[Italy-editorial] L'esercito degli Stati Uniti ha usato fosforobianco a Fallujah nel 2004

alfred sp1een at riseup.net
Wed Nov 9 07:30:52 PST 2005


non ho avuto ancora il tempo di leggermi il dossier di rai news....forse 
queste cose stanno già là
cmq mi è arrivato questo testo per posta...e intanto lo butto qua...
se può aiutare eccolo:


L'inchiesta di Rai News 24, "Fallujah: la strage nascosta"dimostra con 
dati alla mano,ovvero con testimonianze di militari statunitensi che 
hanno combattuto in Iraq, di abitanti di Fallujah, di documenti filmati 
e fotografici raccolti nella città irachena durante e dopo i 
bombardamenti del novembre 2004, che l'Esercito statunitense ha 
utilizzato agenti chimici: il cosiddetto "Fosforo Bianco", una versione 
del Napalm, chiamata con il nome MK77. Le immagini dimostrano il suo 
impiego contro la popolazione civile, in spregio al divieto sancito 
dalle convenzioni O.N.U. del 1980 (non sottoscritte dagli USA) che 
proibisce l'uso di queste sostanze incendiarie sui civili. Gli USA, dal 
canto loro, nel '97 firmarono invece una convenzione che vietava l'uso 
di armi chimiche. Le testimonianze che riportiamo sollevano atroci dubbi 
sulla veridicità della convenzione. Salvo che incendiare corpi con 
"agenti" chimici piuttosto che "armi" chimiche...faccia differenza.
Un'altra umiliazione per l'umanità intera,
protagonista della fiction "missione di pace", è
venuta a galla. Tutti i cadaveri, prima o dopo
riaffiorano, più o meno decomposti...
Nell'inchiesta di Rai News 24, realizzata da Sigfrido
Ranucci e curata da Maurizio Torrealta, vengono
mostrati documenti filmati del bombardamento al
fosforo sui quartieri della città, e quelli molto
drammatici che riprendono gli effetti su militari, su
intere famiglie civili, sui tanti bambini di Fallujah,
alcuni dei quali sorpresi nel sonno (le foto sono
veramente terribili.Ma più terribile è che, se
esistono, una foto dimostra solo la tragedia di ciò
che già è stato...)

il fosforo bianco scioglie i corpi, ma lascia quasi
intatti i vestiti..."Avevo raccolto testimonianze
sull'uso del fosforo e del Napalm da alcuni profughi
di Fallujah che avrei dovuto incontrare prima di
essere rapita" - ha raccontato la giornalista del
Manifesto, Giuliana Sgrena, a Rai News 24 - "avrei
voluto raccontare tutto questo, ma i miei rapitori non
me l'hanno permesso!".
.............

1972. Una manciata di anni fa. Storia che i nostri
liceali ora studiano sui libri, ma molti di noi la
ricordano perché vissuta, altri, molto più
drammaticamente, la ricordano perché patita. Marchiata
a fuoco sulla propria pelle. Un'immagine fa il giro
del mondo: Kim Fuk, 9 anni, il corpicino nudo,
straziato dal Napalm, corre, le braccia allargate nel
tentativo disperato di fuggire alla morte. Una morte
da napalm, un'infame risposta al perché di una guerra
che nessuno ha vinto. Il napalm fu una "specialità" di
quella guerra. Gli archivi americani hanno vomitato
l'effetto di quei micidiali ordigni. I cameramen
militari hanno ripreso tutto, con particolare
attenzione all'effetto slow-motion per meglio
documentare l'operatività delle bombe. Quelle bombe
erano lucide, al momento dello sgancio l'attrito le
avvolgeva circondandole di un'aurea blu, subdola,
perché, raggiunto l'obiettivo, scatenavano a terra una
tempesta di fuoco. I piloti sorvolavano a bassa quota
boschi, villaggi, guardando avanti,mentre alle loro
spalle tutto bruciava: dai piccoli Kim Fuk all'ultima
delle capanne... Anche la colonna sonora era studiata
ad hoc. Ricordava ai valorosi marines le loro terre
californiane. Per loro, evidentemente, le uniche degne
di continuare a esistere: il Vietnam e il suo popolo
che andassero all'inferno: inferno, appunto.

