[imc-italy] resoconto chiacchere e pensieri su una futura segreteria legale

changsing changsing at paranoici.org
Mon Aug 16 09:39:30 PDT 2004


quello che penso del gruppo supporto, di indymedia, etc.

<preambolo>

ci sono diversi motivi per cui finora ho esitato ad esprimere pubblicamente la mia opinione riguardo questo argomento. il primo è che la mia è un'opinione "esterna", cioè di una persona che non sta partecipando al lavoro, ma lo sta osservando (per quel che è possibile) da fuori. c'è una linea molto sottile che separa le critiche costruttive da quelle deleterie, una linea che in questo caso è ancora più sottile del solito, e il timore di poter essere deleterio al lavoro in corso è stato per me motivo di esitazione.
preciso subito che io ritengo inestimabile il lavoro del gruppo di supporto, e nutro stima sincera e imperitura per le persone che ci stanno mettendo tempo, forze, energie. lo preciso e mi auguro che rimanga chiaro per tutto il resto della mail.
di fatto, mi sono trovato spesso a chiedermi se le mie riflessioni avrebbero potuto essere in qualche modo d'aiuto, o se avrebbero soltanto creato malumori e dispiaceri. è un dubbio che tuttora rimane per me insoluto. non credo di essere in grado in questo momento di fare delle analisi lucide e che trascendano dal mio vissuto personale.
quindi mi piacerebbe che tutto quello che scrivo venisse preso per quello che è, ovvero niente più che un punto di vista molto personale piuttosto che come un sommario tirare le somme di ciò che è stato fatto finora.

</preambolo>


<il supporto, le responsabilità, le persone>

per me è stato impossibile partecipare da subito al gruppo di supporto, per motivi che non credo sia necessario io spieghi.
semplicemente nell'ultimo anno della mia vita mi sono trovato di fronte a delle scelte, e ho preferito dedicare meno tempo a indymedia e all'attivismo di quanto ne avevo dedicato in precedenza.
purtroppo questo confligge pesantemente con l'impronta che è stata data al gruppo di supporto fin dalle prime volte che io ne ho sentito parlare.
la mia sensazione è stata che il problema era talmente enorme che le responsabilità di ognuno rispetto ad esso erano già state definite per default. non partecipare al supporto è diventato quasi da subito sinonimo di a) scarso interesse b) scarsa partecipazione c) scarsa coscienza d) vigliacchiera e) simili.
pur riconoscendo l'importanza del lavoro di supporto, ritengo sia in ogni caso del tutto legittimo che ognun* di noi possa decidere a quali parti di un percorso partecipare, ed a quali no.
nel mio caso, non senza rammarico, e non senza amarezza, ho deciso di non prendere parte a questo percorso. e questa cosa mi è pesata molto, sicuramente in parte per non aver potuto parteciparvi, ma anche per la tensione che ho sempre percepito (in maniera più o meno esplicita) provenire da genova nei confronti di tutt* coloro che si riteneva avrebbero potuto dare una mano ma non lo stavano facendo.
questo per me ha rappresentato un problema non indifferente, perchè la mia volontà di prendere parte ad un percorso dipende dall'importanza che io riconosco ad esso, e non certo dalle aspettative che altre persone posso nutrire nei confronti miei o di ambiti collettivi allargati di cui io faccio parte.
tra l'altro ho avuto più volte la sensazione che il "passaggio da genova", o comunque il contatto con il gruppo di supporto, fosse diventato una specie di rito di passaggio che consentiva alle persone di mettersi in pace con la propria coscienza, e di appagare le divinità della militanza. il tutto a prescindere dalle reali necessità del gruppo di supporto stesso. piuttosto triste, se posso dire.
ovviamente non sto dicendo che questo è il motivo per cui non ho potuto partecipare al supporto. sto cercando di ricostruire uno dei molti tasselli che compongono il puzzle del mio personale rapporto con questo discorso.
oltre a questo, i toni delle discussioni relative al supporto si sono immediatamente accesi e tinti di quell'arroganza e di quella protervia che io ritengo essere alcuni dei problemi principali che affliggono da ormai lungo tempo anche l'ambito di indymedia.
non faccio assolutamente mistero del fatto che ritengo uomonero una persona assolutamente deleteria all'interno di un ambito collettivo, perchè credo che sia completamente incapace di relazionarsi in maniera civile e rispettosa con altre persone (almeno questo è quello che ho raccolto io nella mia breve ed esclusivamente telematica esperienza).
sto facendo del personalismo, purtroppo. è una cosa che non mi piace e che non vorrei mai fare.
d'altra parte, mi pare evidente come le relazioni all'interno del gruppo di supporto, e le relazioni del gruppo di supporto con altri soggetti e ambiti, si svolgano esclusivamente sul piano personale.
mi pare altrettanto evidente come il lavoro del gruppo di supporto abbia logorato in maniera consistente le relazioni personali tra le persone.
è un problema che ci trasciniamo dietro da tempo, e su cui credo avrebbe senso spendere qualche riflessione in più, per quanto imbarazzante e difficile possa essere.

