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Date   : Thursday, Mar 12 2009, 12:35pm
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--- Story 5993 ---
Title   : Che tipo di solidarietà con la Palestina?
Subtitle   : 
Topic   : Guerre e Antimilitarismo
Region   : Abruzzo
Type      : Notizie
Language   : Italiano (it)
Author   : C.A.U. - Napoli
Organisation   : Collettivo Autorganizzato Universitario - Napoli
Email   : coll.autorg.universitario a gmail.com
Phone   : 
Address   : http://cau.noblogs.org
Related Link   : http://cau.noblogs.org
Time Posted   : Friday, Feb 6 2009, 8:49pm
--- Summary ---
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">Sembra che ormai si siano spenti i riflettori dei mass media sulla Palestina. Dopo aver distorto quotidianamente anche i pi&ugrave; basilari elementi di verit&agrave;, passano ora semplicemente a nascondere ci&ograve; che succede nei territori occupati dal 1948. Come se fossimo davanti ad una nuova fase, ad un&rsquo;era di pacificazione dopo decenni di conflitto! Noi sappiamo bene che cos&igrave; non &egrave;. Sappiamo bene che la &ldquo;questione arabo-israeliana&rdquo; non &egrave; nata con l&rsquo;aggressione israeliana contro Gaza del 27 dicembre. Sappiamo bene che la valorosa resistenza palestinese lotta da pi&ugrave; di sessant&rsquo;anni contro l&rsquo;oppressione quotidiana, contro uno degli eserciti meglio armati del pianeta, contro un nemico appoggiato senza tentennamenti dall&rsquo;imperialismo statunitense ed europeo. Proprio per questo siamo coscienti che il problema di fondo &egrave; quello dell&rsquo;occupazione. Un&rsquo;occupazione che utilizza tutti i mezzi a sua disposizione senza eccezione alcuna: tutto l&rsquo;arsenale bellico in suo possesso (comprese bombe al fosforo bianco e D.I.M.E.), l&rsquo;arma della &ldquo;disinformazione strategica&rdquo;, l&rsquo;incarceramento degli oppositori politici, l&rsquo;alleanza con U.S.A. e U.E., ecc.. Denunciare non tanto i crimini dell&rsquo;occupazione quanto il crimine che in s&eacute; stessa essa costituisce &egrave; certamente un primo compito che &egrave; necessario assolvere.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">Ma nelle interviste di Silvia Cattori (tratte da rebelion.org), che abbiamo tradotto e che riportiamo di seguito, emerge con estrema forza un&rsquo;ulteriore consegna che ci viene dalla Palestina: lottare con lo scopo di &ldquo;obbligare&rdquo; i governi a farla finita con l&rsquo;appoggio allo stato sionista (questo s&igrave; incondizionato, mentre troppo spesso settori della cosiddetta &lsquo;sinistra rivoluzionaria&rsquo; eccellono nell&rsquo;arte dei distinguo a proposito della resistenza palestinese). La nostra solidariet&agrave; militante deve tradursi in un lavoro quotidiano che miri alla costruzione di un movimento di massa capace di conseguire la fine dell&rsquo;occupazione. Per arrivare a quest&rsquo;obiettivo &egrave; necessario riportare la &ldquo;questione palestinese&rdquo; sui binari giusti. Come afferma uno degli intervistati: <em>&ldquo;La vera causa palestinese &egrave; politica, non umanitaria. La nostra non &egrave; una catastrofe umanitaria naturale! Si tratta di una catastrofe umanitaria organizzata politicamente da Israele e dai suoi alleati!&rdquo;</em>. La nostra risposta non pu&ograve; quindi che essere politica. <em></em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">Il lavoro che abbiamo davanti &egrave; grande. La strada da percorrere &egrave; lunga. Il principale contributo che possiamo offrire alla causa palestinese &egrave; la lotta nelle nostre metropoli in primis contro l'imperialismo di casa nostra.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">Alla lotta!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri;">&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-family: Calibri;">Collettivo Autorganizzato Universitario - Napoli</span></p>
<p>&nbsp;</p>
--- Content ---
