[Imc-sardegna] MARTINO FIRMA! / COMUNICATO STAMPA COBAS CAGLIARI /
LIBERTA' DI MANIFESTARE,
LIBERTA' DI MOVIMENTO / dove finiscono i nostri soldi - fai girare /
LIBERT
su dotori
dr.drer a email.it
Ven 10 Giu 2005 04:22:43 PDT
breve lettera aperta al Ministro della Difesa:
MARTINO FIRMA !
I Pescatori di Teulada e Sant'Anna Arresi accampati sotto il palazzo della Regione Sarda da vari giorni aspettano una firma.
In questo momento il protocollo integrativo inviato dalla Regione Sarda è a Roma sulla scrivania del Ministro della Difesa. Questo protocollo dispone l'attuazione delle legittime richieste dei Pescatori per l'interdizione della pesca dovuta all'attività del poligono, e inoltre l'avvio della bonifica assunta come impegno a Roma dal Ministro nella riunione del 19 Ottobre 2004 con i pescatori. Riguardo a ciò il Presidente Soru richiede entro il 30 Giugno 2005 gli esiti delle indagini scientifiche del CNR, e aggiunge un ulteriore punto (l'art. 6) che prevede un tavolo di trattative tra Regione e Ministero della Difesa al fine di ridimensionare i gravami militari presenti in Sardegna.
Sosteniamo le rivendicazioni dei Pescatori in lotta: "Vogliamo il mare dei nostri padri". Il poligono di Teulada è una continua fucina di sperimentazioni belliche che devasta l'ambiente e toglie ai Pescatori il diritto al lavoro a lungo rivendicato. Ecco perché gli indennizzi richiesti non sono un provvedimento assistenziale ma un dovuto e urgente risarcimento. Ecco perché, d'altro lato, è necessario bonificare l'ambiente e ridimensionare drasticamente l'attività del poligono.
I Pescatori (e tanti tanti altri sardi) attendono con ansia: Martino firma !
L'Assemblea Cagliaritana contro le Basi
La Carovana Sarda della Pace
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COMUNICATO STAMPA
In merito alle indagini e recenti arresti a Cagliari in materia di antiterrorismo
Esprimiamo il nostro più totale dissenso e la nostra viva preoccupazione nei confronti del clima da caccia alle streghe instaurato dai teoremi del ministro Pisanu, secondo cui uno dei più gravi problemi della Sardegna alligna in pericolose trame eversive di matrice anarco-insurrezionalista con collegamenti internazionali e finalità terroristiche.
Le ipotesi del Ministro e del PM hanno agitato il pesante reato 270 bis, ma, dopo ampio dispiegamento di indagini, pedinamenti, intercettazioni, disseminazione di microspie nulla di concreto è stato prodotto per avvalorarle. Assistiamo invece ad un allargarsi indefinito del numero delle persone indagate, all'arresto di persone conosciute nell'ambito cittadino sbattute come criminali sui giornali con tanto di foto e nomi, a cui guarda caso vengono applicati solo gli arresti domiciliari, perché, malgrado tanto putiferio, gli elementi d'imputazione che dovrebbero avvalorare le pesanti accuse sono invece assai lievi.
Così raccogliere fondi per detenuti, formulare critiche radicali al sistema, frequentarsi, fare volantini, fare una manifestazione non autorizzata e qualche scritta sui muri, diventa la spia di qualcosa di molto pericoloso da cui lo stato deve difendersi indagando, arrestando e demonizzando, com'è il caso del circolo "Fraria" (la cui sede in via Concezione era stata riempita di "cimici " e chiusa già un anno fa) e anche di altre realtà nel resto del Paese: l'uso politico e spregiudicato dell'art. 270 bis è diventato strumento per colpire ogni forma di forte dissenso ideologico.
Poco importa nella visione del ministro la pesante crisi economica e la disoccupazione che attanaglia la Sardegna: abbiamo infatti le basi militari più invasive d'Italia che, a detta di qualche politico "creano posti di lavoro", e seminano in cambio leucemie, disastri ambientali, interdizione di agricoltura, pesca, allevamento e di qualsiasi altra attività.
