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Date   : Monday, Jun 8 2009, 2:16pm
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--- Story 6501 ---
Title   : Gli operai della FIAT di nuovo in prima linea nella lotta di classe!
Subtitle   : 
Topic   : Lavoro-non-lavoro
Region   : Abruzzo
Type      : Opinioni
Language   : Italiano (it)
Author   : (n)PCI
Organisation   : 
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Related Link   : 
Time Posted   : Monday, May 18 2009, 8:53pm
--- Summary ---
<p><strong><span>Per loro non si tratta di &ldquo;risolvere la crisi dell&rsquo;auto&rdquo;. Per risolvere i loro problemi immediati, il lavoratori della FIAT devono risolvere la crisi dell&rsquo;intera societ&agrave; e pi&ugrave; degli altri lavoratori hanno la possibilit&agrave; di mobilitare le masse popolari del paese a farlo!</span></strong></p>
--- Content ---
<p><span style="font-weight: bold;">(nuovo)Partito comunista italiano<br> <br> </span><small>&nbsp; &nbsp;Commissione Provvisoria del Comitato Centrale<br> <br> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Sito: <a href="http://lavoce-npci.samizdat.net/novita"> http://lavoce-npci.samizdat.net</a><br> </small></p>
<p><small>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <a href="http://www.nuovopci.it/">http://www.nuovopci.it</a></small></p>
<p><small>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; e.mail: lavocenpci40 a yahoo.com<br> <br> <br> &nbsp;&nbsp;&nbsp; Delegazione<br> <br> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; BP3&nbsp; 4, rue L&eacute;nine&nbsp;&nbsp; 93451 L'&Icirc;le St Denis (Francia)<br> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; e.mail: delegazionecpnpci a yahoo.it</small></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="line-height: 150%;">Comunicato CP 13/09 - 17 maggio 2009</span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">&nbsp;</span><strong><span>Gli operai della FIAT di nuovo in prima linea nella lotta di classe!</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><strong><span>&nbsp;</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><strong><span>Per loro non si tratta di &ldquo;risolvere la crisi dell&rsquo;auto&rdquo;. Per risolvere i loro problemi immediati, il lavoratori della FIAT devono risolvere la crisi dell&rsquo;intera societ&agrave; e pi&ugrave; degli altri lavoratori hanno la possibilit&agrave; di mobilitare le masse popolari del paese a farlo!</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><strong><span>&nbsp;</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><strong><span>Gli operai della FIAT hanno gi&agrave; svolto pi&ugrave; volte un ruolo importante e glorioso nella storia della lotta di classe nel nostro paese lungo tutto il secolo scorso. Questa volta saranno la direzione vittoriosa della lotta delle masse popolari per porre fine alla Repubblica Pontificia e fare dell&rsquo;Italia un nuovo paese socialista!</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><strong><span>&nbsp;</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><strong><span>Mussolini fu l&rsquo;ultimo primo ministro della Monarchia Sabauda: fu la sua sintesi e la sua fine. Berlusconi sar&agrave; l&rsquo;ultimo primo ministro della Repubblica Pontificia: &egrave; la sua sintesi e sar&agrave; la sua fine! </span></strong></p>
<p style="line-height: normal; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><strong><span>&nbsp;</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><strong><span>Chiudere Marchionne e i suoi complici nella trappola che loro stanno costruendo per i lavoratori della FIAT, della Chrysler, dell&rsquo;OPEL e di altre aziende! </span></strong></p>
<p style="line-height: normal; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><strong><span>&nbsp;</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><strong><span>Non &egrave; a scapito dei lavoratori degli altri paesi che i lavoratori della FIAT risolveranno il loro problema, ma appoggiandoli e giovandosi del loro appoggio nella lotta per il socialismo!</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><strong><span>Viva l&rsquo;Internazionalismo Proletario!</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><strong><span>&nbsp;</span></strong></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">&nbsp;</span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">Gli operai della FIAT sono di nuovo in prima fila nella resistenza degli operai e delle altre classi delle masse popolari italiane al progredire della seconda crisi generale del capitalismo. Per difendere efficacemente se stessi dall&rsquo;attacco degli Agnelli, devono passare loro all&rsquo;attacco. Devono mobilitare le masse popolari contro la Repubblica Pontificia fino ad eliminarla e fare dell&rsquo;Italia un nuovo paese socialista.</span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">La loro storia e la loro esperienza di lotta e di organizzazione, il loro numero e la posizione che occupano nella societ&agrave; italiana, l&rsquo;attacco di cui sono il primo e diretto bersaglio e la composizione di classe del nostro paese li predispongono per svolgere il ruolo di promotori della lotta del resto delle masse popolari contro la borghesia e il clero per instaurare il socialismo.</span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">&nbsp;</span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">Gi&agrave; nel periodo 2004 e 2005 gli Agnelli volevano licenziare i lavoratori degli stabilimenti FIAT, liquidare le attivit&agrave; industriali e trasferire i loro affari in attivit&agrave; finanziarie e speculative. Allora la resistenza tenace degli operai mand&ograve; a gambe all&rsquo;aria il progetto degli Agnelli. </span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">Inizialmente finanzieri, uomini politici, partiti e prelati appoggiavano gli Agnelli e il loro progetto. Finanza e speculazione erano il migliore dei mondi possibili, con arricchimenti facili e sicuri senza operai tra i piedi: tutti i ricchi ci avrebbero guadagnato qualcosa. Cos&igrave; la pensavano finanzieri, uomini politici borghesi, prelati e i loro complici e agenti.