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="font-size: 20pt; font-family: Calibri;">Che tipo di solidariet&agrave; con la Palestina?</span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="font-size: 20pt; font-family: Calibri;">Pi&ugrave; lavoro politico fuori dalla Palestina!</span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-family: Calibri;">&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Calibri;">di Silvia Cattori</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Calibri;">Tratto da: <a href="http://www.rebelion.org/noticia.php?id=79848">http://www.rebelion.org/noticia.php?id=79848</a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="font-size: 10pt; font-family: Calibri;">&nbsp;</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">[&hellip;]</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">Abbiamo chiesto ad Omar Barghouti, analista palestinese, di che tipo di appoggio hanno bisogno i palestinesi e cosa si aspettano a riguardo da parte del movimento internazionale di solidariet&agrave;. Ha risposto senza alcun dubbio:</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">&ldquo;Poco tempo fa ho pubblicato un articolo in cui parlavo di ci&ograve; di cui abbiamo bisogno. In sintesi, mi preme dire che l&rsquo;assistenza umanitaria &egrave; buona e necessaria se, e solo se, si accompagna ad un&rsquo;azione politica incessante per mettere fine all&rsquo;occupazione e all&rsquo;apartheid di Israele.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">[&hellip;]</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">&ldquo;I progetti che appoggiano la tenacia dei palestinesi sotto occupazione, siano nel campo della sanit&agrave;, in quello educativo, in quello sociale o anche in quello politico, sono di importanza cruciale e sono sempre indispensabili. Senza questi progetti molti palestinesi, in particolare quelli pi&ugrave; vulnerabili, non potrebbero sopravvivere alla crudelt&agrave; dell&rsquo;occupazione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">Apprezziamo enormemente l&rsquo;appoggio di questi progetti, almeno di quelli che non sono corrotti n&eacute; corruttori, come invece spesso accade.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">Tuttavia, ci&ograve; non significa che siamo convinti che questi progetti, testimoni di appoggio ad una nozione astratta di &ldquo;pace&rdquo;, possano, da soli, far fare passi in avanti alla nostra lotta per la libert&agrave; e la giustizia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">Ci&ograve; si potr&agrave; raggiungere solo mettendo fine all&rsquo;occupazione e all&rsquo;apartheid. E, lo sappiamo per esperienza, il modo pi&ugrave; sicuro, moralmente giustificato, &egrave; trattare Israele cos&igrave; come si tratt&ograve; il Sud Africa, vale a dire applicare a questo stato diverse misure di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni, adattate al contesto. Non esiste maniera migliore di arrivare ad una pace giusta in Palestina ed in tutta la regione&rdquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">[&hellip;]</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">Abbiamo posto le stesse domande ad un ricercatore palestinese di 36 anni, il cui nome teniamo celato per evitare che possa avere problemi. Secondo questa giovane generazione di palestinesi, la miglior forma di solidariet&agrave; che possono fornire gli attivisti internazionali &egrave; politica. E questo lavoro politico deve aver luogo fuori dalla Palestina, nei propri rispettivi paesi.</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">&nbsp;</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">L&rsquo;opinione di un palestinese a Gaza</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;"><span>&nbsp;</span>&ldquo;Sia che siamo d&rsquo;accordo sia che non lo siamo con l&rsquo;azione e l&rsquo;attitudine che questi attivisti internazionali che vengono in Palestina hanno nei nostri confronti, dobbiamo essere accoglienti con tutti loro. Non siamo altro che persone indifese, &egrave; logico che accogliamo amabilmente tutti coloro che giungono qui per solidariet&agrave;. Le persone che soffrono e che si trovano in una posizione di debolezza sono cos&igrave;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">Per&ograve; <strong>la presenza di attivisti internazionali non &egrave; necessariamente ci&ograve; di cui abbiamo bisogno qui. Ci&ograve; di cui abbiamo bisogno &egrave; che lavorino fuori dalla Palestina, non qui. Qui &egrave; compito dei palestinesi.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">Dopo tanti anni siamo un po&rsquo; stufi di questi &ldquo;volontari internazionali&rdquo; o di queste &ldquo;missioni civili&rdquo; che ogni tanto arrivano per mostrare appoggio. Sono atti ripetitivi che non apportano alcun che di positivo alla gente e che non hanno un impatto utile per la nostra causa.