E mentre il Ministro e le sue emanazioni locali realizzano l'importante operazione "antiterrorismo" contro persone varie al cui carico non si è riscontrato nulla e che tanto meno hanno modalità di azione concordate, mettiamoci l'anima in pace sui problemi vecchi e nuovi della nostra terra, per cui se la Sardegna ha bisogno di posti di lavoro che si accontenti di arruolarsi nella Brigata Sassari, o tutt'al più si rassegni a fare da pattumiera per scorie e rifiuti tossici.
l'Esecutivo provinciale cOBAS sCUOLA CAGLIARI
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çau,
riporto testo che arriva da Roma in risposta alle cariche poliziesche (nessuna congettura del mini-stro stavolta? nessuna strategia eversiva?) alla manifestazione del 2 giugno contro la parata militare e per il ritiro delle truppe italiane dall' Iraq.
drer
LIBERTA' DI MANIFESTARE, LIBERTA' DI MOVIMENTO
Avevamo chiesto alle strutture istituzionali che governano il Comune, la Provincia e la Regione di prendere posizione contro la selvaggia e ignobile aggressione, da parte di Polizia e Carabinieri, al corteo autorizzato e pacifico del 2 giugno, promosso per denunciare la sfrontata esibizione bellica della parata militare, e per chiedere per l'ennesima volta il ritiro delle truppe italiane dall'Iraq.
Come incredibile e intollerabile risposta, oltre all'assordante silenzio da parte delle altre due giunte di centrosinistra, abbiamo ricevuto addirittura il rifiuto, da parte della Provincia di Roma, di concedere la sala per l'assemblea di protesta convocata dalle forze che avevano convocato la manifestazione del 2 giugno.
La motivazione è altrettanto grottesca e antidemocratica di quella che la questura di Roma ha avanzato il 2 giugno scorso per bloccare il corteo: l'Istituzione-Provincia, ci è stato detto, non può concedere sale a chi vuole attaccare politicamente altre istituzioni, nel caso specifico la Questura di Roma.
Ossia: mentre la Questura ed il Ministero degli Interni si arrogano il diritto di decidere a priori quali striscioni possiamo o non possiamo portare ai cortei, la Provincia sostiene di poter concedere le sale solo a chi è in pace ed in accordo con tutte le istituzioni dello Stato, nazionali, regionali, provinciali e comunali.
L'assemblea, riunita oggi alla Casa delle Culture dopo esser stata di fatto espulsa da Palazzo Valentini, condanna con la massima forza la decisione della Provincia, antidemocratica e ostile non solo nei confronti dei manifestanti del 2 giugno ma anche di tutti e tutte coloro che credono che in Italia ci sia ancora libertà di espressione, nei cortei e nella assemblee.
1) L'assemblea richiede un incontro urgente con una delegazione ufficiale della Giunta Provinciale di Roma per verificare se il rifiuto di concedere la sala di Palazzo Valentini rappresenta gli orientamenti di chi amministra la Provincia e poter così prendere, alla luce di tale verifica, le decisioni e le iniziative politiche più appropriate.
2) L'assemblea ha anche deciso di attaccare sui muri della nostra città un manifesto, stampato in 10.000 copie, che riproduca la foto dello striscione preso a pretesto dalle forze dell'ordine per bloccare il corteo del 2 giugno, con la didascalia: "Dietro quello striscione c'ero anch'io" e di seguito le firme delle forze politiche, sociali, sindacali della nostra città.
3) Il movimento contro la guerra di Roma ha deciso di promuovere una manifestazione/spettacolo per il ritiro dei militari italiani dall'Iraq, nel quartiere Esquilino, assieme alle associazioni degli immigrati che nella Capitale si stanno mobilitando contro la legge Bossi-Fini, contro le deportazioni, per la chiusura dei CPT.
L'ASSEMBLEA DEL 7 GIUGNO DEL MOVIMENTO CONTRO LA GUERRA DI ROMA
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fai girare questa email, perchè molti non sanno come vengono utilizzati i nostri soldi
e ancora si indignano con la solita email sul costo dei parlamentari, cosa sicuramente indegna ma sono briciole in confronto a questo.
Leggi sotto e poi trai le tue conclusioni.
Sei favorevole a questo utilizzo dei soldi pubblici? non preoccuparti, dormi tranquillamente
Sei contrario? allora hai il dovere di informare tutti , questo è molto più grave degli stipendi dei parlamentari italiani.
Invia questa email a tutti i tuoi contatti.
Israele è in guerra con i palestinesi da 38 anni e
la Russia contro i ceceni da più di dieci
ma l'Italia che (almeno ufficialmente) non è in guerra con nessuno
spende più di loro per gli armamenti.
Secondo il Sipri, nel 2004, le spese per armamenti sono aumentate del 6%:
Usa 455,3 miliardi di dollari (il 47% del totale degli investimenti per
armi del mondo)
Gran Bretagna 47,4
Francia 46,2
Giappone 42,4
Cina 35,4
Germania 33,9
Italia 27,8
Russia 19,4
Arabia Saudita 19,3
Corea del sud 15,5
India 15,1
Israele 10,7
Canada 10,6
Turchia 10,1
Australia 10,1
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