi
Region : Pescara
Type : Feature
Language : Italiano (it)
Author : indy_abruzzo_collective
Organisation :
Email : imc-abruzzo a lists.indymedia.org
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Time Posted : Friday, Jun 27 2008, 4:49pm
--- Summary ---
<!-- Feature Image change class to "left" to align image left-->
--- Content ---
<div class="feature-image-left"><img class='feature' src='/attachments/sites/site_1/noeni2.jpg' alt='featured image'>
</div>
<!-- End of Feature Image -->
E' ormai nota la notizia della costruzione di un imponente
centro di prima raffinazione del greggio estratto dalle colline ortonesi.<br />
<br />
I dubbi sul progetto sono molti, legati alle tante omissioni nella relazione tecnica <a href="http://www.tmcrew.org/csa/l38/multi/eni_agip/index.html">dell'Eni</a>, che non ha specificato il sistema di trasporto, il sistema di trasformazione dei gas estratti, le sostanze che verranno utilizzate, i dettagli sulla rete, il fabbisogno idrico, lo smaltimento dei rifiuti e l'esistenza o meno di eventuali fasi nocive di lavorazione degli oli estratti.<br />
Nonostante questo, la giunta regionale tra il 4 e il 27 aprile 2007 <a href="/article/5315">approva l'impresa, con una tanto inusuale quanto sospetta velocità</a> [la <a href="http://www.comuneortona.ch.it/immagini/file/Progetto%20%20ENI%20%20S.p.A..pdf">richiesta</a> dell'ENI].<br />
<br />
Se da un lato la procura di Chieti il 29 gennaio 2008 apre un'inchiesta sull'intera vicenda avviando un lungo lavoro di indagine, per stabilire se la contestatissima procedura amministrativa fosse "pulita", dall'altro vengono organizzate una serie di dimostrazioni e contestazioni al
progetto [<a href="http://abruzzo.indymedia.org/article/3972">1</a>
- <a href="http://abruzzo.indy.ortiche.net/article/4082">2</a> - <a
href="http://abruzzo.indymedia.org/article/3442">3</a> - <a
href="http://abruzzo.indymedia.org/article/4252">4</a> - <a
href="http://abruzzo.indymedia.org/article/4552">5</a>].<br />
<br /><!--OFB-->Il tutto è condito da immancabili vicende di ordinari conflitti di interessi:<br />
il presidente di Confindustria Abruzzo, <strong>Calogero Marrollo</strong>, oltre ad
essere preoccupato per <i>“il ritardo dello sviluppo socio economico del Territorio”</i> ha molti <strong><a href="http://abruzzo.indy.ortiche.net/article/4752">buoni motivi per
sostenere il progetto</a></strong>, così come l'ingegnere ambientale che doveva fare lo studio <i>"imparziale"</i>, Il Prof Andreussi, non è solamente il Direttore della Tea Sistemi SpA [azienda legata alla ENI], ma è anche <a href="http://abruzzo.indymedia.org/article/4082?&condense_comments=false#comment5222">il padrone di alcune aziende che operano nello stesso settore</a>.<br />
<br />
Inoltre il sindaco di Ortona <strong>Nicola Fratino</strong> [e il suo braccio destro <strong>Remo di Martino</strong>, soprannominato da molti <strong>"io ti sparo in bocca"</strong> dopo un'<a href="http://abruzzo.indymedia.org/article/5440">uscita fatta ad una mamma ortonese</a> attiva nel moviemento antipetrolifero], che con la sua giunta ha dato il via libera ai lavori, è guarda caso il titolare della ditta di spedizioni portuali ortonese <i>"Fratino"</i> [è facile immaginare i proventi di questa azienda con decine o centinaia di petroliere in viaggio] oltre che essere fondatore e membro del <strong>Consorzio Industriale Abruzzese</strong> che si è precostituito per costruire le infrastrutture del Centro Oli.<br />
<br />
A condire d'amarezza ulteriore la vicenda, è la richiesta fatta dal consiglio comunale ortonese per <a href="http://www.peacelink.it/ecologia/a/25930.html">l'abrogazione della legge regionale</a>, faticosamente approvata, che aveva deciso di bloccare la costruzione del Centro Oli fino al 31 dicembre 2008, <strong>minacciando</strong> a gran voce di rivalersi con azioni legali nei confronti dei residenti della zona, <a href="http://abruzzo.indymedia.org/article/5297?&condense_comments=false#comment6724">signoli cittadini</a> e dei comitati spontanei [<a href="http://no-centro-oli.blogspot.com">1</a> - <a href="http://www.abruzzono-triv.blogspot.com/">2</a> - <a href="http://www.comitatonaturaverde.it">3</a>] sorti nel corso dell'ultimo anno, che lottano in difesa del proprio territorio contro il centro oli.<br />
<br />
L' intento di deturpare la regione dei parchi non ha tregua: se il progetto del <strong>centro oli</strong> rimarrà congelato fino al nuovo anno, vanno avanti, invece, i lavori nei pressi del <a href="http://abruzzo.indymedia.org/article/4732">porto di Ortona per l'installazione di alcune piattaforme semisommergibili</a>, destinate all'estrazione di idrocarburi e di gas naturale.<br />
<br />
<a href="http://abruzzo.indymedia.org/article/1452">L'obiettivo energia</a> infatti viene ribadito dal presidente della Regione Del Turco, il quale ha dichiarato che in Abruzzo saranno costruiti 3 termovalorizzatori nelle aree interne [<a href="https://abruzzo.indymedia.org/article/5155">1</a>
- <a href="https://abruzzo.indymedia.org/article/922">2</a> - <a
href="https://abruzzo.indymedia.org/article/42">3</a> - <a
href="https://abruzzo.indymedia.org/article/1802">4</a> - <a
href="https://abruzzo.indymedia.org/article/802">5</a>]<br />
<br /><br />
<strong>Approfondimenti:</strong><br />
* <img src="/graphics/videoicon.gif"> <a href="http://abruzzo.indymedia.org/article/5508">Vino Olio e Catrame</a><br />
* <img src="/graphics/videoicon.gif"> <a href="http://abruzzo.indymedia.org/article/5362">Il ritorno di Attila</a><br />
* <img src="/graphics/videoicon.gif"> <a href="http://abruzzo.indymedia.org/article/5272">Barcolata a SanVito</a><br />
* <img src="/graphics/videoicon.gif"> <a href="http://abruzzo.indymedia.org/article/5459">Piattaforme petrolifere in Abruzzo</a><br />
* <img src="/graphics/videoicon.gif"> <a href="/article/5404">Report dal forum sull'impatto ambientale</a><br />
* <img src="http://abruzzo.indymedia.org/graphics/texticon.gif"> <a href="http://abruzzo.indymedia.org/article/5451">L'ENI non capisce un tubo</a><br />
* <img src="http://abruzzo.indymedia.org/graphics/pdficon.gif"> <a href="http://abruzzo.indymedia.org/article/5438">Danni alla salute umana dell'idrogeno solforato</a><br />
<br />
--- Story Comments ---
--- Comment 6595 ---
Title : La notte verde, la notte farsa.
