[Imc-torino] abbozzo policy

fat a inrete.it fat a inrete.it
Dom 11 Mar 2007 00:11:24 UTC


bionda scrive:

>**Noi non censuriamo nulla.**
>lapalissiano. lo lascerei paro paro, grosso, in grassetto
e sottolineato :P

vedo una contraddizione con la questione dell'editing dei
nomi e delle foto... o no? Sì. sì. sì!

>**Il gruppo di lavoro che si occupa di gestire il
newswire del sito di indymedia italia si è dato questa
Policy Editoriale**

io direi:
"Il gruppo di lavoro che si è costituito per dar vita a
indymedia piemonte e che si occupa di gestirne il newswire
si è dato questa policy editoriale. La policy, pur
nell'alveo del network indymedia,  potrà sempre essere
ridiscussa, qualora il gruppo lo ritenga necessario. Il
gruppo di lavoro può allargarsi per cooptazione."

>>prima cosa, stiamo decidendo noi della policy, quindi
non sarà più la
>policy di indymedia italia, ma di indymedia piemonte.
>aggiungerei un link sulla parola policy con un post che
spiega che cosa
>sia una policy (mica è scontato) e perchè si decide di
darsi una policy:
ok

>pensiamo ad un testo? c'è qualcosa sul wiki?
>
poi aggiungerei qui, in preambolo, che i post che non
rispettano la policy
>che segue non vengono eliminati ma vengono occultati, e
restano quindi
>visibili e consultabili in una pagina diversa dalla home
(link della
>pagina coi post occultati), così non stiamo a ripeterlo
nei punti della
>policy ogni tre per due.

Ritengo che ci si debba porre qui il problema dei post
"pericolosi", ossia quei post che non basta siano nascosti
ma è necessario siano fatti sparire del tutto. Mi pare
assurda l'attenzione maniacale alla privacy se poi, al di
là della questione "nomi e facce" (sulla quale torno dopo)
non ci si pone questo problema. So che non esiste una
soluzione perfetta, perchè un post "pericoloso" basta stia
su pochi minuti per produrre danni infiniti, tuttavia sono
convinta che in alcuni casi debba essere data facoltà di
cancellare. (salvo poi cazziare chi abbia usato in modo
"improprio" di questa facoltà).

>**1. I messaggi palesemente razzisti, sessisti, fascisti
vengono
>occultati, ma non eliminati.**

>modificherei in questo modo aggiungendo qui la questione
dei link diretti
>a siti di merda:
>1. Post che abbiano contenuti razzisti, sessisti,
fascisti. Indymedia
>Piemonte inoltre non ammette la presenza nei post di link
a siti che
>abbiano i medesimi contenuti: il tentativo di inserire un
link diretto ad
>un sito di questo genere impedirà la pubblicazione (link
alla "lista nera"
>aggiornata dei siti di cui non desideriamo link diretti
dai post).
>
>**2. I messaggi che contengono palese spamming
pubblicitario vengono
>occultati, ma non eliminati. Sono inclusi in questa
categoria lo spamming
>elettorale e la propaganda di partiti e strutture
istituzionali.**

>di questo punto non avevamo parlato. bella lì per
pubblicità e propaganda
>politica (spero che siamo tutti d'accordo sul fatto che
non desideriamo la
>pubblicità di rifondazione sul indy), mi sembra che poi
ci possano essere
>poche discussioni su che cosa intendiamo per pubblicità
commerciale e
>politica.

Dubbio. Siamo sicuri di sapere cosa sia "pubblicità
commerciale"? Faccio un esempio. Ci sono libri e giornali
autoprodotti da gruppi o editrici non commerciali (nel
senso che non guadagnano soldi) ma che sono obbligati per
sopravvivere e continuare a pubblicare a fissare un
prezzo, un abbonamento, o a richiedere sottoscrizioni. Io
ritengo che, sebbene,la "forma" possa apparire simile a
quella di qualsiasi inserzione commerciale, ci troviamo di
fronte a situazioni nei fatti ben diverse e che quindi non
si debba editare.

>ma cerchiamo di definire un po' meglio quella vaga
definizione "strutture
>istituzionali"? cioè: una serata contro l'alcoolismo
promossa e
>patrocinata dalla regione piemonte la si hidda e nessuno
ha niente da
>dire. MA (ed era fonte infinita di discussioni in italy),
se il cafè liber
>fa una serata benefit blackout o se un circolo arci fa
una figata di
>serata sui diritti dei ricchioni che proprio spacca per
quanto è fica, che
>si fa?
faccio l'avvocato del diavolo e se la serata contro
l'acoolismo la promuove una struttura autogestita o un
gruppo antiistituzionale?
Io mi limiterei a hiddare la propaganda elettorale (che ha
canali e soldi a disposizione) ma sul resto preferirei una
scelta elastica. Faccio un esempio. Se un comunicato sul
tav lo pubblica un centro sociale lo si lascia e se lo
stesso comunicato lo pubblica rifonda lo si hidda? Non
paia assurdo: ho fatto quest'esempio perchè a Bussoleno
rifonda ed un cs di Torino stanno nello stesso comitato no
tav.

