[imc-abruzzo] contro il g8 in sardegna.
imc-abruzzo a lists.indymedia.org
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Lun 6 Lug 2009 08:19:28 PDT
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From: giovanna ( mailto:giovanna.bonu a gmail.com )
Salve, vi invio un comunicato su un' ulteriore iniziativa che si svolgerà in Sardegna, Sassari, nei giorni del g8. Ho visto che segnalate solo quelle del Sulcis e di Critical mass, che in realtà è complementare a quella di Sassari . Potreste indicare anche questa sul vostro sito? Grazie!!
LA VOSTRA CRISI NON LA PAGHEREMO NOI. FORUM SARDO CONTRO LA CRISI E L'ILLEGITTIMO VERTICE DEL G8.
Le organizzazioni sarde del Tavolo “ Cuntra su G8” propongono per i giorni 7 e 8 luglio a Sassari un Forum sardo contro la crisi e contro il G8 con un assemblea preceduta da almeno quattro tavoli di confronto:
1. Occupazione ed effetti distruttivi delle basi militari come strumento di dominio dei popoli.
2. Autosufficienza energetica, No al nucleare
3. Sovranità alimentare
4. Discriminazione e diritti
Le organizzazioni sarde del tavolo ritengono che il vertice G8 rappresenti l'ennesima provocazione imperialista, in antitesi ai principi di democrazia e progresso, con la negazione del diritto dei popoli ad “autodeterminare” il proprio futuro. Pretendono che non siano i popoli a pagare il costo della riorganizzazione che vorrebbe attuare il “sistema imperiale”, che prevede che siano le zone più povere e sfruttate del pianeta a subire le ripercussioni più gravi, con uno sfruttamento ancora più subdolo e selvaggio dei lavoratori, delle famiglie, dei giovani degli anziani. Chiedono che i popoli rispondano alla provocazione imperialista con la dichiarazione di autosufficienza, a partire dalla questione energetica e agroalimentare. Chiamano al confronto, all'unità e alla lotta, per costruire un grande fronte contro i licenziamenti e i tagli ai diritti sociali ed alle conquiste sindacali, affinché proclamino la mobilitazione contro il G8 per costruire un internazionalismo concreto e propositivo
• le donne e gli uomini,
• i lavoratori;
• le forze democratiche, di sinistra e rivoluzionarie che si battono contro il capitalismo e l'imperialismo;
• le organizzazioni sindacali dei lavoratori, i sindacati di classe delle nazioni senza stato, i partiti politici e le associazioni
“ Sono le manovre economiche ultra liberiste dei signori del G8, della banca mondiale e delle grandi multinazionali che hanno caratterizzato fortemente gli ultimi decenni di globalizzazione e privatizzazioni con le pretestuose e barbare guerre al terrorismo e le false esportazioni di democrazia create ad hoc per far sopravvivere un sistema malato ed un economia di carta. Impegnati solo a produrre profitto immediato e a privatizzare hanno ottenuto esclusivamente il passaggio di ricchezza dal lavoro degli uomini e delle donne al profitto delle banche e degli speculatori. Appare chiaro che, ancora una volta, le conseguenze della crisi le pagheranno i lavoratori; migliaia di precari non riconfermati , migliaia in cassa integrazione mentre molte fabbriche chiudono e la condizione sul lavoro si fa sempre peggiore, perché peggiori sono i contratti, le condizioni di lavoro e la sicurezza del futuro. La risposta è nella strenua difesa di un sistema indifendibile, e allora si varano decreti salva banche e si aumentano le spese militari mentre nel contempo si attuano tagli indiscriminati che colpiscono lo stato sociale e negano i diritti civili. Governi di ogni orientamento politico hanno predisposto galere per chi, pur non commettendo alcun reato, è colpevole di essere immigrato, fuggito da guerre e povertà frutto delle nostre ricche politiche di dominio. Questa crisi vogliono che venga pagata, come sempre, dalle classi meno ricche della società e da i territori già ampiamente sfruttati e martoriati dalla globalizzazione. Spazi di mondo dove il capitale mostra il suo vero volto senza alcuna mediazione e allora violenta la terra, uccide uomini e donne e li priva della possibilità di decidere del loro futuro garantendo solo guerra e povertà, o spazi dove sul filo della legalità e del bisogno di un' ennesima rinascita dall'ennesima crisi economica impone scelte di sviluppo sociale ed economico funzionale esclusivamente alla propria crescita. Decenni di occupazione militare di terra sarda con gravi danni alla salute, scelte industriali fallimentari inquinanti e sempre meno rispettose della tutela del lavoro, progetti di costruzione di centrali nucleari o di nuovi carceri di massima sicurezza, politica della casa sperequata a vantaggio del saccheggio delle coste, trasformazione sociale ed economica di un intero territorio, come quello della Maddalena, studiato e diretto dai grandi imprenditori sulla spalle degli uomini e delle donne che lo abitano , diritti civili e sociali negati, agricoltori e pastori messi in ginocchio e ,ora, la Sardegna trasformata nella nuova roccaforte contro il nemico immigrato. Sappiamo perfettamente da che parte arriva il danno, il rischio e lo sfruttamento e neppure la Sardegna pagherà la vostra crisi questo premesso”.
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