* apro una parentesi *
non sono sicuro che questo sia l'ambito adatto per questo tipo di considerazione, ma tant'è. trovo che la chiusura di radioserva sia un atto veramente basso. in realtà, trovo e ho sempre trovato l'insieme di atteggiamenti che radioserva racchiude umanamente sconfortanti, per non dire addirittura miserabili. quanto risentimento e quanto astio represso siamo riusciti a creare negli ultimi anni da arrivare a questo punto?
* chiudo la parentesi *

in ogni caso, questo è uno dei pochi punti su cui mi sento di trascendere la mia personale opinione per fare una considerazione di carattere generale.
o meglio, per limitarmi a constatare di come la breve vita del gruppo supporto sia andata di pari passo con il logorìo delle relazioni personali tra alcune persone che hanno convissuto negli stessi ambiti per mesi se non anni.
io non so dire se questo tipo di gestione personalistica sia deleteria all'interno del gruppo di supporto. non ne ho esperienza quindi questo tipo di giudizio esula dalle mie capacità. so che lo è di sicuro in un ambito come quello di indymedia, dove si è sempre cercato quanto meno di mediare e di attutire (non sempre con successo) il reticolo di conflitti personali che inevitabilmente si creano in situazioni del genere.
adesso mi sto anche un po perdendo per strada quindi taglio corto.
concretamente mi pare comunque chiaro che esiste un certo divario tra le persone che partecipano e hanno partecipato al gruppo supporto e quelle che non l'hanno fatto.

</il supporto, le responsabilità, le persone>

<indymedia e il gruppo supporto>
qui spero di essere più breve.
è evidente che vanno chiariti i rapporti tra il gruppo e indymedia.
e sono d'accordo con blicero che è opportuno che questo succeda in fretta.
l'idea di una segreteria legale, per il poco che ne posso sapere e capire adesso, mi sembra intelligente, e credo che poterbbe ristabilire un minimo di equilibrio. anzi credo che la divisione degli ambiti sia una delle priorità assolute su cui riflettere per risolvere il nodo che lega indymedia e il gruppo supporto.
sperando che questo serva a garantire maggior serenità ad entrambi i percorsi, e soprattutto che ripristini qualche equilibrio nel modo di relazionarsi delle persone.
fermo restando ovviamente che sono due percorsi che hanno in comune persone, esperienze, e quant'altro.
la mia logorrea si è esaurita.
</indymedia e il gruppo supporto>

prima di mandare la mail, mi preme precisare ancora una volta che tutto questo è frutto soltanto della mia personalissima esperienza e percezione, e spero che tale venga considerato.
non ho riletto, non so se è sufficientemente chiaro, ma è il meglio che ho potuto fare e mi è costato *molto*.
al di la di questo, mi rattrista un po che questo tipo di questioni vengano sempre sollevate dalle solite persone (mi riferisco a blicero e non certo a me stesso). evidentemente la responsabilizzazione delle persone non si può esaurire esclusivamente nel lavoro del gruppo supporto.

solid
xxx

chang



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