[Imc-torino] Report di ieri sera

Elettrico elettrico a ecn.org
Ven 1 Dic 2006 16:02:41 PST


vedo di integrare per quanto possibile con quello che mi ricordo

unknow a insiberia.net scrisse:
> Come diceva un lavavetri polacco biancovestito "Se mi sbaglio corigetemi"

la frase esatta è "se mi sbalio mi corigerete" :P

> Pare una decisamente in gamba quindi non credo scriva stronzate

ce lo auguriamo tutti per lei.

> Report (molto incompleto e cazzone ma tant'è)

ce ne siamo accorti :P

> Indymedia esiste da 6 anni ma, in questi sei anni il mondo è andato
> avanti, tant'che allo stato attuale lo strumento è tecnicamente antico  
> in quanto qualsiasi proposta di miglioria in passato è stata cassata.
> Esistono strumenti decisamente più facili ed intuitivi (blog e
> similia) della pubblicazione su indymedia.
> Nonostante questo indymedia ha comunque un peso diverso rispetto a un  
> server commerciale come blogspot o youtube. Loro alla prima avvisaglia  
> di grana sono lesti  a rimuovere il materiale incriminato, noi no.
> Anche il rapporto col territorio si è logorato ed è diventato  
> praticamente inesistente. Nel 99% dei casi la gente si preoccupa di  
> chiamare l'admin di turno per farsi fare la feature o hiddare il post  
> infamante.

espando questi punti, che sono partiti da una riflessione veloce sul
panorama mediale, virando rapidamente verso internet.

la prima riflessione è partita dal fatto che una delle posizioni spesso
uscite in assemblea è che indy serve poco perchè tanto uno apre un blog
e amen. in realtà si è discusso un po' proprio perchè questo fatto è
falso: tecnicamente è vero che per avere uno spazio dove scrivere uno va
su uno dei tanti servizi di blog e ne apre uno, dal punto di vista
politico invece è errato confrontare questi spazi con quello che offre
indymedia. un blog rimane su se non disturba nessuno, ma se un giorno la
postale bussasse alla porta del servizio blog di turno la disponibilità
verso le forze dell'ordine sarebbe totale, così come la disponibilità a
censurare lo spazio. E' quindi una stupidaggine confrontare questi
strumenti che hanno un fine commerciale con indymedia, benchè
tecnicamente indymedia risulti "superata".

> D'altra parte è inesatto pure dire che "lo strumento non è stato  
> capito" che invece è stato capito dai più (in particolari i troll).   

qui c'è stata tutta una discussione sullo "spiegare indymedia" tra chi
sosteneva che uno dei problemi è che non facciamo "educazione
all'informazione", ovvero non usiamo lo strumento indymedia come veicolo
per inculcare il consumo critico dell'informazione, e chi invece diceva
che siamo nel 2006 e bisogna un pochino passare oltre invece di fare gli
educatori. la discussione è durata un po' e vi sono stati una serie di
esempi interessanti come ad esempio le scuole occupate, dove si andava a
fare iniziative semplicemente perchè gli studenti lo chiedevano, alla
valsusa dove la gente ha imparato/sta imparando ad usare strumenti come
indymedia, fino ad arrivare al fatto che alcuni non credono
assolutamente che la gente non usa indy perchè "non sa": questo è vero
in alcuni luoghi e alcune situazioni, ma ormai non possiamo far finta
che non sia passato il tempo e che la quasi totalità delle persone non
abbia avuto un approccio con internet e con la tecnologia dei media in
generale.

> Non ha senso quindi andare in giro che esiste indy ma, nel momento  
> succedono cose che ci interessano (come è stato per il No Tav) e se  
> abbiamo le forze necessarie si può ripensare il rapporto con l'esterno.

qui c'è stata un po' di riflessione sul fatto che quando indy è iniziata
era uno dei progetti portati avanti da persone che principalmente
facevano altro. questo si traduceva nel fatto che le ftr ed in generale
la "produzione" di notizie di indy arrivasse in maniera del tutto
naturale da chi partecipava ad altre robe e usava indy come luogo dove
portare il suo contribuito o la sua esperienza in qualche cosa. da un
certo periodo in poi indymedia è diventata il progetto principale di
tante persone, che hanno smesso di fare altro o diminuito assai il loro
impegno negli altri progetti, dedicando sempre più tempo alla gestione
editoriali di indy: in questo modo è successo che sempre più spesso gli
indyani si trovassero a scrivere e fare lavoro editoriale su cose che
conoscevano poco o a cui partecipavano superficialmente, iniziando
quella che venne chiamata "deriva editoriale".
per questo oggi si sente la necessità di "esportare" indy: prima indy
era presente nelle cose e nei luoghi in maniera naturale, essendo fatta
di attivisti, oggi è uno strumento sganciato che vorrebbe essere in
grado di fare tuttologia.

> INDY 2.0

qui ci sono state una serie di posizioni diverse: ha senso ancora essere
all'interno del network di indymedia (inteso nel senso di indymedia
internazionale) oggi? vogliamo? ha senso stare all'interno di una
struttura nazionale che parte non dalle "basi" locali? ha senso
partecipare alla costruzione di indy 2.0?
la posizione più o meno condivisa è stata: alcuni di noi seguano, a
livello personale, la questione, e man mano valuteremo se effettivamente
si sta formando un qualcosa a cui vale la pena partecipare come "nodo
locale" e su cui esprimeremo le nostre riflessioni.

> Allo stato attuale molti dei membri di indy torino si occupa di  
> comunicazione  seppure attraverso forme diverse (radio, underscore,  
> indy) nostro compito è mettere in relazione progetti a cui lavoriamo  
> un po? tutti (radio, hacklab) allo scopo è creare un circolo virtuoso,  
> che esista indy o non indy. In modo che vi sia l?humus necessario per  
> creare ANCHE qualcos?altro. 

questa roba è nata da una constatazione, prima di tutto: alcune delle
persone presente a quella riunione partecipano o fanno cose che hanno a
che vedere con l'informazione e anche con la tecnologia. l'idea è quindi
quella di non cambiare continuamente il cappellino e fare dei
compartimenti stagni ma di cercare il più possibile di legare a doppio
filo le aree e le possibilità che abbiamo, l'esempio principale appunto
è quello della radio e di indymedia, senza contare che alcuni
partecipano ad altri progetti d'informazione di tipo diverso.
per fare questo è quindi necessario cercare, mentre si segue indymedia,
di creare una base sulla quale poter costruire anche altro.
l'idea quindi è di non occuparci solo di indymedia ma di chiacchierare e
condividere anche altre esperienze per vedere cosa esce.

> VARIE ED EVENTUALI
> 
> Questa mailing list chiude fra un paio di giorni, per continuare a  
> discutere del futuro prossimo venturo verrà attivata a breve un altra  
> lista. Per chi ci sarà ci vediamo lì.

tutte queste discussioni, che non volevamo interrompere con la chiusura
della lista torino, proseguono quindi su bagnacaoda il cui link è
passato in un'altra mail.

spero di aver contribuito alla stesura di un report comprensibile.

byez


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