Author : dal nw
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Time Posted : Thursday, Jul 3 2008, 10:16am
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http://abruzzo.indy.ortiche.net/article/5308
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Title : ma che lungimiranza...!
Author : P3
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Time Posted : Thursday, Jul 10 2008, 12:13pm
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una notizia sconvolgente: il *primo quotidiano on -line d'abruzzo*
riporta come notizia dell'ultima ora, l'interrogazione regionale presentata da 2 consiglieri (ma di quale partito?) dopo il rilascio di ben 9 concessioni alla Petroceltic.
ma come?solo ora si accorgono i consiglieri dello scempio che si è fatto e hanno permesso di fare sulla costa abruzzese??!
di seguito le lungimiranti dichiarazioni:
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La presenza di piattaforme per la ricerca e l'estrazione di idrocarburi, al di là dell'irrilevante beneficio economico connesso all'introito delle royalties, tra l'altro le più basse al mondo» – spiega la consigliera regionale Maria Rosaria La Morgia – «è causa di gravissime ripercussioni a danno dell'ambiente marino circostante, per l'utilizzo di fanghi tossici e la permanenza di scarti operativi, con rischi di inquinamento e ripercussioni sulla fauna ittica e sulla salubrità dell'aria».
Tutto questo, si ribadisce nell'interrogazione diretta all'assessore Marco Verticelli, «accade nella regione verde d'Europa che individua le proprie prospettive di sviluppo nell'agricoltura di qualità, nella valorizzazione del patrimonio ambientale ai fini turistico-culturali e di salvaguardia dei processi economici legati alle vocazioni originarie del territorio».
«Risultano inesistenti i vantaggi sul fronte dell'occupazione», ha sottolineato il consigliere Angelo Orlando, «al contrario, si ha certezza di ricadute negative sull'attività di pesca e sull'indotto turistico, a causa del danno d'immagine arrecato, ma anche sulla produzione agricola e zootecnica, in particolare nelle zone contigue ai siti di ricerca e coltivazione».
I Consiglieri La Morgia e Orlando chiedono, nell'interrogazione urgente, che ci si attivi affinchè sia concessa una moratoria sospensiva delle concessioni di ricerca ed estrazione di idrocarburi, almeno sino a quando non saranno stabiliti «idonei e condivisi parametri di salvaguardia ambientale», ma anche che l'assessore si faccia parte attiva, presso il Governo Nazionale, per la realizzazione piena e tempestiva del Parco Nazionale della Costa Teatina.
*************************************************
e come soluzione: evvai coi Parchi Nazionali!
--- Comment 6639 ---
Title : Saluti
Author : erremme68
Organisation : Collettivo Autonomo Abruzzo
Email : erremme68 a libero.it
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Time Posted : Sunday, Jul 20 2008, 10:22pm
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Pensate sia possibile promuovere azioni politiche insieme nella nostra regione? con il vostro sito, il nostro blog e quant'altro sia utile per eventuali azioni politiche-sociali comuni, crediamo sia utile per dare più incidenza alla salvaguardia del bene comune.
erremme68
http://cabr.splinder.com
--- Comment 6640 ---
Title : DIY!
Author : DIY!
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Time Posted : Monday, Jul 21 2008, 1:03pm
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ma quando parli di voi a chi ti riferisci?
indymedia non organizza eventi, ne manifestazioni, ne azioni politiche.
è uno strumento che chi fa cose, azioni, proteste, può usare per raccontarlo.
quindi ti risponderei, quello che fate raccontatelo anche utilizzando indymedia abruzzo.
chi "gestisce" è cmq, gente che si impegna con modalità diverse nel "movimento", e che racconta quello che fa attraverso il newswire di indymedia come qualsiasi utente :)
su questo sito avrai tutto lo spazio che cerchi, se lo utilizzi in prima persona.
DIY!!
si pubblica qui:
https://abruzzo.indy.ortiche.net/publish
e se interessa scrivere gli articoli di approfondimento [colonna centrale], c'è da iscriversi in lista, qui:
https://abruzzo.indy.ortiche.net/getting_involved
--- Comment 6644 ---
Title : chiarimenti
Author : erremme68
Organisation : Collettivo Autonomo Abruzzo
Email : erremme68 a libero.it
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Time Posted : Tuesday, Jul 22 2008, 11:53pm
--- Comment Content ---
In realtà intendevo dire proprio quanto tu affermi, ossia, rifornire indymedia su tutto quanto faremo noi come Collettivo/Movimento nella regione e non solo.
Sicuramente mi registrero' personalmente sul vostro sito. Debbo precisare che lo faro' personalmente ma ritengo che vada intesa la mia "voce" in qualità di portavoce dell'intero Collettivo.
Volevo chiederti se era possibile "sponsorizzare" un nostro banner(che stiamo preparando) sul vostro sito.
Per ora ti saluto e spero a presto.
erremme(cabr)
--- Comment 6645 ---
Title : no
Author : ((i))nsu
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Time Posted : Wednesday, Jul 23 2008, 9:36am
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beh "rifornire" indymedia di tutto quello che farete dipende solo da voi. se pubblicate ci sarà roba, altrimenti no.
su indymedia non è necessaria nessuna registrazione per pubblicare gli articoli.
cosa vuoi che ti dica... scrvi: sono il portavoce del gruppo! poi ognuno legge e ci crede o meno!
