[imc-italy] chiudere per ricominciare

man0_ at teknusi.org man0_ at teknusi.org
Mon Nov 20 11:43:27 PST 2006




On Mon, 20 Nov 2006 19:05:56 +0100 (CET), "ombra" <ombra at riseup.net> wrote:
> -le soluzioni che ho sentito, qualsiasi siano, non risolvono nulla. cono
> quello che da noi si chiamano "tacun", ossia pezzi di scotch attaccati per
> far restare in piedi la "cosa". non penso che abbiamo bisogno di tacun, ma
> di partire da qualcosa di diverso.

io sono d'accordo su questa cosa. cercare un punto di discontinuita`. 
solo che sarei per una soluzione ragionata. se mi cerco un punto di discontinuita` cerco di capire quale sia la diversita` che posso cominciare a proporre. insomma, non cerco un punto di discontinuita` alla cieca, tanto per discontinuare quello che va male.

ci sono diversi punti che non mi sono chiari circa il futuro process. 

- indymedia e` un network. in cosa si e` mostrato questo essere rete negli ultimi 2-3 anni? non parlo dell'interazione tra nodi locali, quanto le relazione con gli altri indymedia che si trovano sulla faccia della terra. un po' di anni fa eravamo molto puntuali a seguire eventi fuori dall'italia, fossero  anche singole manifestazioni che ci interessavano. man mano questa cosa e` andata scemando ed e` stato affrontato questo aspetto in maniera molto superficiale, nel migliore dei casi.

- open publishing. io vorrei capire cosa e`. non mi ci ritrovo piu`. se open publishing e` che io leggo una notizia mainstream e me la commento sul newswire, allora basta un forum o l'angolo dell'editorialista. se e` postare scazzi tra gruppetti allora possono bastare anche le simpatiche scenette di piazza e le assemblee locali. se e` spazio per i comunicati allora possiamo semplicemente linkare i siti di tutte le realta` del mondo o aggregare i loro feed. 
io non ci trovo niente di "open" nel dare spazio a tutto e comunque. co-partecipare all'overflow informativo, quando tutti oramai offrono blog, compresi organi di stampa mainstream (repubblica.it ad esempio) e` quantomai privo di senso. la differenza sta solo nel fatto che su indymedia non si censura nulla? a me sembra un po' inconsistente come peculiarita`, al momento attuale.

- muovere il culo. e` fondamentale a volte. andare incontro ad altre realta`, cercarle e cercare quando possibile di lavorarci insieme. altrimenti si finisce per essere quelli delle feature: ogni tanto qualcuno viene a noi per dire "oh ma fate una feature su questa cosa?". e la risposta "lavoraci tu, falla tu" molto spesso e` un immane cazzata: da un lato c'e` gente che ti richiede la feature e poi non ci lavorerebbe perche` magari la sta chiedendo tanto per chiederla. dall'altro lato molto spesso la gente ci si mette, senza distinguere tra un comunicato ed una feature. ed ultimamente ho letto feature che parevano piu` un comunicato che altro. per me la feature non e` questo.

da quanto tempo e` che non si fa un dossier? 

per me indymedia deve smettere di essere un forum o lo spazio degli editorialisti del giorno. analisi su analisi, molto spesso infarciti di luoghi comuni, insulti e cazzate per me devono tornare nella confusione del web e non impestare uno spazio che ci eravamo conquistati con un lavoro semplice e molto spontaneo, molto lontano dalla logica degli scazzi tra gruppetti. 

man0_




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