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">I risultati di questi attivisti sarebbero molto pi&ugrave; efficaci se esercitassero pressioni su coloro che prendono le decisioni nei loro paesi, per spingerli ad assumersi le loro responsabilit&agrave; affinch&eacute; mettano fine alle sofferenze inflitte a tutta la nostra nazione, vittima di un&rsquo;ingiustificata occupazione delle sue terre.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">La vera causa palestinese &egrave; politica, non umanitaria. La nostra non &egrave; una catastrofe umanitaria naturale! Si tratta di una catastrofe umanitaria organizzata politicamente da Israele e dai suoi alleati!</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">Gli attivisti devono affrontarla politicamente.</span></strong><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;"> Molte associazioni commisurano gli aiuti e mettono in piedi progetti in base a ci&ograve; che conviene loro. Dovreste vedere quali sono le condizioni di un campo profughi! Il caso dei rifugiati, dei profughi, non &egrave; un caso umanitario che necessita dell&rsquo;aiuto di questi attivisti internazionali. No, il caso &egrave; politico. Questa &egrave; la ragione per cui <strong>i movimenti di solidariet&agrave; dovrebbero agire politicamente e non sotto forma di assistenza sul piano umanitario o dei diritti umani. </strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">Se si impegnassero attivamente al di fuori della Palestina nell&rsquo;esercitare pressioni sulle decisioni dei propri governanti con l&rsquo;obiettivo di raggiungere un cambiamento qui, ci&ograve; permetterebbe loro di risparmiare molti sforzi inutili. Questo &egrave; ci&ograve; che &egrave; necessario.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">Gli attivisti del movimento di solidariet&agrave; e dei diritti umani che onestamente vogliono appoggiare la causa palestinese devono fare di pi&ugrave;. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">[&hellip;]</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">Ci&ograve; che &egrave; davvero necessario &egrave; fare in modo che questo messaggio arrivi molto chiaramente alle autorit&agrave; che in ogni paese possono influenzare ci&ograve; che accade in questa parte di mondo. E&rsquo; necessario che ci si rivolga ai propri governi efficacemente, che si chieda perch&eacute; si schierano sempre al fianco di determinati gruppi palestinesi (l&rsquo;Autorit&agrave; Nazionale Palestinese e l&rsquo;Organizzazione per la Liberazione della Palestina) e, al contempo, si rifiutano di appoggiare le autorit&agrave; elette di Hamas, a svantaggio degli abitanti di Gaza, rifugiati a partire dalla pulizia etnica del 1948 e oggi vittime di un occupante che li indebolisce e logora, giorno dopo giorno, psicologicamente, socialmente e politicamente.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">Esistono molte risoluzioni dell&rsquo;ONU a favore dei palestinesi. Ci&ograve; che devono fare in primo luogo gli attivisti &egrave; riprenderle in mano per giungere a risolvere questa questione. Questo &egrave; ci&ograve; di cui necessitiamo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">I politici che prendono le decisioni all&rsquo;ONU, nell&rsquo;UE e negli USA, conoscono perfettamente la situazione della Palestina sotto occupazione israeliana. Ma nessuno di essi far&agrave; nulla finch&eacute; non saranno sottoposti ad un&rsquo;enorme pressione popolare. Quando i movimenti di solidariet&agrave; riusciranno ad agire in questa direzione, ad avanzare in questa prospettiva politica, allora la loro azione sar&agrave; molto utile per il popolo palestinese.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">[&hellip;]</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">Se i vostri governi ed i gruppi di solidariet&agrave; lavorano con i diplomatici ed i rappresentanti di questa Autorit&agrave; Palestinese di Ramallah che opprime il suo stesso popolo ed invita l&rsquo;Egitto ed Israele a chiudere Gaza e ad ucciderci di fame: di cosa stiamo parlando?