[imc-italy] per il meeting

Sigmund Baginov siba at inventati.org
Thu Nov 9 04:18:46 PST 2006


On Thursday 09 November 2006 12:41, blicero wrote:
> mah, dico la verita', mi pare una soluzione "ognuno per se' e dio per
> tutti". se l'avessimo fatta quando indy eravamo 5 stronzi indy non
> sarebbe mai stata indy.
>
> mi pare una logica un po' miope che anziche' guardare il problema
> complessivamente del "fare informazione dal basso oggi", guarda solo
> il problema di "dove trovo la bacheca per i cazzi miei che piu' mi si
> confa'"
>
> scusa la durezza siba, pero' non vorrei che questa cosa non emergesse
> e si facesse finta di non vedere le cose per quelle che sono :)

Non si tratta di trovare una bacheca per i cazzi miei, si tratta di 
ricostruire relazioni sul locale, relazioni di fiducia capaci di creare 
una qualche comunita' che sia alla base di indymedia. Creare realta' 
locali permette di ricostruire qualcosa che adesso non esiste piu', 
permette di ricominciare a relazionarsi con i "posti" e con la gente 
che fa le cose e che e' interessata a comunicarle, con la gente che 
ancora crede in un qualche progetto condiviso di comunicazione "altra", 
ovviamente con il rischio che a nessuno interessi piu' un progetto di 
questo genere e che quindi non rinasca nulla.

La dimensione nazionale a mio parere non deve scomparire totalmente ma 
in questo momento mi pare totalmente insensato continuare ad insistere 
su una dimensione allargata in cui mancano le relazioni, manca la 
fiducia e manca la progettualita'. Mettere al centro le realta' locali 
permetterebbe, secondo me, di attuare due meccanismi:

il primo e' la responsabilizzazione di chi attualmente indymedia "la fa" 
un po' acriticamente e un po' superficialmente. Una dimensione locale 
pone seri interrogativi sulle finalita' di un mezzo e sulle modalita' 
di costruzione, evoluzione e sopravvivenza del mezzo stesso che 
ultimamente non sono state molto sentite. Quando si rischiano 
direttamente sulla propria pelle le denuncie o si devono mettere di 
tasca propria i soldoni ogni mese credo sia naturale iniziare a 
rimettersi seriamente in discussione e a rimettere in discussione un 
progetto che magari prima era utilizzato un po' acriticamente.

il secondo e' il coinvolgimento di chi indymedia normalmente 
la "sfrutta" utilizzandola come bacheca e poco piu', solleticando, non 
fosse altro che per la contiguita' geografica dei punti di riferimento, 
una partecipazione piu' attiva e consapevole. Ricreare relazioni e 
intrecciare percorsi, secondo me, e' uno degli obiettivi di indymedia, 
ma al momento questo e' qualcosa di quasi totalmente assente.

Confesso che anche a me piacerebbe vedere altre soluzioni fattibili in 
questo momento, ma guardandomi attorno e leggendo le liste non vedo 
altre proposte che possano in qualche modo provocare un cambiamento 
dello stato attuale delle cose. Credo quindi che un decentramento di 
indymedia, magari affiancato da una qualche forma di 
relazione "informale" tra i vari imc locali e di sostegno reciproco in 
caso di bisogno (cosa che credo che nessuno si sognerebbe di negare) 
possa essere una strada per ricostruire una qualche comunita', 
sicuramente diversa da quella attuale e ugualmente diversa da quella di 
quando eravate in 5, ma che sia comunque in grado di rielaborare 
riflessioni e di metterle in pratica sia sul territorio su cui 
direttamente opera, sia con un respiro maggiore.

La mia e' una riflessione in continua evoluzione ovviamente, ma non vedo 
al momento tutte queste altre proposte di alternative capaci di 
modificare qualcosa che sta lentamente ripiegandosi su ste stesso ormai 
da molti mesi

SiBa



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