Assolutamente NO! indymedia non "sponsorizza" banner di alcun partito o collettivo politico.
indymedia è uno strumento di informazione, che chiunque può usare. E non può essere egemonizzato da nessun collettivo. Per quello esistono i blog.
per maggiori info e per questo genere di cose, contattaci qui:
http://abruzzo.indy.ortiche.net/contact_us
--- Comment 6650 ---
Title : Portavoce
Author : erremme68
Organisation : Collettivo Autonomo Abruzzo
Email : erremme68 a libero.it
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Time Posted : Thursday, Jul 24 2008, 8:59pm
--- Comment Content ---
In parte hai ragione, tuttavia la terminologia ha un valore meramente rappresentativo e di semplificazione. Ho usato il termine "portavove" semplicemente per indicare che il sottoscritto è lo stesso che scrive sul blog e scrive in questo preciso momento su Indymedia Abruzzo.
Cosa vuoi che ti dica: se saremo creduti bene, altrimenti se campa lo stesso. Non cerchiamo nè visibilità, nè consenso e nè cerchiamo proseliti.
Siamo impegnati politicamente e socialmente sia nella regione e anche oltre.
Non vogliamo nè esclusiva nè egemonizzare indymedia, le mie alla fin fine sono state solo delle domande per capire come funziona il tutto, nulla più.
Noi ci proveremo, poi saranno i lettori di indymedia a farsi la loro idea.
Saluti
Erremme (CABR)
--- Comment 6651 ---
Title : DIY!
Author : DIY!
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Time Posted : Friday, Jul 25 2008, 10:27am
--- Comment Content ---
Bene :)
hai fatto benissimo a porre le domande.
se ti/vi interessa, potete iscrivervi nella nostra lista e partecipare più attivamente al progetto: https://www5.autistici.org/mailman/listinfo/newimcabruzzo
--- Comment 6659 ---
Title : Abruzzo: Rapporto Ecomafia 2008
Author : legambiente
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Time Posted : Friday, Aug 1 2008, 8:18pm
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http://abruzzo.indy.ortiche.net/article/5396
--- Comment 6698 ---
Title : L'ENI in Veneto
Author : blogger
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Time Posted : Tuesday, Sep 2 2008, 4:35pm
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L'Eni possiede vari giacimenti di metano nel golfo di Venezia, nel Delta del Po e nei pressi di Chioggia. Ne abbiamo gia' parlato qualche giorno fa, e mi sono riproposta di indagare maggiormente.
La storia inizia nel 1951, quando una impressionante alluvione si abbatte' nel basso Veneto, il Polesine. Morirono 88 persone, e 200,000 furono gli sfollati. Nei successivi quindici anni si registrarono trentacinque casi di inondazioni lungo il delta del Po', e il terreno si abbasso' di tre metri e mezzo. Gli esperti dell'epoca giunsero alla conclusione che questo abbassamento - la famosa subsidenza - fosse dovuta ai vari pozzi di metano che puntellinavano la costa veneta dal 1937. Nel 1963 si decise allora per il bene del Veneto di smantellare tutti i pozzi. Si diede poi inizio a varie opere di bonfica, grazie alle quali sono piu' di quarant'anni che non ci sono piu alluvioni nel Polesine.
Storia finita?
No. L'ENI decide a meta' degli anni novanta di tornare alla carica, e domanda di poter aprire nuovi pozzi di metano nel golfo di Venezia. Il governo Berlusconi gli impone di presentare una valutazione di impatto ambientale, e nel 1999 il ministro dell'ambiente Ronchi, del governo d'Alema decide di vietare "ricerca e coltivazione" a dodici miglia dalla costa, ventidue chilometri, lasciando libera l'area piu' lontana. Nel 2002 il nuovo governo Berlusconi estende il diveto a TUTTO il golfo di Venezia, senza appello.
Fra il 1999 e il 2002 pero' la furba ENI riusci' a strappare un decreto dall'allora ministro dell'industria, Enrico Letta, che autorizzo' la presenza di due pozzi in prossimita' di Goro, in provincia di Ferrara e al di sotto delle 12 miglia previste dal decreto Ronchi. Naomi Pandora e Irma Carola: non sono ne' fotomodelle ne' porno star, sono i nomi dei due pozzi di idrocarburi che l'ENI piazzo' a Goro in barba alla legge della 12 miglia.
Negli anni 2002-2006 il pozzo Naomi diventa operativo: si estraggono 2,000 barili di petrolio al giorno. Pian piano torna a manifestarsi lo scontento della popolazione, il timore della gente, dei pescatori, degli operatori turistici, l'evidenza di nuovi pericoli di subsidenza. Nel 2006 i carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico salgono sulla piattaforma Noemi, e la sigillano una volta per tutte. Sigillano anche alcuni pozzi sulla terraferma, a Comacchio in provincia di Ferrara e un altro pozzo marino a Ravenna perche' sospettati di causare la subsidenza.
Naturalmente gli avvocati dell'ENI urlano allo scandalo e affermano che subsidenza ed estrazioni hanno un nesso insignificante e che se fosse esistito, l’Eni avrebbe rinunciato da se alle trivelle. E poi ricordano che loro operano in acque internazionali. Che santi! D'altro canto, la Regione Veneto, Ferrara, Venezia, Rovigo, Comacchio, l'Ente del Parco del Delta del Po, i comuni polesani di Adria, Ariano Polesine, Corbola, Loreo, Papozze, Porto Viro, Rosolina, Porto Tolle e Taglio di Po, nonche' una miriade di associazioni ambientali hanno applaudito l'operato dei carabinieri, e si sono costituiti come parte lesa nel processo all'ENI, a prescindere dal colore politico delle varie amministrazioni.
Il governo centrale tace.
Il maxi-processo e' fissato per il Novembre 2008. L'ENI e' accusata di tentata inondazione, disastro, danneggiamento e tentativo di danneggiamento di beni ambientali sottoposti a tutela (il Parco del Delta del Po). Tredici gli inquisiti fra cui l'amministratore delegato Vittorio Mincato e il suo predecessore Franco Bernabè. I nostri amici dell'ENI ora cercano di trivellare la Croazia.
Perche' riporto questa storia? Per vari motivi: innanzitutto perche' se in Veneto hanno potuto creare una legge che vietava prima le estrazioni a 12 miglia e poi a tutto il litorale Veneto, non vedo perche' non possiamo farla anche noi. Dobbiamo esigere dai nostri politici che si diano da fare in questo senso. Il nostro mare non bagnera' Venezia, ma e' nostro e deve essere protetto allo stesso modo, e tutto, da Vasto a Teramo. E poi se a Venezia vincono gli interessi della collettivita' piuttosto che quelli dei petrolieri, beh, si crea un precedente che ci aiutera' a proteggere tutte le coste italiane, comprese le nostre. Il sogno delle 100 miglia americane e' lontano, ma da qualche parte dobbiamo pur iniziare.