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">Gli occidentali vedono i palestinesi come rappresentati da Hamas o da Fatah e l&rsquo;OLP. Critichiamo questa tendenza dei governi (ma anche dei responsabili della solidariet&agrave;) a considerare la nostra situazione in termini di un gruppo &ldquo;radicale&rdquo; e di un gruppo &ldquo;moderato&rdquo;, e a fornire aiuto ad uno e non all&rsquo;altro. I palestinesi non sono rappresentati n&eacute; da Fatah n&eacute; da Hamas. La Palestina &egrave; la Palestina, non qualcosa che si pu&ograve; dividere.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">Pertanto, <strong>i movimenti di solidariet&agrave;, coloro che fanno politica, dovrebbero considerare la questione palestinese come un unico corpo, come un&rsquo;unica voce. </strong>Dovrebbero esigere una sorta di revisione della causa palestinese. <strong>Non dovrebbero presentare, come invece fanno, i problemi relazionati con la questione palestinese a partire dal 1967, ma dal 1948.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;"><span>&nbsp;</span><br> <em>Domanda: Allora Lei &egrave; scettico in relazione all&rsquo;utilit&agrave; di quegli attivisti internazionali che dall&rsquo;estate scorsa arrivano a Gaza in nave per rompere il blocco e che chiedono che arrivino volontari per stabilirsi a Gaza per un periodo di tempo prolungato? Non mandano un messaggio politico a favore dei diritti umani degli abitanti di Gaza e dei diritti sulle proprie acque territoriali?</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">&nbsp;</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">I palestinesi di Gaza che da un anno e mezzo sono sottoposte ad un blocco non possono fare altro che accogliere questa solidariet&agrave;. Non possono rifiutarla, hanno bisogno di vedere che all&rsquo;estero ci sono appoggio e preoccupazione per la loro sorte.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">Per&ograve;, molto onestamente, credo che, di fatto, sarebbero bastati i primi &ldquo;attivisti&rdquo; di &ldquo;Free Gaza&rdquo; arrivati a Gaza ad agosto con la prima nave. La loro iniziativa consegu&igrave; l&rsquo;obiettivo: hanno mandato un messaggio al mondo dicendo che a Gaza c&rsquo;&egrave; una popolazione che ha bisogno di aiuto. Lo hanno raggiunto e furono molto ben accolti dal governo di Hamas. Quest&rsquo;iniziativa era sufficiente. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">Temiamo che se questi militanti tornassero periodicamente e rimanessero qui finirebbero per stancare, addirittura per molestare gli abitanti di Gaza. La gente comincerebbe a chiedersi: &ldquo;Che tipo di iniziativa mettono in pratica? Che fanno davvero per noi?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">Gli attivisti internazionali che stanno arrivando a Gaza sotto la bandiera del Movimento &ldquo;Free Gaza&rdquo; sono una sorta di prolungamento delle campagne di solidariet&agrave; che abbiamo gi&agrave; conosciuto durante gli ultimi decenni del conflitto israelo-palestinese. Molti palestinesi li ignorano. Sono conosciuti e apprezzati solo da alcune istituzioni politiche, da alcuni partiti e ONG che sono in contatto col mondo esterno; ci&ograve; &egrave; davvero allarmante. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">La maggior parte delle azioni che hanno portato avanti gli attivisti internazionali in Palestina sono una perdita di tempo e di denaro.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">I palestinesi sono capaci di badare alle proprie vite; sono in grado di far fronte alle proprie difficolt&agrave;. &Egrave; la loro vita: vivono come rifugiati da 60 anni e possono far fronte a questa situazione tragica.</span></strong><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;"> Per ci&ograve; che concerne le navi che portano merci, sono le benvenute nella misura in cui non siano mezzo di strumentalizzazione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">Dopo 60 anni e con le cose che vanno di male in peggio, ci&ograve; che manca ora &egrave; di agire in maniera efficace per metter fine all&rsquo;occupazione. Fuori dalla Palestina dovrebbe realizzarsi un&rsquo;iniziativa decisiva in relazione alla sofferenza dei palestinesi e della loro causa; iniziative politiche che obblighino i detentori delle leve del potere a muoversi nella direzione di porre fine alle atrocit&agrave;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">Le ripeto: il problema pi&ugrave; grande per i palestinesi &egrave; l&rsquo;inattivit&agrave; di quelli che prendono le decisioni in seno alla &ldquo;comunit&agrave; internazionale&rdquo; e il loro pregiudizio in favore delle forze che collaborano con l&rsquo;occupante illegale. Questa inazione &egrave; possibile perch&eacute; <strong>gli attivisti non rispondono in maniera adeguata a ci&ograve; di cui abbiamo bisogno e a ci&ograve; che chiediamo da tanti anni. I militanti del movimento di solidariet&agrave; devono esercitare pressioni sule loro autorit&agrave; ed organizzare manifestazioni di protesta davanti alle sedi dei loro governi, incalzarli.