[Imc-napoli] Fwd: [M.I.NA] Sull'aggressione col casco del 14 a Roma.. Indymedia biancaneve!?
kri
kri a inventati.org
Mar 21 Dic 2010 04:24:58 PST
car*
inoltro le riflessioni di alf.
Personalmente ho letto con attenzione quel post quando uscì e mi
sembrava "giusto" ci fosse (anche perchè chi scriveva connotava proprio
indy come canale in cui farlo passare per tutta una serie di motivi e
che - da quel punto di vista sono condivisibili)
Sinceramente, in questo caso la policy diventa per me anche un fatto
politico (come del resto sempre) e per cui quel ragionamento a cui
invita alf non riesce a trovarmi d'accordo.
Proprio perchè non siamo Biancaneve e molti di noi conoscono da dentro
le idiosincrasie di certe dinamiche.
Abbiamo mirrorato wikileaks, io non me la sento di "censurare" questo.
:P
Non ho letto il silenzio che è passato su sta cosa in lista come un
abbandono del caso da parte nostra (o almeno: io l'avevo letto con
attenzione e non me la sono sentita di porre questioni qui) proprio
perchè - almeno come "collettivo" indy - non c'era molto da dirsi...
che dite voi?
K.
-------- Original Message --------
Subject: [M.I.NA] Sull'aggressione col casco del 14 a Roma.. Indymedia
biancaneve!?
Date: Tue, 21 Dec 2010 02:10:09 +0000
From: Alfonso De Vito <alfdevito a hotmail.com>
To: MINA <mina a lists.teknusi.org>
Reply-To: Media Indipendenti NApoletani <mina a lists.teknusi.org>
ok, il titolo è ovviamente una provocazione per invitare al confronto
sull'atteggiamento da tenere in merito al post su Indymedia su questa
vicenda. Un post che si propone come una specie di "gola-profonda" delle
riunioni di servizio d'ordine della manifestazione e le denuncia come
mandanti morali (e materiali?) dell'aggressione. Personalmente non ho le
idee chiare, ma mi sembra ci siano delle cose da affrontare.
Naturalmente non mi riferisco alla vicenda in sé che è banalmente odiosa
(la cascata in faccia a un ragazzino) ma al modo di affrontarla. Pongo
la questione qui, perchè non sono iscritto alla lista di Indymedia
napoli. Schematizzo per non farla lunga:
1) Buona parte del post è anche ragionevole e riflessiva e pone la
questione sempre annosa della mentalità del "servizio d'ordine" e le
degenerazioni che in varie circostanze produce. Però il ragionamento
deduttivo per cui dal fatto che nell'assemblea degli studenti
universitari si sarebbe deciso di tenere un servizio d'ordine rigido al
fatto che questo legittimi e sia quasi mandante della cascata in faccia
a un ragazzino di quindici anni, è una deduzione a dir poco molto
arbitraria che l'autore inserisce senza fornire ovviamente riscontri che
la legittimino.
Sinceramente a Napoli, fra tanti limiti, possiamo almeno rivendicare un
atteggiamento molto flessibile e che i servizi d'ordine, quando ci sono,
hanno praticamente sempre preferito la linea del dialogo verso gli altri
manifestanti o comunque di prendere atto di quello che la piazza
produce. E perfino nelle situazioni più assurde (come pure il delirio
che quell'accanimento sulla camionetta nella pancia di un corteo di
centomila persone stava producendo) in genere non si sono mai verificate
situazioni più odiose di qualche spintone. Da altre parti e in altre
città non è così, anche perchè gli stessi scazzi violenti fra vari
gruppi di compagni sono più frequenti. Detto questo la deduzione del
post rimane gratuita, perchè che emerga un'indicazione di gestione di un
certo tipo non significa che autorizzi qualunque scollato a fare
qualunque stronzata. E il titolo è per me oggettivamente infamante:
"Cascata preventivata, decisa in assemblea". Anche per eventuali
conseguenze giuridiche sugli universitari che hanno fatto assemblee di
servizio d'ordine a roma, ma in generale sul piano politico e morale.
