[indy-roma] inizio sunto 15 ott

nieta nieta a autistiche.org
Gio 24 Nov 2011 09:39:28 PST


ho cambiato qualche parolina ma mi sembra che nel complesso va bene, 
non saprei aggiungere nulla in questo momento. grande matt :)


15 ottobre

L'inaugurazione delle tarantelle repressive la subiscono
complessivamente 17 manifestanti, numero noto intorno alle 22.
Via Genova, intorno alle 23, apre le porte solo a cinque di loro poiché
minorenni; comincia per i dodici in stato di fermo il primo fine
settimana da passare con l'incarnazione più sincera dell'infame anima
statale: i secondini.

17 ottobre

Aprono la settimana all'alba di lunedì, 60 perquisizioni, tutte con 
esito negativo: Roma 6,
Cosenza 8, Palermo 4,Firenze 14, Senigallia 2, Napoli 10 , Milano 6 , 
Padova 6, Livorno 2,Lecce 2.
I controlli avvengono in base all'articolo 41 del Testo unico leggi di
Pubblica sicurezza, secondo il quale: "gli ufficiali e gli agenti di
polizia giudiziaria che abbiano notizia, anche per indizio, della
esistenza, in qualsiasi luogo pubblico o privato, o in private
abitazioni, di armi, munizioni o materiali esplodenti, non denunciate o
non consegnate, o comunque abusivamente detenute, procedono
immediatamente a perquisizione e sequestro".
Tutto ciò con il plauso di istituzioni, intellettuali di regime e 
politici ben pensanti
che trasversalmente attraversano l'opinione pubblica la cui scelta di 
dove possa risiedere
la verità l'ha già delegata ai giornali ed alle tv.
L'invito alla delazione è raccolto caldamente; non ce n'è da stupirsi,
dato che l'avanguardia di tale spiccata sensibilità si modella già
all'interno del corteo.
Inoltre, si parla di ripristinare la legge Reale, che ha permesso non
poche morti "comode", di divieto di manifestare per un mese e di
applicazione del daspo per le manifestazioni, oltre che per il calcio.
Tra le tante affermazioni intimidatorie, il ministro dell'interno
dichiara che il ragazzo rumeno arrestato sarà oggetto di foglio di via
dall'Italia; azione non possibile oltre che intimidazione spregevole.


19 ottobre

Il gip Elvira Tamburelli ascolta, presso l'accogliente atmosfera del
carcere di Regina Coeli, i fermati per i quali la procura ha chiesto la
convalida e la conferma delle custodie in carcere con l'accusa di
resistenza pluriaggravata a pubblico ufficiale.
Il bilancio é : nove rimangono in carcere , due agli arresti 
domiciliari,
uno libero.
Un nuovo arresto; viene prelevato dai carabinieri di un paesino in
provincia di Viterbo uno dei protagonisti del "book fotografico" che i
media di massa presentano sia a livello cartaceo che multimediale: 
colui
che lancia l'estintore.

22 ottobre

Con l'unica prova di una chiamata in cui si fa riferimento alla
camionetta in fiamme, finisce in carcere a Chieti un attivista, il 
quale
inizia subito lo sciopero della fame.
Nei giorni successivi all'arresto, i media di massa millantano prove
video in cui materialmente l'imputato avrebbe contribuito a dar fuoco
alla camionetta. Tutto completamente falso, ma mai rettificato.

27 ottobre

I 5 minorenni, fermati il 15 ottobre e poi rilasciati, vanno agli 
arresti
domiciliari.
Per loro l'accusa è di resistenza pluriaggravata a pubblico ufficiale,
nonché danneggiamento seguito da incendio.

28 ottobre

La delazione dà i suoi frutti più maturi. Viene fermato uno studente di
Pisa, dopo che qualcuno l'ha riconosciuto su una foto pubblicata dal
sito internet di repubblica. Il solerte lettore ha così segnalato il
ragazzo ai carabinieri. La mattina seguente, ovviamente, verrà
convalidato il fermo, come avvenuto per tutti quelli precedenti.

2 novembre

Si pronuncia il Tribunale del Riesame di Roma circa coloro che hanno
messo per primi piede in carcere: uno vi rimane, sette vanno agli 
arresti
domiciliari e due con obbligo di firma.
Il reato ipotizzato per i 10 manifestanti è quello di resistenza
aggravata a pubblico ufficiale.


11 novembre

Esce dal carcere, senza alcuna misura cautelare, il "ragazzo
dell'estintore".

16 novembre

E' libero, finalmente, l'attivista di Chieti che per tutta la durata
della detenzione è stato in sciopero della fame e della sete.
Per lui nessuna misura cautelare, a riprova della tesi completamente
montata dai media di massa circa presunti filmati che lo incriminavano.