>non credo che dobbiamo decidere la rava e la fava di
tutto e si potrà
>ragionare insieme, ma magari su ste cose possiamo
chiarirci già un po' le
>idee al di là della vera e propria stesura della policy.
no? :)
>
>**4. I messaggi doppi o vuoti vengono nascosti.**
>
>e su questo...
>
>**5. Possono essere occultati o editati messaggi su
richiesta di chi li ha
>pubblicati. Scrivete un commento sotto al messaggio
stesso, indicando cosa
>volete sia nascosto o cambiato e perchè: provvederemo
appena possibile.**
>
>e qui potremmo lasciare così paro paro aggiungendo che è
possibile
>segnalare i post fuori policy agli admin (c'è
quest'opzione su oscailt).
>quindi diventerebbe tipo così:
>5. I post possono essere occultati o editati su richiesta
di chi li ha
>pubblicati: aggiungete un commento sotto il messaggio che
desiderate
>modificare spiegando che cosa volete nascondere o
cambiare ed il perchè.
>Inoltre i post fuori policy possono essere segnalati
dagli utenti
>cliccando sul tasto xy visibile sopra/sotto/di fianco ad
ogni messaggio
>pubblicato. In questo modo potete contribuire e
facilitare il lavoro degli
>admin sul newswire.

ok

>
>**6. I messaggi che utilizzino un linguaggio finalizzato
al semplice
>insulto o alla minaccia personale vengono nascosti.**
>ok così. no?

io specificherei che "se in un post vi sono minacce o
insulti a persone o a gruppi questo viene nascosto" Mi
resta però un dubbio: "Prodi merda" è insulto o polemica
politica? Ci vorrà un po' di saggezza, tuttavia se si
applicasse in modo un po' rigidino questo punto è
probabile che il livello delle polemiche non scadrebbe in
basso come spesso è accaduto in passato.

>
>**7. I messaggi privi di alcun contenuto informativo
vengono nascosti.
>Per *nessun contenuto informativo* intendiamo post che
rientrano solo
>parzialmente negli altri punti previsti da questa Policy.
Puo' essere
>nascosto perche' *privo di contenuto informativo*, per
esempio, un
>contributo di poche parole come: *sono stufa:
ribelliamoci!*. si tratta di
>un parere personale, che peraltro condividiamo ;), ma non
contiene alcuna
>informazione. E piuttosto poteva essere postato nel
forum, dove avrebbe
>potuto incontrare altre persone stufe e vogliose di
parlarne.**
>
>che va anche bene così. ma bisogna togliere o modificare
l'ultima parte. o
>in alternativa mettere su un forum. a me interessa poco o
niente e mi è
>sempre interessato poco e niente del forum. ma
parliamone, magari mi
>convincete che è utilissimo :P
>
>**8. ..altri messaggi, per quanto talvolta dubbi,
ambigui, palesemente
>scritti al Viminale oppure raccapriccianti, ce li
teniamo: preferiamo che
>sia un meccanismo *naturale* di risposta collettiva, a
spazzare via
>l'idiozia di qualcun*. E se proprio e' necessario, siamo
noi stess*,
>quell* che seguono le mailing list, a metterci di buzzo
buono a contestare
>con delle buone ragioni, le stronzate che altr* hanno
postato.**

Mah... siamo proprio sicuri che sia necessaria quest'ode
alla munnezza? va beh che di questi tempi a Torino va di
moda il cassonetto, tuttavia non si potrebbe evitare di
annegare indy nel pattume?
Per me i messaggi "palesemente scritti al Viminale oppure
raccapriccianti" sono no info e quindi vanno nascosti. Non
è vero, e lo sappiamo bene, che si innesca un meccanismo
"naturale" di risposta collettiva. Nessuno e noi per primi
ha voglia/tempo di passare ore a ribattere cazzate o
orrori.
Non capisco questo timore di nascondere. Alla fine, se si
sbaglia, potrebbe, questo sì, innescarsi un meccanismo di
"risposta collettiva" che ripeschi dalla quarantena i
nascosti.

>prima cosa leviamo ste orride * e mettiamo i plurali
maschili com'è giusto
>che sia. le stelline che vogliono includere maschi
femmine e transienti,
>transessuali e diversamente sessuati sono tristi imho.
Sono d'accordo: "il politically correct" è come il
"diversamente abile" o "l'operatore ecologico", una
stronzata demagogica.

