[imc-italy] sulla questione (reiterata) delle lettere e le funzioni di indymedia
candycandy at autistici.org
candycandy at autistici.org
Wed Apr 19 16:50:07 PDT 2006
Salve ho tentato di fare un riassunto circa le varie proposte concrete
emerse durante la discussione delle lettere delle compagne, certamente
saranno state omesse molte posizioni per errore materiale di sicuro e
non di certo intenzionalmente.
allora ecco il primo punto emerso :
- MEETING bip at astio.net ha scritto:
> Ampliero' poi il discorso, io sono dell'idea che vedersi e conoscersi
> aiuterebbe anche molta gente nuova a relazionarsi in modo piu' tranquillo.
> Cio' che e' successo a te con mustang per me e' la prova provata che il
> non conoscersi direttamente (per quanto acaramente triste possa sembrare
> questa cosa) complica le discussioni rimettendo continuamente di mezzo la
> questione dei _toni_, della forma scavalcando a piedi pari il piu' spinoso
> problema dei _contenuti
pepsy ha scritto:
> Ma questo meeting dovrebbe arrivare dopo una seria discussione su questa
> lista e dopo che sia stata fatta e *formalizzata* qualche proposta per
> uscire da questo girone infernale.
me consenso, un meeting è utile ma soprattutto lo è se si è chiaro cosa
si andrà a fare, d cosa si parlerà.
- QUESTIONI 'MARGINALI'
Per quello che riguarda questioni diciamo marginali ho riassunto questi punti:
1. il wiki è strumento utile e non si tocca , magari ci si potrebbero
dedicare più persone, io ad es non l'ho mai fatto mea culpa.
2. la chat : è cazzeggio e , fondamentalmente, niente altro ridurne
l?uso sarebbe cosa saggia , io almeno ho iniziato a farlo : mai
chiedere consiglio in chat 3. linguaggio: problema aperto, alcune
posizioni (wming) sottolineano come la pesantezza di taluni linguaggi
non invogli i potenziali novi iscritti e ,secondo me, rende le
discussioni lunghe più del dovuto e non ne fa vedere la conclusione
concreta, mentre per altri non è qeusto un problema nodale
In più credo sia inutile ribadire quanto già scritto circa che cosa è
indy etc su cui, fra l'altro pare esservi, per fortuna, un comune
consenso. un passaggio che mi pare importante è questo:
carl0s ha scritto:
> sperimentando di più.
> ci stiamo scordando che pure in periodo di declino, il post dinamico
> rappresenta una sostanziale novità nel fare informazione. E mi piace.
> Continuiamo su questa strada.
ma in particolare credo utile concentrarci su questo passaggio che ,
secondo me e come mi è parso di capire anche secondo molti altri,
raccoglie il succo della questione:
- OPEN PUBLISHING : va rivisto ? Così come è va bene oppure necessita
di essere rivisto ? E' emerso un consenso all'incirca generale sul
fatto che si dovrebbe essere decisi nell'applicare editing o nascondere
quando determinati post minacciano le libertà altrui, in particolare
quando si tratta di compagni, attivisti che rischiano per quello in cui
la maggior parte di noi, se possiamo usare questo pronome, crede e si
attiva. In particolare quoto qui
blicero ha scritto:
> Allora il problema non e' ne' cambiare le regole fondamentali e le
> pratiche > > che
> sono da sempre state alla base della progettualita' di indymedia, ne' farle
> rispettare come dei servi dello stato (in questo caso stato indypendente
> ovviamente), ma il problema e' quello di adeguare uno strumento a un contesto
> mutato, in cui le energie non ribollono piu' e la necessita' non e' quella di
> una vetrina per la merda, ma una finestra per le cose che accadono e un
> davanzale dove parlarne per farne accadere delle altre.
> ma anche
Wu Ming 63 ha scritto:
> _ pensiamo ancora che l'open publish così com'è sia uno strumento utile?
> Questa è la domanda vera. Tutte le altre (imho) sono derivate di questa.
> E io dico: non lo so. Ma come non lo avrei saputo 6 anni fa. L'open
> publish è utile (l'ho scritto prima) e soprattutto è quanto rende
> Indymedia diversa da altri luoghi "simili" su internet. Ma è anche
> "pericoloso", perché (soprattutto se usato veramente da migliaia di
> persone ogni giorno) dipende da chi lo usa. In questo senso dipende
> quindi da noi che se ne faccia buon uso. Rispettando le regole che ci
> siamo dati. Se non bastano queste regole, se ne facciano altre, più
> adatte.
> ME PARE CHE LE REGOLE SIANO SUFFICIENTI.
> E' una bestialità? Ho problemi di vista?
Ecco le mie considerazioni:se fino ad ora ci sono stati sul nw dei
'fenomeni' nocivi, spiacevoli allora la teoria enunciata presenta
problemi di applicabilità. Certamente la pubblicazione aperta non si
può negare, visto che è un fondamento della natura partecipativa dello
strumento indymedia quindi credo che espedienti che rendano
maggiormente funzionale l?open publishing siano da elaborare
collettivamente , sia tramite le liste che tramite (eventuale) meeting.
