[imc-italy] obiettivi, strumenti, processi, contesti [era: risposta a wuming63]
carl0s
carl0s at riseup.net
Tue Apr 18 14:15:36 PDT 2006
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Il giorno 18/apr/06, alle ore 20:12, blicero ha scritto:
> Il punto cruciale e' proprio quello che individui nella tua mail:
> il problema
> sono gli obiettivi di indymedia (ma non solo, vedi poi), gli
> strumenti di cui si
> dota per conseguire quegli obiettivi, i processi che innescano
> quegli strumenti
> e i contesti in cui tutto questo avviene.
- --8<---
Gia' strumenti ed obiettivi. su questo siamo d'accordo e su questi
due piani, mutuamente causa ed effetto secondo me dobbiamo ragionare
in termini di "ripensare Indymedia".
- --8<---
> Gli obiettivi evidenti delle
> persone che hanno mosso i primi passi di indymedia in italia sono
> gli stessi che
> indichi tu, ma chiosati un pochino.
>
> 1. facilitare la diffusione di informazione altra
preciso questa parte, non solo altra. Ribaltata in un qualche modo.
Lo preciso a beneficio di tutt* ché in questa fase non possiamo
secondo me dare per scontato proprio nulla.
> 2. facilitare la comunicazione (tra soggetti in movimento, quali
> essi siano)
fare rete insomma. cercare di essere un nodo di interscambio tra
soggetti che neanche prenderebbero un caffé insieme (per dirla come
pwd).
> 3. facilitare l'uso delle tecnologie multimediali e avanzate per fare
> informazione e comunicazione.
con esiti alterni.
> Da questo punto di vista indymedia e' un successo, ma se non si
> analizza
> l'obiettivo "implicito" di indymedia non si capisce il perche' di
> tanto
> trambusto.
tuttosommato si sono d'accordo.
il suo successo è nell'aver messo a disposizione uno strumento, il
suo limite e nel non essere riuscita in pieno a far capire ai
soggetti con i quali si interfacciava, in quanto nodo di una rete, a
far capire il suo meccanismo.
> L'obiettivo implicito di indymedia era di essere uno strumento per
> i soggetti in
> movimento, qualcosa che li arricchisse e che arricchisse la
> possibilita' di
> costruire nuovi percorsi di lotta e nuove soggettivita'.
> Questo elemento e' evidentemente dipendente in maniera molto forte
> dal contesto,
> ne e' in relazione biunivoca, ed e' quella forza necessaria ad
> adattare uno
> strumento al contesto che lo usa e lo fruisce, per conseguire gli
> obiettivi del
> progetto stesso.
qui c'è consenso duro.
> Paradossalmente poi le cose che proponi e di cui lamenti l'assenza
> sono quanto
> di piu' "collettivo" e "redazionale" ci sia: i print, i media
> center, le
> strutture, i contenuti centralizzati.... Evidentemente allora non
> sfugge neanche
> a te l'importanza in tutto questo baillame dei processi che uno
> strumento attiva
> e che portano il contesto nei quali lo strumento si muove a conseguire
> determinati obiettivi.
mi permetto di dissentire sulla faccenda print. Lo strumento print di
per sé non è tanto collettivo o redazionale. Riesco a pensarlo come
una naturale estensione su un medium diverso di Indymedia come la
conosciamo finora (non con Squalo o blondet , di certo l'OP su un
print è complicato).
Ma un print con una selezione dei migliori (capendo BENE cosa vuol
dire migliori ovviamente ed è una roba buttata li) post del nw
sarebbe una idea da non sottovalutare imho.
> Tutto ha retto fino a che ci sentivamo parte di un unico grande
> sogno, che non
> aveva una sola posizione ma che si collocava in mezzo agli eventi,
> ai contesti,
> alle posizioni, e che era strumento di dibattito, di lotta, di
> avanzamento per
> le cose che ci succedevano intorno.
