[imc-italy] [per il meeting] facilitazione

durito durito at gmail.com
Sun Nov 12 09:37:30 PST 2006


Tentativo di facilitazione del centinaio di mail seguite all'annuncio
di Jeff che ha deciso di interrompere il servizio di hosting per
indymedia.

Scusate la lunghezza ed eventuali imprecisioni/mancanze/storpiature,
ma il materiale e' veramente tanto e ritenevo andasse fatto con una
certa urgenza visto che il meeting e' tra meno di una settimana. Buona
lettura.

mail di jeff:
http://lists.indymedia.org/pipermail/ahimsa-tech/2006-November/1104-u4.html
traduzione
http://lists.indymedia.org/pipermail/italy-list/2006-November/1107-bt.html

ne e' seguita una discussione su quali siano i problemi tecnici e
politici che ci si pongono di fronte e quali possano essere le
soluzioni.

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 SITUAZIONE ATTUALE
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ci troviamo senza un server e senza i soldi per poterne pagare uno.
quali sono gli aspetti tecnici ed economici che devono essere
affrontati?

SCELTA DEL SERVER
-il server deve essere messo in un posto che dia garanzie/fiducia (si
vedano precedenti vari casi di sequestro e simili).
- per motivi legali e' preferibile che si trovi all'estero

una proposta e' di affidarsi a online policy group (
http://www.onlinepolicy.org/ ) che ospitava indy san francisco e
sembra dare le garanzie necessarie (
http://copydown.inventati.org/copydown/2003/10/26/p186 )
sarebbe utile sentire gli altri nodi nazionali per sapere a chi si
rivolgono per l'hosting e coordinarsi con gli altri imc "sfrattati"
per sapere come si stanno organizzando

BANDA
- la banda utilizzata (sprecata) attualmente da indy italia e' 1,5 tera al mese
- per avere un'idea degli sprechi si veda la mail
http://lists.indymedia.org/pipermail/italy-list/2006-November/1111-zq.html

SOLDI
- non abbiamo un euro
- per le nostre esigenze i costi di hosting si aggirano sulle decine
di migliaia di euro l'hanno (le cifre uscite variano tra i 10000 e i
36000 euro)
- per farci un'idea piu' precisa dei costi si puo' vedere quest'offerta:
http://www.xs4all.nl/uk/allediensten/eigenserver/ds/
http://www.xs4all.nl/uk/allediensten/eigenserver/ds/specificaties.php


c'e' stata anche la proposta di chiedere a jeff di continuare a
fornire l'hosting promettendo di non coinvolgerlo piu' in questioni di
process ma a molti e' sembrata improponibile.

da piu' parti e' stata espressa la necessita' che qualche tech si
esprima sulle possibili soluzioni pratiche in modo da liberare il
campo da ipotesi fantasiose e ragionare su qualcosa di concreto.


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 RIFLESSIONI VARIE
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sono emerse varie riflessioni sullo stato attuale di indy, su cosa e'
stata e su cosa potra' essere. Se ne era gia' parlato a lungo
(http://lists.indymedia.org/pipermail/italy-list/2006-April/0421-s8.html
, http://lists.indymedia.org/pipermail/italy-list/2006-May/0523-5o.html
).
la domanda di fondo e': chiudere (magari pensando ad un nuovo
progetto) o rinascere?

riassumendo:
indy non e' piu' vista come un punto di riferimento, come una
necessita' del movimento.
non esiste piu' la soggettivita' che aveva bisogno di indy come
strumento ne' quella che lo voleva proporre come strumento per
focalizzare una comunita'.
Pertanto oggi c'e' una quasi totale assenza di progettualita' e
indymedia e' sopravvissuta indipendentemente delle energie e della
volonta' di chi la fa, questo ha portato ad una deresponsabilizzazione
rispetto al progetto iniziale.

Ormai nel web gira una enorme quantita' di informazione, ci interessa?
Come interagire con questa informazione? il prossimo ruolo di indy
potrebbe essere quello di aggregatore di  quell'informazione che e'
conflittuale, indipendente, critica.
Indy non era il media di movimento, non era un blog, non era
un'agenzia stampa, non era web 2.0, non era My space. Era tutte queste
cose e completamente il contrario. L'abbiamo maltrattata, non capendo
mai il suo reale potere rivoluzionario, di ribaltamento degli schemi
dei media, non della politica. Cosa puo' essere ora?

