[imc-italy] italy-list Digest, Vol 43, Issue 1
max roch
eurobici at yahoo.com
Wed Nov 1 10:24:17 PST 2006
vi mando questa e mail circa una discussione su indyabruzzo su unich.
A Roma abbiamo lavorato alla creazione di diverse realta parallele ad indy con l'intento di connettersi insieme anche e soprattutto tramite indy, in base alla rilevanza delle informazioni, cosi da mantenere specificità ed autonomia dei gruppi o dei singoli come difesa delle diversità e della creatività specifica.
credo che questo argomento dovra essere affrontato nell'ordine del giorno perchè molto di cio che ne fa parte alla fine verte proprio su questo: prospettive e politica di indy.
siccome o difficolta a reperire tutta la discussione se qualcuno di indyabruzzo può lo ringrazierei molto (lavoro da internet caffe a pagamento perche non ho connessione a casa).
Questa è l'ultima mail che ho spedito
non voglio essere molto critico ma più che altro vi riportavo l'esperienza romana.
da noi sono sorti e stanno sorgendo molti nodi, non dislocati direttamente su indymedia ma che in qualche modo ne entrano a far parte sia per fisionomia che per identita culturale.
in qualche modo ritengo sia più utile creare tanti nodi ma che siano il più indypendenti possibile quindi in qualche forma autonomi e più liberi di aggire indipendentemente.
quello che volevo farvi notare e che indymedia potrebbe venire complessato da troppi nodi e cio fermerebbe inoltre la possibilita di aperture a nuovi canali.
comunque non dico che non si debba fare unich ma secondo me sarebbe meglio dirigere le proprie risorse a creare altro oltre ma non dissociandosi da indy su cui si potrebbero creare ottimi link.
In questo senso ritengo sarà molto utile discuterne al meeting di Torino.
Queste scelte sono sostanzialmente diverse ma non in contraddizione fra loro:
Unich da sicuramente più visibilita ad indy e apporta forze ma crea una condizione egemonica che rischia di azzerare tutte le altre iniziative di sviluppo di altri siti e quant'altro aggregativi frenando quella spinta alla creativita diffusa.
Fare degli altri nodi al di fuori di indy potrebbe essere un incettivo alla creativita e dovrebbe trovare in indymedia un ottimo interlocutore con cui rapportarsi senza dover rinunciare alla propria indipendenza.
Di fatto con unich sarebbe più facile inizialmente trovare attenzione dalle persone ma nel lungo periodo si arriverebbe ad una probabile staticità
mentre facendo i propri luoghi si dovrebbe faticare molto nello sviluppo ma la propria automia garantisce uno stimolo agli altri a fare e nel lungo termine cio implica sempre maggiori interazioni differenziate.
Quello che ritengo e che indy potrebbe appoggiare completamente tale lavoro dei ragazzi universitari trovando dei collegamenti dentro indyabruzzo ma con il loro sito di riferimento.
A roma da quasi tre anni lavoriamo alla creazione di una rete diffusa non collocabile ma in coopartecipazione e indymedia dovrebbe fungere più da collettore ad ampio raggio che cadere troppo nelle specificità per che con troppe informazioni si creerebbe troppa dispersione e troppo rumore con possibili, certo non auspicati, pericoli egemonici che frenerebbero le libere aggregazioni perchè le soffocherebbe.
Credo si debba analizzare molto la questione ma la scelta che noi abbiamo preso a roma all'università e stata una rete diffusa che dove creare collegamenti virtuali fra le realtà con una indymedia centrale ma non egemonica solo un collettore degli avvenimenti più importanti o delle cose più rilevanit (certo molte iniziative possono essere portate insieme o parallelamente).
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