di lei, solo il suo velo è rimasto intatto..Questi
filmati uscirono dagli archivi dopo decenni e, temendo
le reazioni dei pacifisti, ne vennero proiettati solo
il 3%. Furono però sufficienti a scatenare la
sensibilità di moltissimi americani. Grazie anche a
loro, le Nazioni Unite nel 1980 sancirono il divieto
dell'uso del gas napalm contro i civili.
Nell'agosto 2003 qualche testata estera cominciò a
pubblicare notizie preoccupanti. The Indipendent -
Andrei Buncombe: "...gli USA ammettono di aver usato
il napalm in Iraq..." L'inchiesta era basata su
dichiarazioni di piloti graduati della marina
americana. Il Col. J.Alles, comandante dell'11° Marine
Air Group, dichiarò, sempre a Buncombe "...abbiamo
bombardato con il napalm i ponti sul canale Saddam e
sul fiume Tigri, nel sud di Bagdad...purtroppo c'erano
delle persone, li abbiamo visti nei video , erano dei
soldati iracheni . Non è un bel modo di morire. Ma i
generali amano il napalm. Ha un effetto psicologico
molto forte..." Il Pentagono negò. Alcuni suoi
esponenti si limitarono a dichiarare che erano
operazioni chirurgiche, "a basso impatto ambientale",
eseguite non con il napalm direttamente, ma con bombe
derivate, le cosiddette bombe incendiarie Mark 77.
Anche il "Sidney Morning Herald", il "San Diego Union
Tribune" riportano pesanti testimonianze. John Pike
del Global Security Group commenta "...puoi chiamarlo
in un altro modo, ma è sempre napalm. E' stato
riformulato, nel senso che ora utilizzano un
differente distillato di petrolio come base, ma al
fondo è sempre quello. Gli USA sono uno dei pochi
paesi che abbiano fatto largo uso di napalm, non ho
notizie di altri che lo facciano..."
Alice Mahon, ex parlamentare laburista, presentò in
quell'anno numerose interpellanze al Ministero della
Difesa inglese chiedendo se fosse vero che gli USA
avessero utilizzato armi chimiche. Il Ministero negò
fino al giugno 2005 quando rispose di essere
sinceramente dispiaciuto, che non corrispondeva a
verità. Che gli Usa avevano distrutto nel 2001 il loro
arsenale di napalm usato in Vietnam, ma che dai
rapporti dei marines in servizio in Iraq nel 2003, si
leggeva che era stato usato l'MK77. Questa bomba
incendiaria, pur non avendo la stessa composizione del
napalm, ha lo stesso effetto distruttivo. Il Pentagono
ha affermato che questi ordigni non vengono
generalmente usati in aree dove sono presenti civili.
La Mahon ha deciso di non ricandidarsi perché si
rifiuta di appoggiare chi si è reso protagonista di
crimini di guerra. Quando le viene chiesto se l'MK77
sia diverso dal napalm, dà una risposta agghiacciante:
"No. Non è per niente diverso. Ha esattamente lo
stesso effetto del napalm, ha solo cambiato nome.
Brucia ugualmente i corpi delle vittime. Addirittura
li scioglie. E' una vergogna che gli Stati Uniti lo
usino. E' una vergogna che il nostro Governo li copra"