</span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">Ma gli operai della FIAT, e allora si mobilitarono in particolare quelli di Termini Imerese e di Melfi, scesero in strada e attorno a loro in quantit&agrave; crescente via via scendevano in strada altri strati delle masse popolari, a cui con la loro lotta gli operai della FIAT davano la possibilit&agrave; di far valere diritti, difendere conquiste, strappare miglioramenti. Finanzieri, uomini politici, partiti e prelati videro che il progetto degli Agnelli non si sarebbe realizzato tanto facilmente, ma che anzi dava luogo a un movimento popolare dai contorni mobili, dagli sviluppi pericolosi e dall&rsquo;esito incerto. Allora si tirarono indietro e convinsero anche gli Agnelli a lasciar perdere, a evitare lo scontro, a guadagnare tempo e cercare strade meno rischiose.</span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">&nbsp;</span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">Ora gli operai della FIAT sono nuovamente chiamati a far fronte agli Agnelli e ai loro complici. </span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">Gli operai della FIAT hanno ancora una grande e decisiva forza potenziale, ma l&rsquo;andamento e l&rsquo;esito dello scontro non possono pi&ugrave; essere quelli di cinque anni fa. </span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">La situazione e il contesto sono diversi. Siamo entrati nella fase terminale della seconda crisi generale del capitalismo.</span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">Anche il piano degli Agnelli &egrave; diverso. Gli Agnelli hanno trovato il mago Marchionne che ha impostato e messo in cantiere un progetto pi&ugrave; complesso e a pi&ugrave; largo raggio, inserito pi&ugrave; astutamente e pi&ugrave; profondamente nell&rsquo;evoluzione del sistema imperialista mondiale e della sua seconda crisi generale.</span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">In cosa consiste l&rsquo;astuto piano Marchionne, la trappola che sta tendendo ai lavoratori?</span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">Far leva inizialmente proprio sull&rsquo;attivit&agrave; industriale della FIAT. Espanderla internazionalmente negli altri paesi imperialisti oltre che nei paesi dove si pagano salari di fame e ci sono meno norme di igiene e sicurezza per&nbsp; i lavoratori e di protezione dell&rsquo;ambiente. Esternalizzare maggiormente la produzione in aziende formalmente o anche di fatto indipendenti dal gruppo (alimentare l&rsquo;indotto) e specializzare di pi&ugrave; le unit&agrave; produttive del gruppo. Far diventare ognuno degli stabilimenti FIAT una pedina di un complesso ben pi&ugrave; vasto di stabilimenti sparsi in tutto il mondo, ben al di l&agrave; dei confini italiani e della zona di competenza delle Autorit&agrave; della Repubblica Pontificia e della tradizionale rete di relazioni produttive di ogni stabilimento. Far diventare i lavoratori di ognuno degli stabilimenti FIAT un tassello di un pi&ugrave; grande mosaico internazionale, rompendo i loro legami tradizionali di solidariet&agrave; e il tessuto tradizionale di relazioni sindacali e sociali in cui sono inseriti che &egrave; condizione della loro forza e del loro ruolo politico. Diminuire la forza contrattuale dei lavoratori di ognuno degli stabilimenti italiani, contando non solo su questa riorganizzazione internazionale della produzione ma anche sul regresso generale in campo politico, sindacale e culturale che indebolisce ideologicamente e organizzativamente tutti gli operai. La fase terminale della crisi generale del capitalismo &egrave; venuta a fagiolo per la realizzazione del progetto Marchionne e certamente gli ideatori del progetto avevano messa in conto anch&rsquo;essa: il suo arrivo imminente era evidente a chiunque lo voleva vedere e aveva gli strumenti e i mezzi per vederlo. Le Pubbliche Autorit&agrave; di vari paesi per motivi diversi avrebbero finanziato il progetto di formazione di un grande gruppo internazionale capace di eliminare uno a uno ognuno dei singoli stabilimenti concorrenti oramai diventati reparti distaccati di un unico complesso mondiale, giocando di volta in volta un paese contro gli altri paesi e uno stabilimento contro gli altri stabilimenti. La libert&agrave; di manovra degli Agnelli e dei loro soci rispetto ai lavoratori sarebbe diventata enormemente maggiore. In Italia le Autorit&agrave; della Repubblica Pontificia non avrebbero pi&ugrave; avuto a che fare con la crisi del settore auto che coinvolge centinaia di migliaia di lavoratori, ma di volta in volta con la chiusura o il ridimensionamento di un singolo stabilimento. Se chiude una linea di produzione, non chiudono pi&ugrave; tutti quelli che conferiscono componenti a quella linea: a ognuno di loro il gruppo mondiale assicura che continuer&agrave; a fornirne ad altre linee di produzione, in qualche parte del mondo. Fino a quando arriver&agrave; il suo turno!