[imc-italy] sulla questione (reiterata) delle lettere e le funzioni di indymedia

carl0s carl0s at riseup.net
Tue Apr 18 06:56:20 PDT 2006


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Il giorno 18/apr/06, alle ore 13:16, Wu Ming 63 ha scritto:

> Premetto che ieri avevo scritto già un enorme papiello di byte, andato
> perduto causa impallamento del pc, quindi oggi sono un po' più
> incazzato di ieri.

ehhh bello no?


>
> Affronto prima i problemi generali, poi quelli particolari.
>
> I problemi generali sono (imho):
> - a cosa serviva/serve/servirà Indymedia Italia?
> - Indymedia Italia è servita/sta servendo/servirà allo scopo cui  
> doveva servire?
- --8<---

sulle risposte che dai diciamo che sono d'accordo.

> Quindi come vedete *le mie risposte alle mie domande* sono tutte  
> positive.
> E allora cos'è che non va? Come mai ci incartiamo sempre più spesso in
> questi thread su "indymedia è morta", "siamo ad un bivio", "chiudiamo
> tutto"?
>
> Secondo me perché molti (dei "militanti" iniziali) avevano avuto una
> percezione diversa dell'"a che serve indymedia". In particolare c'era
> la speranza, la sensazione, di poter costruire un vero collettivo in
> grado di produrre esso stesso contenuti "multimediali".
> Costruire le feature e "pulire il newswire" sono ritenuti da chi ha
> vissuto i "tempi d'oro" come inutili lavori di routine.
> Dove sono gli Indymedia center durante le manifestazioni, si chiedono?
> E le inchieste di Indymedia Italia? Dove sono finite? Neanche più gli
> Indyprint, si riescono a fare!
> E io - ultimo arrivato o quasi - vorrei dire a tutti voi "anziani":
> sono d'accordo, sarebbe bello. Anzi se qualcuno ha un'idea "fica" e la
> propone, sarei il primo a considerarla e a fare di tutto per
> parteciparvi. Ma tutto questo è un "di più". Indymedia vive senza il
> lavoro di inchiesta o le postazioni o eventuali trasmissioni radio del
> collettivo di Indymedia, o che so io cos'altro. Indymedia Italia vive
> delle sue migliaia e migliaia di visite giornaliere (a proposito, si
> possono aggiornare le statistiche? Sarebbe interessante saperne
> l'andamento!), dei suoi post sul newswire, del flusso interminabile di
> notizie assurde, incredibili, ripetitive, fantasmagoriche,
> inimmaginabili e ridicole. Rispetto a quel flusso tutti noi abbiamo
> deciso di essere responsabili. E rendere quel flusso più leggibile
> (ovvero formulando le feature in colonna centrale e nascondendo ed
> editando ciò che è da nascondere e editare) è la nostra
> responsabilità. Tutto il resto sono sogni, progetti, cose che sarebbe
> bello fare. Ma non sono il "core" di Indymedia.

anche qui siamo d'accordo, MA
non credo assolutamente che nessun* dei vecchi abbia le aspirazioni  
che pensi tu (se sono attribuite a loro). Nessun* di quelli chiamati  
in causa qui per lo meno.
La copertura mediatica degli eventi da parte degli attivisti di  
indymedia è stata gia' messa in forte discussione tanti anni fa e non  
credo ci siano le condizioni per riproporla.


> Faccio alcuni esempi degli ultimi tempi che mi vengono ora in mente
> sull'utilità di Indymedia Italia:
> 1) la vicenda no-tav: molto usato il nw, ben seguito dal collettivo.
> Provate a trovare un media qualsiasi che abbia fornito notizie e
> aggiornamenti in quantità e qualità come Indymedia Italia: non lo
> troverete
> 2) la vicenda aldrovandi: hanno lavorato bene nw e collettivo. Come  
> sopra.

vero

> 3) la questione elezioni: secondo me Indymedia sta dando spazio alle
> voci dal basso che parlano di scorrettezze e irregolarità. Anche se
> fossero tutte idiozie, quale altro mezzo avrebbero le persone per dire
> la propria? Se il 25 aprile di quest'anno andrà in un certo modo, sarà
> anche merito del nw di indy

ecco io di questo un po' me ne sbatto il cazzo. nel senso che non la  
sento come urgenza. E soprattutto trovo molto triste che il 25 aprile  
debba essere caricato di significati "elettorali" legati al risultato  
per una parte o l'altra...
ma questo è altro se vogliamo.

