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--- Story 6057 ---
Title   : Festival di Sanremo. Povia e Bonolis invocano la libertà di espressione. E' un diritto?
Subtitle   : E' un pericoloso precedente, che potrebbe dare il via alla propaganda antisemita, razzista, xenofoba, oltre che omofoba
Topic   : Repressione
Region   : Italia
Type      : Altri Media
Language   : Italiano (it)
Author   : Roberto Malini
Organisation   : Gruppo EveryOne/Gruppo Watching The Sky
Email   : info a watchingthesky.org
Phone   : 
Address   : 
Related Link   : http://www.annesdoor.com
Time Posted   : Saturday, Feb 21 2009, 2:37am
--- Summary ---
<p>E' importante contestare il brano di Povia in ogni sede</p>
--- Content ---
<p><span style="font-family: Helvetica; font-size: 12px;"> <strong>Festival di Sanremo 2009. Povia&nbsp;e Paolo&nbsp;Bonolis&nbsp;invocano la "libert&agrave;" di esprimere idee discriminatorie. E' un loro diritto?</strong> </span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica; font-size: 12px;"> <br> di Roberto Malini<br> <br> Sanremo, 21 febbraio 2009. Dopo l'esibizione di Povia, un po' sottotono sotto il profilo canoro, Paolo Bonolis ha commentato: "Questa &egrave; la libert&agrave;: poter cantare qualsiasi cosa". E' un concetto che si fa strada in quest'Italia che ha imboccato pericolose vie di intolleranza verso le categorie sociali pi&ugrave; vulnerabili. Si usano parole che rappresentano valori per esprimere significati inquietanti, che ci riportano agli anni 1930, quando uno dei Paesi pi&ugrave; colti e apparentemente civili del mondo perse ogni contatto con la radice umana e solidale della civilt&agrave;. Anche allora, si cominci&ograve; a sostituire con i valori della famiglia, dell'eterosessualit&agrave; e dell'obbedienza all'autorit&agrave; costituita le ideologie "degenerate": l'omosessualit&agrave;, la vita "bohemien", il libero pensiero. "Libert&agrave;", anche allora, assunse un significato oscuro e torbido e si affermarono a poco a poco filastrocche e canzoni antisemite, che si trasformeranno negli inni forieri di odio razziale nel "patrimonio" canoro della Hitlerjugend, la Giovent&ugrave; Hitleriana. Paolo Bonolis, che ha trasformato il Festival di Sanremo in una parata di donne-oggetto e di maschi a denominazione di origine controllata (la stessa Patty Pravo, icona gay, tiene le distanze da lui, prima di cantare), giustifica - appellandosi alla libert&agrave; di espressione - una canzone il cui testo &egrave; un inno alla discriminazione degli omosessuali, un manifesto inqualificabile che propaganda la superiorit&agrave; dell'amore&nbsp;eterosessuale&nbsp;le idee deliranti dello psicologo omofobo Joseph Nicolosi. Le teorie di Nicolosi si propongono infatti di annientare le conquiste dei movimenti GLBT e di riproporre alle istituzioni (dalla famiglia all'intera colettivit&agrave;) una "terapia riparatrice&nbsp;dell'omosessualit&agrave;", una "cura" strutturata per trasformare gay, lesbiche e transgender in eterosessuali. "Meglio la serenit&agrave; della felicit&agrave;": &egrave; il testo di un cartello che Povia ha esibito sul palcoscenico dell'Ariston. Vuol dire che &egrave; meglio vivere senza sussulti da eterosessuali piuttosto che appagare la propria natura gay e sentirsi appagati. Rai 1, che &egrave; il canale pi&ugrave; importante della televisione di stato, ha permesso al cantautore milanese di proporre il suo messaggio intollerante in diverse forme: la canzone, alcuni cartelli (esibiti nelle&nbsp;diverse&nbsp;serate) e una serie di immagini-quadro, contenenti simboli della sfera psichica e di quella spirituale, create per dimostrare che l'omosessualit&agrave; &egrave; una turba che deve essere curata. Secondo la Rai e Paolo Bonolis, libert&agrave; &egrave; poter cantare una canzone che inneggia alla discriminazione contro i gay. Il prossimo passo&nbsp;potrebbe&nbsp;essere&nbsp;quello&nbsp;di consentire a&nbsp;gruppi&nbsp;antisemiti e omofobi come i 99 Fosse o il cantante giamaicano&nbsp;Buju Banton&nbsp;di cantare al Festival pi&ugrave; importante d'Italia. Ecco una strofa della canzone "Anna non c'&egrave;" dei 99 Fosse, dedicata ad Anna Frank: "Col tuo naso ricurvo cammini per strada, / mangiando una mela, di certo rubata, &nbsp;/ sei un animale, e te ne devi vergognare!" ed ecco la strofa conclusiva: "Quando dopo vai a farti una doccia, / con una mano apri l'acqua... / Dai su, non fare cos&igrave;! / Ti piace lo Zyclon B!". L'Arcigay ha contestato duramente il testo gravemente discriminatorio della canzone di Povia, l'associazione radicale Certi Diritti ha presentato un esposto al garante Rai e il Gruppo EveryOne ha presentato un esposto ala Procura della Repubblica di Sanremo. E' importante combattere l'omofobia in ogni sede e con tutti i mezzi consentiti dal diritto internazionale, perch&eacute; la strada verso l'eliminazione dei pregiudizi contro gay, lesbiche e transgender &egrave; ancora lunga. Non si possono compiere passi indietro, o i diritti fondamentali - a partire dalla tutela delle unioni e al&nbsp;rispetto&nbsp;in ogni comparto della societ&agrave; - diventeranno una chimera, mentre la discriminazione potrebbe trasformarsi in repressione. Riguardo alla canzone di Povia, va inoltre rilevato che i tratta di un plagio, perch&eacute; l'inciso &egrave; uguale a quello di "Glastonbury Song" dei Waterboys. Invitiamo attivisti, politici, uomini e donne di cultura e cittadini che credono nell'uguaglianza fra individui e popoli a boicottare in ogni sede Povia e la sua canzone, affinch&eacute; non si&nbsp;diffonda&nbsp;ulteriorente&nbsp;il suo contenuto discriminatorio, lesivo della&nbsp;dignit&agrave;&nbsp;delle persone GLBT e antiscientifico, poich&eacute; propone una lettura falsa e omofoba delle teorie freudiane ruguardanti l'omosessualit&agrave;. <br> <a href="mailto:roberto.malini a everyonegroup.com">roberto.malini a everyonegroup.com</a> <a href="http://www.everyonegroup.com/">www.everyonegroup.com</a> <a href="http://www.annesdoor.com/">www.annesdoor.com</a> </span></p>




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