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Lun 13 Apr 2009 16:26:48 PDT


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Date   : Tuesday, Apr 14 2009, 1:26am
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--- Story 6273 ---
Title   : Il giorno dello Sciacallo
Subtitle   : 
Topic   : Diritti e Libert&agrave
Region   : LAquila
Type      : Altri Media
Language   : Italiano (it)
Author   : Gennaro Carotenuto
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Related Link   : http://www.gennarocarotenuto.it
Time Posted   : Sunday, Apr 12 2009, 11:44am
--- Summary ---
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--- Content ---
<p><span>gioved&igrave; 9 aprile 2009</span></p>
<p>Nel GR1 delle otto di stamattina l&rsquo;inviato Bruno Sokolowicz (bravo) ha intervistato un carabiniere che ha affermato che sarebbero in 500 i militi dell&rsquo;Arma dediti in queste ore alla caccia allo sciacallo in Abruzzo. Non trovo conferma di tale numero ma il capo del governo ha preannunciato l&rsquo;istituzione di un nuovo reato, quello di sciacallaggio, peraltro gi&agrave; compreso da sempre in quello di furto. Non si scherza con gli sciacalli, in certi tempi e in certi luoghi c&rsquo;&egrave; stata la fucilazione sul posto per chi approfitta delle sciagure. Per il caro leader la <em>task force</em> (sic) antisciacallaggio sarebbe gi&agrave; di 90 persone, ma ne annuncia l&rsquo;arrivo di altri 700, un numero che misura l&rsquo;entit&agrave; del fenomeno in termini di allarme sociale. La novit&agrave; di oggi &egrave; che invece di &ldquo;al lupo, al lupo&rdquo; (lupo uguale costruttore senza scrupoli?) si grida &ldquo;allo sciacallo, allo sciacallo&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mi guardo in giro e non trovo molte tracce di sciacalli. Quanti ne hanno presi? Cosa hanno rubato? Quanto &egrave; importante il fenomeno? Eppure di sciacalli ce ne sarebbero&hellip; quelli che vendono la carne a 80 &euro; al kg, o quelli che vendono una bottiglia d&rsquo;acqua minerale a 14 &euro; alla bottiglia per esempio. Non sono sciacalli forse? Rischiano qualcosa? Sei mesi, mi risulta, ma &egrave; difficilissimo da provare. Poca roba. Poi ci sono i <a href="http://www.gennarocarotenuto.it/6936-questo-pastone-li-o-ci-seppellir/" target="_blank">politici</a> a farsi vedere e poi appartarsi con i mammasantissima della ricostruzione delle gi&agrave; ribattezzate New Town (doppio sic). Quelli non rischiano nulla, anzi si fregano le mani ma sciacalli sono pure loro.</p>
<p>Insomma pullula o no l&rsquo;Abruzzo terremotato di bande di grassatori disposti a spogliare i morti e i vivi delle loro cose? A sentire TG e GR ve ne sarebbero a milioni ma se vai oltre i titoli non si capisce pi&ugrave;, o meglio si capisce che son pi&ugrave; i falsi allarmi che quelli veri, ma fatto sta che oggi in Italia si parla molto pi&ugrave; dei presunti sciacalli che si aggirano tra le vere macerie. Sar&agrave; un caso ma oggi si parla di loro e si parla molto molto meno dei banditi del cemento pacifista (dis-armato), dei costruttori assassini dell&rsquo;ospedale o della casa dello studente che un po&rsquo; di sanissima rabbia popolare (una ronda?) potrebbe andare a cercare nel paese dell&rsquo;impunit&agrave; e dell&rsquo;illegalit&agrave; di massa al quale siamo oramai rassegnati. Se lo stato rinuncia alla pretesa di punire qualunque crimine dei colletti bianchi, corrotti, truffatori, banchieri, manager tagliatori di teste, costruttori assassini, giornalisti bugiardi quanto ancora dovremo aspettare perch&eacute; la gente non cominci a farsi giustizia da s&eacute;?</p>
<p>Per intanto i media straparlano degli sciacalli. Cinica propaganda di Silvio nostro e dei media corrivi, rubrichiamo. Facile interpretazione ma non ci basta. Berlusconi vuole introdurre una nuova fattispecie di reato nello sciacallaggio che, ammesso e non concesso, &egrave; la tipica espressione criminale del povero cristo. E non vuole introdurre nulla che impedisca l&rsquo;illegalit&agrave; con la quale non si rispettano le norme antisismiche. Vuol punire chi ruba ma si disinteressa di chi ammazza. E&rsquo; una concezione tutta proprietaria dove la propriet&agrave; privata &egrave; l&rsquo;unico architrave della societ&agrave;.</p>