17 ottobre

Il tribunale di Roma infligge la prima condanna per gli arrestati e le
arrestate a Roma il 15 ottobre scorso. La X sezione penale condanna, 
con
il rito abbreviato, Giovanni , l'unico manifestante ancora detenuto in
carcere, a 3 anni e 4 mesi di reclusione. Il tribunale ha, inoltre,
disposto il risarcimento dei danni da liquidare alle parte civili, il
Comune di Roma e l'Ama, in separata sede. Giovanni è stato condannato
con l'accusa di resistenza pluriaggravata a pubblico ufficiale. Il pm
aveva chiesto una condanna a quattro anni. Al momento della lettura
della sentenza Giovanni non ha proferito parola incassando la condanna 
e
mostrando la dovuta superiorità alla servitù che l'ha emessa. Per lui,
inoltre, la Procura ha chiesto ed ottenuto dal tribunale la 
trasmissione
del fascicolo in quanto si sta indagando anche per il reato di 
devastazione.


Il processo contro Ilaria, Robert e Stefano avrà luogo il 5 dicembre.


Per scrivere a chi è ancora in carcere:

Giovanni Caputi
c/o Casa Circondariale REGINA COELI
via della Lungara, 29
00165 Roma

Carlo Seppia
Casa circondariale Don Bosco
Via Don Bosco 43
(56100 – Pisa)



Il 6 novembre si incontrano tante realtà, confluendo comunemente al
rifiuto della logica del capro espiatorio alla base del sistema penale 
e
della dicotomia buoni/cattivi con la quale si è voluto criminalizzare 
da
più parti la piazza del 15 ottobre.
In questa direzione, decidono di impegnarsi collettivamente perché
nessuno rimanga solo a fare i conti con procure e commissariati.
Nasce, quindi, una rete di solidarietà con:

- cassa per le spese legali

(c\c di Radio Onda Rossa: conto corrente postale CCP n. 61804001
intestato a: Cooperativa Culturale Laboratorio 2001, Via dei Volsci 56 
–
00185 Roma. Causale: “15 ottobre”; effettuando un bonifico bancario
intestato a: Cooperativa Culturale Laboratorio 2001 Codice IBAN: IT15
D076 0103 2000 0006 1804 001 Causale: “15 ottobre”),

- attivazione di una mailing list per coordinarsi
( https://www.autistici.org/mailman/listinfo/liberta15ott ),

- un blog per aggiornare le informazioni sui processi e comunicare le
varie iniziative

(http://liberatutto.noblogs.org/).


Questa rete si riunisce il mercoledì presso il csoa ex-snia alle 20.00.