</span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">&nbsp;</span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">&Egrave; questa a grandi linee la trappola che Marchionne sta costruendo contro gli operi della FIAT, della Chrysler, dell&rsquo;Opel e di altre aziende minori, affiliate alla General Motors e altre (Vauxhall, Saab, ecc.). Con la complicit&agrave; di uomini politici, economisti e altri intellettuali, prelati e sindacalisti di regime: tutta gente che, se solo lo volesse, ha mezzi e strumenti per conoscere anche nei dettagli il progetto che Marchionne sta realizzando. Ma che, anzich&eacute; denunciarlo, tacciono, tengono corda a Marchionne contro i lavoratori e il resto delle masse popolari, bench&eacute; ognuno cerchi anche di tirare la coperta dalla sua parte. E le elezioni (le europee a giugno, quelle politiche a settembre in Germania), malgrado tutte le &ldquo;riforme elettorali&rdquo; impongono a uomini politici e partiti borghesi la ricerca di consenso e di voti: per ognuno di loro sono spine nel fianco! </span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">&nbsp;</span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">Solo di sfuggita facciamo notare che la realizzazione del progetto di Marchionne e le complicit&agrave; di cui gode alle spalle della massa della popolazione, contrastano in modo palese e stridente con ogni idea di democrazia, di &ldquo;potere che appartiene al popolo&rdquo; e con ogni altra concezione della societ&agrave; scritta nella Costituzione di ognuno dei paesi imperialisti, tutti appartenenti al novero dei &ldquo;paesi democratici&rdquo;, dove Marchionne applica la sua cura. Ma questo non turba il sonno e la coscienza di uomini politici borghesi, prelati, intellettuali e sindacalisti di regime. &Egrave; ordinaria amministrazione per simile gente: in politica e in generale nella vita sociale, una cosa &egrave; quello che si scrive e si dice, un&rsquo;altra cosa &egrave; la realt&agrave;.</span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">&nbsp;</span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">Ma ritorniamo al progetto Marchionne. </span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">In prima battuta &egrave; un progetto diretto contro i lavoratori della FIAT e i lavoratori dell&rsquo;indotto (che comunque solo in Italia sono varie centinaia di migliaia). Ma se gli Agnelli e i loro complici riuscissero a realizzarlo, sarebbe una sconfitta di grandi proporzioni per tutte le classi delle masse popolari. Cosa che per&ograve; favorisce la loro mobilitazione attorno e sulla scia degli operai della FIAT. Giustamente di fronte a questo progetto vi &egrave; molta inquietudine e preoccupazione e gi&agrave; si &egrave; sviluppata una certa mobilitazione. Le manifestazioni di Pomigliano, la manifestazione nazionale di sabato 16 maggio a Torino, la manifestazione prevista per il prossimo sabato 23 maggio a Termini Imerese sono le punte pi&ugrave; visibili di una mobilitazione che va crescendo. Gi&agrave; i lavoratori di altre aziende (Saint Gobain e altre) si sono uniti ai lavoratori della FIAT. Perfino Autorit&agrave; del regime (Lombardo, Vendola, ecc. ecc.) sfilano a fianco degli operai della FIAT e dell&rsquo;indotto.</span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">&nbsp;</span></p>
<p style="line-height: normal; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><strong><span>&Egrave; possibile mandare all&rsquo;aria il progetto Marchionne? </span></strong></p>
<p style="line-height: normal; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><strong><span>&nbsp;</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><strong><span>Certamente &egrave; possibile, ma a condizione di combinare proteste e mobilitazione contro il progetto Marchionne con la mobilitazione per fare dell&rsquo;Italia un nuovo paese socialista.</span></strong></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">&nbsp;</span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">Alcuni uomini politici e alcuni sindacalisti si stracciano le vesti e gridano alla crisi e al pericolo di licenziamenti. Ma poi in concreto si limitano a chiedere a Marchionne tavoli di confronto, informazioni e garanzie o al massimo sollecitano il governo Berlusconi (il governo degli speculatori, dei mafiosi e dei razzisti a cui il Vaticano e gli imperialisti hanno affidato il governo della Repubblica Pontificia) a chiedere a Marchionne informazioni e garanzie.</span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">Ma che garanzie volete che dia Marchionne? </span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">Ogni garanzia che dice o anche sottoscrive oggi Marchionne, sar&agrave; comunque cancellata dagli avvenimenti di domani: da quelli che Marchionne sta creando e da quelli che sopravverranno indipendentemente da Marchionne. Nessuna promessa vale quando i fatti rendono impossibile mantenerla. La crisi generale del capitalismo mica l&rsquo;ha creata Marchionne con il suo progetto. Tanto meno &egrave; lui che la governa! Se il progetto Marchionne&nbsp; andasse in porto, accumulerebbe pi&ugrave; soldi in mano al suo gruppo, ma&nbsp; non porrebbe fine alla crisi del sistema!</span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">Cosa varranno le garanzie orali o scritte di Marchionne, quando le auto non si venderanno, la sovrapproduzione del nuovo gruppo automobilistico mondiale sar&agrave; evidente e i governi dei vari paesi si rinvieranno&nbsp; tra loro la palla di intervenire con nuovi soldi a salvare il gruppo dal fallimento? Quando in ogni paese gli operai dell&rsquo;auto saranno presentati agli altri lavoratori come i mantenuti di Stato, una palla al piede che giustifica tagli di spese pubbliche e mancanza di sussidi per altri?