--- Comment 6699 ---
Title : Pensieri Politici
Author : Maria Rita Dorsogna
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Related Link : http://dorsogna.blogspot.com/2008/08/pensieri-politici_21.html
Time Posted : Tuesday, Sep 2 2008, 4:52pm
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Da quando ho inziato ad interessarmi al problema del petrolio in Abruzzo, ho avuto modo di incontrare o sentire diversi poltici. Alcuni si sono seduti e hanno parlato con me o con il popolo, altri - vedi Ottaviano Del Turco e Nicola Fratino - mi hanno snobbata. Qualcuno, l'elegante Remo di Martino, mi ha pure sfidata a duello. Ma fra quelli che o hanno parlato con me o che hanno scelto di ignorarmi, non ne ho incontrato uno, ma uno solo, che mi sia sembrato veramente volenteroso di darsi da fare per fermare i progetti ENI.
Le firme su tutti quei progetti le hanno messe TUTTI i politici coinvolti, da destra a sinistra. Sono stata in giro per l'Abruzzo, a Gennaio e a Luglio, e non conto piu' il numero spropositato di politici di vario genere che ne ha approfittato per venire a fare vetrina, per fare promesse, scambiando parole cortesi con me, per poi dileguarsi. Nessuno che abbia detto: si abbiamo sbagliato, ora faremo meglio, e che poi l'abbia fatto davvero. Tutti a parlare, nessuno a fare. Si dira' la legge del 4 Marzo e' stata fatta. E' vero, ma erano sotto l'assedio di 6,000 abruzzesi arrabbiati che aspettavano quella legge.
Nessuno dei politici che abbia detto: perche' non facciamo un bell'incontro con la popolazione per spiegargli il petrolio in Abruzzo? Perche' non facciamo un referendum regionale per vedere che ne pensa la gente? Tutto quello che e' stato fatto finora e' stato solo ed esclusivamente
grazie ai cittadini, che non intascano 10,000 euro al mese e non vanno in giro con l'auto blu. Dei ragazzi poco piu' che ventenni hanno fatto meglio della politica nel suo complesso.
Io voglio questo: UNA LEGGE REGIONALE CHIARA COME IL SOLE CHE L"ABRUZZO RIFIUTA LE TRIVELLE. Punto e basta. Qui mi pare che tutti giocano a giustificarsi, a parlare a vanvera, a coprire i propri amici, a trovare scuse per far finire tutto a tarallucci e vino, a lasciare una possibilita' all'ENI, ad un altro sito, ad un altro progetto.
La legge regionale del 4 Marzo serviva per indagare meglio il problema. Quali indagini sono state fatte finora? Esistono altre leggi che impongono al popolo di essere informato prima che si prendano decisioni come quella della raffineria di Ortona. Che passi sono stati fatti per informare sistematicamente la popolazione da parte della politica?
E ora, di chiunque siano le colpe, cose intendono fare i signori politici per il futuro? COSA SUCCEDERA' IL 31 DICEMBRE? Cosa intendono fare i Verdi? AN? Forza Italia? IL PD? l'Italia dei Valori? E tutti gli altri partiti? Io vorrei saperlo. O improvviseremo ed andremo avanti con toppe e toppettine a fare ancora piu' bizantino il sistema legale Italiano?
Quello che voglio io e' una legge stile Toscana, facile facile. Cinque parole che dicano l'Abruzzo rifiuta le trivelle. Senza ambigiuta', senza troppe parole, senza raggiri.
Con la volonta' si puo' fare tutto.
--- Comment 6701 ---
Title : L'arroganza del potere
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Related Link : Fonte: http://dorsogna.blogspot.com/2008/07/larroganza-del-potere.html
Time Posted : Wednesday, Sep 3 2008, 3:35pm
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Ieri sera, 22 Luglio siamo stati a Paglieta. Oltre alla mia presentazione c'e' stata la proiezione del video Il ritorno di Attila, di Antonello Tiracchia. La serata, a parte qualche spruzzo di pioggia e' stata gradevole e partecipata, fin quasi verso la fine.
Erano presenti vari politici. Oltre al sindaco di Paglieta, che e' stato gentile e concreto, perche' ha detto che assieme ad altri comuni del comprensiorio prenderanno posizioni ufficiali contro il centro petrolifero, si sono presentate altre personalita' amministrative. C'erano Tommaso Coletti, Camillo d'Alessandro, Maria Rosaria La Morgia, Franco Caramanico e Angelo Orlando, fra quelli che ho potuto riconoscere io fra la folla. A loro, come dico sempre, il mio grazie per essere venuti, per avere partecipato. Alcuni di loro hanno preso la parola dopo la mia presentazione e dopo la proiezione del video.
Franco Caramanico, ex assessore dell'ambiente della regione Abruzzo, e' venuto a parlare da noi ed ha detto, facendo il suo solito gioco di scarica barili, che la responsabilita' non e' sua. La responsabilita' e' dei comuni interessati, la responsabilita' e' delle amministrazioni precedenti, e che siccome le decisioni sono state prese prima che lui arrivasse, lui non ha potutto fare a meno di autorizzare il progetto. Un uomo di grande coraggio dunque. E' li dal 2005 e non ha saputo dire altro che e' colpa degli altri. Ha anche aggiunto che il governo regionale ha fatto degli atti contro il centro petroli (credo si riferisse alla legge del 4 Marzo, ma quella caro Caramanico e' figlia solo ed esclusivamente dell'impegno popolare) e che ora esiste un piano dell'aria che impedisce la costruzione di altri centri petroli. Possiamo dunque star tranquilli!
