[Italy-editorial] proposta ftr "latteinpolvere"

pussybrain pussybrain at inventati.org
Mon Nov 29 02:34:52 PST 2004


Il giorno 29/nov/04, alle 00:50, mm ha scritto:

> aggiunto link a questo  
> http://italy.indymedia.org/news/2004/11/686750.php
> apparso in nw, mancano ancora :)
>
> -un titolo decente
>  -una immagine
> - il link alla/e categoria tra prima e seconda parte (che cat?)
> - eventuali links, su: multimerde lattose, sirchi ed il suo show,  
> varie ed
> eventuali
>


> dite se funziona :)
> ciao
> mazzetta


umh, troppo lungo! La lunghezza puo' essere giustificata "dalla  
densita'",
ma qua ci sono identici concetti espressi a piu' riprese e periodi  
lunghi e ridondanti.
Si puo' benissimo alleggerire senza togliere senso e informazioni :)
Io ci provo, poi se fa schif si riaggiusta ;)
Poi in successiva mail, una volta aggiustata la ftr, ho una valanga di  
link da agganciare.

Intanto segnalo di seguito alcuni passaggi che nn mi convincono per  
nulla
e che cambierei o eliminerei:


****

> Superati infatti i primissimi mesi, la percentuale di nutriti con il  
> latte
> artificiale impenna drasticamente, dopo quattro mesi solo il 24% delle  
> donne
> italiane allatta ancora al seno, poche visite dal pediatra, qualche  
> dubbio
> se il pupo mangi abbastanza, un pediatra che non dice di no, ed ecco  
> fatto.


1) Dopo i 4 e 6 mesi si entra nel periodo dello svezzamento.
Non tutte le donne producono ancora tanto latte da poter sfamare il  
marmocchio per l'intero arco della giornata,
quindi giustamente e con coscienza (!) la scelta del latte in polvere  
non viene presa in toto per tutti i pasti, ma alternato...
Le dobbiamo bastonare? il punto e' dare informazioni corrette. Poi una  
donna su queste basi decidera' da se', o no?
Cosa siamo predicatori comunisti? ;))
Tra l'altro si possono anche utilizzare per il primo svezzamento  
alternative vegane al latte in polvere
(sto cercando i link)


> Dato nascosto da un altro pessimo dato, che vede un positivo 81% uscire
> dalle maternità con i pupi ben saldi alle mammelle.


2) Di nuovo la retorica dell'allattamento naturale inteso come il bimbo  
attaccato alle tette.
Si puo' allattare con latte materno anche con il biberon.
Se una donna nn produce abbbastanza latte puo' ricorrere alle banche  
del latte (e quindi zero allattamento da mammelle)
oppure una donna puo' decidere di alternare l'allattamento del  
marmocchio con il proprio compagno spremedo il latte nel biberon.
Suvvia un po' di liberta' a queste mamme. Sembra che allattare sia una  
passeggiata...non tutte le donne sono uguali, eh.


Quindi la metterei cosi':

Durante lo svezzamento tra il 4° e 6° mese  la percentuale di nutriti  
con il latte
artificiale impenna drasticamente. Solo il 24% delle donne
italiane allatta ancora con latte materno.


> Pessimo perché è stato
> dimostrato che il 98% delle puerpere ha le possibilità fisiche di  
> allattare
> al seno, cosa che succede in altri paesi dove non esiste una  
> complicità ai
> danni del consumatore come il nostro, o nei quali il latte in polvere  
> è un
> lusso, paesi nei quali i bambini crescono esattamente come quelli  
> italiani.


** beh il problema e' che le campagne per il latte in polvere hanno  
presa
proprio nei paesi in cui il latte in polvere e' un lusso..(tra cui  
l'italia)
Meglio mettere a quali paesi ti riferisci se no si crea confusione e  
contraddizione
in un eventuale link boikotta nestle' in cui appunto si fa riferimento  
ai paesi poveri come massimi consumatori.


> Una esperienza norvegese mostra come  una corretta informazione  sul  
> valore
> dell'allattamento al seno,

Ma il valore dell'allattamento al seno chi lo ha inventato? ;))
Vero che allattare al seno e' salutare anche per la donna, ma nn  
diamogli un valore morale.
In tante robe pro-allattamento seno si legge di questo valore aggiunto,  
ma a me nn piace per nulla.
L'affettivita' si puo' trasmettere in tanti modi. Il battito cardiaco  
e' bellissimo ma basta un abbraccio.
Non penalizziamo le madri che nn possono allattare, i padri, o i  
genitori adottivi.
La relazione con il pupo nn puo' avere come origine l'allattamento  
tetta>bocca.
Il nutrimento in senso generale magari si..qundi torniamo a parlare di  
quale alimento migliore.

Poi in Norvegia con lo Stato sociale e le strutture che hanno, grazie  
al cazzo che le donne allattano al seno ;)
qui le donne italiane tornano a lavorare subito...e sul lavoro nn ti  
porti i marmocchi
La possibilita' dell'allattamento al seno e' strettamente collegata  
alla possibilita' economik di starsene a casa...
L'allattamento precario al seno lo vedo difficile ;)
Toglierei sta parte o almeno nn la userei come esempio..boh.


