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Mer 6 Maggio 2009 02:16:45 PDT
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Date : Wednesday, May 6 2009, 11:16am
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--- Story 6411 ---
Title : Ecco gli edifici pubblici vulnerabili di Pescara: ci sono l’ospedale e gli asili
Subtitle :
Topic : Ecosistemi
Region : Pescara
Type : Altri Media
Language : Italiano (it)
Author : Radisol
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Time Posted : Monday, May 4 2009, 10:42pm
--- Summary ---
<p><strong>CRITICITA’ STRUTTURALI /</strong> PESCARA. La stessa mappa delle criticità strutturali che nel 2006 è stata redatta dalla Regione per gli edifici dell’Aquila è stata fatta per tutti i comuni d’Abruzzo. Che cosa c’è scritto e cosa è stato fatto?</p>
--- Content ---
<p>E dopo la scossa del 6 aprile scorso proprio a quello studio è stato possibile dare maggiore credibilità per i successivi crolli disastrosi “annunciati” come quelli della prefettura, della casa dello studente o dei problemi dell’ospedale San Salvatore.<br />Anche gli edifici pubblici di Pescara sono stati passati in rassegna. Qui la zona sismica di riferimento è classificata con il numero 3 e sicuramente una scossa forte e devastatrice come quella del capoluogo (classificata erroneamente con il 2 invece che 1) di regione è quasi impossibile. <br />Ma è bene vedere quali e quante sono state le criticità messe in evidenza due anni fa. Sarebbe poi interessante che qualcuno riferisse se questi allarmi o indicazioni su edifici con vulnerabilità sismiche sono stati recepiti e si sono effettuati lavori straordinari per sanarli. Se non altro perché in ballo c’è la sicurezza dei cittadini e un gruzzolo indifferente di denaro pubblico. <br />L’ospedale civile di Pescara è stato controllato in 35 tranches diverse: in 12 casi (non si chiarisce quali siano i reparti) sono state riscontrate criticità strutturali. In 11 casi la manutenzione riscontrata è stata «scarsa» e solo in 1 caso su 34 (il vecchio palazzo dove ora c’è la direzione sanitaria), si è registrato un intervento di tipo strutturale. Si legge «ampliamento», un lavoro che risale comunque al 1963. <br />In tutti i casi si evidenzia la presenza di pubblico, un via vai giornaliero che va dalle 10 alle 400 persone. In due casi si evidenzia anche il tipo di segnalazioni pervenute e si parla di «cedimento fondale sullo spigolo est» e «cedimento fondale su lato ovest».<br />Criticità strutturali sono state riscontrate anche al palazzo in cemento armato di otto piani del genio Civile di via Largo dei Frentani, costruito tra il 1962 e il 1969, trovato però in «buono» stato di manutenzione.<br />Stessi problemi al palazzo ex poste ufficio provinciale decentrato di via passo Lanciano,75. Un prefabbricato di cemento armato di 5 piani costruito tra il 1980 e il 1988. <br />Lo stato della manutenzione riscontrata venne definita «buona».<br />Criticità anche al Teatro D’Annunzio di via Cristoforo Colombo costruito tra il 1999 e il 2000. Nonostante la struttura fosse nuova lo stato della manutenzione venne classificata «scarsa».<br />L’analisi non è andata meglio al Museo Cascella di viale Marconi, 45, al Museo d’Arte moderna di via Gramsci 30 e al museo delle Genti d’Abruzzo (costruito tra il 1500 e il 1700). <br />In tutti e tre i casi la relazione segnala «criticità strutturali».<br />La manutenzione venne però definita «buona».<br /><br />Alla rimessa dei mezzi comunali di via Fonte romana stesse criticità strutturali e manutenzione «scarsa» riscontrata nei due complessi da un piano ciascuno costruiti tra il 1945 e il 1985.