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Sab 2 Maggio 2009 02:32:13 PDT
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Date : Saturday, May 2 2009, 11:32am
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Reason : <not specified>
--- Story 6405 ---
Title : PRIMO MAGGIO 2009
Subtitle : PER LA DIFESA INTRANSIGENTE DELLE CONDIZIONI DI VITA E DI LAVORO DEL PROLETARIATO! PER IL COMUNISMO!
Topic : Altro
Region : Internazionale
Type : Notizie
Language : Italiano (it)
Author : Partito Comunista Internazionale
Organisation : Partito Comunista Internazionale
Email : icparty a international-communist-party.org
Phone :
Address :
Related Link : http://www.international-communist-party.org/ItalianPublications.htm
Time Posted : Friday, May 1 2009, 8:07pm
--- Summary ---
<p>Volantino diffuso alle manifestazioni per il Primo Maggio</p>
--- Content ---
<p><span style="border-collapse: collapse; font-size: 11px; line-height: 15px;">
<p style="margin-top: 0.5em; margin-bottom: 0.9em;">PER LA DIFESA INTRANSIGENTE DELLE CONDIZIONI DI VITA E DI LAVORO DEL PROLETARIATO!<br>PER IL COMUNISMO!</p>
<p style="margin-top: 0.5em; margin-bottom: 0.9em;">COMPAGNI, LAVORATORI!</p>
<p style="margin-top: 0.5em; margin-bottom: 0.9em;">Questo Primo Maggio 2009 vede il capitalismo giunto alla sua crisi storica, che è assai peggiore delle precedenti. Le cause della crisi sono dovute alla sovrapproduzione di capitale e di plusvalore. Ciò non significa che la società non si potrebbe sviluppare ancora, ma è solo il capitale che non riesce a continuare ad accrescersi, senza misura. Nella crisi generale del capitalismo l'abbondanza genera la penuria. Il capitale, a causa della enorme sua ricchezza e della massa dei mezzi di produzione già accumulati, non riesce più a trarre ulteriore plusvalore dallo sfruttamento del lavoro. Nella crisi diventa evidente il contrasto fra le forze produttive e i rapporti di produzione, dando luogo all'antitesi di interessi ed alla lotta di classe fra i proletari e la borghesia dominante.</p>
<p style="margin-top: 0.5em; margin-bottom: 0.9em;">Oggi in tutti i paesi il regime capitalistico reagisce alla sua crisi aumentando l'oppressione di classe. Gli Stati borghesi si preparano allo scontro sociale promulgando leggi sempre più restrittive contro gli scioperi, appoggiandosi alle grandi confederazioni sindacali fedeli al regime e ai falsi partiti operai.</p>
<p style="margin-top: 0.5em; margin-bottom: 0.9em;">Lo sfruttamento capitalistico si intensifica mese dopo mese e le famiglie proletarie vedono il salario scendere. Cresce la massa dei disoccupati, di quell'esercito di riserva che nelle fasi di crisi si gonfia a dismisura, con l'effetto di tenere bassi i salari, di esercitare una potente arma di ricatto sui lavoratori occupati.<br>In questa situazione, i proletari devono tenere in primo luogo a difendersi riprendendo la via della lotta, recuperando l'arma degli scioperi, decisi ed estesi oltre le categorie, i settori, le località, e del loro coordinamento ed organizzazione in un Sindacato di classe sempre più centralizzato e diffuso, col blocco della produzione ed unione effettiva di occupati e disoccupati. Occorre una organizzazione sindacale territoriale per arrivare ad uno sciopero generale, senza preavviso e senza limiti di tempo e di spazio, aggregandosi intorno a quelle che sono le vere rivendicazioni operaie. È necessario che già da ora si formino organismi sindacali di classe che, fuori e contro i sindacati di regime CGIL-CISL-UIL-UGL, tendano ad organizzare i lavoratori superando le divisioni fomentate dal regime (pubblici e privati, giovani e vecchi, precari e "garantiti", indigeni e immigrati).</p>
<p style="margin-top: 0.5em; margin-bottom: 0.9em;">Gli odierni rapporti di produzione sono protetti dal potere dello Stato borghese, che qualunque sia la forma del sistema rappresentativo e l'impiego della democrazia elettiva, costituisce l'organo per la difesa degli interessi della classe capitalista.<br>Il regime capitalistico conosce storicamente un solo modo per superare la sua sovrapproduzione: scatenare una nuova guerra mondiale che distrugga apparati industriali, infrastrutture, merci e apra la strada ad una nuova divisione del mondo tra nuovi imperialismi. Il proletariato ha già subito le conseguenze di due guerre mondiali, quella del 1914-1918, prodotta dalla crisi economica di inizio Novecento, e quella del 1939-1945, causata dalla crisi del 1929. I lavoratori non possono accettare di essere scagliati contro i loro fratelli in un nuovo macello imperialista, per permettere a questo regime di sfruttamento e di rapina di sopravvivere a se stesso!</p>
<p style="margin-top: 0.5em; margin-bottom: 0.9em;">La lotta sul piano economico quindi non basta per distruggere il regime del capitale con le sue insanabili contraddizioni. Se al Sindacato di classe spetta il compito di unire ed inquadrare le energie proletarie, al Partito Comunista Rivoluzionario ed Internazionalista spetta quello di condurre il proletariato alla realizzazione del suo programma storico: abbattimento del potere borghese, instaurazione della dittatura proletaria, distruzione dei rapporti di produzione capitalistici.</p>
<p style="margin-top: 0.5em; margin-bottom: 0.9em;">Per la riduzione drastica dell'orario di lavoro a parità di salario!<br>Per aumenti salariali, maggiori per le categorie peggio pagate!<br>Per il salario pieno ai disoccupati!<br>Per il rifiuto di ogni concertazione, compatibilità e sacrificio in nome dell'economia nazionale!<br>Per la rinascita del sindacato di classe!</p>
<p style="margin-top: 0.5em; margin-bottom: 0.9em;">PARTITO COMUNISTA INTERNAZIONALE</p>
<p style="margin-top: 0.5em; margin-bottom: 0.9em;"><a title="www.international-communist-party.org" href="http://www.international-communist-party.org/">www.international-communist-party.org</a><br><span style="color: #003399; font-weight: bold;"><br></span></p>
</span></p>
----------- End of story 6405 Content-----------
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