Riportiamo dunque alcune testimonianze.
Jeff Eglehart (ex marine)
«Ero in Missione a Fallujah. All'interno della ranger
zone.Ero a 150 metri da dove si svolgeva l'attacco.
Abbiamo ricevuto l'ordine diretto che qualsiasi
individuo che camminava o si muoveva era un obiettivo"
D. "E' vero che avevate ordine di sparare anche a
ragazi di dieci anni?"
R. "quando siamo arrivati in Iraq c'era uno standard
di combattenti : dai 18 ai 65 anni , ma quando siamo
giunti a Fallujah il target e' sparito perché
effettivamente in città c'erano ragazzi di 10 anni che
usavano il mitra"
D." A suo figlio cosa racconterebbe della battaglia di
Fallujah?"
R. ".Che è stato un genocidio, è stato bombardato
tutto il bombardabile. Non è stata una guerra, ma un
omicidio di massa" e ancora "...il fosforo bianco...,
quando esplode si disperde come una nuvola, se
colpisce un essere umano lo consuma fino all'osso, ma
non necessariamente brucia i vestiti, perché agisce
sulle molecole acquose. Brucia l'ossigeno e
inalandolo, si muore..."
D. "Lei ha visto l'effetto di queste armi?"
R. " Si,ho visto dei corpi bruciati. La differenza tra
le altre armi e il fosforo bianco si vede. Brucia
sciogliendo la carne e deformando il corpo, lo
scioglie. Durante i bombardamenti sono stati colpiti
sia i civili che combattenti. Sono stati uccisi donne
e bambini. Anche gli animali. L'effetto di questa
nuvola colpisce fino a 150 metri di diametro e chi è
in quel raggio è spacciato"
D. "Alcuni filmati testimoniano violazioni all'interno
delle moschee, di croci dipinte sui muri e sul Corano.
Lei sa qualcosa in merito?"
R. "Ho sentito di molti vandalismi da parte di
soldati...
D. "E' vero che avete aspettato il risultato delle
elezioni , la conferma della vittoria di Bush, per
bombardare Fallujah?
R. "..E' andata esattamente così. Abbiamo avuto
direttamente l'ordine dal Pentagono di non attaccare
fino al risultato delle elezioni. Questo ha fatto
innervosire molto i militari
D. "Lei ha partecipato all'attacco nel novembre 2004,
quello più terribile. Sono state usate armi chimiche a
Falluja?"
R. "Da parte degli Stati Uniti? Assolutamente si.
Sicuramente il fosforo bianco,probabilmente il napalm,
chiamato MK77.
D. "Ne è sicuro?"
R. "Si"
D. "Come fa ad esserne certo?"
R. " Ho sentito per radio l'ordine di fare attenzione
perché veniva usato il fosforo bianco. Nel linguaggio
militare viene chiamato Willy Pete "

è stato sorpreso nel suo letto da una morte atroce.
Anche in questo caso, solo i suoi abiti ci dicono che
era un uomo, un civile, non un combattente...Fallujah
è ormai una città spettrale, una macchia nera . Un
rapporto, a lungo tenuto segreto, redatto
dall'UNAMI,ufficio ONU iracheno, usa l'aggettivo
"scioccante". Le case colpite sono circa 37mila. Gli
americani marchiano con una X rossa le case "ripulite"
o "disinfestate", come scrivono sui loro rapporti. Sui
morti non ci sono ancora cifre ufficiali. il generale
dei Marines, J.Sattler il 18 novembre disse " ...posso
onestamente dire che non sono a conoscenza di alcun
civile ucciso... "Le immagini girate i giorni seguenti
all'attacco pare lo smentiscano: le vittime furono
centinaia. Si sparava a tutto ciò che si muoveva,
compresi i drappi bianchi, simbolo di resa. Negli
ospedali si raccolgono drammatiche testimonianze. Il
dott. M. Hadded accompagnato da una sua equipe è
riuscito a entrare in Fallujah, autorizzato dagli
americani. Il suo compito fu quello di riconoscere e
seppellire i morti. Corpi di civili uccisi,
massacrati, consumati fino alle ossa, lembi di pelle
staccati dalla carne...Non si vedevano segni di
proiettili. Alcuni volti erano letteralmente fusi,
così come alcune parti del corpo. Solo i vestiti si
presentavano incredibilmente intatti. Fu così che
furono riconosciuti i morti civili. I combattenti
indossavano giubbotti da combattimento...
Anche gli animali morti non presentavano apparenti
ferite da arma da fuoco.
Mohamad Tareq Al-Derajl, laureato in biologia, è
direttore del centro studi per i diritti umani,
un'organizzazione nata a Fallujah nel 2004. Mohamad è
stato invitato al Parlamento Europeo da alcuni
deputati della sinistra, per raccontare ciò che
accadde nella sua città:
"...In un quartiere ci sono stati corpi di persone
uccise sicuramente da armi particolari. Non c'erano
proiettili, si sono bruciati solo i corpi... non i
vestiti...è strano! Le ferite erano particolari. Quali
tipi di armi abbiano usato non lo sappiamo
esattamente." Alla domanda "in quale stato avete
trovato i morti?" Mohamad ha risposto :"...in
differenti modi, molti sono stati uccisi nel sonno,
altri mentre cucinavano,altri ancora mentre
pregavano...Quando siamo entrati a Fallujah ci hanno
detto che i soldati americani avevano dato fuoco a
corpi di iracheni morti per coprire le prove..."
Contrariamente a quanto detto dal dipartimento di
Stato americano, il fosforo non è stato usato in campo
aperto per illuminare le truppe nemiche: per quello
sono stati usati i traccianti. La pioggia di fuoco
scaraventata dagli elicotteri americani sulla città di
Fallujah dimostra che l'agente chimico in questione è
stato usato in maniera massiccia e indiscriminata.