2) Ovviamente sono partite le ridde dei commenti e delle speculazioni
di vario tipo, da chi è nemco per principio di qualunque servizio
d'ordine, a chi ha visto l'occasione per una polemica anti-disobbedienti
(ma non mi risulta che le assemblee di servizio d'oridne degli
universitari romani fossero solo loro..) a chi ha fatto infamamenti di
vario tipo (come il post che dice che è "uno del nordest, un uomo di
Casarini" che almeno si potrebbe cancellare ora che l' autore di questo
gesto odioso si è autodenunciato).
3) Tutta la questione che pongo si può forse liquidare dicendo "basta
commentare il post"... eppure le cose non stanno così. Perchè tutta la
vicenda del 14 è sotto un enorme riflettore dei media mainstream, che
stanno producendo una campagna impressionante per depotenziare,
screditare, blandire, intimidire, separare quella che è stata la rivolta
di quella giornata. Rispetto alla quale, in maniera anche abbastanza
sorprendente, i movimenti degli studenti hanno mostrato una compattezza
in passato inusuale, anche da parte di chi non aveva letto bene prima le
potenzialità di quella piazza.
E così, almeno in parte, hanno fatto fronte efficacemente
all'offensiva (sorprendentemente per esempio è stata respinta con
successo la lettera "pastorale" di Roberto Saviano, che ora Repubblica
ha fatto proprio sparire).
E un ennesima strategia mediatica di repressione può essere speculare
invece su queste cose e cercare di alimentare tensioni e magari
addirittura scontri interni ai movimenti. Così cominciano a reprimersi
da soli. Per cui mentre scrivo non sono sicuro che sul Corriere della
Sera di domani, quando si parlerà del ragazzo che si è autodenunciato,
qualche editorialista non speculi su un post come questo per
raccontare/inventare/alimentare scazzi e tensioni interne. (Ipotizzo il
Corriere perchè non è nuovo a operazioni del genere, come quando
pubblico in prima pagina la saga degli scazzi e delle mazzate tra
autonomi e anarchici a bologna qualche tempo fà). Non voglio fare qui il
solito discorso ipocrita dei "panni sporchi che si lavano in famiglia"
(quale famiglia poi?), però in qualche modo il problema andrebbe
affrontato. Forse moderando in qualche modo il post? Cambiando o
cancellando il titolo? Proponendo pubblicamente una riflessione come
collettivo redazionale di Indymedia? Boh... però non credo sia un caso
che quasi tutte le situazioni organizzate, anche quelle che in genere
sguazzano in questi scazzi, si stanno tenendo lontane dal commentare,
secondo me proprio perchè intuiscono un certo tipo di speculazione
possibile sulla questione. E ci tengono a tutelare la compattezza della
piazza e dei movimenti per quel che si può, specie quando il livello
della conflittualità sociale proposta è alto. Se ho capito bene gli
studenti romani, con la sigla comune "studenti in mobilitazione", hanno
preso le distanze e condannato politicamente e moralmente questo gesto.
Se questo comunicato è effettivamente espressione di una dimensione
ampia e assembleare (non lo so) perchè non dovrebbe avere una
credibilità "prevalente" quale fotografia del sentimento e degli
orientamenti degli studenti in mobilitazione, rispetto all'accusa di
"ipocrisia" e al "mandato collettivo" verso l'aggressione che desume
invece l'estensore del post. E non sarebbe corretto almeno segnalarlo
questo comunicato e valorizzarlo!? Sicuri che nel valutare queste cose
non si è influenzati a nostra volta da schemi e preconcetti sulle
"geografie di movimento"? Non lo so, non ho certezze, ma penso che in
questi momenti molto delicati il problema bisonga porselo, di ragionare
anche politicamente e non solo con la Policy... perchè Indy (e in
generale i media indipendenti a pubblicazione aperta), non possono
essere un luogo di censura, ma non dovrebbero fare nemmeno la parte di
Biancaneve...
--
Se pensi che il mondo sia piatto allora sei arrivata alla fine del
mondo. Se credi che il mondo sia tondo allora sali: incomincia un
girotondo! [la foglia che non ebbe il coraggio di salire]
--
Quando vai via da un posto rimangono solo i ricordi che hai lasciato
nella vita degli altri… o qualche conto in sospeso. [My Blueberry
Nights]
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