[Imc-torino] proposta ftr collusioni :)
fat a inrete.it
fat a inrete.it
Dom 11 Giu 2006 03:48:37 PDT
> takazawa ha scritto:
>
>> bhe l'idea è quella di provare a buttare giù due righe su questi
>> simpatici eventi che si ripetono
>> in continuazione dalla tav al pride dai cpt agli sgomberi.
>> Mi spiego, sarebbe carino far capire o provarci... che i signori delle
>> istituzioni non possono
>> tenere due piedi in una scarpa, a seconda del momento si prende una
>> posizione o un'altra, perchè
>> fa comodo.
>
> piu' che i signori delle istituzioni in astratto, io andrei al sodo.
> ovvero qui siamo di fronte ad una Politica che nell'ultimo periodo si
> sta concretizzando in questa dinamica:
>
> pugno duro contro l'"illegale" o l'"eversivo", con tutte le accezioni
> che ci si puo' mettere dentro
>
> proposizione di modelli partecipativi costruiti su premesse che
> derivano dalle loro:
>
> _delega e non messa in gioco
> _verticalità e non orizzontalita'
> _fruizione e non costruzione
A mio avviso la proposta è interessante ma va articolata meglio.
Il tema dei modelli partecipativi e, in particolare, della
cosiddetta "democrazia partecipativa" è molto importante perchè consente
operazioni di recupero (paraistituzionale) lasciando peraltro l'illusione
della partecipazione. Da questo punto di vista la Valsusa rappresenta un
test interessante. Di fronte ad un'ampia capacità di autorappresentazione e
ad un'autonomia dal quadro politico istituzionale notevole, si è profilato
il tentativo (sostenuto dalle istituzioni locali) di anestetizzare il
movimento con la democrazia partecipativa. Nei fatti la manovra era volta
alla rileggitimazione del presidente della cmbvas Ferrentino, messo in
crisi dalle scelte che il movimento fece in dicembre e gennaio.
Non è un caso che l'attuale sponsor politico sia Agnoletto che proprio
giovedì scorso era a Torino su questi temi.
> tramite questi modelli i sinistri si dibattono nell'affermare chele
> opportunita' nella citt' olimpica ci sono. chi non le coglie e' perche'
> vuole far casino, drogarsi ecc..
> e in provincia non e' diverso.
Il modello disciplinare di cui i DS sono i maggiori sponsor necessita oltre
che dei manganelli anche di un'adesione culturale.
Ricordo un tuo post su To&Tu che si potrebbe riprendere
> ma il problema a torino non e' caruso. io mi materrei sul locale. cioe'
> e' vero che il modello di citta' dei sinistri si sta riproponendo in
> piu' situazioni (confronta BOLOGNA), pero' e' anche vero che ogni
> situazione fa storia a se'. detto questo sarebbe figo fare una ftr
> complessa sulla situazione torinese e magari chiedere ai bolognesi se
> gli interessa fare una cosa simile per cominciare a fare un confronto
> sulle modalita' di gestione del territorio dei sinistri.
Secondo me occorre contestualizzare altrimenti si rischia la banalità.
Mi spiego. La sinistra ha sempre governato i suoi territori con il pugno di
ferro, specie nelle regioni in cui ha governato per decenni come l'Emilia.
LO Zangheri dei carri armati in piazza non era certo meglio dello sceriffo
Cofferati.
La novità a mio avviso è nella pretesa di regolare la vita quotidiana e i
comportamenti individuali che sta dietro al cofferatismo (locali chiusi,
piazze svuotate, blitz antidroga, etc) e, incerta misura più sfumata, tra i
Chiampa boys.
Detto questo la trasformazione di Torino in parco giochi è un'operazione
hard, che sconvolge e modifica territori, rapporti sociali e mette in gioco
interessi fortissimi ed intoccabili.
Un'analisi ben fatta deve tenerne conto.
C'è poi la questione di Rifondazione. A Bologna sappiamo già come è andata:
dopo alcuni tentativi di far convivere il partito di lotta e di governo,
quest'ultimo ha preso il sopravvento.
A Torino la partita è appena cominciata ed è una partita molto complessa,
sia per le caratteristiche del prc locale, sia, per le relazioni stabili
che tanti antagonisti hanno con il prc.
Sarà interessante vedere il seguito.
ciau,
m.
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