<p>Chi tocca la propriet&agrave; privata va colpito, chi tocca quella pubblica e costruisce una casa dello studente o un ospedale con i grissini invece che col cemento armato va salvato, i suoi crimini vanno tergiversati e l&rsquo;opinione pubblica va indotta a pensare ad altro. Ma allora in quanti sensi possibili l&rsquo;ospedale dell&rsquo;Aquila &egrave; &ldquo;cosa nostra&rdquo;?</p>
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<p><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-size: x-large;"><span style="color: #0000ff;"><span style="font-family: Arial;">5 per mille&rdquo; ai terremotati, solidariet&agrave; in disprezzo dell&rsquo;Italia solidale</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial;"><span style="font-family: 'Calibri','sans-serif';">La possibilit&agrave; di donare il &ldquo;5 per mille&rdquo; dell&rsquo;Irpef destinandolo ai terremotati dell&rsquo;Abruzzo incontrer&agrave; il favore immediato di centinaia di migliaia di italiani ma &egrave; una fotografia reale del disprezzo del governo per la societ&agrave; civile del nostro paese.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Calibri','sans-serif';">di <a href="http://www.gennarocarotenuto.it/"><span style="color: #800080;">Gennaro Carotenuto</span></a></span></p>
<p><span style="font-family: 'Calibri','sans-serif';">Il cinque per mille &egrave; infatti una delle poche maniere <em><span style="font-family: 'Calibri','sans-serif';">partecipative</span></em> che hanno i cittadini della Repubblica per decidere come viene destinata una parte minima ma significativa (un duecentesimo) delle loro tasse. E&rsquo; cos&igrave; che si finanziano associazioni, enti di ricerca, ong, organismi di solidariet&agrave;, no profit, terzo settore. E&rsquo; cos&igrave; che si finanzia l&rsquo;AVIS, alla quale migliaia di persone devono la vita attraverso il sangue, oppure l&rsquo;<a href="http://www.antitalia.org/" target="_blank">ANT</a>, l&rsquo;associazione che si occupa gratuitamente a domicilio dei malati oncologici terminali, supplendo alle carenze della sanit&agrave; pubblica e alla quale chi scrive fin dall&rsquo;inizio destina e chiede di destinare il proprio &ldquo;5 per mille&rdquo;.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Calibri','sans-serif';">Sull&rsquo;onda dell&rsquo;emozione per il terremoto e del facile battage pubblicitario, c&rsquo;&egrave; da giurare che decine di migliaia di italiani svieranno la loro scelta verso il terremoto, partecipando attivamente al sistematico gioco delle tre carte di come il duo Berlusconi-Tremonti sta gestendo i soldi pubblici (vedi crisi economica), spostandoli da qui a l&agrave;, da l&igrave; a sotto, da sinistra a destra riconteggiandoli infinite volte e facendo ammuina come i soldati di Re Franceschiello nella battaglia del Garigliano. Anche stavolta &egrave; una partita di giro a costo zero per il governo e i suoi clienti: meno soldi partecipativi alla solidariet&agrave; in senso esteso per girarli alla solidariet&agrave; ai terremotati (o ai palazzinari?).</span></p>
<p><span style="font-family: 'Calibri','sans-serif';">Dunque chi sicuramente pagher&agrave; per il terremoto in Abruzzo sar&agrave; l&rsquo;Italia solidale. Cos&igrave; l&rsquo;ANT (o migliaia di istituzioni altrettanto degne) dovr&agrave; dare assistenza a meno malati oncologici terminali abbandonando a se stessi gli altri. A voler essere perfidi vi era una soluzione pi&ugrave; lineare. Come mai Giulio Tremonti non ha pensato a destinare ai terremotati il negletto &ldquo;8 per mille&rdquo; che qualche italiano destina allo Stato? Forse perch&eacute; cos&igrave; per la prima volta l&rsquo;8 per mille allo Stato sarebbe entrato in concorrenza con l&rsquo;8 per mille alla chiesa cattolica destinato in larga parte al sostentamento del clero. Forse perch&eacute; la protesta della chiesa cattolica avrebbe danneggiato il clima da gigante buono del Mulino Bianco che rimette a posto le casine dell&rsquo;Aquila con il quale i media rappresentano il &ldquo;caro leader&rdquo;, mentre quella di centinaia di piccole associazioni strozzate non far&agrave; chiasso.