Ciò che viene definito omicidio di massa dal marine
Jeff Eglehart non l'abbiamo potuto vedere. Le
informazioni che escono da Fallujah, quelle
autentiche, possono costare care a chi le diffonde. I
signori della guerra hanno concesso l'ingresso nella
città solo ai giornalisti embedded. Se questi si
attentano a scattare foto "compromettenti" vengono
immediatamente espulsi, come è successo al giornalista
dell'NBC che ha ripreso un marine mentre sparava a un
combattente ferito e disarmato nella moschea.. Oppure,
come racconta Paola Gasparoli (Un ponte per..), il
giornalista americano M. Manning che, dopo aver girato
alcune riprese a Fallujah, uscì dall'Iraq, andò in
Giordania, e da qui negli Stati Uniti. Depositò il
materiale in una camera d'albergo. Rientrando si trovò
la porta forzata e scoprì che gli era stato trafugato
tutto il filmato su Fallujah. Due giornalisti di Al
Arabya sono stati arrestati dalla polizia irachena lo
scorso marzo. Il loro materiale è stato sequestrato.
Il collaboratore di "Diario" Enzo Baldoni ha perso la
vita, proprio a Fallujah. Cominciamo a intravedere il
probabile perché. Giuliana Sgrena del Manifesto stava
realizzando un'inchiesta sui profughi della città e
conosciamo tutti la sua storia. Riportiamo alcune sue
frasi
"...avevo ascoltato racconti da parte degli abitanti
sull'utilizzo di armi particolari,tipo napalm,a
Baghdad durante la battaglia dell'aeroporto,
nell'aprile del 2003, e poi avevo raccolto, poco prima
di andare a intervistare i profughi della città,
testimonianze da altri abitanti di Fallujah sull'uso
di armi al fosforo bianco. In particolare dalle donne
che avevano cercato di rientrare nelle loro case e
avevano trovato delle polveri particolari disperse su
tutta la casa. Gli stessi americani avevano detto loro
di pulire la casa con detergenti,perché quelle polveri
erano molto pericolose. Infatti loro avevano avuto
degli effetti sul loro corpo, sanguinamenti, cose
molto strane.Io avrei voluto intervistare queste
persone, ma purtroppo i miei rapitori, che si dicevano
appartenere alla resistenza di Fallujah, mi hanno
impedito di raccontare quello che avevo saputo..."

E' estremamente difficile in questi casi, per chi
scrive, astenersi da commenti personali. Noi abbiamo
il dovere di informare nel rispetto, sacro, di chi ha
il diritto di conoscere la verità. Siano questi a
valutarla e dunque assumere posizione secondo la
propria coscienza. Proprio per questo ci siamo
limitati a riportare, senza commenti, alcuni brani e
alcune foto dell'inchiesta eccezionale realizzata
dall'inviato Sigfrido Ranucci. Grazie al direttore
Morrione di Rainews24 e ai suoi collaboratori
riusciamo almeno a seguire la guerra in diretta,
quella vera. Quella che ci nascosero decenni fa e che
ci viene a quanto pare, ancora nascosta. La guerra
sanguinaria e misteriosa, la guerra spacciata per
missione di pace, la guerra contro i terroristi che
Bush definisce "qualcuno che uccide gente innocente" (
lo ricorda anche Cindy Sheehan in un' intervista resa
a T. Engelhardt, riportata su "la domenica della non
violenza" n.43), la guerra che gli americani hanno
condotto a Fallujah, rimettendo a nuovo le loro
maledette bombe al napalm! Quella guerra che fino ad
ora, millantata per "reality show", si sta invece
rivelando la peggior pagina della storia tra la fine
del XX e l'inizio del XXI secolo.


Note:
vedi il filmato

http://www.rainews24.rai.it/ran24/inchiesta/default_02112005.asp



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