[lumbarda] Corelli (bozza)

novemillimetri novemillimetri a autistici.org
Mer 9 Lug 2008 09:00:36 PDT


preparato una bozza come al solito fate disfate e soprattutto linkate

leggete anche il dossier finale .. ce da rabbrividire

cià


Via Corelli


La storia di come Milano sia potuta cadere così in basso non inizia di 
certo il 5 luglio ma questa data rappresenta un buon punto di partenza 
per capire quanto l arroganza e l avidità di pochi stia costando cara a 
molti.

Il 5 luglio 2008 i reclusi nel CPT di via Corelli entrano in sciopero 
della fame poichè questa è l unica arma che gli resta per rivendicare 
tutta la dignità che gli è stata rubata. La goccia che fa traboccare il 
vaso è il mancato rimpatrio di un sudanese affetto da aids e diabetico.

Può sembrare assurdo che tutto questo nasca dalla volontà negata di 
tornare a casa, ma forse questo rende bene l idea di quanto poco 
ospitali siano quei posti che con una metafora tragicomica i ostiniamo a 
chiamare “centri di accoglienza ” . L'assistenza sanitaria è 
insufficente o meglio le medicine probabilmente entrano nel campo solo 
per sedare i detenuti come già notato nel cpt di Torino, il cibo è 
scarso e di qualità infame nonostante la croce rossa e le cooperative di 
gestione siano state annaffiate di soldi. Le proteste degli internati 
vengono abitualmente soffocate a manganellate dalla celere, ma questo 
non basta nei cpt è anche possibile morire come bestie per le negligenze 
dell'amministrazione sanitaria, nessun problema, solerti deportazioni 
copriranno tutte le responsabilità del caso. Ma il vero regno 
dell'assurdo sono le modalità di ingresso. Nei cpt ci sono persone, 
costrette a lavorare in nero, prelevate direttamente dal posto di 
lavoro. Persone in possesso di documenti regolari e rinchiuse perché 
ancora in attesa di un rinnovo. Persone rastrellate dai mezzi pubblici, 
braccate all'uscita del supermercato, colpevoli di un non-reato, 
colpevoli di essere sfruttate prima economicamente tramite il lavoro 
nero ed il caporalato poi politicamente in maniera che ovunque ci si 
possa democraticamente terrorizzare con la favola dell'uomo nero.

Ma tutto questo non basta ancora a spiegare lo schifo e la miseria, non 
bastano le orride cronache dei lager nostrani questo perché Corelli non 
è solo un luogo, Corelli è una condizione permanente come quelle che 
accomunava Said e Ion Cazacu, uccisi perche la loro vita non valeva 
nemmeno un salario in regola o come quella di Adam Ioan massacrato di 
botte e poi carbonizzato dai propri datori di lavoro per ordire una 
truffa all'assicurazione.

Oppure Corelli può essere il flusso di quattrini che fa entrare nelle 
casse delle associazioni 
“umanitarie”(http://www.meltingpot.org/articolo12360.html) prima fra 
tutte la Croce rossa, implicata direttamente nella gestione di buona 
parte dei CPT 
(http://www.liblab.it/ita/Legalit%C3%A0/Negazione-diritti-umani/La-Croce-Rossa-complice-e-responsabile-dei-CPT 
<http://www.liblab.it/ita/Legalit%E0/Negazione-diritti-umani/La-Croce-Rossa-complice-e-responsabile-dei-CPT>). 


Ma non è ancora tutta perche la faccia piu infame di Corelli non sta a 
Milano, non sta nemmeno in Italia ma si nasconde in Libia dall “amico 
Gheddafi” che da anni, grazie ai finanziamenti italiani gonfia carceri 
improvvisate nel deserto libico.

Il business detentivo amministrativo può benissimo essere l' ultima 
frontiera del capitalismo tricolore dopo gli ospedali, i lager è 
successo cosi anche la volta scorsa ma forse è ora di riconoscerlo: da 
quella non abbiamo imparato nulla.




http://www.infinitoedizioni.it/fileadmin/InfinitoEdizioni/rapporti/RAPPORTO_LIBIA.pdf




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