Ho allora chiesto di parlare e gli ho chiesto perche, visto che era lui la persona piu' importante per la protezione dell'ambiente in Abruzzo, non ha sentito il dovere di informare il popolo. Non mi ha dato una vera risposta, mi si e' dimenato sulla scia delle parole precendenti - non e' colpa mia, e' colpa degli altri, abbiamo fatto la legge regionale del 4 Marzo. Allora mi sono un po innervosita. Non sono una scema. Se uno ti fa una domanda, devi rispondere alla domanda e non arrampicarti sugli specchi. Gli ho rifatto la stessa domanda. Perche' non avete informato la gente. Di nuovo parole che sinceramente non ricordo perche' erano vuote. Alla fine della discussione pubblica, gli sono andata vicino, e in oresenza di due testimoni, gli ho fatto a tu per tu la stessa domanda. Perche' non avete informato la gente. Ero stanca, arrabbiata e disgustata di questo modo arrogante di fare in cui le risposte sono fuori tema e proncunciate con tono di condiscendenza. Forse anche lui era stanco perche' mi ha candidamente detto:
Non ho informato perche' per informare occorreva dare una soluzione, e siccome le soluzioni erano difficili da fare era meglio non diffondere la notizia.
Non sono parole testuali, ma piu' o meno questo e' il senso di quello che lui ha detto. Di nuovo, una prova di grande coraggio, di amore per il popolo, e di senso di servizio alla collettivita'. Lui e' stato l'assessore all'ambiente, era lui che doveva prendersi il compito di parlare alla gente, non doveva venire una da Los Angeles a spiegare cos'e' l'idrogeno solforato, non dovevano esserci comitati ad alimentare la partecipazione del popolo. Era una precisa responsabilita' dei governanti, non dei volontari.
Poi arriva Angelo Orlando. Parlava in politichese e continuava a chiamarmi in modo un po condiscendente, professore', dottore', usando parole come VAS, VIS, legge xyz del 2001, legge abc del 2005, insomma non si e' capito nulla di cosa volesse dire. Tra l'altro siccome non sono un esperto di procedure legali, non ho mai parlato di VAS, VIS legge xyz del 2001, legge abc del 2005 e via dicendo. Per cui non capisco perche' parlasse a me.
Comunque del suo discorso non ho capito nulla. Ho anche chiesto ad altri cosa avesse detto e neppure loro hanno compreso granche' del suo intervento. So solo che in un precendente incontro con lui, domenica mattina, in forma privata, gli chiesi, 'ma non si puo' fare una legge FACILE e pulita dove si dice l'Abruzzo rifiuta qualsiasi insediamento petrolifero? E' cosi difficile?' E lui mi disse che non si puo' fare, che invece occorre prenderla di sguiscio, porre postilli, vincoli, aggiunte etc. Siccome non ne so molto, sono stata zitta, ma di nuovo continuo a non capire perche' sia tutto cosi complicato e perche' nessuno abbia il coraggio neppure di proporre una legge del genere. Poi ci si lamenta che le leggi in Italia sono contorte e labirintine.
Gli altri non hanno detto nulla, se non che non sono potuti venire a Pescara all'incontro con l'ENI per altri impegni. Di questo incontro parleremo un altra volta, devo ancora digerire tante cose, dalle parolaccie che mi hanno detto, fino alle sciocchezze che ho sentito da Andreussi e soci. Dei nostri politici erano presenti solo Camillo d'Alessandro. Onore a lui per essere venuto, ma e' andato via prima della fine. Dov'era Franco Caramanico?
Ci rendiamo conto che la difesa dell'Abruzzo e' stata affidata a gruppi di volontari?
Se non era per i comitati e le associazioni locali, il centro oli a quest'ora era gia' li che sputava veleni.
Non andiamo avanti cosi. Mi sarei aspettata un po piu di umilta'. I nostri politici sono arroganti. Invece di dire: abbiamo sbagliato, non ci abbiamo pensato che era giusto informare la popolazione, chiediamo scusa e da oggi ci impegnamo a fare questo o quell'altro, a rendervi piu' partecipi, a proteggervi meglio, sono li a dire che non e' colpa loro, ma colpa di qualcun altro. Si commentano da soli.
Il primo inquinatore dell'Abruzzo e' la politica, cosi' dice Gianni Belcaro nel video del ritorno di Attila. Purtroppo ieri sera ne ho avuto la conferma.
--- Comment 6702 ---
Title : in galera il "petroliere"...questo è quello che pensavamo di lui qualche mese fa
Author : anon
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Time Posted : Wednesday, Sep 3 2008, 4:14pm
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PARE (sottolineo PARE) che avesse chiesto e ottenuto quasi sei milioni di euro da un altro gran signore delle cliniche...
io invece lo avrei condannato e arrestato per le sue scelleratezze politiche:
voleva trasformare l'abruzzo in un pantano oleoso e putrescente, pieno zeppo di idrogeno solforato. la sua giunta ha partorito l'obbrobrio delle linee guida per l'eolico che sono una barzelletta. La sua "eletta" nel listino si è battuta contro le mie centrali sul pescara e contro le concessioni idroelettriche. Mi sono sempre chiesto perchè tanta acredine, forse oggi comincio a capire. ... forse se fossi stato "generoso" mi sarei risparmiato un sacco di fastidi e sofferenze.
Peccato per loro (si fà per dire) che io abbia avuto nella vita grandi maestri di libertà e onestà.A cominciare dai miei amatassimi genitori...
--- Comment 6705 ---
Title : Sarah Palin: "Un oleodotto per conto di Dio".
Author : Petrolio
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Time Posted : Thursday, Sep 4 2008, 4:17pm
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"Il governatore più sexy d'America" non è stata scelta come vicepresidente repubblicano per la sua avvenenza o per servigi resi sotto la scrivania di qualche potente (come succede altrove). Tutt'altro. La tosta Sarah ha infatti tra le mani la chiave per il voto di una maggioranza americana molto molto importante: quella che non arriva a fine mese.
La benzina a 4$ al gallone, in USA, non è solo una preoccupazione ma un vero choc. E la destra politica da tempo cavalca questa insoddisfazione propugnando l'apertura alle trivelle dei parchi protetti dell'Alaska come panacea di tutti i mali. Nella mente dell'elettore-telespettatore USA l'equazione è ormai scolpita: "Il petrolio artico risolverebbe tutti i problemi, ma per colpa degli ambientalisti la benzina costa cara."
Anche lì, tanta gente è sempliciotta. E così, Sarah ostenta le sue carte con disinvoltura, parlando subito e apertamente di petrolio ed energia, quel che ci si aspetta da lei, e promettendo la costruzione di un nuovo oleodotto in Alaska a sostituire la palla di ruggine attuale (qui parecchie info). Ma lo fa a modo repubblicano. E mentre qui in Italia la stampa si dilunga sui suoi discorsi, nessuno sottolinea certe affermazioni che a noi Europei sembrerebbero sintomo di scarsa sanità mentale, forse per delicatezza verso la signora.
