[imc-italy] Re: [Italy-editorial] [facilitazione process #1]
marijuana
marijuana at ecn.org
Thu Oct 28 06:01:17 PDT 2004
----- Original Message -----
From: "maska" <maska at inventati.org>
| tentativo di facilitazione #1
| ho preferito non riassumere e riportare le parole così come
sono state
| scritte, ripulendo il testo dai riferimenti al caso concreto.
| ho diviso la facilitescion in due per migliorare la fruibilità.
| dato che tratta argomento a cavallo di due liste, mando le
facilitazioni sia
| ad italy list che a italy editorial.
| nb. quando troverai il simbolo (...) non vuol dire che ho
tagliato roba in
| mezzo ma che quallo che viene dopo proviene da un'altra mail
della stessa
| persona
|
| maska
|
aggiungo:
___
elettrico:
"sono d'accordo, dopodichè questo non impedirebbe il fatto che se
non
sono assolutamente d'accordo con una roba, per una serie di
motivi
validi, io non la voglia vedere. e torniamo al punto di prima.
cioè se
fossimo così sfaccettati da scrivere che è figo andare alla festa
dell'unità ad applaudire fassino? qualcuno salterebbe su dicendo
"oh ma
siamo scemi?" (ed io con lui). quindi cosa dobbiamo fare, dare
dei
limiti a questa sfaccettatura? e di volta in volta o stabiliti a
priori?
e chi supera questi limiti come si deve sentire? castrato? cioè a
parole
e in teoria tutto funziona e tutto non funziona, parliamo di cosa
potrebbe accadere praticamente."
_____________
io aggiungo al sunto fatto da maska anche quest'ultimo
intervento, in cui a me pare vi sia un esempio che e' una
estremizzazione, ma forse si ha anche l'esigenza che siano
nuovamente stabiliti dei paletti per cui di partiti, di feste di
unita' o liberazione non si parli.
lo riporto qui perche' mi sembra che non sia il caso riaprire un
altro thread dato che c'e' gia' questo, e non mi pare il caso che
la discussione si faccia solo su italy perche' vi sono persone
non iscritte che pure fanno parte di indymedia e anzi forse
bisognerebbe addirittura fare questa discussione sul newswire che
magari ci serve ad automoderarci e a dare un senso compiuto alle
cose che diciamo.
il tentativo che fa maska, che corre il rischio - al peggio - di
venire ignorato, toglie l'alibi del report del meeting che non
c'e'. qui credo vi siano gran parte delle opinioni li'
manifestate e se non pensate sia cosi' si puo' integrare con
altro di precedente che non ricordo e con quanto detto da bluloop
e blicero nelle loro mail premeeting che pero' io adesso non
posso cercare.
a proposito di quanto espresso sopra da elettrico, che giudico
quantomeno sincero nella sua maniera di circoscrivere i limiti
entro i quali alcuni contenuti possono essere realizzati per
indymedia, la mia opinione e' che in effetti la voluta ambiguita'
nella quale ci muoviamo da tempo fa in modo che accada una
censura reciproca quando si parla di cose che non rientrano nella
nostra rispettiva linea identitaria. quale sia la linea
identitaria che prevale non si puo' dire perche' di volta in
volta e' la forza di un gruppo a stabilirlo o la confusione che
si genera spingendo le discussioni ben oltre le polemiche.
mi piacerebbe sapere cosa di pensa di questo, perche' sia
definito una volta per tutte quale sia il confine che non va
oltrepassato e fin dove si ferma l'apertura di indymedia: sono
ammesse cose di cani sciolti non legati ai partiti? anarchiche?
libertarie? disobbedienti? rifondarole? nessuna tra queste ma
quello che per hub fu "un luogo di attraversamento misurato sulla
condivisione di un metodo"?
c'e' una regola non regola? o c'e' una regola non scritta e non
detta che finisce per far prevalere le posizioni di chi di volta
in volta esprime le cose con maggiore forza e con piu' mail?
cioe': se qualcuno propone una feature sulla fiaccolata per le
due simone non va bene? perche'?
non si puo' fare lo stesso e poi ciascuno linka un post o
aggiunge qualcosa che rende evidente la differenza di opinioni?
se io non sono d'accordo: dico che non si pubblica e basta o,
meglio, non posso fare un'altra feature che dice cose
diametralmente opposte? la differenza ci fa cosi' paura? non era
una ricchezza?
definirlo a me pare importante altrimenti l'apertura diventa solo
esclusione delle minoranze - forzate - che attraversano indymedia
e che non hanno una opinione condivisa o che non la manifestano
affatto perche' non ritengono vi sia uno spazio anche per se'.
una volta ho sentito parlare di un portale di movimento. io non
penso che indymedia sia questo. per fortuna ovunque ci sono tante
differenze e tante ricchezze che pero' non riescono, non possono
essere contenute dentro indymedia. e questo non e' un appello
all'unita' nazionale, ma un tentativo di ragionamento abbozzato
che si riferisce a qualcosa di piu' complesso.
definire l'ambito ci aiuterebbe anche a capire se davvero abbiamo
una linea editoriale oppure no. se davvero esiste una redazione
oppure no.
se per avere uno spazio possibile ci si deve rifugiare nella
lista locale o nelle categorie non viste, questo vuol dire,
secondo me, restare in delle nicchie - ed e' anche autocritica -
chiuse, piccole, che poco hanno a che fare con il nomadismo e con
l'attraversamento dei luoghi.
se io questo luogo non lo posso attraversare, non faro'
l'indipendentista - separatista della lista toscana, ma smetto di
attraversarlo e basta, completamente, salvo poi riincontrarlo per
vie traverse perche' il mondo in fondo e' piccolo e incrociarsi
e' facile che avvenga.
ciao
marij
ps: per la lista toscana - questo segue alle due sintesi sul
process che ho inoltrato. se non e' sufficiente e chi sta
iscritto alle liste nazionali mi vuole aiutare a sintetizzare
meglio la questione, ben venga.
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