[Italy-editorial] proposta miniftr "latteinpolvere"
mm
goedel at fastwebnet.it
Sun Nov 28 08:15:43 PST 2004
okz, riecco un altro parto sulla base delle osservaioni (giustissime)
pervenute e cercando di non allargarsi ovunque
mancherebbe:
-un titolo decente
-una immagine
- il link alla/e categoria tra prima e seconda parte (che cat?)
- eventuali links, su: multimerde lattose, sirchi ed il suo show, varie ed
eventuali
dite se funziona :)
ciao
mazzetta
Quando i media inventano il latte, qual è la verità sul latte in polvere?
Durante le scorse settimane le aprture dei media sono state invase dalla
questione sull'assurdo prezzo del latte in polvere in Italia.
Giorni e giorni di disquisizioni che hanno sorvolato sulla realtà,
concentrandosi sul problema, relativamente meno importante, di un mercato
falsato dal comportamento assai poco etico delle aziende produttrici.
Aziende che hanno potuto dimostrarsi generose accogliendo la proposta del
ministro Sirchia, di ridurre entro la fine dell'anno e "fino al 30%" i
prezzi del latte in polvere; calo dei prezzi che peraltro ancora non è
avvenuto.
Caso risolto con grossa pubblicità per le aziende generose e per il
ministro.
L'assoluto rispetto che i media portano a queste aziende, che per caso sono
tutte aziende enormi che spendono moltissimo in pubblicità, è dimostrato dal
fatto che la polemica è stata incentrata sul fattore della distribuzione e
del costo del prodotto, ignorando o dando nessuna evidenza al fatto che <a
href=http://italy.indymedia.org/news/2004/11/685990.php>l'allattamento al
seno</a> sia la <a
href=http://www.epicentro.iss.it/argomenti/allattamento/allattamento.htm>sol
uzione migliore</a>; e che nel nostro paese, tramite l'acquisto della
benevolenza dei pediatri da parte degli stessi produttori, le percentuali di
donne che ricorrono all'alimentazione artificiale è elevatissima.
La scelta dell'opzione artificiale dipende infatti in maniera stretta dal <a
href=http://www.epicentro.iss.it/problemi/percorso-nascita/percorso-nascita.
htm>tipo di informazione</a> al quale le madri riescono ad avere accesso.
continua in cat. (????)
Superati infatti i primissimi mesi, la percentuale di nutriti con il latte
artificiale impenna drasticamente, dopo quattro mesi solo il 24% delle donne
italiane allatta ancora al seno, poche visite dal pediatra, qualche dubbio
se il pupo mangi abbastanza, un pediatra che non dice di no, ed ecco fatto.
Dato nascosto da un altro pessimo dato, che vede un positivo 81% uscire
dalle maternità con i pupi ben saldi alle mammelle. Pessimo perché è stato
dimostrato che il 98% delle puerpere ha le possibilità fisiche di allattare
al seno, cosa che succede in altri paesi dove non esiste una complicità ai
danni del consumatore come il nostro, o nei quali il latte in polvere è un
lusso, paesi nei quali i bambini crescono esattamente come quelli italiani.
Ovviamente spingere i pediatri a contraddire la realtà ed il buonsenso
costa, però crea un mercato chiuso dal quale ricavare un grosso surplus di
guadagno.
Una esperienza norvegese mostra come una corretta informazione sul valore
dell'allattamento al seno, e sulla superiorità indiscussa del latte materno,
porti le madri a scegliere quasi all'unanimità l'opzione naturale.
Il denunciato cartello tra pediatri beneficati, aziende che vendono latte
come fosse oro, e media riconoscenti, porta ai risultati esposti sopra.
Chi volesse attribuire il fenomeno italiano a fenomeni sociali "naturali" e
negare l'esistenza o l'influenza di questo meccanismo perverso, non ha che
da osservare cosa è successo nell'ultima "puntata" del caso-latte. Puntata
censurata, in effetti.
E' accaduto che la Coop, da tempo nel business del latte materno, abbia
presentato un prodotto ad un prezzo inferiore da 1/3 ad ¼ a quelli
attualmente in commercio; 9 euro guadagnandoci pure, consentendo alle
puerpere un risparmio annuo di 8/900 euro.
Alla presentazione ufficiale del nuovo prodotto, in regola con tutti crismi
richiesti, hanno dato risalto solo il Messaggero ed il Manifesto, tutti gli
altri media hanno taciuto.
Nonostante Coop possa insidiare solo il 5% del mercato del latte in polvere
(il 95% si vende in farmacia, caso strano), è calata la mannaia e quasi
nessun media ha riportato l'imbarazzante episodio. A parte i giornali
segnalati, nessun altro media si è "accorto" di questa novità, nonostante
Coop abbia un addetto stampa efficiente che li ha avvertiti.
Episodio tanto più strano quanto più era stata data evidenza alla
questione-prezzo da parte dei media che miravano, chiaramente, a mostrarsi
accanto ai consumatori quando il bubbone è scoppiato.
In questi giorni Coop esce con una pubblicità nel quale si fa paladina
etica, e chiede se sia giusto che il latte costi come lo champagne,
pubblicità diffusa anche sui giornali che non hanno dato la notizia.
Chiaramente anche Coop cerca di approfittare dell'indubbio vantaggio d'
immagine che viene a creare nei confronti degli altri produttori associati
in questa specie di racket del latte in polvere.
Ad un articolo nel quale il Manifesto <a
href=http://italy.indymedia.org/news/2004/11/685787.php>annunciava</a> la
buona novella, è così seguito uno nel quale si denunciava il muro del
silenzio; muro che come raccontiamo esiste da molto tempo e protegge gli
affari degli sfruttatori dalla forza della banale verità: che è quella che
afferma che questo prodotto serve realmente solo in un numero di casi
limitatissimo, e che spendere soldi per l'allattamento artificiale è un
doppio danno, per la salute fisica del bambino e per quella economica delle
famiglie.
More information about the Italy-editorial
mailing list