<br />La manutenzione venne definita «scarsa». <br /><br />Anche il settore sportivo della città entrò nella lista nera tra questi il palazzetto dello sport di via Pepe, il pattinodromo di via Maestri del Lavoro, nonostante una manutenzione straordinaria nel 2004.<br />Nella lista ci sono anche le Tribune dello Stadio Adriatico costruite nel 1978 trovate però in «buono» stato di manutenzione probabilmente grazie ai lavori del 2004. Oggi lo stadio è oggetto di ristrutturazione. Secondo le previsioni di allora per sanare le vulnerabilità sismiche potevano bastare 8 milioni di euro. I lavori di oggi sono costati 12 milioni ma chissà se si è pensato al rischio sismico.<br />Altre criticità anche al Municipio di via Largo Madonna e al Museo delle Arti sempre a Largo Madonna. <br />Non mancano gli asili nido: criticità sono state riscontrate in quello in via Rigopiano, all’asilo nido in via Mezzanotte, in quello in via del Santuario, in via Colle Marino, via Benedetto Croce, tutti costruiti tra il 1978 e il 1980, tutti in «buono» stato di manutenzione e oggetto di una manutenzione straordinaria nel 2004. <br />Risulta non esente da criticità anche il Municipio di piazza Italia costruito tra il 1926 e il 1930. Dopo quella data non viene registrato alcun tipo di lavoro. <br /><br /><strong><strong>SOLDI PER GLI ADEGUAMENTI</strong><br /></strong><br />Quanti soldi servivano, secondo lo studio, per risolvere le criticità strutturali dei palazzi pubblici della città e provvedere all’adeguamento strutturale degli edifici?<br />Per l’ospedale non sarebbero bastati 70 milioni di euro per tutto l’adeguamento ma alla voce “importo finanziabile” si arriva a mala pena a 20 milioni di euro. Sono stati chiesti quei soldi? Ed i lavori sono stati effettuati? <br /><br />22 milioni di euro anche per le facoltà della D’Annunzio di viale Pindaro (dei quali finanziabili poco meno di 8 milioni) che però non erano state inserite nella lista degli edifici con criticità strutturali.<br /><br />Per il municipio ne sarebbero serviti oltre 9 di milioni per le modifiche strutturali (appena 2,7 finanziabili), poco più di 1 milione invece per gli asili nido (ma la cifra finanziabile non arriva nemmeno a 200 mila euro).<br />Come detto 8 milioni di euro anche per le Tribune dello stadio Adriatico, (meno di 2 milioni finanziabili).<br />Stessa cifra anche per il pattinodromo (finanziabile al massimo con 2,3 milioni di euro).<br />3 i milioni per l’adeguamento strutturale dei musei (meno della metà finanziabile), 666 mila euro per il teatro, oltre 3 milioni di euro per il palazzo del genio civile.<br /><br />04/05/2009 <br /><br /><a href="http://www.primadanoi.it/DOCUMENTI_LINK/PESCARA_edifici_rischio_sismico.png" target="_blank"><strong><span style="color: #000099;">L'ELENCO COMPLETO DEGLI EDIFICI VULNERABILI DI PESCARA</span></strong></a></p>
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--- Attachment 3474 ---
Time Posted : Monday, May 4 2009, 10:42pm
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--- Comment 7793 ---
Title : In poche parole
Author : mariofranco
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Time Posted : Monday, May 4 2009, 11:00pm
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<p>In poche parole c'è da demolire e ricostruire l'Abruzzo, tutto a spese dei soliti noti, mentre i soliti ignoti si arricchiscono sempre di più e ci faranno fare anche le feste sulle disgrazie.</p>
--- Comment 7799 ---
Title : Pescara - Le palazzine della vergogna
Author : Alessandra Lotti
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Time Posted : Tuesday, May 5 2009, 7:57pm
--- Comment Content ---
