[Imc-liguria] report manif 12 dic genova

ckimil a flippati.org ckimil a flippati.org
Ven 12 Dic 2008 13:21:23 PST


ho fatto sto report come indy liguria sulla manif

Un passo avanti…
Report dello sciopero generalizzato del 12 dicembre a Genova


Il tempo concede una tregua il giorno dello sciopero generale e noi ne
approfittiamo per tornare in strada.
Tre cortei si congiungono e sfilano in un una mobilitazione “colorando”
la sede della Confindustria, occupando la sopra-elevata dall’accesso da
piazza Dante fino alla Foce e continuando fino alla stazione di Brignole,
passando vicino ad un ufficio commerciale che funge da “rappresentanza”
a Genova del governo greco, esponendo uno striscione in solidarietà con
Alex.
Ancora una volta non sapevamo dove saremmo approdati, ma decisi a praticare
l’obiettivo: bloccare la città.
I numeri sono più ridotti delle mobilitazioni precedenti, senz’altro una
conseguenza della censura mediatica degli stessi organi di informazione che
poco tempo fa riempivano pagine e servizi on line di reportage sul
movimento, oltre ad un po’ di stanchezza fisiologica dopo più di due
mesi di iniziative, e alla difficoltà di far emergere unitariamente una
alternativa all’organizzazione sindacale confederale.
Dopo i bagni di folla precedenti bisogna riflettere su come continuare e
darsi una prospettiva, questa volta eravamo in meno di quanto volessimo ma
di più di quanto i becchini del movimento desideravano che fossimo.

Alcuni studenti a Balbi 4 entrano nonostante i picchetti, alcuni
professori, un paio, offrono una palese dimostrazione della loro miseria
umana di crumiri vocianti “spettacolarizzando” il loro dissenso con
voci stridule, poi porta e cancello rimangono chiusi… 
Sono state settimane comunque di volantinaggi e attacchinaggi di fronte ai
posti di lavoro, nei centri commerciali, nelle stazioni, nelle università,
nelle scuole, di incontri in cui una parte importante del sindacalismo più
combattivo e aperto al movimento ha incontrato gli studenti, nel mentre tre
università (scienze politiche, lettere e filosofia e scienze della
formazione) continuavano le occupazioni, ed erano spesso gli studenti, ma
sarebbe meglio dire studenti-lavoratori, che veicolavano agli operai la
comunicazione dello sciopero del 12…
Insomma il precariato sociale s’è mosso e l’incontro con altre
porzioni sociali che stanno pagando la crisi è solo questione di tempo,
molto si deciderà sulla capacità di tenuta di chi ha deciso di sfilare
dietro uno striscione unitario senza bandiere “sciopero generale: noi la
crisi ve la creiamo”.
Tutte le anime del movimento si sono espresse confrontandosi passo passo
anche nella manifestazione stessa. 

Una parte del corteo composta dai centri sociali  è partita da piazza
Montano a Sampierdarena portando con sé alcuni giovani migranti
sudamericani, chicos,  e incontrando più avanti alcuni lavoratori portuali
che si sono staccati dal corteo della CGIL, unendosi agli studenti medi
partiti da Principe dell’UDS e del CAOS e quelli universitari da Balbi
che sono confluiti in Corvetto con i lavoratori che hanno aderito alla
sciopero di Conf.Cobas, CUB, SDL-intercategoriale e USI e agli esponenti di
SOS scuola.
Da piazza Corvetto fino alla sede padronale abbellita con alcuni vivaci
schizzi di vernice e poi verso De Ferrari e poi in piazza Dante, dove il
dirigibile “rivolta” costruito dal movimento con bacchi di plastica e
palloncini è stato abbandonato verso il suo destino cosmico con la
missione di salutarci Laika. 
Abbiamo visto persone guardare incuriosite e ascoltare gli interventi al
microfono dell’amplificazione, in particolare alcuni lavoratori che
provenivano dal comizio della CGIL, altri che lavoravano nei cantieri
stradali fermarsi per un poco allo sfilare della manifestazione, altri
guardare in direzione della sopra-elevata dove un corteo affiancava le
scatolette di plastica e metallo del traffico intasato.
Ancora una volta la cooperazione dal basso ha dato i suoi frutti rendendo
visibile una ipotesi alternativa di mobilitazione in cui studenti, precari,
lavoratori “garantiti” si potessero riconoscere, un dato fondamentale
rispetto alla crisi montante che vede sempre più precari lasciati a casa,
sempre più lavoratori in cassa integrazione, sempre meno sbocchi
occupazionali e con la CGIL che chiama ad uno sciopero di sole 4 ore!
La lotta continua…






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