Il 22.11.2011 18:04 matt ha scritto:
> Ho impostato il tutto così;
>  ci sono ancora tante cose da mettere apposto e integrare.
>
> 15 ottobre
>
> L'inaugurazione delle tarantelle repressive la subiscono
> complessivamente 17 manifestanti, numero noto intorno alle 22.
> Via Genova, intorno alle 23, apre le porte solo a cinque di loro 
> poiché
> minorenni; comincia per i dodici in stato di fermo il primo fine
> settimana da passare con l'incarnazione più sincera dell'infame anima
> statale: i secondini.
>
> 17 ottobre
>
> Ad accompagnare l'inizio della settimana, all'alba di lunedì, sono 60
> perquisizioni, tutte con esito negativo: Roma 6, Cosenza 8, Palermo 
> 4,
> Firenze 14, Senigallia 2, Napoli 10 , Milano 6 , Padova 6, Livorno 2,
> Lecce 2.
> I controlli avvengono in base all'articolo 41 del Testo unico leggi 
> di
> Pubblica sicurezza, secondo il quale: "gli ufficiali e gli agenti di
> polizia giudiziaria che abbiano notizia, anche per indizio, della
> esistenza, in qualsiasi luogo pubblico o privato, o in private
> abitazioni, di armi, munizioni o materiali esplodenti, non denunciate 
> o
> non consegnate, o comunque abusivamente detenute, procedono
> immediatamente a perquisione e sequestro".
> Tutto ciò con il plauso di istituzioni, intellettuali di regime e
> politici ben pensanti che trasversalmente attraversano l'opinione
> pubblica la cui scelta di dove possa risiedere la verità l'ha già
> delegata ai giornali ed alle tv.
> L'invito alla delazione è raccolto caldamente; non ce n'è da 
> stupirsi,
> dato che l'avanguardia di tale spiccata sensibilità si modella già
> all'interno del corteo.
> Inoltre, si parla di ripristinare la legge Reale, che ha permesso non
> poche morti "comode",di divieto di manifestare per un mese e di
> applicazione del daspo per le manifestazioni, oltre che per il 
> calcio.
> Tra le tante affermazioni intimidatorie, il ministro dell'interno
> dichiara che il ragazzo rumeno arrestato sarà oggetto di foglio di 
> via
> dall'Italia; azione non possibile oltre che frase incommentabile.
>
>
>
> 19 ottobre
>
> Il gip Elvira Tamburelli ascolta, presso l'accogliente atmosfera del
> carcere di Regina Coeli, i fermati per i quali la procura ha chiesto 
> la
> convalida e la conferma delle custodie in carcere con l'accusa di
> resistenza pluriaggravata a pubblico ufficiale.
> Il bilancio é : nove rimangono in carcere , due agl'arresti 
> domiciliari,
> uno libero.
> Un nuovo arresto; viene prelevato dai carabinieri di un paesino in
> provincia di Viterbo uno dei protagonisti del "book fotografico" che 
> i
> media di massa presentano sia a livello cartaceo che multimediale: 
> colui
> che lancia l'estintore.
>
> 22 ottobre
>
> Con l'unica prova di una chiamata in cui si fa riferimento alla
> camionetta in fiamme, finisce in carcere a Chieti un attivista, il 
> quale
> inizia subito lo sciopero della fame.
> Nei giorni successivi all'arresto, i media di massa millantano prove
> video in cui materialmente l'imputato avrebbe contribuito a dar fuoco
> alla camionetta. Tutto completamente falso, ma mai rettificato.
>
> 27 ottobre
>
> I 5 minorenni, fermati il 15 ottobre e poi rilasciati, vanno 
> agl'arresti
> domiciliari.
> Per loro l'accusa è di resistenza pluriaggravata a pubblico 
> ufficiale,
> nonché danneggiamento seguito da incendio.
>
> 28 ottobre
>
> La delazione dà i suoi frutti più maturi.Viene fermato uno studente 
> di
> Pisa, dopo che qualcuno l'ha riconosciuto su una foto pubblicata dal
> sito internet di repubblica. Il solerte lettore ha così segnalato il
> ragazzo ai carabinieri. La mattina seguente, ovviamente, verrà
> convalidato il fermo, come avvenuto per tutti quelli precedenti.
>
> 2 novembre
>
> Si pronuncia il Tribunale del Riesame di Roma circa coloro che hanno
> messo per primi piede in carcere: uno vi rimane, sette vanno 
> agl'arresti
> domiciliari e due con obbligo di firma.
> Il reato ipotizzato per i 10 manifestanti è quello di resistenza
> aggravata a pubblico ufficiale.
>
>
> 11 novembre
>
> Esce dal carcere, senza alcuna misura cautelare, il "ragazzo
> dell'estintore".
>
> 16 novembre
>
> E' libero, finalmente, l'attivista di Chieti che per tutta la durata
> della detenzione è stato in sciopero della fame e della sete.
> Per lui nessuna misura cautelare, a riprova della tesi completamente
> montata dai media di massa circa presunti filmati che lo 
> incriminavano.
>
>
> 17 ottobre
>
> Il tribunale di Roma infligge la prima condanna per gli arrestati e 
> le
> arrestate a Roma il 15 ottobre scorso. La X sezione penale condanna, 
> con
> il rito abbreviato, Giovanni , l'unico manifestante ancora detenuto 
> in
> carcere, a 3 anni e 4 mesi di reclusione. Il tribunale ha, inoltre,
> disposto il risarcimento dei danni da liquidare alle parte civili, il
> Comune di Roma e l'Ama, in separata sede. Giovanni è stato condannato
> con l'accusa di resistenza pluriaggravata a pubblico ufficiale. Il pm
> aveva chiesto una condanna a quattro anni. Al momento della lettura
> della sentenza Giovanni non ha proferito parola incassando la 
> condanna e
> mostrando la dovuta superiorità alla servitù che l'ha emessa. Per 
> lui,
> inoltre, la Procura ha chiesto ed ottenuto dal tribunale la 
> trasmissione
> del fascicolo in quanto si sta indagando anche per il reato di 
> devastazione.
>
>
> Il processo contro Ilaria, Robert e Stefano avrà luogo il 5 dicembre.
>
>
> Per scrivere a chi è ancora in carcere:
>
> Giovanni Caputi
> c/o Casa Circondariale REGINA COELI
> via della Lungara, 29
> 00165 Roma
>
> Carlo Seppia
> Casa circondariale Don Bosco
> Via Don Bosco 43
> (56100 – Pisa)
>
>
>
> Il 6 novembre si incontrano tante realtà, confluendo comunemente al
> rifiuto della logica del capro espiatorio alla base del sistema 
> penale e
> della dicotomia buoni/cattivi con la quale si è voluto criminalizzare 
> da
> più parti la piazza del 15 ottobre.
> In questa direzione, decidono di impegnarsi collettivamente perché
> nessuno rimanga solo a fare i conti con procure e commissariati.
> Nasce, quindi, una rete di solidarietà con:
>
> - cassa per le spese legali
>
> (c\c di Radio Onda Rossa: conto corrente postale CCP n. 61804001
> intestato a: Cooperativa Culturale Laboratorio 2001, Via dei Volsci 
> 56 –
> 00185 Roma. Causale: “15 ottobre”; effettuando un bonifico bancario
> intestato a: Cooperativa Culturale Laboratorio 2001 Codice IBAN: IT15
> D076 0103 2000 0006 1804 001 Causale: “15 ottobre”),
>
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> ( https://www.autistici.org/mailman/listinfo/liberta15ott ),
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_"Folli idioti_, pronti a morire per l'incapacità di capire il potere: 
di
servirlo, come di combatterlo. Siete più vecchi di me, persi dietro un
sogno tanto distante dal trono, quanto dal fango dei pezzenti.." (Q 
LUTHER
BLISSET)


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