[imc-italy] italy-list Digest, Vol 43, Issue 11

max roch eurobici at yahoo.com
Wed Nov 8 11:41:42 PST 2006


 veramente il 70% dei post su indy sono repost da media mainsream, il 
20%
comunicati di movimento, il 10% stronzate di pazzi invasati.
non lo era ma e' diventata una triste bacheca di movimento in cui viene 
lasciato
fin troppo spazio allo sbroccato e pochissimo alla produzione di 
relazioni
(prima ancora che di informazione). 
   
  sono daccordo con blicero.
  da tempo tutta una serie di persone che face4vano informazione e postavano per esempio tesi di laqurea od altro anche di ordine scientifico sono scappate a causa di molte e stupide ingiurie o commenti infantili da automi dell'ignoranza perversa di un sistema che ti vuole stupido per meglio controllarti.
  apprescindere da questo sfogo vero! molte sono le questioni e diverse le possibili soluzioni
  ovviamente da cio che decidiamo si attuera una politica di coinvolgimento coerente oppure cerchiamo di diffondere le problematiche e riconosciamo cio che dice blicero facendo una seria autocritica?
  ora a prescindere che le soluzioni sono molteplici penso seriamente che si potrebbe cercare di fare peso proprio sull'idea di liberta del sito ma quando poi diventa per l'appunto quello che dice blicero penso che siamo una delle tante propagande esistenti ed allora famoce da i soldi da quelli a cui facciamo pubblicità!
  E ovvio che cio non mi interessa ma bisogna effettivamente iniziare a guardarsi in faccia ed ammettere che troppa pèolitica a devastato indymedia dalla sua possibilita di comunicare e fare informazione in favore della pura propaganda.
  e chiaro che indymedia ha fatto un lavoro utile ed importante per il movimento ed è chiaro che su indymedia si sarebbe dovuto sviluppare pensiero critico e non asettico propagandismo senza produzione reale d'idee di cultura.
  la mia e mail precedente:
   
   
  certo l'idea di autosostenersi potrebbe essere proposta anche ma certo vediamo di capire bene quali sono le questioni con jeff che sembra essere una persona estremamente valida e generosa, altrimenti manco stavamo qui.
  Un'altra questione è questa si può sviluppare un sistema diffuso in hosting cosi ci ingabbiano a tutti perche diamo banda ad indymedia?
  ovvero se invece di chiedere soldi ai vari indymediani gli chiediamo banda?
  saarebbe praticabile?
  certo sarebbe il massimo della partecipazione diretta!
  da profano che cerca sempre soluzioni alternative e condivisibili.
  Inoltre scusate ma se iniziamo a collaborare con diverse realta tipo universita ce potrebbero da pure un po di banda.
  in ogni caso se ve serve ve porto quella per i traumi da botte elastica.
  ciao
   
  ed ancora più attuale quella precedente che ora mi sembra ripresa da torino con la sua proposta ovvero creare una rete con nodi locali cosi come da 3 anni stavamo facendo a roma all'universita riguardo loa questione unich:
   
          "max roch" <eurobici at yahoo.com>    To:  italy-list at lists.indymedia.org    Date:  Wed, 1 Nov 2006 10:23:37 -0800 (PST)    Subject:  Re: [imc-italy] italy-list Digest, Vol 43, Issue 1    HTML Attachment [ Scan and Save to Computer | Save to Yahoo! Briefcase ] 

     vi mando questa e mail circa una discussione su indyabruzzo su unich.
  A Roma abbiamo lavorato alla creazione di diverse realta parallele ad indy con l'intento di connettersi insieme anche e soprattutto tramite indy, in base alla rilevanza delle informazioni, cosi da mantenere specificità ed autonomia dei gruppi o dei singoli come difesa delle diversità e della creatività specifica.
  credo che questo argomento dovra essere affrontato nell'ordine del giorno perchè molto di cio che ne fa parte alla fine verte proprio su questo: prospettive e politica di indy.
   
  siccome o difficolta a reperire tutta la discussione se qualcuno di indyabruzzo può lo ringrazierei molto (lavoro da internet caffe a pagamento perche non ho connessione a casa).
   
