[imc-italy] per il meeting
blicero
blicero at autistici.org
Thu Nov 9 04:23:10 PST 2006
pre scriptum: io ho gia' detto come la vedo. intervengo solo per amor di
dibattito.
On Thu, Nov 09, 2006 at 01:18:46PM +0100, Sigmund Baginov wrote:
> On Thursday 09 November 2006 12:41, blicero wrote:
> > mah, dico la verita', mi pare una soluzione "ognuno per se' e dio per
> > tutti". se l'avessimo fatta quando indy eravamo 5 stronzi indy non
> > sarebbe mai stata indy.
> >
> > mi pare una logica un po' miope che anziche' guardare il problema
> > complessivamente del "fare informazione dal basso oggi", guarda solo
> > il problema di "dove trovo la bacheca per i cazzi miei che piu' mi si
> > confa'"
> >
> > scusa la durezza siba, pero' non vorrei che questa cosa non emergesse
> > e si facesse finta di non vedere le cose per quelle che sono :)
>
> Non si tratta di trovare una bacheca per i cazzi miei, si tratta di
> ricostruire relazioni sul locale, relazioni di fiducia capaci di creare
> una qualche comunita' che sia alla base di indymedia. Creare realta'
> locali permette di ricostruire qualcosa che adesso non esiste piu',
> permette di ricominciare a relazionarsi con i "posti" e con la gente
> che fa le cose e che e' interessata a comunicarle, con la gente che
> ancora crede in un qualche progetto condiviso di comunicazione "altra",
> ovviamente con il rischio che a nessuno interessi piu' un progetto di
> questo genere e che quindi non rinasca nulla.
>
non c'e' un motivo perche' non sia avvenuto finora mi pare.
non un motivo serio e credibile.
> La dimensione nazionale a mio parere non deve scomparire totalmente ma
> in questo momento mi pare totalmente insensato continuare ad insistere
> su una dimensione allargata in cui mancano le relazioni, manca la
> fiducia e manca la progettualita'. Mettere al centro le realta' locali
> permetterebbe, secondo me, di attuare due meccanismi:
>
e invece nelle dimensioni non allargate c'e' ?
ma che bisogno c'e' allora di riciclare indy.
chiudiamola, lasciamo gli archivi e poi voi torinesi fate un po' il cazzo che vi
pare squatmedia.net, i romani fanno parlamentonews.org
e via dicendo
oppure ognuno si fa il suo process e basta.
tradotto: non chiamiamola trasformazione, chiamiamola chiusura e poi ognuno
fara' quello che ritiene piu' interessante senza eredita' e senza medagliette.
> il primo e' la responsabilizzazione di chi attualmente indymedia "la fa"
> un po' acriticamente e un po' superficialmente. Una dimensione locale
> pone seri interrogativi sulle finalita' di un mezzo e sulle modalita'
> di costruzione, evoluzione e sopravvivenza del mezzo stesso che
> ultimamente non sono state molto sentite. Quando si rischiano
> direttamente sulla propria pelle le denuncie o si devono mettere di
> tasca propria i soldoni ogni mese credo sia naturale iniziare a
> rimettersi seriamente in discussione e a rimettere in discussione un
> progetto che magari prima era utilizzato un po' acriticamente.
>
> il secondo e' il coinvolgimento di chi indymedia normalmente
> la "sfrutta" utilizzandola come bacheca e poco piu', solleticando, non
> fosse altro che per la contiguita' geografica dei punti di riferimento,
> una partecipazione piu' attiva e consapevole. Ricreare relazioni e
> intrecciare percorsi, secondo me, e' uno degli obiettivi di indymedia,
> ma al momento questo e' qualcosa di quasi totalmente assente.
>
> Confesso che anche a me piacerebbe vedere altre soluzioni fattibili in
> questo momento, ma guardandomi attorno e leggendo le liste non vedo
> altre proposte che possano in qualche modo provocare un cambiamento
> dello stato attuale delle cose. Credo quindi che un decentramento di
> indymedia, magari affiancato da una qualche forma di
> relazione "informale" tra i vari imc locali e di sostegno reciproco in
> caso di bisogno (cosa che credo che nessuno si sognerebbe di negare)
> possa essere una strada per ricostruire una qualche comunita',
> sicuramente diversa da quella attuale e ugualmente diversa da quella di
> quando eravate in 5, ma che sia comunque in grado di rielaborare
> riflessioni e di metterle in pratica sia sul territorio su cui
> direttamente opera, sia con un respiro maggiore.
>
> La mia e' una riflessione in continua evoluzione ovviamente, ma non vedo
> al momento tutte queste altre proposte di alternative capaci di
> modificare qualcosa che sta lentamente ripiegandosi su ste stesso ormai
> da molti mesi
>
ma io mica dico nulla. dico di non scegliere scorciatoie che non servono a un
cazzo :)
--
blicero
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