Re: [imc-italy] c'è chi sta peggio di noi...

Wu Ming 63 wuming63 at gmail.com
Tue Jan 3 04:05:12 PST 2006


hanno aggiunto un altro pezzo nel corpo della feature, traduco ancora al
volo:

*Sempre dal newswire, in risposta: *

 Il problema della RU486 non è quello della sua disponibilità in Australia,
credo, quanto la lista delle cure mediche che il farmaco, che è fisicamente
dannoso sulle donne che lo prendono, induce, poiché ogni processo che porta
a un aborto non è semplicemente fisico ma anche psicologico ed emozionale.

Se sei così anti-violenza, sicuramente ti opporrai all'approccio adottato (tra
gli altri) dal Terzo Reich: l'approccio delle donne-incubatrici. E ti
opporrai alla violenza della divisione di classe, lottando per il diritto
delle donne con basso salario ad avere accesso al farmaco allo stesso modo
delle donne con più capacità finanziarie. Mi sembra che ti sfugga che
nessuno sente l'aborto come l'opzione migliore. Non è una cosa che le
persone hanno fatto e fanno perché sono annoiate, senza amore o per una
ricerca di attenzione. L'accesso a un'educazione di massa è largamente più
utile dell'ignoranza e delle tattiche terrorizzanti e fasciste.
 -----

A questo punto, non so se ha ancora senso una "risposta collettiva" di
Indymedia italia. Comunque io scriverei una cosa del genere:

Cari amici di Indymedia Sydney
Vi scriviamo solo per dirvi che siamo rimasti "sorpresi" leggendo la feature
che avete riprodotto il 31 dicembre sulla vostra homepage.
E' stato uno schock per noi vedere pubblicato come feature un testo che
raccoglie in poche righe tutto il pensiero neonazista,
cristiano-fondamentalista e fortemente conservatore.
Non possiamo credere che un media che si considera "alternativo" voglia
affermare che eutanasia, guerra, aborto e pena capitale siano parti della
"stessa cultura della violenza".
Questa non è informazione alternativa. E' solo una mistificazione.
Pensiamo che i movimenti pro-scelta, pro-aborto e pro-RU486 abbiano solide
basi, come ogni movimento che promuove libertà e nuovi diritti. D'altra
parte pensiamo che un media alternativo come Indymedia possa dare un forte
contributo all'informazione su queste questioni, come sugli interessi
industriali che si celano dietro alcuni esponenti della cultura pro-scelta.
Detto questo, speriamo che Indymedia Sydney cancelli la feature così com'è
ora.

Il team di Indymedia Italia

traduzione:

Hi dear indy-sydney people.
We write to you just to say we were "surprised" reading the feature you
produced in your homepage the last 31st of december.
It was really shocking for us to see published as a feature a text that
summarizes in a few rows all the neonazi, christian and heavy-conservative
thinking.
We can't believe a media that consider itself as "alternative" would adfirm
that euthanasia, war, abortion and capital punshment are parts of the same
"culture of violence".
That is not alternative information. That is just disinformation.
We think that pro-choice, pro-abortion and pro-RU485 movements have a solid
base, as every movement that promotes freedom and new rights. On the other
hand we think that an alternative media, as Indymedia, could give its
contribute to inform people about these questions and about the industrial
interests hidden behind some of pro-choice advocates.
All that said, we hope that Indymedia Sydney would delete that feature the
way it is now.

The Indymedia Italy Team
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