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Calibri','sans-serif';">Silvio Berlusconi lo ha giurato sulle bare dei morti in Abruzzo: &ldquo;lo stato c&rsquo;&egrave; e non vi abbandoner&agrave;&rdquo;. Per intanto ci sono le tasche degli italiani (la campagna degli SMS alla protezione civile &egrave; pervasiva, </span><span style="font-size: 10.5pt; font-family: 'Trebuchet MS','sans-serif';">un Euro e siamo solidali low-cost</span><span style="font-family: 'Calibri','sans-serif';">) e l&rsquo;occasione col &ldquo;5 per mille&rdquo; di dare una mazzata forse mortale a quell&rsquo;associazionismo solidale che su quei soldi contava.</span></p>
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--- Attachment 3419 ---
Time Posted   : Sunday, Apr 12 2009, 11:44am
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Time Posted   : Sunday, Apr 12 2009, 11:44am
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Time Posted   : Sunday, Apr 12 2009, 11:44am
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--- Comment 7642 ---
Title   : Le finalità del 5 e dell'8 per mille
Author   : Alma Grandin
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Time Posted   : Sunday, Apr 12 2009, 12:23pm
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<p>Caro Gennaro, grazie per aver ricordato - ed era assolutamente necessario - le finalit&agrave; del 5 e dell&rsquo;8 per mille. Chiss&agrave; quale media avr&agrave; il coraggio di sottolineare queste verit&agrave;. Un abbraccio e Buona Pasqua</p>
<p><br>Alma</p>

--- Comment 7682 ---
Title   : Abruzzo, il 5 per mille che non serve - Il volontariato contro l'idea di Tremonti
Author   : RANIERI SALVADORINI
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Time Posted   : Monday, Apr 13 2009, 7:02pm
--- Comment Content ---
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<p>L'iniziativa del ministro dell'Economia Giulio Tremonti di devolvere il 5 per mille ai terremotati abruzzesi, rischia di essere controproducente perch&eacute; metterebbe in crisi tante piccole associazioni di volontariato, molte delle quali peraltro gi&agrave; attive nelle zone colpite dal sisma. A sostenerlo sono in tanti, dal consulente di Emergency Gianpaolo Concari al Forum del terzo settore, dal presidente del Coordinamento dei centri di servizio per il volontariato Marco Granelli all'Aduc. <br><br><strong>Iniziativa demagogica.</strong> "Devolvere il 5 per mille per gli abruzzesi, come annunciato da Tremonti, potrebbe essere inutile e potenzialmente dannoso, mentre i fondi gi&agrave; ci sarebbero". Concari, commercialista esperto di enti no profit, parla di inizativa "inquietante e demagogica". <br><br>L'idea di Tremonti &egrave; potenzialmente dannosa perch&eacute; colpirebbe quell'arcipelago di associazioni che costituiscono la spina dorsale del servizio di Protezione civile nazionale e che ora e per molto tempo ancora saranno impegnate nell'attivit&agrave; di assistenza ai terremotati. Tutte associazioni che sono potenziali destinatarie del 5 per mille e che, nell'ipotesi che si crei un unico canale "abruzzese", rischiano grosso. "Infatti - spiega Concari - la campagna dichiarazione dei redditi 2008 &egrave; in avanzato corso di lavorazione e questo fa pensare che l'unico modo di intervenire sia la creazione di un codice fiscale "ad hoc" che funga da collettore per l'Abruzzo, senza possibilit&agrave; per il contribuente di poter segnalare le singole associazioni a cui devolvere la quota". <br><br>"Soldi per il terremoto in realt&agrave; ce ne sono gi&agrave; adesso - dice Concari - si possono infatti anticipare e quindi smobilizzare i soldi dell'8 per