> Al contempo potrei fare esempi di come indy non è stata "utile": sono
> proprio le occasioni più direttamente "di movimento". Ma forse sarebbe
> più giusto imputare alla crisi del movimento che a indy la mancata
> "freschezza" di certe feature.

gia'. Indy è, se rispecchia quel che arriva dal basso (leggi nw).

> Vi invito a fare un giro per il "mondo" indy. Io non vedo Indymedia di
> altri paesi che si differenziano per "videoinchieste" o per chissà
> quale attivismo rivoluzionario. La differenza che vedo tra Indymedia
> Italia e gli altri nodi è sostanzialmente una e una sola: il traffico
> di post. Solo Indymedia Italia ha una quantità così alta di post (e
> commenti) nel newswire. Il che ci dovrebbe far piacere, no?

si e no.
molti la usano, troppi la usano male.
in parte secondo me è anche colpa nostra. Nel senso che non abbiamo  
probabilmente saputo trasmettere a tutt* il significato più vero  
dell'open publishing, che a mio avviso rimane sempre il superamento  
delle fonti autoreferenziali rappresentate dalla agenzie di stampa.

> E qui veniamo al nocciolo delle domande di carl0s.
>
> _ pensiamo ancora che l'open publish così com'è sia uno strumento  
> utile?
>
- --8<---
taglio un po' di cose che ritengo anche ovvie se vuoi...

> Se non bastano queste regole, se ne facciano altre, più
> adatte.
> A ME PARE CHE LE REGOLE SIANO SUFFICIENTI.
> E' una bestialità? Ho problemi di vista?

no no. Io non ho parlato, né voglio altre regole.
Sto parlando anche della capacità di adattarle queste regole ai  
contesti che cambiano. Ma mi riservo di articolare meglio questo in  
altra mail.

> Veniamo alle questioni più contingenti:
>
> - la questione delle lettere
> quello che (davvero) non ho capito è perché chiedere (e chiedere IN
> CHAT!??!) se hiddare un post come richiesto da un avvocato. Il post
> andava editato (non hiddato) e SOLO DOPO si doveva avvisare la Mailing
> List (non la chat).
> Se questo "process" è sbagliato correggetemi.

per me doveva andare proprio così.

> Ma se invece è giusto e
> l'ho capito io che sono iscritto alle liste da settembre, mentre non
> l'ha capito uno degli "anziani", forse davvero c'è qualche problema.
> Io ho provato un paio di volte ad entrare in chat per questioni
> vagamente "serie" (dubbi su qualche post), e ne sono uscito di corsa.
> La chat serve a: cazzeggiare, socializzare, parlare di calcio.

suca. solo la domenica e solo su certi canali ;)

- --8<---
> - il wiki
> non lo vedo quasi mai, ma ogni tanto è importantissimo. Il wiki per me
> è fondamentale. Quando ho qualche dubbio, vado sul wiki. Quando mi
> perdo un passaggio di una discussione in lista, vado sul wiki per
> ricordarmi di che si parla. Insomma: non mi toccate il wiki!

è uno strumento che serve, concordo con pinna, più a tener traccia  
delle cose dette che ad altro.

> - dacia valent
> pur essendo una "bizzarra" persona, la sua email contiene (secondo me)
> spunti interessanti. Soprattutto perché dà una delle tante possibili
> visuali che l'utente di indymedia italia ha di indymedia italia.

interessante, MA spesso e volentieri sbagliata.
il ché riporta alle nostre responsabilità, anche.

