[imc-italy] R: Re: Jeff e la sua banda
mazzetta
Goedel at fastwebnet.it
Wed Nov 8 14:34:56 PST 2006
Io posto un bel commento dal nw
l'ipotesi smembramento del nazionale in tanti locali/regionali/tematici/?
trova molte obiezioni implicite in questo testo, che sinceramente condivido.
Anche se -il movimento- non esistesse (esiste?), esisterebbe il senso di
mantenere indy per moltissima gente che ne sente davvero il bisogno, le risorse
a questo punto ci sono, forse è questione di ritrovare motivazioni e migliorare
il progetto nei punti critici che ormai conosciamo benissimo.
Mi sembra chiaro che il meeting ormai sarà dominato da questa questione, come
è cosa buona e giusta (il che mi fa quasi sospettare che convocare i meeting
attiri la sfiga), e che se sopravviviamo la questione 2.0 dovrà essere
/me incrocia l'incrociabile
Non la vedo tanto male
by Zapathustra Wednesday, Nov. 08, 2006 at 11:17 PM mail:
Visto che avete postato nella colonnina di destra, mi permetto di dire la mia
anche se sono un semplice spettatore.
Per me Indy non è per niente male. Se in questo momento guardo la colonnina di
destra, le stronzate non sono poi sovrabbondanti. E' vero, ci sono parecchie
notize provenienti dal mainstream, ma è inevitabile e in fondo, credo, sano.
La gente apprende delle cose nel mondo e viene a condividerle qui. Il fatto di
poter commentare e discutere le notizie con una comunità di gente affine, dare
il proprio senso alle notizie, è altrettanto fondamentale che diffondere una
notizia originale.
Sì è vero, si tratta di una comunità litigiosa, iraconda, irascibile. La gente
si incazza una cifra per niente. Ragazzini di sedici anni arrivano e ti dicono
ruttando quello che devi fare. Però tutto sommato è pure il suo bello. Altrove
tutto è troppo controllato per dire quello che veramente ti passa per lo
stomaco.
E poi questo non c'entra con Indymedia, così come non c'entrano il tasso di
cazzate, la creatività, la capacità di creare connessioni o relazioni. Tutte
queste cose dipendono dal movimento vivo della gente nelle città. La vita
materiale della gente nelle città viene prima, è condizione di quello che
accade qui. Illusorio credere il contrario.
Indymedia è uno strumento fondamentale, ma se non c'è nessuno che lo suona,
come a tratti succede, non fa buona musica da solo, al massimo ti ripete un
buon loop. Questo però non è un limite di Indymedia, è un limite del movimento.
E' il movimento a essere litigioso, cazzaro, asociale e alienante, spesso. Come
sappiamo va a fasi alterne: cresce e descresce, si allarga e si restringe,
vince e perde, gode e soffre. E' naturale.
Non sono d'accordo con quelli che temono una egemonia di Indymedia o che
insistono sulla proliferazione molecolare contro ogni tipo di centro. Per
esperienza dico che è ingenuo. Serve un centro: serve un luogo che unifica,
perché sennò il risultato è la dispersione nel nulla.
A me per esempio fa piacere venire qui, leggermi il newswire e avere in un
attimo il polso della situazione, che aria tira eccetera. Non posso perdere
mezza giornata a girarmi tremila siti microscopici e folkloristici. Qualsiasi
cosa viva, in natura, è unita. Se è in frammenti vuol dire che è morta. Io
quindi preferisco che il movimento abbia istanze unitarie in cui ritrovarsi,
specie se, come Indymedia, sono perfettamente compatibili con la molteplicità.
La cosa che secondo me manca ad Indymedia e al movimento in genere, ma che non
so se è Indymedia che deve darla, è il supporto alla decisione politica.
Infatti, oltre a condividere l'informazione, serve anche che la gente cominci a
condividere la decisione. Solo se le persone cominceranno a prendere decisioni
insieme, la classe politica comincerà a diventare oggettivamente superflua e
vedrà segnata la propria fine.
In questo senso, il solo modo per farla finita con la propaganda sarebbe
quello di implementare un sistema di decisione condivisa, un mix tra wiki ed
ebay che ti permetta di capire quali sono le proposte in gioco, chi sono i
proponenti più autorevoli, chi e quanti sono d'accordo con cosa, e quanto tempo
c'è per decidere. Più queste operazioni sono automatizzate e facili, più la
gente parteciperà alla decisione, togliendola agli specialisti.
Sì sì lo so è di là da venire. Eppoi abbiamo tutti già tanto da fare. Ma
siccome alla stanchezza è bene rispondere con un nuovo implulso, io, per non
saper né leggere ne scrivere, la butto lì.
Bacioni e forza.
Zap
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