<p>PESCARA. Adesso sono arrivati proprio al punto di non ritorno: i 300 residenti della palazzine di via Caduti per Servizio 7, 9, 11, 13, 15 e 17 non hanno più la pazienza di aspettare. Per questo stamattina si sono dati appuntamento, insieme all’associazione Codici che guida la loro protesta, davanti al Comune: una piccola rappresentanza di un centinaio di persone chiede per l’ennesima volta all’amministrazione cittadina di intervenire, e di fare in fretta.<br><br>Già, perché anche i vigili del fuoco hanno certificato i rischi che si corrono a continuare a vivere in quei palazzi se non ci saranno rapidi interventi strutturali.<br>Il Comune e la Prefettura hanno ricevuto entrambi copia della relazione del vice comandante provinciale Massimo Barboni, spedita dal coordinatore di Codici Domenico Pettinari, ma non hanno fatto niente. <br>«Nessuno si è fatto sentire», assicura Pettinari. «Nemmeno il prefetto che per quanto non sia competente in materia dovrebbe intervenire quando è a rischio l’incolumità dei cittadini».<br>In un appartamento al civico 15, secondo piano, la notte del 6 aprile si sono create delle lunghe crepe sul pavimento. Il giorno dopo, con la scossa delle 19.45 il pavimento ha tremato ancora: «Abbiamo sentito le mattonelle che si sollevavano», racconta l’inquilina esasperata. Ma di crepe qui se ne trovano ovunque: nei saloni, tra una foto di Gianni Morandi e della comunione dei bambini, nelle camere da letto e in cucina. <br>Per non parlare delle travi portanti che somigliano a tanti grissini rosicchiati. E si aspetta, tra la paura e l’insofferenza. <br><br><strong>LA RELAZIONE DEI VIGILI</strong><br><br>Ma perché aspettare, si domandano gli inquilini, se anche i vigili del fuoco nell’ultimo sopralluogo hanno detto che la situazione è critica?<br>Il documento porta la data del 7 aprile, il giorno dopo il terremoto dell’Aquila.<br>Si legge nel verbale: nelle «travi e nei pilastri a vista si sono rilevate diverse zone, anche di dimensioni estese, dove i ferri dell’armatura risultano scoperti e ossidati. Questa situazione», ha scritto Barboni, «se non sanata con estrema urgenza potrebbe causare seri problemi strutturali all’edificio con conseguente pericolo per gli abitanti». <br>Si spiega più avanti che «al momento non si ritiene sussistano imminenti pericoli per la staticità» ma visto che le scosse non si arrestano «lo stato di degrado potrebbe aggravarsi» e «compromettere la resistenza delle strutture».<br><strong><br>IL DEGRADO REGNA SOVRANO<br></strong><br>Ed entrando nelle palazzine, anche quelle che esternamente sono state ritinteggiate e sembrano perfette, ci si scontra con uno scenario desolante. <br>Le infiltrazioni d’acqua negli androni, lungo le scale e nelle abitazioni, hanno fatto crollare intonaco e tinteggiatura. In alcuni casi si sono staccate anche le mattonelle. Nelle pareti ci trovi dei buchi dove si può infilare mezza mano, gli ascensori sono fuori uso. <br>«Manca evidentemente un adeguato sistema di isolamento e di raccolta dell’acqua piovana», spiega Pettinari. «Le infiltrazioni maggiori si registrano nei balconi. Lì bisogna armarsi di secchio e santa pazienza per contrastare il fenomeno». E ne sa qualcosa la signora del terzo piano, 77 anni e un marito di 88 anni da accudire, che tutte le mattine deve fare i conti con l’allagamento del suo balcone.<br>Ma ci sono anche lesioni più gravi: «in varie zone c’è stato un abbassamento del solaio del piano terra», spiega ancora Pettinari, «e i parapetti dei balconi sono ridotti male». Basta alzare lo sguardo per rendersene conto. <br>Per i civici 7, 9, 11, spiega sempre l’associazione Codici, il Comune ha provveduto alla tinteggiatura «senza intervenire minimamente sulle strutture portanti e sulla staticità dei fabbricati».