[Imc-liguria] report & ftr

imc-liguria imc-liguria a lists.indymedia.org
Ven 23 Set 2011 04:01:35 PDT


 assemblea del 22 settembre

 1 - l'assemblea si terrà ogni giovedì dalle 18.30, l'apertura 
 settimanale del media center invece il martedì dalle 18 alle 20, al 
 minimo. Chi farà apertura deciderà di volta in volta se comprare casse 
 di birre e smangini (in cassa qualche soldo c'è).
 2 - sul sito salirà a breve una ftr sul problema movida (vedi sotto); 
 per aggiunte e modifiche o adesso o mai più!
 3 - Non appena ci sarà all'imc il nuovo opuscolo dei milanesi di 
 scienze politiche (il numero 2 di Oltre l'onda) potremo riflettere sulla 
 possibilità di farne una presentazione a genova in periodo autunnale.
 4 - Su internet si trova facilmente un documento in inglese di analisi 
 sul movimento delle assemblee popolari in grecia, sulla scia del 
 movimento degli indignados in spagna (PRELIMINARY NOTES TOWARDS AN 
 ACCOUNT OF THE “MOVEMENT OF POPULAR ASSEMBLIES”). In vista della 
 mobilitazione del 15 ottobre a roma potrebbe essere utule leggerlo e 
 magari tradurlo, come spunto di dibattito e riflessione.
 5 - Il ripostiglio di indy si sposta. L' ex "cucinino popolare", ex 
 "radio di movimento", ex "stanzino del baratto" diventa uno "sportello 
 legale per il diritto all'abitare" degli uniticontrolacricca (nonostante 
 di spazi dove non fare niente sembra ce ne abbiano già abbastanza). 
 Comunque come nuovo ripostiglio di indy verrebbe liberato lo stanzino al 
 lato opposto già appartenuto al primo humpty dumpty

 mi pare di essere stato esauriente

 E.


 VIVI E LASCIA VIVERE
 Una questione di rispetto intorno alla Movida genovese

 Anche stanotte addormentarsi è stato un problema. Un gran vociare di 
 ragazzi, qualche schiamazzo a sovrastare il brusio del gregge, cori ed 
 ebbrezza che per il quartiere diventano prevaricazione. Col tempo ci si 
 prova a fare il callo, abitando nel labirinto popolare del vicolame 
 genovese. Il fine settimana chi può non torna a casa, oppure fa l’alba. 
 D’estate staziona molta meno gente in giro, ma ogni sera, fino a tarda 
 notte. Poi la nettezza urbana scarica la gran quantità di plastica e 
 vetro riversa nelle strade.

 Si lamentano gli artigiani che ritrovano la mattina le serrande 
 piegate, l’arredo urbano divelto. Si lamentano i lavoratori che hanno la 
 sveglia regolata presto all’indomani. Ma si lamentano anche, dopo un 
 gavettone in testa, quei pazzi ragazzi che non hanno più  (o non hanno 
 mai avuto) un luogo di ritrovo se non la strada, che sentono stretti i 
 decorosi limiti del solito plastificato locale alla moda, che si 
 ubriacano, fumano, perdono le inibizioni e si auto-affermano in un 
 grido.

 I locali notturni del centro storico di Genova sono piccoli, nonostante 
 la gran convergenza interclassista di giovani da tutta la provincia; 
 offrono alcolici a prezzi sempre troppo alti e poco altro, chiedono 
 tessere o salati ingressi per musica sempre uguale. Spesso la miglior 
 alternativa, per chi è liscio a denaro, è mettere in fresco le birre del 
 super-mercato o affrettarsi prima della chiusura di qualche chiosco, per 
 poi riversarsi nelle strade in cerca di un’aggregazione perduta.

 Il caso-Movida periodicamente occupa le testate della carta-straccia 
 quotidiana, la giunta comunale propone il completo spostamento della 
 vita notturna al Porto Antico, distratti cittadini vorrebbero 
 semplicemente che non ci fosse. Certo la chiusura delle bettole più alla 
 mano, che ancora sorgono nei carruggi, per l’ennesimo incentivo di 
 lounge-bar alla moda, in un area del tutto privatizzata, produrrebbe 
 l’assestamento dei costi e dei profitti su livelli elevati. Si parla, 
 ancora una volta, di luminosi non-luoghi spossessati di tutto ciò che 
 trascende dalla logica del profitto, gabbie ovattate per un coacervo di 
 solitudini.

 Il Centro Sociale classico non sembra ormai più, anche per i militanti, 
 la soluzione al problema. I vecchi csoa stampo anni ‘90 sorgono a Genova 
 fuori dal centro città, e, valutazioni politiche a parte, sembrano solo 
 circoli per una ristretta cerchia di giovani; spesso lo sballo ad un 
 rave  è il modello della loro maggiore attrattiva. Tutto sembra aver 
 completamente perso di vista l’importanza della gioia, la vitalità 
 giovanile, lo slancio alla vita. Se diventa normale somministrare 
 Ritalin ai bambini troppo agitati, rinchiuderli in gabbie educative fino 
 al definitivo spossessamento di ogni desiderio, e all’acquisizione della 
 flessibilità necessaria per ingoiarsi la merda salariata, certo non 
 stupirà il divieto all’aggregazione e la criminalizzazione del disagio, 
 la mancanza di possibilità effettive di ritrovo e di solidarizzazione.

 Una generazione di insoddisfatti cresce all’ombra di palazzi e 
 grattacieli, nella fogna di una metropoli sprangata e militarizzata, una 
 feccia irrispettosa, si, priva del rispetto elementare per chi sta sulla 
 stessa barca, perché il vascello sta naufragando da tempo, e appare 
 sempre più chiaramente sull’orlo del tracollo. Inconsapevolmente forse, 
 una generazione atomizzata nel calderone scomposto della società, 
 rigetta appena può su tutti e tutto il suo disprezzo per la vacuità 
 dell’esistenza, nel momento in cui tutti sembrano conniventi dello 
 sfacelo del presente. Eppure, forse a qualcuno, nel momento del 
 naufragio, l’ammutinamento anziché il delirio può far sognare una vita 
 diversa, forse l’accordo fra gli ammutinati può squarciare sulla parete 
 dell’ineluttabile una crepa di possibilità

 Troppi muri, troppe barriere, troppi spazi sfitti e con affitti da 
 rapina per non decidere un giorno di abbattere il limite della miseria 
 concessa, per non decidere di armare la propria gioia e riappropriarsi 
 delle proprie vite. Ricominciare da noi stessi dunque, che non può 
 transigere dalla necessità inalienabile di conquistare e costruirsi un 
 posto da chiamare veramente casa, dove vivere ma anche dove incontrarsi, 
 amarsi, giocare! Riscoprire, dalla complicità immediata fra dissidenti, 
 il rispetto per chi sta intorno, per una sacca di esclusi che oggi si 
 barcamena sui colpi dei marosi, che domani potrebbe reagire e resistere, 
 insieme a te, alla guerra dichiarata dagli dei del mare e dai padroni 
 della terra.



Maggiori informazioni sulla lista Imc-liguria