  Questa è l'ultima mail che ho spedito
  non voglio essere molto critico ma più che altro vi riportavo l'esperienza romana.
  da noi sono sorti e stanno sorgendo molti nodi, non dislocati direttamente su indymedia ma che in qualche modo ne entrano a far parte sia per fisionomia che per identita culturale.
  in qualche modo ritengo sia più utile creare tanti nodi ma che siano il più indypendenti possibile quindi in qualche forma autonomi e più liberi di aggire indipendentemente.
  quello che volevo farvi notare e che indymedia potrebbe venire complessato da troppi nodi e cio fermerebbe inoltre la possibilita di aperture a nuovi canali.
  comunque non dico che non si debba fare unich ma secondo me sarebbe meglio dirigere le proprie risorse a creare altro oltre ma non dissociandosi da indy su cui si potrebbero creare ottimi link.
  In questo senso ritengo sarà molto utile discuterne al meeting di Torino.
  Queste scelte sono sostanzialmente diverse ma non in contraddizione fra loro:
  Unich da sicuramente più visibilita ad indy e apporta forze ma crea una condizione egemonica che rischia di azzerare tutte le altre iniziative di sviluppo di altri siti e quant'altro aggregativi frenando quella spinta alla creativita diffusa.
  Fare degli altri nodi al di fuori di indy potrebbe essere un incettivo alla creativita e dovrebbe trovare in indymedia un ottimo interlocutore con cui rapportarsi senza dover rinunciare alla propria indipendenza.
  Di fatto con unich sarebbe più facile inizialmente trovare attenzione dalle persone ma nel lungo periodo si arriverebbe ad una probabile staticità
  mentre facendo i propri luoghi si dovrebbe faticare molto nello sviluppo ma la propria automia garantisce uno stimolo agli altri a fare e nel lungo termine cio implica sempre maggiori interazioni differenziate.
  Quello che ritengo e che indy potrebbe appoggiare completamente tale lavoro dei ragazzi universitari trovando dei collegamenti dentro indyabruzzo ma con il loro sito di riferimento.
  A roma da quasi tre anni lavoriamo alla creazione di una rete diffusa non collocabile ma in coopartecipazione e indymedia dovrebbe fungere più da collettore ad ampio raggio che cadere troppo nelle specificità per che con troppe informazioni si creerebbe troppa dispersione e troppo rumore con possibili, certo non auspicati, pericoli egemonici che frenerebbero le libere aggregazioni perchè le soffocherebbe.
  Credo si debba analizzare molto la questione ma la scelta che noi abbiamo preso a roma all'università e stata una rete diffusa che dove creare collegamenti virtuali fra le realtà con una indymedia centrale ma non egemonica solo un collettore degli avvenimenti più importanti o delle cose più rilevanit (certo molte iniziative possono essere portate insieme o parallelamente).
   
   
  non so sembra tutto divenire conseguenziale, comunque fatto sta che adesso a mio parere bisogna spingere per far partecipare tutti separarsi dall'eccesso di politicizzazione per mantenere una certa distanza da osservatore perche la battaglia più importante e quella della diversita quindi anche di opinione sempre dentro certi limiti.
   
  sono per articolare una battaglia molto più ampia e che riprenda i punti sopra sull'universita e la partecipazione diretta e chi vuole dare banda come i vari giornali e sindacati o quantaltro usa indymedia per fare la propria promozione deve darcela senza richieste perche gia troppa pubblicita gli viene fatta senza che ci abbiano dato na lira e comunque non sarebbe coerente con l'indypendenza ma torneremmo a fare la mafia italiana dell'amico.
  ora questa mail la posto pure in nw. cosi ve la leggete due volte.



 
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