[Imc-napoli] Un proposta di modifica di una regola del nodo napoletano
elys
elisacot a autistiche.org
Sab 21 Nov 2009 09:17:06 PST
Non capisco un paio di cose...
Primo: che senso ha "A CHI LO VOLESSE". Se non è obbligatorio, non ne
usufruiranno solo quelli che già ora si firmano sempre allo stesso modo....?
Poi: sul fatto che i tempi non siano maturi non sono d'accordo.... al
contrario, sento intorno a me un forte senso di sfiducia nei confronti
dei media mainstream, e non per caso questi ultimi utilizzano sempre più
modi di raccontare i fatti che intervistino direttamente le persone
coinvolte, perchè di loro, anche se ognuno dice una cosa diversa, anche
se a volte sembra non trasparire la verità, ci si fida in ogni caso di
più del giornalista di turno che da solo raconta i fatti stando fuori
dalle tarantelle. Credo che in questo momento (di grande attenzione, tra
l'altro, per autori francesi tipo foucault, derrida, deleuze ecc ma
anche per autori come i wu ming) il discorso indymediano attecchisca al
contrario moltissimo, soprattutto se sviluppato coerentemente. Che poi
le strutture politiche interne al movimento siano legate alle loro
identità è ovvio, ma non per questo devono essere indisposte a costruire
insieme ad altre strutture l'informazione sui fatti che le riguardano...
eppoi noi ce l'abbiamo un potere in questo senso, basta esercitarlo!
Infine: credo che dobbiamo interrogarci sul modo migliore per continuare
sulla via dell'abbattimento dell'Autorità dell'Autore detentore di
Verità e per questo Credibile, piuttosto che ragionare con le categorie
classiche di, appunto, "identità", "autore", "credibilità" ecc... cioè,
i problemi che abbiamo facciamo bene a metterli in evidenza e dobbiamo
trovare delle soluzioni, ma prima di abbandonare quello che per me è un
principio fondamentale, cioè l'anonimato, - noi avremmo la lista delle
mail di chi scrive, per me già questo è vs privacy - cerchiamo tra tutte
le possibili soluzioni interne al sistema di pensiero in cui siamo.
Qual'è il problema? Che i disocc mandano in paranoia il lettore
firmandosi col nome di qualcun altro? troviamo una soluzione a questo
che induca il disoccupato stesso a prendersi cura dell'affidabilità di
indymedia, senza però stravolgere le fondamenta del progetto, che -se ho
capito bene- non vuole sciogliere le singole identità in un'identità
collettiva ma farsi rete tra singolarità già in relazione tra loro... La
selezione del materiale, l'attendibilità o meno di una notizia, non deve
essere legata all'autore ma al contenuto messo in relazione.
Dare la possibilità, come proposto, di registrarsi a indymedia,
significa che indymedia se vuoi ti fa essere qualcuno. Che significa
correre il rischio di trasformarci in vetrina. Lo so che lo corriamo lo
stesso questo rischio, perchè apunto uno si firma sempre allo stesso
modo e acquista identità, però non siamo noi a proporlo. Piuttosto,
tutte le possibilità che diamo vanno nella direzione della comunicazione
e dello scambio....
Poi ne parliamo meglio dal vivo, magari...
elys
RobyC. ha scritto:
> consenso!
>
> le identità personali e di gruppo non sono assolutamente superate: i
> vari collettivi esistenti tengono molto alla propria identità.
> Nonostante ritenga che l'attaccamento alle identità sia causa di molti
> fallimenti, non sta a noi sindacare su questa cosa...e cmq i tempi non
> sono ancora maturi (e chissà se lo saranno mai) per mettere da parte
> le identità.
>
> Nella futura ricostruzione di indyna ritengo anche che alcuni
> "strumenti" che abbiamo vadano messi in maggior risalto...pur
> evidenziando chiaramente le identità. Mi immagino, ad esempio, un
> blocco dedicato agli articoli di monitor, uno dedicato ad insutv ed
> uno dedicato al palinsesto radio condiviso.
>
>
>
> zoscenko ha scritto:
>> Vorrei riproporre un'idea che già proposi al momento della costituzione
>> del nodo e che allora non fu accettata. Ritengo che ora forse potremmo
>> ridiscuterla anche in conseguenza del modo in cui viene utilizzato il sito.
>> E' un pò lunga ma vi prego di leggerla e di dire cosa ne pensate.
>>
>> Io propongo di consentire A CHI LO VOLESSE e solo a loro, di poter
>> "registrare" il proprio nick. Tecnicamente è possibile, su indy si può
>> essere infatti "Editor admin" (con "poteri" da admin semplice) "Tech admin"
>> (con i "superpoteri" da tech) e infine "Authenticated known user" (senza
>> "poteri" ma col nome autenticato).
>>
>> In questo modo, per prima cosa, i vari soggetti/collettivi che usano indy
>> potrebbero essere molto meglio conoscibili e identificabili, e sentirsi di
>> più parte del progetto.
>>
>> Per seconda cosa si eviterebbe la spiacevole abitudine (ultima invenzione
>> dei nostri amici disoccupati) di scrivere post fake a nome di altri (nello
>> specifico sempre disoccupati), creando confusione e appiccichi sempre più
>> frequenti (non so se ve ne siete accorti).
>>
>> Il lettore potrebbe così anche cominciare a "conoscere" i vari soggetti
>> che scrivono (anche singoli) e a "riconoscerli" come più o meno affidabili.
>> Cosa che già avviene con i vari "anonimo" "hit" "karl marx" etc, che
>> scrivono sempre con lo stesso nick anche se non è registrato.
>>
>> Ultimo, ma non meno importante, si potrebbe instaurare un contatto diretto
>> anche con quei soggetti che non conosciamo di persona (nella registrazione
>> di solito si inserisce una mail, visibile solo agli admin in un apposito
>> spazio del sito).
>>
>> All'inizio l'idea fu bocciata perchè non si voleva dare troppo spazio al
>> "protagonismo" individuale che ne sarebbe potuto scaturire. Io credo che
>> questa idea di dover a tutti costi sciogliere le identità individuali nella
>> grande identità collettiva di Indy sia superata. Come dimostrano anche le
>> ultime riflessioni che abbiamo fatto durante il bilancio del lavoro degli
>> ultimi tempi e in vista della tre giorni.
>>
>> So che è una cosa forse da discutere vis a vis ma comincio a mettere in
>> moto la discussione sperando che si possa poi presto parlarne anche di
>> persona nel caso in cui emergano forti perplessità.
>>
>> alfonso
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