</span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">Quanto al governo Berlusconi, riporre in esso le speranze dei lavoratori &egrave; come affidare al lupo la difesa di un gregge di pecore. </span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">L&rsquo;unica cosa che simili postulanti possono davvero ottenere da Marchionne e dal governo Berlusconi, sono premi e compensi, palesi o sottobanco, per loro e i loro protetti e misure per attutire la resistenza e la lotta contro la realizzazione del progetto di Marchionne. Pi&ugrave; corruzione tra i ricchi e pi&ugrave; divisione tra i lavoratori, quindi meno forza dei lavoratori. </span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">Chi indica la via d&rsquo;uscita solo o principalmente nelle richieste a Marchionne o al governo Berlusconi, &egrave; un imbroglione o &egrave; un ingenuo.</span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">&nbsp;</span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">Per fare veramente fronte al progetto Marchionne occorre un progetto alternativo a quello di Marchionne per i lavoratori del settore auto e favorevole anche agli interessi dei lavoratori degli altri settori. La crisi dell&rsquo;auto non &egrave; nata dall&rsquo;auto, ma dalla crisi generale del capitalismo che ha gettato l&rsquo;intera societ&agrave; nel marasma.</span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">Un progetto alternativo a quello di Marchionne non pu&ograve; essere che la soluzione della crisi del settore auto nell&rsquo;ambito della soluzione della crisi generale del sistema capitalista.</span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">La soluzione della crisi generale del sistema capitalista &egrave; l&rsquo;instaurazione del socialismo.</span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">Socialismo vuol dire una societ&agrave; in cui in ogni paese l&rsquo;attivit&agrave; economica non &egrave; pi&ugrave; nelle mani di individui o gruppi tesi ognuno a fare profitti per aumentare il suo capitale, ma si svolge sulla base di un unico piano elaborato e attuato con la massima collaborazione e integrazione possibile con analoghi piani di altri paesi, ha come obiettivo comune il massimo benessere materiale e spirituale della popolazione, si attua con la partecipazione attiva di tutti i lavoratori al massimo livello di cui ognuno &egrave; capace. </span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">Instaurare il socialismo &egrave; anche l&rsquo;unica via che non mette in concorrenza tra loro gli operai dei vari stabilimenti e dei vari paesi, che non unisce i lavoratori italiani nell&rsquo;illusione stupida e vigliacca di imporre ai padroni italiani di creare prosperit&agrave; in Italia a spese dei lavoratori di altri paesi, come predica persino il molto cristiano Pier Ferdinando Casini. Gi&agrave; con Mussolini e il fascismo si &egrave; visto dove &egrave; finita l&rsquo;illusione stupida e vigliacca di farsi un proprio &ldquo;posto al sole&rdquo; rubando terra ad altri popoli, anzich&eacute; fare i conti con i propri sfruttatori!</span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">Chi sabato scorso ha osservato la manifestazione di Torino promossa dal grosso dei sindacati di regime (FIOM, FIM, UILM) e dai sindacati alternativi (Slai Cobas e altri) e la manifestazione di Avellino promossa dalla UGL (il nome assunto dopo Fiuggi dal vecchio sindacato fascista della CISNAL), ha senz&rsquo;altro notato che in sostanza le rivendicazioni immediate erano le stesse (no ai licenziamenti, no alla chiusura di stabilimenti) e che la differenza che pi&ugrave; saltava agli occhi era che ad Avellino il carattere nazionalista (&ldquo;salvare l&rsquo;industria <strong> italiana</strong>&rdquo;, mantenere in <strong>Italia</strong> il centro decisionale del nuovo gruppo mondiale che Marchionne sta creando&rdquo;) era pi&ugrave; marcato che a Torino e le parole d&rsquo;ordine internazionaliste completamente assenti. </span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">Avellino metteva in luce l&rsquo;anima nera, la componente corporativa (&ldquo;operai a padroni <strong>italiani</strong> uniti&rdquo;), la destra del movimento sindacale italiano, quella che lo rende succube dei padroni e del clero e quindi impotente. Anima nera che era certo presente anche a Torino, solo che qui era mescolata con l&rsquo;anima rossa, di classe, comunista e internazionalista.</span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">Al contrario instaurare il socialismo &egrave; una via che unisce i lavoratori di tutti gli stabilimenti e di tutti i paesi contro i padroni.</span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">&nbsp;</span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">Sull&rsquo;instaurazione del socialismo i lavoratori di ogni paese possono unirsi tra loro e unirsi con i lavoratori di ogni altro paese, perch&eacute; la societ&agrave; socialista non conosce esuberi, c&rsquo;&egrave; un posto dignitoso per chiunque &egrave; disposto a fare la sua parte di lavoro, secondo le sue forze e le sue capacit&agrave;. &nbsp;Ma una societ&agrave; socialista la possono instaurare e far vivere solo i lavoratori organizzati. </span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">Una simile societ&agrave; i lavoratori organizzati la possono certo instaurare, ma per farlo devono abbattere il potere dei ricchi, dei capitalisti, del clero e dei loro servi, instaurare il proprio potere e difenderlo dai contrattacchi palesi e occulti, dichiarati e subdoli dei sostenitori del vecchio mondo che non rinunceranno facilmente ai privilegi che l&rsquo;attuale societ&agrave; garantisce loro.