Come ad esempio chiedere ad una platea di studenti di "pregare per l'oleodotto" che è espressione "della volontà di Dio".
Non per mancare di rispetto, ma questi candidati certe volte mi sembrano Jake e Elwood.
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Title : Ad Ortona anche una centrale nucleare!
Author : greenanarchy
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Time Posted : Tuesday, Sep 9 2008, 11:44pm
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http://abruzzo.indymedia.org/article/5454
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Title : Centro Oli di Ortona - Deliri di onnipotenza
Author : repostino
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Time Posted : Saturday, Sep 13 2008, 10:05am
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ORTONA. Maria Rita D’Orsogna, la professoressa universitaria in fisica alla California State University di Northrdige, Los Angeles che qualche giorno era intervenuta sul nostro quotidiano per contestare la realizzazione del centro oli ha inviato nei giorni scorsi una lettera al sindaco Nicola Fratino e al presidente del consiglio Comunale Remo Di Martino. E quest’ultimo non l’ha presa bene….
«Vi chiedo», si legge nella lettera della professoressa, «di sospendere qualsiasi attività di costruzione del centro oli indefinitivamente» e «le vostre dimissioni immediate in quanto persone non all’altezza di servire la popolazione in modo adeguato e avendo come prima priorità gli interessi del cittadino».
Ma Di Martino non l’ha presa bene.
Ha avvertito la professoressa che ha richiesto l’intervento della magistratura per scoprire chi si celi dietro la sua email e soprattutto ha chiesto di non inviare altre email «perchè riterrò la sua risposta una molestia». «Il suo nome ed il suo intervento deve essere stato inventato da qualcuno ad arte», sostiene Di Martino, «oppure, se esiste veramente una prof. D’Orsogna qualcuno spende il suo nome a sua insaputa». La professoressa esiste realmente, ma Di Martino dovrà aspettare la conferma degli inquirenti. Bastava cliccare sulla sua pagina personale dell’università di Los Angeles dove c’è anche il recapito telefonico e magari faceva prima…
Ma lui è convinto del complotto: «mi rifiuto di pensare che una persona, benchè mossa dalle migliori intenzioni, possa scendere ad un così basso livello, che in altre epoche giustificherebbe una sfida a duello».
Il presidente del consiglio comunale ha annunciato querele «per difendere non tanto il mio nome che certo non viene scalfito da una o più professori, ma per il fatto che in questa delicata fase della vita amministrativa sono stato il Presidente del consiglio comunale, che senza avere forzato la volontà di nessuno ho raccolto il voto favorevole di tutta la maggioranza e di due consiglieri della minoranza».
«Vede professoressa o chi vi è dietro», continua Di Martino, «in Italia esiste una democrazia per la quale nessuno può essere giudicato, neppure di stupidità, se esprime una valutazione politica, così come è avvenuto nel consiglio comunale che presiedo».
Tutti zitti ad assecondare il potere, quindi, secondo il mondo visto con gli occhi dell’ex vice sindaco.
Anche perché il pericolo, secondo il presidente del consiglio è uno: «il suo scritto, già raccolto e propalato da alcuni blogger, non farà altro che armare la mano di chi potrebbe, come del resto nei miei confronti è già avvenuto compiere dei gesti sconsiderevoli».
E arriva la chicca finale: una “vendetta trasversale” che sarà messa in atto «ove si dovesse accertare la sua esistenza»: «può stare tranquilla che le farò visita presso l’università dove insegna, per spiegare ai suoi alunni e colleghi, del resto come lei ha fatto ai miei concittadini, quale alto senso del rispetto ha delle persone e delle istituzioni. Magari questo fatto la aiuterà nella sua carriera accademica ed io non sarò dispiaciuto perchè avrò la conferma che il mondo gira al contrario».
E Di Martino si sente già vittorioso: «se dovessi ricevere anche un solo centesimo per il risarcimento del danno derivante dalle offese ricevute lo devolverò in beneficenza alla lega per la tutela del cane».
Si spera che siano tutti animali docili, ammaestrati e pronti ad assecondare il padrone.
--- Comment 6729 ---
Title : Ortona, il Centro oli Eni è «pericoloso» I medici in municipio
Author : anonimo
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Time Posted : Monday, Sep 15 2008, 2:02pm
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ORTONA. «Ho ribadito il nostro fermo no, senza se e senza ma, a questo insediamento in un'area abitata». Parole di Fabio Di Stefano, portavoce di 88 dirigenti della Asl Chieti-Ortona, nel corso di un incontro avuto in municipio con il sindaco Nicola Fratino.
23 febbraio 2008
Fonte: Il Centro
- I medici hanno sottoscritto un documento in cui si esprime viva preoccupazione per l'impatto ambientale dell'insediamento Eni su un comprensorio di notevole pregio paesaggistico e vitivinicolo, a 800 metri in linea d'aria dal mare. Nel corso dell'incontro, Fratino ha ribadito che la salute pubblica resta al primo posto in ogni discorso e considerazione. Posizione condivisa da Di Stefano, il quale auspica un confronto con i tecnici che hanno dato parere favorevole al progetto.
ORTONA. Si è tenuto in municipio un incontro tra il sindaco Nicola Fratino e Fabio Di Stefano, portavoce degli 88 dirigenti medici della Asl Chieti-Ortona che hanno sottoscritto il documento in cui si esprime grande preoccupazione sull'impatto ambientale del Centro oli dell'Eni. «Ho ribadito il nostro fermo no, senza se e senza ma, a questo insediamento in un'area abitata, oltre che di notevole valore paesaggistico e vitivinicolo, a 800 metri in linea d'aria dal mare», dichiara Di Stefano, «tale insediamento pone, secondo noi, delle problematiche in termini di ricadute sulla salute, oltre che di impatto ambientale, sulla produzione agricola specializzata e sul turismo. Da medici, vogliamo soltanto considerare le ricadute sulla salute pubblica».
Durante l'incontro, Fratino ha ribadito che la salute pubblica resta al primo posto in ogni discorso e considerazione. «E' stato un incontro preliminare», dice il sindaco, «ma sui dubbi di natura ambientale e di salute il Comune può fare ben poco, nel senso che le autorizzazioni su questi aspetti sono state rilasciate da altri enti. Ho sottolineato che, in questo caso, il Comune non può essere l'interlocutore diretto, fermo restando che la salute dei cittadini resta al primo posto».
