[imc-italy] [INDYMEDIA ITALIA 2.0 AKA L'ARABA FENICE]

magius gmagius at gmail.com
Mon Nov 20 15:06:30 PST 2006


Il 20/11/06, ameba00x<ameba00x at autistici.org> ha scritto:
> [INDYMEDIA ITALIA 2.0 AKA L'ARABA FENICE]

> [PROPOSTA]
>
> Innanzitutto la policy secondo me va bene cosi come', di certo non la
> ridurrei, al massimo la raffinerei.

Non esattamente. Se la delocalizzazione è intesa come federazione di
nodi (siano essi "classici" IMC o blogs), la  policy si deve
necessariamente trasformare nei "Principi di Unità" di Indymedia
Italia. In sostanza va articolata un pò oltre il "no fasci, no
sessisti, no razzisti" che sono e restano il fondamento di Indymedia,
ma non bastano - imho - a definirla.

> Cerchiamo di delineare cosa vuol dire delocalizzare.
> Secondo me nn vuol dire ogni imc = un server, assolutamente no, perche'
> lo trovo uno spreco di energie.

D'accordo su questo. Sebbene credo vada lasciata la libertà a chi
vuole di avere un proprio server.

> Lo vedo piuttosto una delocalizzazione a livello di software che
> permette la personalizzazione della propria pagina indy.
> Il livello nazionale sara' la somma dei nodi locali e tematici (da
> ora in poi solo nodi), una specie di indymedia.us.
> Cosa succede al newswire nazionale? non lo so ma io lo vorrei avere.

a mio parere il newswire nazionale è dato dalla "somma" dei newswires
(o spazio commenti nel caso dei blogs) degli IMC tematici.

> quindi ogni nodo che si verra' a creare avra' la sua lista editoriale
> che discutera' cosa debba uscire nella loro pagina.

imho non ncessariamente.o meglio "un nodo una lista", cioè un
approccio verticale, può andar bene per gli imc locali, ma nel caso
delle aree tematiche, si può anche avere un approccio orizzontale,
cioè per esempio un tot di nodi (siano essi IMC classici o blogs) che
si interessano a determinati temi, che "si incontrano" nella lista per
scrivere insieme features. Le liste quindi da strumenti "identitari"
diventano luoghi di passaggio, chi vuole fare ha uno spazio aperto
dove fare.

> La lista editorial generale diventa una specie di notify sulle ftr
> uscite in tutto il network.

rimane da analizzare il problema irrisolto affrontato da pepsy: chi e
come si decide quali features debbano apparire nella home nazionale?

> Credo che discutendo in 20 rispetto a 300, il metodo del consenso possa
> essere messo in pratica + facilmente, soprattutto se quelle 20 sono
> *realmente* interessate all'argomento.

quando parlo di gruppi di affinità penso esattamente a questo.

> Italy-list rimane come coordinamento nazionale e come "garante" che
> ogni nodo segua la policy, bisogna capire nel process quali sono i
> "rapporti di potere" tra italy-list e le liste editoriali specifiche,

imho italy-list in questo suo nuovo ruolo non deve interferire nei
contenuti espressi dalle liste editoriali nelle singole features, ma
deve "solo" verificare il rispetto dei "Principi di Unità" (ex-policy)
da parte degli IMC aderenti alla federazione, vagfiare l'entrata di
nuovi IMC ed eventualmente escludere quelli che si pongano fuori. E
questo il suo ruolo di "garante".

> come aprire queste liste editoriali onde evitare che se ne creino 10000
> inutili fatte da 2 persone e come "garantirsi" che nn devino dai
> capisaldi della policy indyana.

imho le liste editoriali devono (se obbligatoriamente o meno è da
discutere) fare una facilitazione periodica verso il nazionale
producendo dei reports contenenti i topics in discussione, per esempio
su base mensile.

> Oltre all'autonomia editoriale il nodo avra' autonomia tecnica, con un
> semplice click dall'admin potra' attivare diversi "moduli" che fanno
> diverse cose: per es. rating del newswire, newswire tripartito (come
> funziona madrid.indymedia.org per capirsi) , bloccaggio dei commenti e
> tutto quello che puo' venirvi in mente.

ottima idea.

(...)

> [PARTECIPAZIONE]
>
> Reputo la proposta di Delocalizzazione buona per diversi motivi:
>
> -autonomia dei nodi locali e tematici
> -possibilita' di sperimentazione
> -maggiore consapevolezza di chi la fa
> -ottimizzazione delle discussioni che dovrebbero sfociare in ftr
> -+ facilita' di partecipazione dall'esterno

consenso.

> [TECNICA]
>
> Per fare quello che ho proposto sopra bisogna naturalmente codare un
> software, bisogna adattarlo alle nostre esigenze e bisogna testarlo.
> DadaImc gia' funziona a moduli e forse, sottolineo forse,
> perche' nn l'ho provato, potrebbe essere agevolmente modificato.

a mio parere, visti anche i pareri positivi nella lista internazionale
IMC-CMS, potrebbe convenire scegliere un cms che ha alle spalle una
grande ed attiva comunità internazionale (non solo indyana) , DRUPAL.

esiste già, per chi non lo sapesse, una "distribuzione" **Drupal for
Indymedia** con una serie di patch per la privacy, newswire, etc... Ed
esiste anche un gruppo di lavoro su Drupal ed una lista "dev" di
indymedia dedicata a Drupal.