</span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">Di questo hanno bisogno gli operai della FIAT. Noi comunisti possiamo e dobbiamo aiutare gli operai della FIAT a mettersi su questa strada. Gli operai della FIAT godono nella societ&agrave; italiana di una situazione tale che, se abbracciano questa strada, diventano il nucleo promotore della mobilitazione del resto degli operai e delle masse popolari e quindi arriveranno tutti insieme alla vittoria. Questa posizione &egrave; la loro forza, &egrave; quello che li rende particolarmente temibili alla borghesia e al clero, a tutti i sostenitori e a tutti i privilegiati della Repubblica Pontificia. </span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">D&rsquo;altra parte gli operai della FIAT non hanno altra strada per salvarsi. Certo anche solo lottando all&rsquo;insegna delle parole d&rsquo;ordine attualmente inalberate dalla sinistra sindacale (FIOM, ecc.) e dai sindacati alternativi (Slai Cobas, ecc.) possono vendere pi&ugrave; o meno cara la loro pelle, possono ora qui ora l&agrave; ottenere qualcosa, attenuare i colpi del nemico, prolungare la loro agonia. Marchionne e i suoi complici sanno bene che devono accompagnare l&rsquo;agonia. Anche l&rsquo;esperienza recente del 2004 e 2005 ha insegnato agli Agnelli e soci che non possono prendere tutti di petto in un colpo solo. </span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">Ma se gli operai della FIAT si limiteranno a difendere quello che oggi hanno, essi continueranno a perdere posizioni. Come hanno fatto negli ultimi 30 anni, dopo la sconfitta, alla fine degli anni &rsquo;70, del grande movimento di lotta rivendicativa degli anni &rsquo;70 e la fine delle Brigate Rosse che erano state la punta pi&ugrave; avanzata di quel movimento, delle sue aspirazioni, dei suoi eroismi e dei suoi limiti. </span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">Se invece gli operai della FIAT si metteranno alla testa della lotta del resto dei lavoratori e delle masse popolari per instaurare il socialismo, anche la difesa del loro posto di lavoro diventer&agrave; mille volte pi&ugrave; potente. Infatti sar&agrave; la base della pi&ugrave; vasta lotta delle masse popolari per instaurare il socialismo. Sar&agrave; tanto pi&ugrave; potente quanto pi&ugrave; forte sar&agrave; la lotta per instaurare il socialismo.</span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">&nbsp;</span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">Cosa significa concretamente oggi nel nostro paese lottare per instaurare il socialismo?</span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">Instaurare il socialismo non dipende dalla buona volont&agrave; dei ricchi, dei finanzieri, dei prelati, dei loro complici e agenti. Instaurare il socialismo dipende solo dai lavoratori.</span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">La condizione necessaria, indispensabile e decisiva per instaurare il socialismo sono la volont&agrave; e la convinzione della massa dei lavoratori e un certo livello di organizzazione dei lavoratori e del resto delle masse popolari. </span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">In altre parole instaurare il socialismo dipende da ci&ograve; che chiamiamo rinascita del movimento comunista. Il cuore e condizione della rinascita del movimento comunista sono il consolidamento e il rafforzamento del partito comunista.</span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">Lottare per instaurare il socialismo significa quindi pi&ugrave; in concreto mobilitarsi e organizzarsi ognuno per promuovere la rinascita del movimento comunista e in particolare per consolidare e rafforzare il partito comunista. Un processo tanto pi&ugrave; rapido, quanto pi&ugrave; avviene su larga scala. C&rsquo;&egrave; posto per ogni individuo di buona volont&agrave;. Tanto pi&ugrave; posto, quanti pi&ugrave; siamo. Possiamo incominciare in uno, in due o in tanti!</span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">Certamente oggi gli organismi e le persone gi&agrave; impegnati nella lotta per instaurare il socialismo sono ancora una forza ridotta. Ma nella storia dell&rsquo;umanit&agrave; le cose vanno proprio cos&igrave;. Forze inizialmente ridotte diventano grandi e irresistibili se corrispondono alle necessit&agrave; degli uomini, se questi non hanno una strada diversa per risolvere i loro problemi. Prima o poi in molti si associano nell&rsquo;impresa. </span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">&nbsp;</span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">A tutti quelli che vogliono veramente mandare a gambe all&rsquo;aria il progetto Marchionne, a tutti quelli che vogliono veramente che nessun lavoratore sia licenziato e che nessun stabilimento sia chiuso, ma che oggi non hanno fiducia nel socialismo o addirittura per un motivo o l&rsquo;altro sono ostili al socialismo, noi diciamo:</span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">&ldquo;Provate la vostra strada!</span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">Non fidatevi delle promesse e delle garanzie di Marchionne: per grandi promesse che faccia e per garanzie che dia, anche se fosse sincero &egrave; evidente che i fatti della crisi generale del capitalismo travolgeranno le sue promesse e le sue garanzie. Su quale base potete aver fiducia nelle sue promesse e nelle sue garanzie?</span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">Non mettete il vostro destino nelle mani di Berlusconi. La sua storia di finanziere della mafia, di re degli speculatori e di avventuriero, prima finanziatore e padrino mafioso del socialista Craxi e poi capo della destra semifascista e razzista, qualifica la persona. Ma al di l&agrave; della sua persona, la natura della gente che ha raccolto attorno a s&eacute; per formare il governo della Repubblica Pontificia e, pi&ugrave; ancora, la natura stessa della Repubblica Pontificia non lasciano dubbi sul fatto che i lavoratori possono ricavarne solo disgrazie. Quello che &egrave; successo da quando Berlusconi &egrave; &ldquo;sceso in politica&rdquo; lo dimostra. Su quale base potete aver fiducia nelle parole di Berlusconi? Quanti &ldquo;patti con gli elettori&rdquo;, quanti &ldquo;patti con l&rsquo;Italia&rdquo; ha gi&agrave; fatto quell&rsquo;imbonitore?