[imc-italy] E' una vita che ...

clopp at caninet.org clopp at caninet.org
Tue May 30 06:17:50 PDT 2006


... cerco di scrivere su diversi argomenti, ma le mail sono tutte 
finite in "bozza" per un'infinita' di ragioni che non sto ad elencare 
perche' troppe, troppo vaste, e spesso polemiche.

Di tutto quanto abbozzato, cerco di riprendere solo le questioni a 
mio parere effettivamente utili (dunque non le polemiche).

Perfettamente d'accordo col fatto che indy, nel suo essere composita, 
sia uno specchio del "movimento" (e' una cosa che affermo da tempo) e 
che, in quanto tale, si porti dietro le tare del movimento stesso. 
Prima fra tutte, la fantasmagorica capacita' di perdersi nelle 
piccolezze e nelle polemicucce (il piu' delle volte personalistiche).

Su questo, credo che non ci sia verso di invertire la tendenza.

Altro argomento importante, credo che non ci siano soluzioni techno 
(splittare, incolonnare, cazzabubbolare, etc.) che possano affrontare 
il reale problema qualitativo che e' squisitamente "logico", dunque 
"culturale" e come tale va trattato.

Non dimentichiamoci che siamo pervasi (in generale) dalla cultura 
dell'opinionismo, ovvero che la news in se' non ha alcun valore se 
non come scusa per dire la propria. A questo si aggiunge la cultura 
della "velina": il mainstream ha quelle delle questure, dei ministeri 
e dei vari enti istituzionali, indy quelle dei vari componenti il 
"movimento" ... ma la sostanza logica non cambia, ed i risultati 
nemmeno.

Credo anche che indy stia prendendo una strada bruttina, in quanto 
partita con pochissimi paletti e regole (cosa buona e giusta, e fonte 
di salvezza ;-), ma che si stia sovrastrutturando progressivamente in 
una sorta di inversione di tendenza. Quasi come se l'aggiunta di 
regole e procedure burocratiche fosse un tentativo di rendere indy 
stessa riconoscibile ai nostri (e obv altrui) schemi precostituiti. 
Questo lo ho notato anche in altre situazioni.

Per conto mio, indy era ed e' un po' "troppo" avanti rispetto al 
contesto generale e, se vuole restare "indy" non ha altra strada se 
non quella di reggere al tempo (che spero gli dia ragione) senza 
snaturarsi. Questo significa che non deve aver paura del caos e dello 
spam perche' questi dipendono dal contesto generale allargato (oltre 
l'ambito ristretto del "movimento") e non sono intrinsechi a indy.

Ci sarebbe un'altra soluzione, molto rischiosa, che consiste nel 
creare di colpo e senza preavvertimenti, il vuoto, ovvero far sparire 
tutto e senza spiegazioni ... e vedere cosa succede. E' gia' successo 
per motivi tecnici, ed e' stato un bel casino. E' una soluzione che 
pero' non mi sembra valida perche' il contesto e' cosi' degradato che 
credo si crei un vuoto virtuale capace di risucchiare il vuoto reale 
(non certo nuova linfa che non ne vedo in circolazione).

Per quanto mi riguarda ho deciso di percorrere altre strade, che mi 
assorbiranno oltre modo, ovvero di riprendere la miriade di progetti 
lasciati nel cassetto (al momento, nel mio sito, ne sono elecanti 
meno del 10%) partendo dalla gestione di uno spazio fisico, e dalla 
creazione di un quotidiano cartaceo autoprodotto, in cui cerchero' di 
percorrere il percorso inverso a indy, ovvero di partire da una 
struttura verticistica e perfettamente "riconoscibile" per 
appiattirla e orizzontalizzarla progressivamente (e il "modello indy" 
ne rappresenta il punto di arrivo e di ripartenza col progetto/ideale 
effettivo).

In bocc'al loop ragazzacc'
EF*







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