Secondo Di Stefano, questa visione della questione è condivisibile. «Un confronto deve essere aperto al più presto con i tecnici che hanno dato parere favorevole dal punto di vista sanitario in modo, a mio giudizio, generale e aspecifico, fissando una serie di condizioni e prescrizioni basandosi più su norme e regolamenti che su un approccio scientifico di un problema molto complesso», sottolinea, «per questo mi farò promotore di una serie di iniziative congressuali patrocinate dall'associazione medici per l'ambiente-Isde Italia, di cui faccio parte, a livello locale, regionale e nazionale circa la tutela dell'ambiente per il diritto alla salute».
Sul fronte politico, per Fratino l'unico modo per dare una risposta a chi protesta per il sì o per il no è quello di riportare il Centro oli in consiglio comunale, unica sede deputata a prendere decisioni per la città. «Qualora i consiglieri non se la sentissero, si ricorra al referendum», dice Fratino, «tornare in consiglio è comunque l'unico modo per rispondere a chi è contro il Centro oli senza se e senza ma». (s.f.)
--- Comment 6741 ---
Title : Appello dei medici
Author : derek
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Time Posted : Wednesday, Sep 17 2008, 12:03pm
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Il dr. Fabio Di Stefano, membro dell'Associazione Medici per l’Ambiente – Abruzzo, si appella al prossimo governatore della Regione per dire no al Centro Oli di Ortona: “Un Centro di estrazione e primo trattamento (comprendente la idrodesulfurizzazione) degli idrocarburi determina - spiega Di Stefano - la produzione di una serie di sostanze dannose per la salute umana ed aventi ormai ben note e classificate caratteristiche tossicologiche e cancerogene (polveri sottili, ossidi di zolfo, ossidi di azoto, monossido di carbonio, composti organici volatili, idrocarburi policiclici aromatici, idrogeno solforato). Gli effetti sulla salute da esposizioni acute in seguito ad incidenti o ad emissioni non controllate possono essere drammatici per la vicinanza dell’impianto a centri abitati e a zone popolate per la pratica della vitivinicoltura e per il turismo balneare. La valutazione dei possibili danni alla salute pubblica deve tener conto inoltre non solo della esposizione acuta a queste sostanze tossiche, ma anche e soprattutto dell’esposizione cronica a dosi molto basse che si rivela sempre subdola ed insidiosa, con particolare interessamento dei soggetti più a rischio quali anziani e bambini. L’unica prevenzione di possibili danni alla salute potenzialmente arrecabili dall’esposizione cronica a sostanze tossiche e/o cancerogene è evitare che ci sia l’esposizione, pertanto - conclude Di Stefano - il progetto è incompatibile con il principio di precauzione a difesa del diritto alla salute”.
--- Comment 6742 ---
Title : PD contro il centro oli
Author : derek
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Time Posted : Wednesday, Sep 17 2008, 12:05pm
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LANCIANO. Il Partito democratico di Lanciano dice no al centro oli di Ortona, e chiede che sulla vicenda ci sia un analogo pronunciamento dei vertici regionali. Un netto no all’impianto progettato dall’Eni è stato infatti espresso dall’assemblea cittadina del Pd nella riunione dell’11 settembre, dove è stato approvato all’unanimità un documento che ne motiva le ragioni dal punto di vista ambientale, sanitario ed economico.
«Gli effetti degli inquinanti sugli ecosistemi potrebbero essere, specie nel medio e lungo periodo, devastanti», si legge in una nota del Pd lancianese citando «dati accertati dallo studio ambientale elaborato dal centro di ricerche Mario Negri Sud».
«Inoltre la zona interessata è totalmente agricola, occupata da oliveti e vigneti principalmente per la produzione dei nostri vini d’eccellenza», continua il comunicato del Pd, «e tutte le organizzazioni agricole e le cantine sociali si sono espresse contro la realizzazione dell’impianto».
Nel documento votato dall’assemblea si afferma inoltre che un centro petrolifero di tali dimensioni è inconciliabile con l’istituendo parco della costa. Con la mozione il Pd lancianese chiede infine la proroga della moratoria regionale che scade il 31 dicembre, per impedire che con la formazione della nuova giunta il progetto possa partire, e che i parlamentari abruzzesi elaborino una proposta di legge per sospendere le concessioni alle piattaforme petrolifere nell’Adriatico.
--- Comment 6759 ---
Title : Centro Oli: «la Regione ha già detto il suo no»
Author : repostino
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Time Posted : Sunday, Sep 21 2008, 11:59am
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La risposta è arrivata invece da Camillo D'Alessndro, consigliere regionale e vice segretario regionale del Pd: «la Regione Abruzzo ha già espresso il suo 'no' all'insediamento con una legge regionale approvata con un solo voto contrario: forze politiche di centrodestra e centrosinistra, i sindaci attraverso l'Anci, la stessa Chiesa si sono espressi contro quell'insediamento».
Gli unici a volerlo, insomma, restano gli amministratori di Ortona. E si ricorderà anche come Del Turco spingesse per la sua realizzazione, così come il segretario Lamberto Quarta che ha sempre ribadito il pericolo di un mega risarcimento danni da dare all'Eni nel caso in cui il progetto fosse stato cancellato.
Sul Centro oli di Ortona, la Cgil Abruzzo chiede un incontro con l'Anci regionale.
«La Cgil - spiega il sindacato in una nota - ritiene che la decisione sulla opportunita' di realizzare l'impianto di desulfurizzazione vada collocata all'interno di una valutazione piu' generale sull'impatto che lo stesso proietterebbe sulle prospettive e sul modello di sviluppo dell'intera area».
Per quanto riguarda le modifiche da apportare alla legge, per superare alcuni problemi, «il Consiglio Regionale», ha precisato D'Alessandro, «già dalla prossima seduta potrà intervenire lavorando ad una mia proposta già presentata. Si tratta di meglio indirizzare gli effetti della legge alle sole attività che svolgono ricerca, coltivazione e lavorazione di idrocarburi, nonché attività legate a possibili insediamenti relativi ad impianti nucleari».
Cioé l'obiettivo sarebbe quello di evitare insediamenti di attività che per la loro natura determinano una profonda alterazione del territorio, della sua economia e della vocazione stessa della regione.