</span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">Se non volete il socialismo, ma volete sinceramente e senza riserve che nessun lavoratore sia licenziato e che nessun stabilimento sia chiuso, ebbene provate!</span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">Siamo comunque all&rsquo;emergenza: formate voi stessi un governo d&rsquo;emergenza con tutti quelli che hanno i vostri stessi obiettivi. Noi comunisti non ci opporremo a un simile governo. Le scaramucce e i malintesi come quelli di sabato 16 maggio a Torino sono cose del tutto secondarie e accidentali. Noi comunisti sosterremo lealmente un simile governo, finch&eacute; cercher&agrave; di attuare simili obiettivi. Noi siamo infatti sicuri che le forze che formeranno un simile governo e persevereranno nel loro obiettivo, prima o poi per non essere travolte dalla reazione dei padroni e del clero, dovranno anch&rsquo;esse impegnarsi nella instaurazione del socialismo&rdquo;.</span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">&nbsp;</span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">Alcuni obietteranno che la mobilitazione delle masse popolari perch&eacute; nessun lavoratore sia licenziato e che nessun stabilimento sia chiuso, &egrave; ancora molto limitata. </span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">Ma a chiunque ha la capacit&agrave; e la volont&agrave; di studiare la situazione &egrave; evidente che <span style="color: black;"> nelle masse popolari dei paesi imperialisti l&rsquo;apatia, l&rsquo;indifferenza, la rassegnazione e la vigliaccheria razzista sono solo manifestazioni superficiali dell&rsquo;impotenza. Sono solo reazioni epidermiche alla mancanza di una avanguardia capace, alla mancanza di un partito comunista gi&agrave; capace di sfruttare su larga scala le debolezze del regime e di usare ogni lotta e conquista per portare a un livello superiore la lotta contro la Repubblica Pontificia e per instaurare il socialismo: &egrave; quello che noi comunisti dobbiamo diventare, quello che stiamo diventando e che diventeremo. La mobilitazione reazionaria si afferma solo nel vuoto della mobilitazione rivoluzionaria! Il governo d&rsquo;emergenza formato dalle organizzazioni operaie e dalle organizzazioni popolari, il governo del blocco popolare, colma almeno in parte questo vuoto e promuove la formazione di condizioni migliori per una pi&ugrave; vasta mobilitazione rivoluzionaria. </span></span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%; color: black;">Nei paesi imperialisti per la mobilitazione rivoluzionaria delle masse popolari sono necessari un obiettivo, un progetto di societ&agrave; fondato sui presupposti gi&agrave; presenti, un&rsquo;organizzazione che lo persegua con continuit&agrave; e determinazione. </span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%; color: black;">La controrivoluzione preventiva, dettagliatamente illustrata nel <em>Manifesto Programma</em> del nuovo Partito comunista italiano,&nbsp; consiste proprio anche nel distogliere, deviare, neutralizzare, eliminare organismi e individui capaci di essere il Partito comunista, per impedire che lo diventino. E la controrivoluzione preventiva &egrave; efficace, se noi comunisti non ci attrezziamo adeguatamente sul piano ideologico e organizzativo. Lo abbiamo visto per decenni e decenni, lo vediamo sotto i nostri occhi.</span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%; color: black;">Nei paesi imperialisti le lotte (sindacali, rivendicative, politiche, culturali, ambientali) delle masse popolari contro il maledetto sistema che ci soffoca e contro la borghesia, il clero e le altre classi che lo difendono e lo impongono, non si sviluppano oltre un livello elementare, oltre mobilitazioni grandiose ma episodiche e senza seguito, oltre azioni eroiche ma individuali, proprio perch&eacute; ancora non sono animate da prospettive realiste. Perch&eacute; le mobilitazioni delle masse popolari sono dirette da mestieranti, carrieristi o avventurieri alla Cofferati, alla Bertinotti o alla Epifani che le usano come ingredienti delle loro beghe e contrattazioni interne al regime. Perch&eacute; le mobilitazioni delle masse popolari non sono battaglie di una guerra con un obiettivo definito e condiviso, l&rsquo;instaurazione del socialismo, che le masse, almeno la parte pi&ugrave; cosciente e attiva, conosca e condivida. Non si traducono in un superiore livello di organizzazione delle masse popolari, in un superiore livello di coscienza politica e in nuove relazioni di potere delle masse popolari. </span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%; color: black;">Noi comunisti incarniamo quel progetto, perseguiamo quell&rsquo;obiettivo e dobbiamo imparare, stiamo imparando a realizzarlo passo dopo passo, avanzando nel concreto della situazione attuale, sfruttando ogni appiglio, ogni spiraglio, ogni situazione che ci pu&ograve; avvantaggiare, che pu&ograve; accrescere le nostre forze, che pu&ograve; indebolire i sostenitori dell&rsquo;attuale sistema sociale. Non aspettiamo che scoppi la rivoluzione. Costruiamo giorno dopo giorno il Nuovo Potere. Esso giunto ad un certo livello di sviluppo surclasser&agrave;, rovescer&agrave; e sostituir&agrave; il vecchio potere, la Repubblica Pontificia che ci avvelena la vita. La costituzione di un governo di Blocco Popolare favorisce la creazione del Nuovo Potere.