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Date   : Monday, Mar 23 2009, 10:15am
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Reason   : propaganda

--- Story 6158 ---
Title   : UN FORTE SINDACATO DI CLASSE: CHI LO VUOLE E CHI FINGE DI VOLERLO.
Subtitle   : Da "Il Partito Comunista" n° 333 - gennaio-febbraio 2009
Topic   : Lavoro-non-lavoro
Region   : Internazionale
Type      : Notizie
Language   : Italiano (it)
Author   : Partito Comunista Internazionale
Organisation   : Partito Comunista Internazionale
Email   : icparty a international-communist-party.org
Phone   : 
Address   : 
Related Link   : http://www.international-communist-party.org/ItalianPublications.htm
Time Posted   : Sunday, Mar 22 2009, 7:04pm
--- Summary ---
<p><span style="border-collapse: collapse; font-size: 13px; line-height: 18px;"><a title="http://www.international-communist-party.org/Partito/Parti333.htm" href="http://www.international-communist-party.org/Partito/Parti333.htm">http://www.international-communist-party.org/Partito/Parti333.htm</a></span></p>
--- Content ---
<p><span style="border-collapse: collapse; font-size: 13px; line-height: 18px;">
<p style="margin-top: 0.5em; margin-bottom: 0.9em;">UN FORTE SINDACATO DI CLASSE: CHI LO VUOLE E CHI FINGE DI VOLERLO.</p>
<p style="margin-top: 0.5em; margin-bottom: 0.9em;">Un sindacato di classe &egrave;, da sempre, oltre le ubb&igrave;e correnti, un organismo che si pone il compito di unire i lavoratori di tutte le categorie, per gli stessi e comuni obbiettivi, oggi quelli, evidenti a tutti, che impone la crisi, superando divisioni e pregiudizi per rendere possibile un unico fronte proletario in grado di opporsi all&rsquo;attacco padronale e statale.</p>
<p style="margin-top: 0.5em; margin-bottom: 0.9em;">Questa la reale ed urgente necessit&agrave; che molti lavoratori esprimono, ben comprendendo come, di fronte alle conseguenze della crisi economica, le vertenze di fabbrica sono insufficienti e si impone l&rsquo;organizzazione e la lotta generale per obbiettivi comuni.</p>
<p style="margin-top: 0.5em; margin-bottom: 0.9em;">Questa esigenza &egrave; scaturita chiaramente anche dagli interventi di molti delegati alla seconda assemblea nazionale indetta da Cub, Confederazione Cobas e SdL intercategoriale, che si &egrave; tenuta al Teatro Ambra Jovinelli di Roma il 7 febbraio, con lo scopo di &ldquo;rafforzare l&rsquo;unit&agrave; d&rsquo;azione&rdquo; tra le tre organizzazioni. L&rsquo;assemblea ha visto la partecipazione di un folto gruppo di dirigenti dei tre organismi sindacali di base, oltre a Giorgio Cremaschi della ciggiellina Rete 28 Aprile, una delle componenti della &ldquo;sinistra sindacale&rdquo;, ma soprattutto di diverse centinaia di lavoratori, militanti, delegati Rsu, i quali hanno chiesto a gran voce di superare le divisioni e dare vita ad un&rsquo;unica organizzazione sindacale.</p>
<p style="margin-top: 0.5em; margin-bottom: 0.9em;">Il problema &egrave; che i dirigenti di queste tre organizzazioni sindacali, che pur le presentano ai lavoratori come il punto di aggregazione per la costruzione del sindacato di classe, in realt&agrave; ne bloccano e rimandano la formazione di anno in anno.</p>
<p style="margin-top: 0.5em; margin-bottom: 0.9em;">Ci&ograve; che in realt&agrave; impedisce la unificazione di queste organizzazioni, la proclamazione di comuni obbiettivi e il raggiungimento di un&rsquo;unica disciplina di movimento, non sono problemi di tipo sindacale, nel cui ambito, &ldquo;fra lavoratori&rdquo;, ogni contrasto &egrave; superabile, specie nell&rsquo;odierno precipitare della crisi, ma inconfessabili tornaconti nei piccoli giri del politicantismo. Ognuna di queste organizzazioni sindacali &egrave; diretta e controllata, o contesa, fra determinati partiti, gruppi e correnti politiche. Questi partiti, tutti parlamentari o ex, sono &ldquo;comunisti&rdquo; e &ldquo;proletari&rdquo; solo di nome, e la loro prima preoccupazione, ed unica in quest&rsquo;ambito, &egrave; quella di non perdere influenza all&rsquo;interno della &ldquo;loro&rdquo; organizzazione sindacale. A parole parlano di unit&agrave;, dichiarano di voler, &ldquo;domani&rdquo;, costruire un sindacato di classe; in realt&agrave; hanno sempre messo paletti e sbarramenti per difendere ognuno il proprio orticello, nel timore che, unendoli, un&rsquo;altra consorteria potrebbe prevalere.</p>