l'OPEN PUBLISHING, cosi' com'e' non funziona. Indy andava bene quando
esisteva un movimento politico, sociale che faceva, produceva...ora
(in tutta italia almeno) ci contiamo tra l'altro si stanno continuando
a fare nomi e continuiamo ad essere colpevoli di infami accuse a
compagn* che giorno dopo giorno lavorano sui territori
forse l'errore nell'OP è stato di non "lavorare" sul territorio come
fonte di informazione dal basso, l'abbiamo forse "inconsciamente
preteso ed atteso" da chi postava "notizie", ma noi tranne per quello
che era il nostro mondo (cs, e tutto quello che gravitava attorno al
"movimento dei movimenti"..) non abbiamo sviluppato informazione dal
basso.
il 70% dei post su indy sono repost da media mainsream, il 20%
comunicati di movimento, il 10% stronzate di pazzi invasati. non lo
era ma e' diventata una triste bacheca di movimento in cui viene
lasciato fin troppo spazio allo sbroccato e pochissimo alla produzione
di relazioni (prima ancora che di informazione).

il METODO DEL CONSENSO fa acqua. O meglio "la versione italiana" del
metodo del consenso! Chi cazzo ha mai veramente applicato il metodo
del consenso nelle liste? Abbiamo mai visto un  vero lavoro di
facilitazione, ecc..?

Indymedia è uno strumento fondamentale anche se non sempre funziona.
Questo però non è un limite di Indymedia, è un limite del movimento.
E' il movimento a essere litigioso, cazzaro, asociale e alienante,
spesso. Come sappiamo va a fasi alterne: cresce e descresce, si
allarga e si restringe, vince e perde, gode e soffre. E' naturale.
dobbiamo arrivare al riconoscimento che se chiudiamo si perde l'unico
media fluido: spazio non controllato, non pilotato, non scelto, non
imposto e soprattutto in costante evoluzione.

Dovremmo tornare per strada , spiegare cosa e' indy, come la si fa,
perche' abbiamo scelto di farla cosi . non saranno la innovazioni
tecniche che faranno un indy nuova (anche ma non per prime), ma sara'
l'approccio nuovo che avremo nel parlare di lei e nel rifare un
process di informazione con la gente, prima di tutto sullo strumento e
sul suo utilizzo e come si fa un media indipendente
nel 2006. chi si ricorda ad esempio i mediacenter? ecco, quelli erano
un buon esempio di socializzazione di indymedia: lo strumento tecnico
che e' anche punto di convergenza di contenuti e persone.

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 PROPOSTE
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queste sono le proposte per la la sopravvivenza e rinascita (se ci
saranno) di indymedia italia:

- autofinanziamento
- ridimensionare indymedia
- decentrare il progetto
- soluzioni tecniche

per quanto riguarda possibili soluzioni tecniche se ne e' gia' parlato
a lungo, non essendo uscito nulla di nuovo si rimanda ai vecchi thread
(sopra ci sono i link alle facilitazioni).
Per il resto ecco quello che e' emerso:

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 AUTOFINANZIAMENTO
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passaggio obbligato se vogliamo mantenere indy in vita.
Come detto sopra bisogna capire se esistono ancora realta' e individui
disposti a finanziare il progetto.
se si riuscisse a comunicare efficacemente le nostre intenzioni e le
nostre esigenze probabilmente con qualche iniziativa seria (banchetti,
meeting, grossi eventi) i soldi si trovano.
Ma chi e' disposto adesso a fare donazioni, lo farebbe anche in
futuro? O indy sopravviverebbe solamente per qualche mese/anno?
Bisogna organizzare un finanziamento che duri sul lungo termine.
Questo puo' avvenire solamente se si rimettere lo strumento in mano
alla gente. Chiedere i soldi perche' NOI dobbiamo fare indy, non ha
senso, dobbiamo fare in modo che siano di nuovo LORO ad avere bisogno
di indy come strumento per comunicare dal basso.
si puo' benissimo decidere che ci si da un anno di tempo, trascorso il
quale si fa il punto della situazione e si valuta su basi concrete
quello che si e/non si e' riusciti a fare.

MODALITA':
- preparare una splash che resti su (molto) a lungo e nel frattempo
organizziamo eventi a manetta.
- chiedere ai soci di remedia (per chi non lo sa: remedia e'
un'associazione creata negli anni che furono per raccogliere
donazioni) che intenzioni hanno.
- tirare fuori vecchio materiale (magliette, cd, poster e quant'altro)
e iniziare a fare banchetti per finanziare le iniziative future.

scordiamoci di gestire i soldi con la stessa schizofrenia con cui si
gestisce la pubblicazione di una ftr. non si puo' fare, sia dal punto
di vista legale (i conti di un'associazione vanno tenuti perfettamente
in ordine, su questo _non_ si scherza) sia per la responsabilità che
abbiamo sulla gestione del denaro raccolto.