La cosa centrale è IMHO rendere il NW uno strumento utile e non nocivo
(ved. Blicero se non ho capito male). Ma giunta a questo punto non
posso che passare al nodo che IMHO risulta centrale ossia - PROPOSTE
CONCRETE vorrei segnalare:
jilt at inventati.org ha scritto:
> penso sia necessario piuttorsto approfondire il funzionamento dei
> filtri antispam in maniera che siano gestibili da tutti e non solo da
> 1 (e ho detto 1) techie.
e soprattutto l'esaustivo Wu Ming 63 ha scritto:
> Dico anche sì a *proposte concrete*, sui seguenti punti:
> 1) come mantenere l'open publish limitando i rischi
> 2) come rilanciare l'attivismo del collettivo di indymedia
> Sul punto 1) faccio alcune proposte di modifica della policy (...)
> - nascondimento automatico di tutti i post con più di 4 lettere
> maiuscole nel titolo: es. IN COLOMBIA LA RESISTENZA CONTINUA non viene
> acettato
> - imposizione di un limite alla lunghezza delle firme dei post (o -
> meglio ancora, se possibile - limite alla lunghezza di caratteri non
> intervallati da spazi): es.
> LaComunitàDegliIncontrollabiliDiRadioRufusRovigo non viene accettato
> questa proposta mi pare buona e anzi segnalo soprattutto la risposta
> carl0s ha scritto: mah qui ci sono degli espedienti tecnici.
<tech>
> _la prima si può fare con css una roba tipo
> text-trasform...
> _la seconda si può usare una funzione php che taglia a un tot di caratteri
> ma è un problema legato più che altro alla gestione tech appunto
> </tech>
continua WuMing
> Sul punto 2) vedo con molto favore gli indyprint e i dossier, che (mi
> pare) vengano fatti "poco", ultimamente.
> Su molti temi "basterebbe" raccogliere le tonnellate di materiale
> presenti sul newswire. A un dossier sulla casa contribuirei con
> pacere, ad esempio.
> Poi: e se ogni indy locale facesse un indyprint (tipo semestrale, ma
> anche senza scadenza fissa) semplicemente sulla base del newswire e di
> quello che è successo nel territorio? E se si facesse un indyprint
> periodico di ogni categoria (guerre globali, droghe, carcere,
> saperi...)?
> Detto questo se qualcuno più intraprendente di me dice "andiamo come
> Indymedia tale giorno in tale posto e facciamo video, interviste
> ecc.", io se posso ci vengo.
CONCLUSIONI
Wu Ming allora facciamo indymedia... bhe io credo che se ci fosse uno
strumento un poco meno caotico usciremmo un poco tutti di più in giro a
fare video, print etc. ma non è tanto questo il problema, per questo
voglio raccontare anche io una storiella: non appena nacque
IMCCalabria, in pochissimi ci cagavano, però si facevano un sacco di
incontri , c'erano questioni importanti da realizzare, un mediacenter
per una grossa manifestazione, poi gli skazzi personali soprattutto, le
varie storie hanno determinato la cessazione di questi incontri, il
rallentamento della realizzazione delle ftr mentre le discussioni sulla
lista locale si facevano lunghe e assumevano toni che passavano dal
tamarro allo sguaiato passando per il deficiente, questo determinò un
minore entusiasmo da parte di tutti gli iscritti alla lista locale;
intanto la gente , ci siamo accorti, anche in Calabria ha iniziato a
leggere un sacco le pagine locali di indy e sono nate un sacco di
polemiche, un sacco di parole ma proprio tante sono state dette e
scritte, il nw è stato invaso da cazzate vere e e proprie: cose che non
danno nessun tipo di informazione, post creati apposta per determinare
e alimentare un clima di veleno all'interno del movimento stesso , e
io almeno non ho visto o non ho capito quali siano degli utili
tentativi di porre argine a questa volontà di disgregare e porre tutti
contro tutti, proprio tramite indymedia; certamente molti che scrivono
frasi del tipo: voi di indymedia siete quelli che poi prendete soldi e
consulenze dal comune di Cosenza (?!!!) Forse sarebbe auspicabile un
maggiore controllo, che non vuol dire censura, sul nw . Queste le mie
conclusioni, le conclusioni di chi non ha mai fatto meeting nazionali
ma solo locali, di chi non è una vecchia di indymedia ma che crede come
tanti, in questo progetto, di chi crede che questo progetto non è
affatto da lasciare alla deriva di se stesso. IMHO se un aspetto di
indy, in particolare in nw, non pare adatto ai tempi magari perchè è
usato per diffondere notizie velenose o anche se in buona fede risulta
essere pericoloso, secondo me si deve operare una correzione della
rotta, in modo che lo strumento risponda meglio agli obiettivi che
tutti ci siamo dati e che sembrano essere comuni: attivismo,
comunicazione, informazione.
PS questa mai è forse davvero TROOOPPPOOO lunga, ma mi sentivo di fare
un cos buona , in più non ci sono errori, prima di mandarla l?ho letta
molte ma molte volte , almeno si apprezzi questo soprattutto per chi
ricorda i miei modi di scrivere da paura? era giusto per sdrammatizzare
e? ? con affetto , perché forse ci vorrebbe anche quello Kendy
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