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">Speriamo che tutti quelli che dicono di volerci aiutare dedichino i loro sforzi ed il loro tempo a svolgere questo lavoro di pressione all&rsquo;estero, nei rispettivi paesi, non qui. Solo questa pressione ferma ed instancabile sui governi e sull&rsquo;opinione pubblica in occidente pu&ograve; aiutarci a trovare una soluzione che ponga fine all&rsquo;occupazione coloniale; questa &egrave; la cosa pi&ugrave; importante da fare ora.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">Domanda: L&rsquo;ha sorpresa il fatto che fino ad ora la marina israeliana abbia lasciato passare le navi del movimento Free Gaza, e che invece abbia negato il passaggio alla nave carica di aiuti umanitari inviata dalla Libia e ad una contenente medicinali, proveniente dal Qatar?</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">&nbsp;</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">Lei sa molto bene che se la marina israeliana non vuole lasciar passare una nave, nessuno potr&agrave; penetrare nelle acque territoriali di Gaza.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">Israele controlla tutti gli aspetti della vita dei palestinesi: la terra, il mare, l&rsquo;aria. Lei crede che, se gli israeliani non avessero voluto permetterlo, le imbarcazioni del movimento Free Gaza sarebbero potute entrare e &ldquo;rompere il blocco&rdquo;? E allora di cosa parlano questi organizzatori di Free Gaza? Hanno rotto il blocco? La potenza occupante controlla tutto, anche le navi di Free Gaza.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">[&hellip;]</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">Il ministero israeliano degli Affari Esteri ha affermato che la nave libica &egrave; stata bloccata perch&eacute; l&rsquo;assedio a Gaza &egrave; parte di una pressione politica esercitata su coloro che governano la Striscia, vale a dire Hamas. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">Questa giustificazione data dagli occupanti illegali &egrave; accettata da questi attori internazionali che si limitano ad osservare le cose da lontano senza dar luogo alla pi&ugrave; piccola iniziativa. Ma questa complicit&agrave; non &egrave; propria solo di questi attori internazionali cui non piacciono i governanti di Gaza: purtroppo &egrave; relativa anche ad alcuni governi arabi. E a partiti e gruppi palestinesi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">Domanda: In base alla forma in cui si attuano, le azioni di solidariet&agrave; possono essere controproducenti? Appoggiare un partito e rifiutarsi di fare lo stesso con un altro pu&ograve; contribuire a dividerli?</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">La soluzione a tutti questi problemi &egrave; aiutare i palestinesi ad unirsi e a sedersi ad un tavolo di negoziati; aiutarli a trovare una soluzione alle divisioni e a risolvere i problemi che sono apparsi sulla scena un anno e mezzo fa.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">Il movimento di solidariet&agrave; non deve aggiungere ulteriori difficolt&agrave; a questa situazione terribilmente complicata.&rdquo;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;">Traduzione a cura del Collettivo Autorganizzato Universitario &ndash; Napoli</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;"><a href="mailto:coll.autorg.universitario a gmail.com">coll.autorg.universitario a gmail.com</a></span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri;"><a href="http://cau.noblogs.org/">http://cau.noblogs.org</a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri;">&nbsp;</span></p>
<p>&nbsp;</p>

----------- End of story 5993 Content-----------







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