[Italy-editorial] feature elezioni irachene ?

Sbancor sbancor at rekombinant.org
Mon Jan 17 06:59:42 PST 2005


Quoting summeroflove67 at tin.it:

> 
> credo ci sia il tempo giusto per preparare una ftr sulle elezioni irachene.
> E' anche un'occasione per fare un bilancio sull'occupazione, pardon sulla
> presenza delle forze alleate per ristabilire la democrazia :) sulle
> privatizzazioni
> dei beni nazionali irachei a favore delle multinazionali e mappare le forze
> in campo.


Proposta ragionevole. E visto che sulla Palestina siamo riusciti così bene ad 
interpretare i desideri del popolo,(mi si conceda una grassa risata!) 
proporrei di rifletterci due volte. 

La prima riflessione riguarda i soggetti della resistenza. Ora è mia profonda 
e motivata convinzione che abbiamo, nella maggioranza dei casi, a che fare 
con "signori della guerra". Intendo con ciò gruppi che traggono il proprio 
sostentamento economico e la propria sopravvivenza dallo "stato di guerra", 
così come a lungo è stato, purtroppo per i palestinesi. La guerra infatti 
crea "mercati asimmetrici" in cui un gruppo dotato di buona volontà, meglio se 
ha a disposizione dei "martiri" (shadid), può lucrare, accumulare e 
distribuire ricchezza. Dal Libano ai Balcani, alla Palestina, fino all'Iraq, 
le attuiali "guerre" consentono appunto la sopravvivenza per bande in un 
ambiente economico ridotto a zero dalla guerra. La responsabilità degli USA è 
evidente e grottesca. Ma ciò non fa che confermare la teoria della guerra come 
distribuzione asimmetrica di ricchezza. L'obiettivo iunfatti è il governo 
delle instabilità, la gestione degli squilibri e non la ricerca di nuovi 
equilibri.

Ora gli USA stanno riuscendo nel proprio sforzo di identificare tutta la 
resistenza con Zarkawi. E Zarkawi, ovviamente ci mette del suo. 

Fino ad uccidere il figlio di Al Sistani. Per chi abbia letto la "famosa" 
lettera di Zarkawi a Bin Laden, in cui si indicavano gli sciti come il nemico 
interno da battere, ciò non stupisce. Stupisce invece che nessuno si accorga 
del processo in atto: la "libanizzazione" dell'Iraq.

Insomma: in un paese dove non esisteva il terrorismo islamico, si è riusciti, 
grazie agli Americani, a farne la prima forza di resistenza.

Come dice Negri: si tratta di guerre civili all'interno dell'Impero. Ma in un 
modo che lui non si immagina nemmeno. Guerre che hanno un unico giocatore, 
come in un solitario in cui si bara apertamente.  Siamo in grado di scrivere 
qualcosa di sensato su tutto ciò?

I miei soliti due sesterzi.




 













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