--- Comment 6760 ---
Title : Calogero Marrollo e il Centro Oli
Author : matteo
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Time Posted : Monday, Sep 22 2008, 10:31am
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Dopo il mio email del 15 settembre indirizzato a vari consiglieri della regione Abruzzo, il silenzio piu' totale. Intanto, Calogero Marrollo, il preseidente della confindustria della regione Abruzzo, eta' 74 anni, sicuramente un uomo dalle idee fresche e giovani quanto la sua veneranda eta', dice che occorre rivedere la legge regionale (che scade il 31 dicembre!). Sappiamo tutti che nonno Calogero e' direttamente interessato nella questione petrolio in quanto sara' la Morrollo costruzioni a costruire la raffineria di Ortona secondo i progetti. La sua, credo io, e' una mossa per far confondere le acque e per far si, che magari al primo gennaio 2009, la regione approvi il centro oli sotto le ulteriori pressioni della banda marrollo-fratini-eni.
Dalla biografia di nonno Calogero:
"Tra le opere più significative realizzate dal Gruppo [Marrollo] ricordiamo la costruzione di grandi impianti per primarie società italiane quali Agip, Fiat, Enel, Ferrovie dello Stato, Anas, Autostrade, ecc., l’Interporto di Bologna, ipermercati Coop, il megaparcheggio in piazza 8 agosto a Bologna".
"Nel Consorzio Imprese Abruzzesi (Cia), pronto a partecipare ai lavori per la realizzazione del Centro Oli di Ortona, figurano la Società Meridionale Inerti Srl e la Marrollo Costruzioni, che fanno capo al presidente di Confindustria e la Buonefra Srl, di cui è socio il sindaco di Ortona Nicola Fratino."
Ecco cosa dice oggi nonno Calogero ai consiglieri regionali:
"La LR n.2/08", nota come legge sul Centro Oli di Ortona, "e' stata un pasticcio che ha finito per bloccare praticamente tutte le possibili forme di investimento e non solo ad Ortona o sulla costa teatina ma in tutto l'Abruzzo: se la Regione (la politica) e' contraria al Centro oli deve dirlo chiaramente, anche attraverso una apposita e specifica norma, ed assumersi la responsabilita' di rinunciare a questo investimento". E ' quanto afferma il presidente di Confindustria Abruzzo, Calogero Marrollo in una lettera aperta indirizzata al presidente vicario Paolini, al presidente del Consiglio regionale Roselli e ai capigupppo consiliari. "E' notizia corrente - afferma Marrollo - che vi sarebbe intendimento comune, maggioranza ed opposizione, di portare a discussione in Consiglio regionale, il 23 settembre prossimo, una proposta di modifica alla LR n.2/2008 'Interventi urgenti per la costa Teatina'
Da un certo punto di vista, nonno Calogero ha ragione, occorre chiarezza da parte della regione. Certo, Marrollo si augura che la chiarezza sia dalla parte opposta rispetto a dove la vogliamo noi, ma pure sempre chiarezza e'. Ecco cosa ho scritto io alla regione Abruzzo stamattina. Fatelo anche voi, anche se solo copiare il mio email e forwardarlo a loro. E' facile ed e' un segno che non stiamo zitti:
Cari rappresentanti della regione Abruzzo,
Non ci siamo proprio per niente. Ho scritto a tutti voi vari giorni fa. Nessuno di voi mi ha risposto. Questo non e' accettabile in una democrazia vera. Vi ricordo che siete li anche grazie ai miei soldi di cittadino che pago le tasse. Oltre ad essere scorretto e' anche da maleducati.
Vorrei una risposta. Non potete fare finta di niente e nascondervi dietro un dito. Siete li in RAPPRESENTANZA del popolo e non per ignorarlo. Avete il dovere di informare la gente su cosa
intendiate fare sulla questione petrolizzazione della regione.
Marrollo ha un conflitto di interessi enorme in questo contesto: lo deve costruire lui il centro oli! Le sue parole sono fortemente di parte. Avete il DOVERE di fare gli iNTERESSI del popolo e non della confindustria. Mancano 3 mesi alla fine dell'anno. Invece di pensare a modificare una legge che scade il 31 dicembre dovreste discuterne una seria e precisa: NO alle trivelle e all'industria petrolifera in Abruzzo. Punto.
Inutile dire che queste cose non succedono in altre parti del mondo. Attendo risposte chiare e concrete su cosa volete fare dell'Abruzzo.
MRD
Email:
gruppomisto a regione.abruzzo.it
gruppo.ppedc a crabruzzo.it
gruppoudc a regione.abruzzo.it
info a marioamicone.it
mrlamorgia a hotmail.com
cantiereabruzzo a gmail.com
araen a regione.abruzzo.it
presgpe a regione.abruzzo.it>,
paolopalomba a virgilio.it,
augusto.distanislao a regione.abruzzo.it
carlocostantini a email.com
daniela.stati a regione.abruzzo.it
paolo.tancredi a regione.abruzzo.it
--- Comment 6763 ---
Title : il tar ferma il ricorso degli ambientalisti
Author : (((i)))
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Time Posted : Tuesday, Sep 23 2008, 11:37am
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http://abruzzo.indymedia.org/article/5501
--- Comment 6764 ---
Title : Borromeo: nessuno conosce il progetto del Centro Oli!
Author : abruzzo no-triv
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Time Posted : Tuesday, Sep 23 2008, 11:41am
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Apprendiamo dai giornali della sparata di un assessore del Comune di Ortona, che esprime il suo dissenso in quanto a suo avviso nessuno conosce cosa è veramente un Centro Oli.
Ringraziandolo per la stima, ricordiamo a tal signore del nostro impegno per controbattere ad opinioni di parte delle risposte scientifiche, avvalorate e certificate da prestigiosi Docenti Universitari, e avanzando da parte nostra un modello di sviluppo davvero moderno per il nostro territorio. Pur rispettando le opinioni di tutti, credo che questo tipo di repliche siano davvero fuori luogo, specie se avanzate da chi forse non ha le competenze tali da poter replicare...
Speriamo che davvero vi sia il tanto agognato cambio della guardia tra la classe politica locale, perchè mai tanti progetti nefesti erano stati avvicinati alla città di Ortona ( Centro Oli, piattaforme, Rigassificatore..), per giunta tutti assieme, come in uno scherzo di pessimo gusto, e poi presentati con l'enfasi di chi sta offrendo una grossa opportunità alla nostra comunità.
Ad maiora!
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