<br>E bisogna ammettere che esternamente è stato fatto proprio un bel lavoro: chi si è occupato di dare una mano di vernice alla facciata di questi casermoni è riuscito a depistare gli occhi più critici. Ma basta attraversare il portone d’ingresso per accorgersi che è tutta apparenza.<br>Per i palazzi al numero 13,15, 17 sono stati appaltati lavori per 60 mila euro.<br>«Anche in questo caso», puntualizza Pettinari, «si darà soprattutto una ritinteggiata. Basta vedere gli importi ufficiali: per il consolidamento delle strutture portanti e dei ferri d'armatura il Comune ha stanziato 61,68 euro più altri 352,05 euro».<br>Nei giorni scorsi l’associazione aveva lanciato un ultimatum al vice sindaco Camillo D’Angelo. Ma l’amministrazione ha fatto finta di nulla e ai residenti non è rimasto altro da fare che presentarsi davanti al palazzo di città per manifestare la loro indignazione. <br><br>Alessandra Lotti 05/05/2009</p>
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--- Attachment 3476 ---
Time Posted : Tuesday, May 5 2009, 7:57pm
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--- Comment 7800 ---
Title : LA PROTESTA DI QUESTA MATTINA
Author : m.r.
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Time Posted : Tuesday, May 5 2009, 8:01pm
--- Comment Content ---
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Questa mattina, davanti al Comune di Pescara, a far sentire la propria voce per chiedere «un intervento immediato» c’erano tante persone che abitano quelle palazzine fatiscenti. Madri e padri di famiglia con cartelli molto chiari in mano: «promesse, promesse, 7 anni di promesse» ed ancora «le nostre case crollano». </strong></p>
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<p><br>Sempre più agguerrito con il megafono in mano, c’era chi da anni cerca di tutelare questi cittadini: il segretario provinciale di Codici, Domenico Pettinari.</p>
<p><br>La metà da raggiungere per i manifestanti era di «parlare con il sindaco» ed arrivare a soluzioni efficaci, concrete e non più procrastinabili. Subito viene risposto che il sindaco era fuori e che in sua rappresentanza c’era il direttore dell’area tecnica dei lavori pubblici, Luciano Di Biase.</p>
<p><br>«Ma scherziamo? Non c’è il rischio crollo, le palazzine sono agibili», ha esordito in modo infastidito Di Biase, incalzato dai cittadini che hanno ribattuto «ma lei le ha lette le relazioni dei vigili del fuoco? Non le sono arrivate?».</p>
<p><br>Di Biase, che partecipava per capire le motivazioni della protesta, non ha nascosto di non averle mai lette e ha dato un’occhiata veloce al testo sul momento. «Beh qui dicono che noi dobbiamo intervenire, ma non c’è il pericolo crollo. Noi non siamo matti da voler mettere in pericolo la salute delle persone». Poi però subito rivede la sua linea e cerca di rassicurare i cittadini dicendo che: «il Comune ha già predisposto dei finanziamenti e stanno studiando la situazione».</p>
<p><br>Alla parola “studiare” sono andati su tutte le furie i manifestanti esasperati, capeggiati da Domenico Pettinari, che hanno preteso una soluzione tempestiva «da prendere su queste scale».<br><br>Sono stufi di promesse, discussione e tavoli per dibattere, i cittadini hanno vogliono che qualcuno risolva i problemi dopo anni di silenzio. Ora la voce di Di Biase che ha rotto il silenzio c’è stata ma la “soluzione” resta sempre: «la discussione». Qualche cittadino arrabbiato ha concluso: «i soldi per le inaugurazioni ci sono, per le nostre palazzine no. Basta con le operazioni di facciata».<br><br>05/05/2009</p>
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