</span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%; color: black;">La prima ondata della rivoluzione proletaria ha in definitiva subito una sconfitta. Il movimento comunista cosciente e organizzato mancava della strategia giusta, la Guerra Popolare Rivoluzionaria di Lunga Durata. Quindi non &egrave; riuscito ad instaurare il socialismo in nessun paese imperialista. Quindi tutte le grandi conquiste che avevamo raggiunto, i primi paesi socialisti, dall&rsquo;Unione Sovietica alla Repubblica Popolare Cinese, le abbiamo perse. I vecchi partiti comunisti per lo pi&ugrave; si sono corrotti e vergognosamente dissolti. </span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%; color: black;">Ma in definitiva la prima ondata della rivoluzione proletaria ha lasciato grandi tracce nella coscienza e nell&rsquo;esperienza delle masse popolari. Nonostante tutti gli sforzi della borghesia, del clero e delle altre classi reazionarie, l&rsquo;umanit&agrave; non &egrave; retrocessa al livello precedente. In definitiva dalla prima ondata della rivoluzione proletaria ci &egrave; rimasto un grande laboratorio da cui possiamo e dobbiamo imparare come avanzare e molti elementi per avanzare pi&ugrave; rapidamente e meglio nella seconda ondata della rivoluzione proletaria.</span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">&nbsp;</span></p>
<p style="line-height: normal; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><strong><span>Uno degli insegnamenti della prima ondata della rivoluzione proletaria &egrave; che &egrave; indispensabile un partito comunista come quello che stiamo costruendo! </span></strong></p>
<p style="line-height: normal; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><strong><span>&nbsp;</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><strong><span style="color: black;">Non sono le lotte delle masse popolari che oggi mancano nei paesi imperialisti! Esse si moltiplicheranno e si approfondiranno grazie alla costituzione di un governo di Blocco Popolare e al progredire della rinascita del movimento comunista!</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><strong><span style="color: black;">&nbsp;</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><strong><span>Le masse popolari hanno gi&agrave; incominciato a mobilitarsi, ma possono organizzarsi e far fronte assai meglio di quanto fanno oggi alla condizione di abbrutimento in cui la crisi del sistema capitalista ci ha spinto. Sta a noi comunisti guidarle ad avanzare!</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><strong><span>&nbsp;</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><strong><span>Per uscire dal marasma attuale l&rsquo;umanit&agrave; deve progredire e trasformarsi. Noi comunisti dobbiamo essere i primi a trasformarci.</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><strong><span>&nbsp;</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><strong><span>Siamo entrati in una fase decisiva della nostra lotta per instaurare il socialismo: questo mette ogni comunista alla prova, bisogna avanzare a un livello superiore!</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><strong><span>&nbsp;</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><strong><span>Il futuro prossimo dell&rsquo;umanit&agrave; &egrave; quello che noi costruiamo in questi mesi e nei prossimi uno o due anni!</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><strong><span>&nbsp;</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><strong><span>I problemi che affrontiamo noi nel nostro paese, li affrontano in questa fase in forma analoga anche le masse popolari degli altri paesi, in ogni angolo del mondo: avremo solidariet&agrave; e daremo solidariet&agrave;! </span></strong></p>
<p style="line-height: normal; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><strong><span>&nbsp;</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><strong><span>Un governo d&rsquo;emergenza, formato e sostenuto dalle organizzazioni operaie e dalla organizzazioni popolari pu&ograve; fare da subito quello che non far&agrave; mai nessun governo che riceve il suo mandato dal Vaticano, dagli imperialisti USA ed europei, dai gruppi sionisti, dalle Organizzazioni Criminali, dalla Confindustria e dalle altre organizzazioni padronali!</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><strong><span>&nbsp;</span></strong></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">Le masse popolari organizzate possono fin da subito prendere alcune misure d&rsquo;emergenza per far fronte agli effetti pi&ugrave; devastanti della crisi. Sono misure che implicano anche la soluzione dei problemi dei lavoratori della FIAT. Queste misure infatti si riassumono nelle seguenti sei misure.</span></p>
<p style="text-indent: -18pt; margin-left: 18pt; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">1.<span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span>Assegnare a ogni azienda compiti produttivi (di beni o servizi) utili e adatti alla sua natura, secondo un piano nazionale (nessuna azienda deve essere chiusa).</span></p>
<p style="text-indent: -18pt; margin-left: 18pt; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">2.<span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span>Distribuire i prodotti alle famiglie e agli individui, alle aziende e ad usi collettivi secondo piani e criteri chiari, universalmente noti e democraticamente decisi.</span></p>
<p style="text-indent: -18pt; margin-left: 18pt; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">3.<span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span>Assegnare ad ogni individuo un lavoro socialmente utile e garantirgli, in cambio della sua scrupolosa esecuzione, le condizioni necessarie per una vita dignitosa e per la partecipazione alla gestione della societ&agrave; (nessun lavoratore deve essere licenziato).</span></p>
<p style="text-indent: -18pt; margin-left: 18pt; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">4.<span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span>Eliminare attivit&agrave; e produzioni inutili e dannose per l&rsquo;uomo o per l&rsquo;ambiente, assegnando alle aziende altri compiti.</span></p>