<p style="margin-top: 0.5em; margin-bottom: 0.9em;">I partiti che hanno la direzione delle organizzazioni sindacali di base (e si diffidi soprattutto di quelli che rivendicano la &ldquo;indipendenza dai partiti&rdquo;), a causa del loro programma che &egrave; democratico-borghese ed in realt&agrave; anti-comunista, non solo non possono svolgere il compito di agevolare la rinascita del sindacato di classe, ma sono l&igrave; ad impedirla. Non &egrave; nemmeno tenuto nascosto che i dirigenti, tutti ormai sindacalisti &ldquo;di mestiere&rdquo; e con distacchi a vita, si comportano con le organizzazioni come se fossero cosa loro e non si vergognano di strapazzarle pubblicamente e a piacimento in totale disprezzo di ogni regola e finalit&agrave;.</p>
<p style="margin-top: 0.5em; margin-bottom: 0.9em;">Non si spiega altrimenti come il difficile impegno prodigato contro corrente per decenni da tanti militanti, nelle categorie e nei posti di lavoro, con dedizione e spesso sacrificio, non sia riuscito a mettere insieme che una rissosa consorteria di micro-sigle devastate da una serie interminabile, ed evidentemente interminata, di scissioni, i motivi delle quali sono comprensibili solo agli &ldquo;iniziati&rdquo;.</p>
<p style="margin-top: 0.5em; margin-bottom: 0.9em;">Noi sappiamo che solo un partito veramente comunista, espressione della sola classe operaia e che in essa gi&agrave; rappresenta la sua negazione post-salariale, che solo il nostro partito potr&agrave; anticipare, accompagnare e assecondare, senza contraddizioni, la lotta per la difesa delle condizioni immediate di vita e di lavoro del proletariato; noi sappiamo che questa lotta, prima parziale e limitata, &egrave; destinata ad allargarsi, a diventare lotta generale di classe; noi sappiamo che questa lotta, anche sul piano difensivo, non potr&agrave; essere condotta sul piano della legalit&agrave; ma dovr&agrave; forzatamente rompere la legalit&agrave; borghese, che impone margini sempre pi&ugrave; stretti al movimento dei lavoratori (come dimostrano anche i recenti provvedimenti contro lo sciopero nel settore trasporti); noi sappiamo che questa lotta sindacale, ad un certo grado di estensione ed energia, trapasser&agrave; necessariamente in lotta politica per l&rsquo;abbattimento del regime capitalistico e l&rsquo;instaurazione della dittatura del proletariato.</p>
<p style="margin-top: 0.5em; margin-bottom: 0.9em;">Noi comunisti rivoluzionari questo lo sappiamo, e per questo affermiamo che &egrave; dannoso e stupido cercare di imporre una definizione di tipo politico-ideologico alle organizzazioni sindacali. Scopo del sindacato di classe &egrave; inquadrare per la lotta quanti pi&ugrave; lavoratori possibile. Non &egrave; &ldquo;tingendoli di rosso&rdquo;, trasformando i sindacati in &ldquo;partiti operai&rdquo;, che si pu&ograve; raggiungere questo obbiettivo.</p>
<p style="margin-top: 0.5em; margin-bottom: 0.9em;">I partiti si definiscono dalla ricchezza e completezza del loro programma che scaturisce e fa riferimento ad una sola classe; ma in essi milita una minoranza di individui, appartenenti a tutte le classi; i sindacati hanno un rudimento di programma, duro ed essenziale, ma ad essi aderisce la maggioranza dei lavoratori, e solo lavoratori. I due piani sono entrambi necessari alla lotta della classe operaia, sono s&igrave; utilmente comunicanti, ma hanno tempi e funzioni diverse e debbono restare distinti. &Egrave; solo per la confusione imperante in questo campo nel sinistrume, dagli anarchici ai post-sessantottini, che si vanno a perorare &ldquo;alleanze politiche&rdquo; con tutti, impossibili e interclassiste, che finiscono per confondere e indebolire e non rafforzare il movimento.</p>
<p style="margin-top: 0.5em; margin-bottom: 0.9em;">Saranno le nuove generazioni di lavoratori, spinti dall&rsquo;intollerabile peggioramento delle loro condizioni, a trovare la forza e la determinazione per liberare le loro organizzazioni da questi metodi, che sono quelli tipici del sindacalismo di regime, come per esempio le iscrizioni per delega. Dal risorto movimento difensivo della classe sorgeranno i suoi nuovi dirigenti, che energicamente dovranno far pulizia dei veti incrociati e degli interessi particolari, propri di quello che, nella nostra secolare tradizione, definiamo &ldquo;opportunismo&rdquo;.</p>
<p style="margin-top: 0.5em; margin-bottom: 0.9em;">Partito Comunista Internazionale</p>
<p style="margin-top: 0.5em; margin-bottom: 0.9em;"><br><span style="color: #003399; font-weight: bold;"><br></span></p>
</span></p>

----------- End of story 6158 Content-----------







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