> Ad un articolo nel quale il Manifesto <a
> href=http://italy.indymedia.org/news/2004/11/685787.php>annunciava</a>  
> la
> buona novella, è così seguito uno nel quale si denunciava il muro del
> silenzio; muro che come raccontiamo esiste da molto tempo e protegge  
> gli
> affari degli sfruttatori dalla forza della banale verità: che è quella  
> che
> afferma che questo prodotto serve realmente solo in un numero di casi
> limitatissimo, e che spendere soldi per l'allattamento artificiale è un
> doppio danno, per la salute fisica del bambino e per quella economica  
> delle
> famiglie.


** perche' chiudere con il manifesto?
l'articolo si puo' riportare quando lo citi come unico media ad averne  
parlato assieme al messaggero...
Mica si deve difendere la linea editoriale del manifesto sulla  
questione latte in polvere...
Tanto che e' meglio il latte materno a quello in polvere e' stato gia'  
detto tante altre volte :)


++++

FTR TAGLIATA
e un po' aggiustata.


Durante le scorse settimane le aperture dei media sono state invase  
dalla
questione sull'assurdo prezzo del latte in polvere in Italia.
Giorni e giorni di disquisizioni sul problema di un mercato
falsato dal comportamento assai poco etico delle aziende produttrici.
Aziende che hanno potuto dimostrarsi generose accogliendo la proposta  
del
ministro Sirchia, di ridurre entro la fine dell'anno e "fino al 30%" i  
prezzi del latte in polvere;
calo dei prezzi che peraltro ancora non è avvenuto.
Caso risolto con grossa pubblicità per le aziende generose e per il  
ministro.
L'assoluto rispetto che i media portano a queste aziende, che per caso  
sono
tutte aziende enormi che spendono moltissimo in pubblicità, è  
dimostrato dal
fatto che la polemica è stata incentrata sul fattore della  
distribuzione e
del costo del prodotto, senza dare nessuna evidenza al fatto che   <a
href=http://italy.indymedia.org/news/2004/11/685990.php>l'allattamento  
al
seno</a> sia la  
<ahref=http://www.epicentro.iss.it/argomenti/allattamento/ 
allattamento.htm>
soluzione migliore</a>; e che nel nostro paese come in tanti altri  
soprattutto del terzo mondo,
tramite l'acquisto della benevolenza dei pediatri e aziende sanitarie  
da parte degli stessi produttori,
le percentuali di donne che ricorrono all'alimentazione artificiale è  
elevatissima.
La scelta dell'opzione artificiale dipende spesso in maniera stretta  
dal <a
href=http://www.epicentro.iss.it/problemi/percorso-nascita/percorso- 
nascita.
htm>tipo di informazione</a> al quale le madri riescono ad avere  
accesso.


Per questo la penetrazione delle aziende negli ospedali è stata  <a
href=http://italy.indymedia.org/news/2004/11/686750.php>vietata</a> da  
una
circolare ampiamente disattesa.
Durante lo svezzamento tra il 4° e 6° mese  la percentuale di nutriti  
con il latte
artificiale impenna drasticamente. Solo il 24% delle donne
italiane allatta ancora con latte materno. Dato pessimo, perché è stato
dimostrato che il 98% delle puerpere ha le possibilità fisiche di  
allattare
al seno, cosa che succede in altri paesi dove non esiste una complicità  
ai
danni del consumatore come il nostro, paesi nei quali i bambini  
crescono esattamente come quelli italiani.

Il denunciato cartello tra pediatri beneficati, aziende che vendono  
latte
come fosse oro, e media riconoscenti, porta ai risultati esposti sopra.
Chi volesse attribuire il fenomeno italiano a fenomeni sociali  
"naturali" e
negare l'esistenza o l'influenza di questo meccanismo perverso, non ha  
che
da osservare cosa è successo nell'ultima "puntata" del caso-latte.  
Puntata
censurata, in effetti.
E' accaduto che la Coop, da tempo nel business del latte materno, abbia
presentato un prodotto ad un prezzo inferiore da 1/3 ad ¼ a quelli
attualmente in commercio; 9 euro guadagnandoci pure, consentendo alle
puerpere un risparmio annuo di 8/900 euro.
Alla presentazione ufficiale del nuovo prodotto, in regola con tutti  
crismi
richiesti, hanno dato risalto solo il Messaggero ed il <a
href=http://italy.indymedia.org/news/2004/11/685787.php>Manifesto</a>
altri media hanno taciuto.
Nonostante Coop possa insidiare solo il 5% del mercato del latte in  
polvere
(il 95% si vende in farmacia, caso strano), è calata la mannaia e quasi
nessun media ha riportato l'imbarazzante episodio.

Episodio tanto più strano quanto più era stata data evidenza alla
questione-prezzo da parte dei media che miravano, chiaramente, a  
mostrarsi
accanto ai consumatori quando il bubbone è scoppiato.
In questi giorni Coop esce con una pubblicità nel quale si fa paladina
etica, e chiede se sia giusto che il latte costi come lo champagne,
pubblicità diffusa anche sui giornali che non hanno dato la notizia.
Chiaramente anche Coop cerca di approfittare dell'indubbio vantaggio d'
immagine che viene a creare nei confronti degli altri produttori  
associati
in questa specie di racket del latte in polvere.



:: cia' pussybrain




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