mille". La legge gi&agrave; prevede, all'art. 2 comma 1 del d. P. R. 10/03/1998, che, qualora l'8 per mille sia devoluto allo Stato, questo li utilizzi "per calamit&agrave; naturali". "Quindi basterebbe 'blindare' i fondi dell'8 per mille per indirizzare nuove risorse alla popolazione abruzzese", prosegue Concari. Ma perch&eacute; "blindare" se la legge prevede con molta precisione dove indirizzare il fondo dell'8 per mille (fame nel mondo, calamit&agrave; naturali, assistenza ai rifugiati, conservazione beni culturali, <em>ndr</em>)? "Perch&eacute; il fondo, in questi anni, &egrave; stato depauperato per tappare falle di bilancio, oppure, e questo &egrave; incontrovertibile, per finanziare azioni di guerra in Afghanistan. E al contrario del 5 per mille non ha un tetto massimo, se non nell'ammontare globale dell'Irpef". <br><br>L'iniziativa di Tremonti presenta anche un altro inconveniente, quello dei tempi in cui il denaro sarebbe utilizzabile. "I soldi servono adesso e non nel 2012, perch&eacute; con il 5 per mille prima di due/tre anni &egrave; difficile che si veda qualcosa. Purtoppo questa &egrave; l'esperienza di ogni associazione del terzo settore". Un terzo settore verso cui lo Stato &egrave; gi&agrave; debitore, secondo una stima recente de <em>Il Sole24Ore</em>, di circa 25 miliardi di euro. <br><br><strong>Cos&igrave; si torna indietro.</strong> Andrea Olivero, presidente delle Acli e portavoce del Forum del terzo settore, sostiene che sulle risorse del 5 per mille non bisogna "tornare indietro". Va ribadito il principio di sussidiariet&agrave; alla base del fondo, secondo il quale "&egrave; il cittadino che sceglie a quale organizzazione dare i propri soldi per specifici interventi. E fra queste non pu&ograve; esserci lo Stato, altrimenti si torna agli aiuti del pubblico". <br><br>"Il ministro Tremonti ci chieda invece un impegno per l'Abruzzo, lo daremo anche per iscritto ma non cancelli la logica della sussidiariet&agrave;", suggerisce Olivero. <br><br><strong>Guerra tra poveri.</strong> Per Marco Granelli, presidente del Csvnet (Coordinamento dei centri di servizio per il volontariato, strutture create dalla legge sul volontariato a servizio delle associazioni) con la destinazione del 5 per mille alle popolazioni terremotate "si fa una guerra fra poveri". <br><br>"Ricordo - spiega - che sul 5 per mille lo Stato ha fissato un tetto, 380 milioni di euro. Se questo tetto si conferma, vuol dire che Tremonti non allarga gli interventi ma toglie i soldi ad attivit&agrave; di assistenza svolte dal non profit. Si tratta di fabbisogni che comunque continuano ad essere presenti, mi riferisco ai disabili, ai tossicodipendenti, all'assistenza domiciliare per gli anziani e cos&igrave; via". Cos&igrave; come &egrave; stata annunciata la misura "non aggiunge nulla. Tremonti - precisa Granelli - interviene su soldi gi&agrave; destinati dallo Stato ad altro. Mi sembra un intervento inopportuno". Diverso sarebbe, a suo avviso, se invece il ministro intendesse ampliare il tetto e di conseguenza gli interventi. <br><br><strong>Sudditanza al Vaticano.</strong> Secondo l'Aduc la proposta di Tremonti &egrave; "sintomatica perch&eacute; conferma la sudditanza del nostro governo al Vaticano". L'associazione dei consumatori ricorda che "tre senatori Radicali-Pd hanno proposto, con una interrogazione parlamentare, che lo Stato promuova la devoluzione del proprio otto per mille. Niente di particolarmente rivoluzionario visto che la devoluzione di questi fondi per casi del genere &egrave; gi&agrave; previsto dalla legge". "Si tratterebbe - spiega l'Aduc - solo di incrementare pi&ugrave; di quanto gi&agrave; avviene questo tipo di scelta: tra le confessioni religiose e lo Stato la gara, sempre in teoria, dovrebbe esserci per definizione. Certo &egrave; anomalo che lo Stato si metta a gareggiare con le confessioni religiose per questo tipo di finanziamenti".</p>
<p><span>(<em>13 aprile 2009</em>)</span></p>
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