<p style="text-indent: -18pt; margin-left: 18pt; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">5.<span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span>Avviare la riorganizzazione delle altre relazioni sociali in conformit&agrave; alla nuova base produttiva.</span></p>
<p style="text-indent: -18pt; margin-left: 18pt; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">6.<span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span>Stabilire relazioni di collaborazione o di scambio con gli altri paesi disposti a stabilirle con noi.</span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">&nbsp;</span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">Le masse popolari organizzandosi non solo possono far fronte alla crisi e tutelare i loro interessi immediati, ma sono anche in grado di alimentare un clima di solidariet&agrave; diffuso e potente, di dare il via a una nuova epoca di progresso, di dare vita a un&rsquo;umanit&agrave; superiore. L&rsquo;avanzamento verso il socialismo delle masse popolari di un paese aiuter&agrave; le masse popolari degli altri paesi ad avanzare anch&rsquo;esse e si giover&agrave; dell&rsquo;avanzamento verso il socialismo delle masse popolari degli altri paesi.</span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">Gi&agrave; da subito le organizzazioni operaie e delle masse popolari possono fare di pi&ugrave; e molto meglio di quanto gi&agrave; fanno per difendere i loro quartieri, le loro citt&agrave; e il territorio dal degrado, dalla violenza e dall&rsquo;inquinamento generati dalla borghesia, dagli speculatori, dalle Organizzazioni Criminali, dal clero e dai loro servi, per far fronte da subito almeno agli effetti pi&ugrave; gravi della crisi generale del capitalismo.</span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span style="line-height: 150%;">Gli operai della FIAT per mandare a gambe all&rsquo;aria la trappola che Marchionne sta costruendo contro di loro e difendere con successo i loro interessi particolari ed elementari, devono mobilitarsi e mobilitare il resto dei lavoratori e delle masse popolari per instaurare un governo d&rsquo;emergenza di Blocco Popolare. Lo possono fare. Dipende solo da noi comunisti.</span></p>
<p style="line-height: normal; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><span>&nbsp;</span></p>
<p style="line-height: normal; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><strong><span>La crisi generale del capitalismo richiede soluzioni d&rsquo;emergenza!</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><strong><span>Facciamo in modo che esse aprano la via all&rsquo;instaurazione del socialismo e al superamento definitivo del capitalismo!</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><strong><span>Le organizzazioni operaie e le organizzazioni popolari devono costituire un governo d&rsquo;emergenza!</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><strong><span>&nbsp;</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><strong><span style="font-size: 14pt;">Cacciamo il governo Berlusconi!</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><strong><span style="font-size: 14pt;">Instauriamo un governo di Blocco Popolare!</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><strong><span>&nbsp;</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><strong><span>Che tutti quelli che sono gi&agrave; convinti che questa &egrave; la via d&rsquo;uscita dalla crisi del capitalismo, si uniscano, si organizzino e la propagandino, in primo luogo tra gli operai avanzati e gli elementi avanzati delle altre classi delle masse popolari!</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><strong><span>&nbsp;</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><strong><span>Un governo di Blocco Popolare formato e sostenuto dalle organizzazioni operaie e dalle organizzazioni popolari sparse nel territorio, deve prendere in mano il paese!</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><strong><span>&nbsp;</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><strong><span>Le grandi aziende non devono pi&ugrave; essere dei padroni! </span></strong></p>
<p style="line-height: normal; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><strong><span>Le grandi aziende devono essere dei lavoratori e del loro nuovo Stato!</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><strong><span>Alle piccole aziende il governo di Blocco Popolare affider&agrave; commesse perch&eacute; producano quanto necessario e assegner&agrave; loro tutti i rifornimenti di cui hanno bisogno!</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><strong><span>Le aziende non devono pi&ugrave; produrre profitti! Devono produrre beni e servizi per chi lavora! </span></strong></p>
<p style="line-height: normal; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><strong><span>Tutta la societ&agrave; deve essere riorganizzata in conformit&agrave; con questa nuova base!</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><strong><span>&nbsp;</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><strong><span>Compagni, operai, proletari, donne e giovani: arruolatevi nel (nuovo)Partito comunista italiano!</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><strong><span>&nbsp;</span></strong></p>
<p style="line-height: normal; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;"><strong><span>Partecipate alla campagna di organizzazione del Partito, costituite clandestinamente in ogni azienda, in ogni zona e in ogni organizzazione di massa un Comitato di Partito!</span></strong></p>

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