[imc-italy] per il meeting
Alice
alice at riseup.net
Fri Nov 10 07:35:16 PST 2006
eccoci qua
scrivo dopo un lungo silenzio, stavolta come persona che usa indymedia e
si sente chiamata in causa dalla situazione, e mi unisco alla schiera di
chi pensa che questa crisi possa finalmente smuovere indyit, sia tra chi
partecipa alle liste sia tra chi ne e' "solo" utente (e per l'appunto
eccomi).
per quanto riguarda la questione economica, non credo che possa essere
*veramente* un problema tirare su soldi. non stiamo parlando di 100mila
euro all'anno, ma di cifre molto inferiori. vogliamo davvero chiudere
indymedia perche' non riusciamo a tirare su 1000e al mese? eddai..
si mette su una campagna di finanziamento fatta bene, tirando i fili dei
contatti che abbiamo - e ne abbiamo, vedasi quello che e' stato smosso in
poche ore col sequestro del server..- preparando una splash che resti su
(molto) a lungo e organizzando eventi a manetta.
qual e' la cosa difficile in cio'?
ovvio che si tratta di lavorare sodo ma, do you remember? la rivoluzione
non e' un pranzo di gala..
ricordiamoci che non stiamo firmando un contratto a vita: si puo'
benissimo decidere che ci si da un anno di tempo, trascorso il quale si fa
il punto della situazione e si valuta su basi concrete quello che si e/non
si e' riuscito a fare. pero' appunto, su fatti e cifre reali e non su
ipotesi astratte, pessimismi cosmici e previsioni di Nostradamus.
se vogliamo davvero buttarci nell'autofinanziamento chiederei pure ai soci
di remedia (per chi non lo sa: remedia e' un'associazione creata negli
anni che furono per raccogliere donazioni) di parlarsi tra loro e capire
se vogliono restare o meno nell'associazione - e possibilmente arrivare al
meeting con un'idea abbastanza precisa.
ugualmente, sarebbe buona cosa presentarci al meeting avendo gia' pensato
a come ci si puo' impegnare nella raccolta fondi (contatti, idee,
disponibilta' spaziotemporale). e se c'e' qualche scatolone che gira per
casa con vecchio materiale (magliette, cd, poster e quant'altro) e' questo
il momento per tirarlo fuori :)
ultima cosa sul discorso economico, questa seria: scordiamoci di gestire i
soldi con la stessa schizofrenia con cui si gestisce (esempio a caso :P)
la pubblicazione di una ftr.
NO.
non si puo' fare, sia dal punto di vista legale (i conti di
un'associazione vanno tenuti perfettamente in ordine, su questo _non_ si
scherza) sia per la responsabilità che abbiamo sulla gestione del denaro
raccolto.
*si sto dicendo cose ovvie per molti, ma meglio ripeterle*
quindi non e' detto che sia sempre e cmq possibile applicare il metodo del
consenso nelle decisioni economiche.
questo e' un problema?
boh, parliamone TANTO di questa cosa, pigliamoci a pancate e troviamo
soluzioni ADESSO. senza un accordo su questo punto tra due mesi staremo
sclerando di nuovo su capi iperdecisionisti, lider maximi e la solita
solfa trita e ritrita. non so voi, io ne faccio a meno :)
- chiudo qui il discorso money -
per quanto riguarda le varie proposte sul futuro di indy, sto recuperando
mesi di archivio di lista e non ho ancora le idee ben chiare.
mi sento pero' di dire che non condivido per niente quanto scritto da
magius (non solo da lui, ma troppe mail tutte insieme confondono :)) sul
disgregamento di imc italy in tanti nodi individuali autonomi, per
svariati motivi.
innanzitutto perche' si lascia alle spalle l'idea di comunità solidale che
ci ha permesso di partire da due persone per arrivare a una dozzina di
nodi locali e il traffico che sappiamo. e la selezione darwiniana non e'
per me un sostituto a tutto questo.. e' la stessa logica riforma moratti
sull'autonomia, da quando ci piace?
in secondo luogo, uno dei ruoli di indy (volenti o nolenti) e' quello di
fare da collante tra situazioni ed analisi sparse per l'italia. si diceva
una volta "think global - act local": e di quel pensare (ed analizzare)
globalmente non possiamo proprio permetterci di fare a meno.
e poi: ma le questioni internazionali?
e' vero che ci sono evidenti problemi di radicamento, ma non e' questo
secondo me il modo per risolverli. torno a dire che una spinta decisiva
puo' venire proprio dalla necessità di raccogliere soldi e quindi
organizzare iniziative.
abbiamo bisogno di tornare a *socializzare* indymedia per togliere all'OP
la funzione di "passaggio tecnico" quasi secondario.
spiego: indy nel 2000 aveva un suo peso specifico: era il mezzo piu'
diretto ed elementare per pubblicare sul web contenuti di un certo tipo.
nel 2006, quando ci vogliono cinque minuti netti per aprire un blog o
creare un sito, e' cambiata la percezione di questo peso specifico:
pubblico su indy come pubblico sul mio blog.
bisogna quindi tornare a spiegare perche' non e' la stessa cosa pubblicare
su indy o sul proprio blog - sempre che non lo sia davvero, ovviamente :P
chi si ricorda i mediacenter? ecco, quelli erano una buona sintesi di
quello che intendo per socializzare indymedia: lo strumento tecnico che e'
anche punto di convergenza di contenuti e persone.
altra questione non trascurabile: capisco che a chi stia in questa lista
possa sembrare incredibile, ma esiste gente che non sa cos'e' indymedia, o
che ancora ne ha un'idea approssimativa.
retrogradi del cazzo, siamo d'accordo, ma almeno in parte responsabili del
cattivo uso del nw. forse pure questo va tenuto in conto..
ecco, ho gia' scritto piu' di quanto pensassi per cui chiudo qui e torno a
spulciare gli archivi. spero di riuscire ad esserci al meeting.
Alice
ps: mi resta una domanda, nemmeno troppo secondaria: ma che ne sara' di
indymedia.org?
--
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