>io sto punto lo amo proprio. mi garba così senza le
stelline. che dite?
>
>---------------------------------------------------------------------------------
>
>terrei la questioni editing dati personali da parte,
perchè in questo caso
>specifico si parla di eliminare dati, quindi togliere
cose pubblicate e
>renderle invisibili difinitivamente agli utenti. quindi
imho il discorso
>va fatto distintamente dall'hidding dandogli rilievo,
motivazioni
>politiche e aggiungendo il famoso discorso du foto/immagini.
>quindi farei un'intro sulla questione "tutela della
privacy" che possa poi
>giustificare il fatto che alcuni dati spariscono e che le
foto sì ma col
>buon senso.
>il punto della vecchia policy era codesto:
>
>**3. I messaggi che contengono dati personali (nome,
cognome, indirizzo,
>telefono, ecc..) - caso per caso - vengono editati
nascondendo con delle
>xxx solo questi dati. Pensiamo sia giusto nascondere cio'
che è lesivo
>della privacy delle persone perche' consideriamo
fondamentale il diritto
>al rispetto dell'anonimato (nostro, di chi legge, di chi
naviga). Il
>Newswire é uno strumento per informare e comunicare, e
non per infamare o
>minacciare...**

>per esempio:
>Indymedia pensa che sia giusto ed indispensabile
sensibilizzare i suoi
>utenti sull'importanza della tutela della privacy, che è
per noi
>fondamentale. Privacy è il diritto all'anonimato, il
diritto alla tutela
>dei dati sensibili (fotografie, nomi, inidrizzi, numeri
di telefono)
>nostri, di chi legge, di chi pubblica, di chi naviga, di
chiunque. Per
>questo motivo:
>1) Invitiamo chiunque legga queste righe e creda nella
necessità di
>tutelarsi in questo senso ad informarsi su come farlo, al
di là della
>pubblicazione su questo sito (link a qualche cosa su
criptazione e robe
>così: autistici?).
>2) Indymedia Piemonte non registra gli indirizzi IP (link
su che cos'è un
>IP?) di coloro che pubblicano post su questo sito,
garantendo così il
>completo anonimato di chi desidera pubblicarvi.
(specifichiamo se ci sono
>dei rischi comunque? io non lo so ahimè.)
Aggiungerei:
"Indymedia Piemonte si impegna a non divulgare mai alcun
tipo di informazione o documento che possa ledere la
privacy di chiunque". (questo punto può sembrare oscuro ma
se ci pensate bene non lo è)

>3) Indymedia edita, cioè sostituisce con xxxx,
*qualunque* dato sensibile
>possa essere presete nei post (nome, indirizzo...)
riguardante *chiunque*.
>Non ci importa se tali dati possano essere disponibili
altrove o già
>pubblici (per esempio pubblicati su altri siti). Per
Indymedia la scelta
>di tutelare l'anonimato e la privacy è una scelta
fondamentale e politica.

Bella dichiarazione di principio che andrebbe tuttavia
"calibrata". Mi spiego. La polizia ingabbia x y e z e sul
sito di (che so?) Repubblica ci sono nomi, cognomi,
indirizzi. Mi pare ipocrita cancellare dati che tutti
possono trovare altrove. Non solo. magari trovare il nome
di uno può aiutare a mettere più rapidamente in moto
meccanismi di solidarietà e mutuo appoggio.
Per me rispetto della privacy è altra cosa dal nascondere
quello che è sotto gli occhi di tutti.

>4) Invitiamo chi pubblica materiale fotografico o video a
farlo con
>estrema cautela e nel rispetto più profondo di chi vi è
ritratto in modo
>riconoscibile. Il modo più sicuro per tutti di pubblicare
questo tipo di
>materiale è editare *sempre e comunque* i volti
riconoscibili delle
>persone ritratte prima di pubblicare (link con un howto).

Come molti sanno io non sono d'accordo. A mio parere la
questione "foto" è palesemente mal posta.
Il punto non è quali foto si pubblicano e quali no, perché
la questione va affrontata a monte. Per me ci sono foto
che vanno fatte e foto che non vanno fatte. Ci sono
situazioni in cui si fotografa e si pubblicano poi
tranquillamente le foto senza farsi pippe e ci sono
situazioni in cui le foto non si fanno per cui non c'è
niente da pubblicare.
In qualsiasi manifestazione la polizia si impadronisce
delle macchine solo quando le foto documentano violenze
degli uomini in divisa, altrimenti, per il mero piacere di
avere la foto di uno di noi a bassa risoluzione, non si
prendono certo il disturbo. I fotografi della polizia
dispongono di macchine che fotografano il pelo del culo di
gente vestita e incappottata: che se ne fanno delle nostre
foto da macchinetta?
Mi piacerebbe un approccio meno "ideologico" e più pratico
alla questione.

buonanotte,
m.


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