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Lun 13 Apr 2009 16:11:11 PDT


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Date   : Tuesday, Apr 14 2009, 1:11am
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Reason   : PROPAGANDA PARTITICA

--- Story 6282 ---
Title   : Lettera e appello da Protezione Civile
Subtitle   : 
Topic   : Ecosistemi
Region   : Internazionale
Type      : Notizie
Language   : Italiano (it)
Author   : 01
Organisation   : 
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Related Link   : 
Time Posted   : Monday, Apr 13 2009, 2:14pm
--- Summary ---
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 10pt; line-height: 115%; font-family: Tahoma;">Vi scrivo dalla Sala Operativa della Protezione Civile. Qui, da 130 ore, tutte le forze lavorano per coordinarsi e gestire le emergenze che si accavallano. Io sono pendolare da giorni tra macerie, Di.Coma.C. (Direzione di Comando e Controllo) e campi di accoglienza. La prospettiva mediatica mi giunge di riflesso. Sento comunque il bisogno di rivolgervi un appello. L'attenzione dell'intero Paese verso il nostro dramma non ci ha fatto sentire soli. E impotenti. </span></span></p>
--- Content ---
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 115%; text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 10pt; line-height: 115%; font-family: Tahoma;">I vigili del fuoco, le forze armate, le colonne mobili di protezione civile di ogni regione e tanti altri si sono riversati sull'Aquila. Un contro-esodo degli aiuti. Qui c'&egrave; l'Italia della solidariet&agrave; fattiva e dell'altruismo. Punta dell'iceberg dell'Italia che raccoglie beni e contributi in quantit&agrave; commovente. Marco, il ragazzo con gli occhiali di fronte a me del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile, al quale rivolgersi per ogni problema; Raffaele, il ragazzo con i capelli lunghi del Friuli, che ci aiuta con la mappa dei campi; Michele, l'uomo grosso con la barba della Croce Rossa, al quale chiedere quando mancano tende o brandine; gli sfollati che nei campi raccolgono le esigenze di tutti; i volontari che intorno alla citt&agrave; gestiscono i centri di raccolta; quelli che chiamano per rendersi disponibili; quelli che offrono quello che possono. Questo &egrave; il Paese che amo. Il mio Paese. Di fronte ad una difficolt&agrave; riscopre il suo essere una sola comunit&agrave; nazionale. </span><span style="font-size: 10pt; line-height: 115%; font-family: Tahoma;">Ma i riflettori, oggi puntati su di noi, pian piano si spegneranno. Quello sar&agrave; il momento dello spartiacque: tra i rappresentanti istituzionali, da una parte quelli che hanno fatto passerella e inseguito le telecamere, dall'altra quelli che hanno preso impegni con la ferma volont&agrave; di rispettarli; tra i giornalisti, da una parte i cinici, dall'altra i cronisti onesti e rispettosi del dolore umano.</span></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 115%; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; line-height: 115%; font-family: Tahoma;"><span style="color: #000000;">Noi abbiamo una citt&agrave; e tanti borghi da ricostruire, la vita di tanti da restituire alla normalit&agrave;, il motore dell'economia locale da far ripartire. Vedremo dal prossimo Decreto del Governo se l'impegno economico sar&agrave; concreto o si risolver&agrave; in un annuncio. Vedremo se ci sar&agrave; il coraggio di scegliere. La ricostruzione non pu&ograve; essere &ldquo;un affare&rdquo; per i professionisti dei disastri. Non &egrave; neanche un divertente videogioco, un SimCity Reality. Le nostre Istituzioni locali hanno il compito di ridisegnare i luoghi in sintonia con il carattere, la storia, le speranze di un popolo. In tanti andranno via ma dovranno trovare presto le motivazioni per tornare e ricominciare. Con noi.</span></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 115%; text-align: justify;"><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; line-height: 115%; font-style: normal; font-family: Tahoma;"><span style="color: #000000;">Le vittime e il dolore di una terra saranno un sacrificio inutile se non produrranno una &ldquo;scossa&rdquo; duratura nella coscienza civile e politica dell'intero Paese. Certo, domani avremo tutti voglia di tornare a ridere. Toglieremo il lutto e ricominceremo a vivere. Ma altra cosa &egrave; dimenticare. Saranno politici e giornalisti onesti quelli che continueranno a raccontare la nostra storia. I miei figli leggeranno la cronaca di una catastrofe con stupore perch&eacute;, intanto, le norme antisismiche saranno rigidamente rispettate, la prevenzione e la pianificazione saranno la regola, sar&agrave; stata firmata la tregua tra l'uomo ed il territorio, la protezione civile non sar&agrave; pi&ugrave; affidata alla Divina Provvidenza ma sar&agrave; diventata una voce importante dei bilanci delle amministrazioni ad ogni livello. Dipende da ognuno di noi.</span></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 115%; text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p><strong><span style="color: #000000;">Michele Fina</span></strong> <em><span style="color: #000000;">Assessore alla Protezione Civile della Provincia dell'Aquila</span></em></p>

----------- End of story 6282 Content-----------







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