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 RIDIMENSIONAMENTO
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indymedia e' diventata elefantiaca anche perche' nelle nostre teste
c'e' sempre l'idea che piu' sei grande e piu' puoi contare. non
necessariamente nel senso politico, anche solo per diffondere
il verbo delle modalità diverse con cui si comunica sul sito.

Di fronte alla necessita' di autofinanziarsi, una possibilita' per
ridurre i costi sarebbe quella di snellire il sito e consumare meno
banda.

POSSIBILITA':
- lavorare sulle immagini e i video troppo pesanti che vengono
pubblicati ad esempio cancellandoli dai post che vengono nascosti
- porre dei limiti (piu' restrittivi) alle dimensioni dei file pubblicati
-applicare la policy in modo piu' severo eliminando tutte le cazzate
(attenzione pero' a non sfociare nella censura)
- appoggiarci ad altri servizi per i file pesanti (ngv,
torrentizzazione dei file)
- abilitare un blocco dei commenti quando diventano inutili e pallosi.
- login per postare sul newswire (pero' fa troppo indymadriddisobbediente)
- grafica minimale del sito (magari versione solo testuale senza immagini etc)


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 DECENTRAMENTO
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le proposte sono fondamentalmente 2:

- scioglimento di italy in quando "centro nevralgico", passaggio di
consegne ai nodi locali (con conseguente sbattimento locale x trovare
le risorse) i quali vedranno se e come mettere in piedi un sistema
funzionante di aggregazione e coordinamento centrale.
- "federazione di gruppi di affinità tematici". Ogni gruppo lavora per
issues (che possono essere argomenti generalisti o locali) e tenta di
condividere il condivisibile. Si potrebbe pensare ad una struttura
tecnica mutuata concettualmente da quella di R* di
Autistici/Inventati. Indymedia potrebbe essere una serie di "blogs
federati" con una stessa grafica (oppure no) sotto il brand della
(((I))). Il sito "comune" potrebbe rimanere come raccolta di feeds RSS
dai blogs per la pagina centrale e come newswire i feeds RSS dei posts
di commento sui blogs tematici. Magari lasciando
l'agenda condivisa, che verrebbe condivisa "al contrario" (cioè il
feed RSS verrebbe mostrato su tutti i blogs aderenti). Cosi si avrebbe
banda distribuita ma contenuti condivisi.

A FAVORE:
- indy è diventata impossibile da gestire da 100 e più persone tra
admin e iscritti alle liste.
- potrebbe spingere chi utilizza i nw locali in modo passivo a
prendersi l'incarico di ridare vita ai nodi locali in crisi
- chiudendo i nodi locali morti si risparmierebbero risorse, se
nessuno li gestisce non e' necessario che vivano.
- si ricreerebbero relazioni sul territorio, coinvolgimento di
persone, fiducia e progettualita' con cui rilanciare il progetto
- verrebbe maggiormente responsabilizzato chi fa indymedia in modo in
modo acritico e superficiale
- non c'e' energia sufficiente per ripensare e riorganizzare tutta
indymedia a livello nazionale

CONTRO:
- se sono le stesse persone a farlo, non vedo perche' le cose
dovrebbero andare meglio? Rischio di localizzazione delle dinamiche
attuali.
- nel giro di qualche mese, uno dei (pochi) nodi che si riuscirebbero
a costruire diventerebbe *de facto* il sostituto di italy.indymedia
attirando su di se tutto il peggio che adesso ci assedia e sarebbe
punto e a capo.
- molti nodi locali sono in crisi, una soluzione di questo tipo
porterebbe alla loro scomparsa togliendo una risorsa a chi utilizza i
nw locali pur non amministrandoli
- scomparsa o localizzazione delle categorie tematiche
- si tratterebbe sostanzialmente della fine del progetto indymedia e
dell'inizio di nuovi progetti
- se si chiudono i nodi locali invece di aiutarli, sara' impossibile
creare relazioni in quelle zone
- cosa impedisce ad un nodo di costruire relazioni nel locale,
diorganizzare iniziative sul territorio, pur facendo parte di
unprogetto nazionale?
- un risparmio di risorse ci sarebbe solo se si lasciassero morire dei
nodi locali, altrimenti ci sarebbe solamente un moltiplicarsi di siti
per cui una maggiore richiesta di banda e di dimensioni dei database.
-  uno dei ruoli di indy e' quello di fare da collante tra situazioni
ed analisi sparse per l'italia, cosa non possibile dividendolo in nodi
locali.
- le questioni nazionali e internazionali come verrebbero affrontate?



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