> Cmq vada, se la parte tecnica torna a essere delegata a 1/2 persone e'
> il fiasco.... io personalmente nn me l'accollo, o si forma un  buon
> gruppo che si rigenera nel tempo a venire o si mettono le tette su
> indymedia.it e a fine anno ci facciamo un pranzone.

esatto. proprio imparando dagli errori del passato, Drupal permette di
avere una comunità di sviluppo costante non dipendente dalla
variabilità dei techs di Indymedia Italia. Non si corre insomma il
rischio di un blicero rimasto solo a manutenere Sf-Active..

> Nella proposta si tocca anche questo (almeno spero), dadaimc ha un
> minimo di documentazione in + , altrimenti la si scrive.
> La possibilita' di scrivere moduli che fanno cose diverse

La scelta cade su Drupal anche perche è un software modulare. Quindi
il discorso che fai per DadaImc vale anche per Drupal.

> puo' essere la spinta a nuovi e vecchi coder a partecipare senza eccessivi accolli, non guardatela solo da un punto tecnico, se scrivo il modulo che prenda i
> feed da blog che reputo interessanti e' perche' alla base penso che la
> gente faccia buona informazione con i blog e questa informazione e'
> anche indymedia, perche' e' autogestita e trova quindi uno spazio sul
> nostro sito.

consenso.

> e se i blog vengono da blogspot.com? come la mettiamo?

Qui viene la parte interessante... Se pensiamo ad Indymedia 2.0 come
ad una FEDERAZIONE che accetta chiunque si riconosca nei "Principi di
Unità", sono i contenuti - in una fase iniziale - a dover prevalere
sul dove il sito è ospitato. Questo per dire che un blog ospitato su
Blogspot deve poter entrare nel network.

MA...

"Stai su Blogspot... sai che su Autistici puoi avere un blog identico
ma su un server indipendente usando NoBlogs? Perche non trasferisci il
tuo blog su NoBlogs?"

Capito?

>
> [OPEN PUBLISHING]
>
> Una cosa di cui non abbiamo assolutamente parlato al miting.
> Io non lo metto in discussione, e' la nostra forza come nn ci sono + le
> mezze stagioni.
> Penso che possa essere migliorato.
> Vorrei responsabilizzare di + chi posta, rendere la localita'
> e la categoria obbligatoria, domandare che
> tipo di contributo si sta dando: volantino, documento programmatico,
> news ,etc ....
>
> Vorrei che sia + semplice che un post diventi ftr, anche se solo una
> serie di contributi dal newswire.

Se andiamo veramente verso la delocalizzazione, avrai degli IMC che
"vanno avanti" e sperimentano nuovi modi di fare newsire..
Tutto il potere ai soviet ;-)

> Mi piacerebbe aprire ai blogs, avere un newswire fatto anche dal feed
> di alcuni blogs che riteniamo a livello nazionale *in policy* e a
> livello di nodo *interessanti e pertinenti* , questo vuol dire che se io
> metto il blog di watchVeltroni, i bolognesi nn sono costretti ad averlo.
> Ma a livello nazionale il blog DEVE assolutamente essere in policy
> Per fare cio' creerei una lista italy-blogs in cui si discute se
> mettere o meno un blog nel circuito indy.

Io vorrei di piu'. A mio parere non basta che NOI mettiamo un blog in
feed (passivo), chiediamo invece al blog di ADERIRE al network
indymedia (e se vuole gli diamo pure il brand! "(((I))) Questo è un
nodo di Indymedia"). La federazione è una logica inclusiva che crea
relazioni, networking.


> [FINANCE]
>
> allo stato attuale non abbiamo ancora un server e nn abbiamo una lira.
> Abbiamo diverse proposte e amici che ci vogliono ancora bene (si,
> anche io mi sorprendo :)) e ci darebbero addirittura banda e macchina
> aggratis.
> Non voglio pero' seguire questa linea, voglio pagare un server e la
> banda che consumiamo. Penso sia importante a livello di
> responsabilizzazione della comunita', bisogna uscire per strada e
> cercare i soldi. non voglio ritrovarmi fra altri 6 anni agli stessi
> problemi. se poi i soldi nn ci servono ci sono mille altre situazioni
> amiche e affini a cui potrebbero servire.

come ho già scritto massimo consenso. Indymedia deve tornare ad essere
un media "caldo" fondato sulle relazioni, anche territoriali.

>
> [FUTURO]
>
> Spero vivamente di non impelagarmi nel process.
> Spero che nel giro di 2 mesi (magari il 1° gennaio?) si possa tornare
> online vivi e rigenerati, magari all'inizio + piccoli e con una nuova
> immagine di indymedia italia.
>
> Quello di cui vorrei parlare nel process e':
>
> -rapporti di potere tra italy-list e nodi
> -modalita' di creazione dei nodi (numero minimo di partecipanti?
> ridondanza di categorie, etc...)
> -modalita' di come inserire un blog nel circuito
> -modalita' di finanziamento
> -altro che naturalmente usciranno
>
>
> ps.
> sicuramente nn e' tutto, ho cercato di sintetizzare e dare un idea
> generale del perche' e percome.

grazie ameba!

magius

>
>
> --
> Rendi anche tu l'internet un mondo migliore, impara a quotare!
> http://wiki.news.nic.it/QuotarBene
>                                        by alice
> --
> ((i)) Indymedia Italia :: per modificare la tua iscrizione: http://lists.indymedia.org/mailman/listinfo/italy-list
>


-- 
"Molte persone partono con l'intenzione di cambiare il mondo, ma poi
finiscono per trasformarsi in nulla più che semplici bottegai". Elisée
Reclus, 1898



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