> A un certo punto come in tutti i gruppi questa dimensione del
> comune non ha
> retto piu', questo senso di cospirazione e' scomparso per lasciare
> spazio alle
> accuse reciproche, ai reprimenda, alle dietrologie, e anche alla
> durezza di
> confronti che non servivano a nulla se non a marcare differenze,
> anziche' a
> costruire dibattito.
Tutto questo è nato, come ci siamo detti mille volte, quando c'erano
troppe cose a cui stare dietro. Quando c'era fermento. Ce lo siamo
dett* mille volte. Indymedia riflette quel che c'è fuori. Ed essendo
uno strumento preminentemente di movimento riflette quello che nel
movimento esce fuori.
Per un periodo era troppo ok fare rete, network, orizzontalità da un
certo momento in poi questo è venuto meno lasciando spazio a
dinamiche più autoreferenziali e verticali.
Questo non possiamo lasciarlo da parte imho.
- --8<---
> E' miope (per tornare alle tue risposte) non vedere come molti di
> coloro che
> usano indy lo fanno per due motivi:
> a. non c'e' un altro strumento con cui raggiungere "tutti"
> b. non realizzare neanche uno degli obiettivi di cui sopra
> E' miope non vedere come i maggiori fruitori di indy in molti
> mometni sono
> fasci, sbirri, giornalai. Mentre chi porta avanti le lotte, nel
> mondo reale
> spessissimo si tiene alla larga da indy che trova un luogo dove
> ricevere insulti
> e sparate dei fasci, da coltivare solo per la visibilita'. Ragion
> per cui quando
> puo' predilige il media mainstream all'uso del media indypendente.
c. non c'è virtualmente altro strumento che garantisca l'anonimato e
la _NON_CENSURA_
questo è il limite e la forza dell'OP.
> Allora il problema non e' ne' cambiare le regole fondamentali e le
> pratiche che
> sono da sempre state alla base della progettualita' di indymedia,
> ne' farle
> rispettare come dei servi dello stato (in questo caso stato
> indypendente
> ovviamente), ma il problema e' quello di adeguare uno strumento a
> un contesto
> mutato, in cui le energie non ribollono piu' e la necessita' non e'
> quella di
> una vetrina per la merda, ma una finestra per le cose che accadono
> e un
> davanzale dove parlarne per farne accadere delle altre.
consenso.
> Non esistono strumenti eterni, ne' neutri.
- --8<---
il resto perdonami è questo concetto ripetuto in bello stile.
Però è cruciale.
Indymedia è nata liquida. Passatemi questa similitudine, è cominciata
a diventare viscosa, e ora è rigida e granitica.
La sfida che vogliamo raccogliere (perché io la voglio raccogliere) è
alzarne la temperatura, perché torni liquida di nuovo.
Al costo di rivedere e riaggiornare tutti gli strumenti e gli
obiettivi che ci si da'.
> L'ho detto 3 anni fa (quando ero ancora l'unico che da due anni si
> sucava il
> lato tecnico e non solo di indy), l'ho detto 2 anni fa (quando
> avevo passato una
> parte della palla a st3, poi rimasto da solo tanto quanto), l'ho
> detto 1 anno fa
> quando ho mollato il colpo di fronte all'ottusita' di questa
> comunita', che
> sembrava non voler sentire ragioni e essere contenta di replicarsi
> immutata.
SAGGEZZZZZZZA! E' MMPORTANTE! FORZE! FORZE! ALTRIMENTI LUI MUORE! MUORE!
- --8<---
> Continuo a rimanere a disposizoine per vederci di nuovo, ma solo se
> si va in
> profondita' su qeuste cose e non ci si perde pensando che un nuovo
> giocattolo ci
> aiutera' a superare un impasse strutturale della nostra
> progettuaolita'.
quoto.
son d'accordo.
Quando?
un appunto metodologico.
PER PIETA' USIAMO UN THREAD SOLO CHE DIVENTA UN DELIRIO.
un altro.
SI NECESSITA' un facilitatore perché questo bubbone è esploso in
periodi di assenza di alcun* fra * più attiv*.
Se proprio non si offre nessun* lo faccio io.
- --
there are very few personal problems that cannot be solved through a
suitable application of high explosive.
cia'
carl0s
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