> E il fatto di trattarla in lista come da alcuni è stato fatto
> rispecchia forse uno dei più grossi problemi (di quelli che vedo io)
> dell'attuale Indymedia Italia. Ovvero la ripulsa (da parte di alcuni)
> del confronto. Sono usate frasi arroganti, rispetto a un mondo esterno
> (e neanche troppo esterno, visto che dacia valent e' iscritta alle
> liste) interessato al mezzo. Per non dire il fatto che il linguaggio
> delle discussioni a colpi di "ce l'ho più lungo io" (io c'ero
> quando...) personalmente per mesi e mesi mi ha tarpato dall'iscrivermi
> alle liste. Penso accada lo stesso ad altre persone, magari anche
> iscritte alle liste, ma che non si azzardano a intervenire, perché non
> saranno mai al "livello" di quei mitici admin che stavano alla diaz
> quella notte o che sanno cose che voi umani...

gia'. su questo sono d'accordo però :((((


> Possiamo continuare a martellarci all'infinito. Ma io mi sono stufato
> anche di queste frasi "siamo a un bivio", "o svolta o chiusura":
> 1) perché poi non se ne fa niente, né di svolta né di chiusura e ci si
> deprime soltanto

non so se siano più inutili queste frasi o questa volontà.
ci si chiede: Vogliamo ripensare indy? perché per alcun* e manco  
poch* è uno strumento che così com'è è pericoloso più che prezioso.


> 2) perché non vedo il motivo di chiudere un sito così prezioso come
> quello di indymedia italia.

vd. sopra.

> Dico quindi sì a un indymeeting nazionale, che per me sarebbe il
> primo, o volete chiudere prima di farmelo fare? ;-)
>
> Dico anche sì a *proposte concrete*, sui seguenti punti:
> 1) come mantenere l'open publish limitando i rischi
> 2) come rilanciare l'attivismo del collettivo di indymedia
>
> Sul punto 1) faccio alcune proposte di modifica della policy che
> nascono da vari pomeriggi passati sul nw (potete prenderle anche come
> proposte ironiche, ma se fossero condivise ne sarei seriamente
> felice):
> - nascondimento automatico di tutti i post con più di 4 lettere
> maiuscole nel titolo: es. IN COLOMBIA LA RESISTENZA CONTINUA non viene
> acettato
> - imposizione di un limite alla lunghezza delle firme dei post (o -
> meglio ancora, se possibile - limite alla lunghezza di caratteri non
> intervallati da spazi): es.
> LaComunitàDegliIncontrollabiliDiRadioRufusRovigo non viene accettato

mah qui ci sono degli espedienti tecnici.

<tech>
_la prima si può fare con css una roba tipo
text-trasform...
_la seconda si può usare una funzione php che taglia a un tot di  
caratteri
ma è un problema legato più che altro alla gestione tech appunto
</tech>

> Sul punto 2) vedo con molto favore gli indyprint e i dossier, che (mi
> pare) vengano fatti "poco", ultimamente.
> Su molti temi "basterebbe" raccogliere le tonnellate di materiale
> presenti sul newswire. A un dossier sulla casa contribuirei con
> piacere, ad esempio.
> Poi: e se ogni indy locale facesse un indyprint (tipo semestrale, ma
> anche senza scadenza fissa) semplicemente sulla base del newswire e di
> quello che è successo nel territorio? E se si facesse un indyprint
> periodico di ogni categoria (guerre globali, droghe, carcere,
> saperi...)?

consenso

> Detto questo se qualcuno più intraprendente di me dice "andiamo come
> Indymedia tale giorno in tale posto e facciamo video, interviste
> ecc.", io se posso ci vengo.

uhm non mi piace tanto. riformuli meglio?

>
> Finisco dicendo che scrivere questa email mi è costato parecchio, un
> po' per il tempo che ci ho messo, ma soprattutto per aver scritto male
> un po' di tutti. E dispiace scrivere male di persone che (in larga
> parte) non si conoscono (trattasi di artificio retorico per motivare
> la scelta del meeting).
> Concludo quindi chiedendo di considerare oltre agli "anziani" delusi e
> ai "giovani non abbastanza cresciuti" delusi, i giovanissimi (in senso
> indyano) che non hanno ancora avuto il tempo di rimanere delusi.

ah! beatà gioventù.
:))


- --

there are very few personal problems that cannot be solved through a  
suitable application of high explosive.

cia'
carl0s

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